Sembra fantascienza, invece è Islanda. Tra le sponde del lago Myvatn si estende Dimmuborgir, un intrico di colonne, archi e grotte di lava nera che dà l’idea di camminare tra le rovine di una città antica. Qui si incrociano geologia, folklore nordico e set televisivi famosi, con un plus non scontato: ingresso e parcheggio gratuiti, 24 ore su 24. Si tratta di una delle tappe più scenografiche del Diamond Circle, facile da raggiungere anche in un viaggio on the road.
Dimmuborgir, dove il fuoco ha scolpito una “città” di lava
Il nome Dimmuborgir significa “Fortezze Oscure” e descrive bene il colpo d’occhio: pinnacoli, archi naturali e volte di lava che ricordano le mura di un borgo perduto. Il complesso si è formato circa 2.300 anni fa, quando flussi di magma provenienti dalle fessure di Lúdentarborgir e Þrengslaborgir entrarono in contatto con zone paludose attorno al lago. Il vapore generato all’istante scavò camini sotto la crosta, mentre la lava, raffreddandosi, consolidò torri e cavità che oggi disegnano un vero labirinto.
Gli studiosi lo classificano come un sistema di pseudocrateri “senza radici” (rootless), una configurazione rara che, con questa complessità, è stata osservata altrimenti sui fondali oceanici al largo del Messico. L’ambientazione ha sedotto anche il grande schermo: la produzione di Game of Thrones ha scelto Dimmuborgir come scenografia per l’accampamento dei Bruti nella terza stagione.
Come arrivare al Dimmuborgir e quando andare
Dimmuborgir si trova nella regione nord-orientale, a pochi minuti dalla sponda orientale del lago Myvatn. Da Akureyri, la “capitale del Nord”, si percorrono poco più di 80 km in circa 75 minuti lungo la Ring Road (Route 1); poi si svolta sulla Route 848 seguendo le indicazioni per il Visitor Center. La segnaletica è chiara e l’ultimo tratto è breve.
Ogni stagione cambia volto al paesaggio. In estate, il contrasto tra la lava nera e i verdi muschi regala foto nitide fino a tarda sera, con il sole di mezzanotte che prolunga le ore utili. In inverno, neve e ghiaccio trasformano le torri in sculture candide e il buio anticipato moltiplica le chance di vedere l’aurora boreale. Primavera e autunno restano periodi validi per chi cerca meno affollamento.
Sentieri segnalati: dall’assaggio veloce alla “cattedrale” di lava
Tutti i percorsi partono dal Visitor Center (Borgarás) e sono ben marcati. Per tutela dell’area e sicurezza personale, è fondamentale restare sui tracciati: la roccia vulcanica è friabile, tagliente e l’orientamento può ingannare. La rete escursionistica consente un primo sguardo rapido o una passeggiata più lunga tra le formazioni più scenografiche.
- Piccolo Cerchio (Litli Hringur): segnalato in bianco/giallo, pavimentato e accessibile. In 10-15 minuti consente un colpo d’occhio sulle strutture principali. Indicato per carrozzine e sedie a rotelle.
- Grande Cerchio (Stóri Hringur): tracciato rosso, circa 3 km. In 40-60 minuti ci si addentra tra pilastri e torri più imponenti, con scorci in solitaria.
- Percorso della Chiesa (Kirkjuhringurinn): circa 2,4 km tra andata e ritorno. È l’itinerario più noto perché conduce alla grotta Kirkjan, il simbolo del parco.
Kirkjan, la “Chiesa” che sembra una cattedrale gotica
La deviazione verso Kirkjan ripaga sempre. La volta naturale, perfettamente arcuata e aperta su entrambi i lati, amplifica suoni e prospettive come una navata in pietra. La luce, filtrando tra gli ingressi, disegna contrasti netti che valorizzano le tessiture della lava. Si consiglia attenzione su neve e ghiaccio e il rispetto dei perimetri indicati vicino all’arco.
Servizi, costi e consigli pratici
L’accesso a Dimmuborgir è gratuito e privo di barriere: si può entrare a qualsiasi ora, caratteristica utile d’estate per passeggiare con luce naturale fino a tardi o d’inverno per attendere l’aurora. Anche il parcheggio in ghiaia davanti al Visitor Center è gratuito. Presso l’ingresso sono disponibili servizi igienici (in genere con piccolo contributo per la manutenzione) e aree picnic.
Per una sosta al caldo, il Kaffi Borgir offre zuppe, piatti semplici e ampie vetrate sul paesaggio. Sul fronte abbigliamento, il meteo è variabile e il vento può essere teso anche ad agosto: si dovrebbe vestire a strati, con guscio impermeabile e antivento. In inverno, i sentieri possono gelare: i ramponcini da applicare agli scarponi risultano altamente raccomandati per evitare scivolate.
Tra folklore e Natale: i 13 Jólasveinar
Le cavità nere di Dimmuborgir hanno alimentato leggende sin dai tempi antichi. La tradizione natalizia islandese colloca qui la dimora dei 13 Jólasveinar, i “Ragazzi di Yule”, figli dei troll Gryla e Leppalúði, con l’inquietante Jólakotturinn, il “Gatto di Yule”, a completare il racconto.
Nei 13 giorni che precedono la vigilia, questi personaggi scendono simbolicamente dalle montagne: la versione moderna del mito prevede piccoli doni nelle scarpe dei bambini, o patate come monito per i meno disciplinati.
Cosa vedere attorno a Myvatn in giornata
Limitarsi a Dimmuborgir significherebbe perdere un concentrato straordinario di fenomeni vulcanici e geotermali tutti attorno al lago. In un raggio di pochi chilometri si alternano crateri di tefra, solfatare attive, grotte con acque termali e curiosi pseudocrateri erbosi. Di seguito alcune tappe iconiche che si prestano a un itinerario completo in mezza o intera giornata.
- Hverfjall (o Hverfell): un enorme cratere di cenere, simmetrico e nero, formatosi circa 2.500 anni fa. La salita ripida regala un panorama circolare sul Myvatn e sui campi di lava circostanti.
- Hverir – passo di Námaskarð: suolo arancio e ocra, fumarole attive e pozze di fango che ribollono a vista. Paesaggio lunare, odore di zolfo marcato e passerelle per muoversi in sicurezza.
- Grjótagjá: fenditura nella roccia che custodisce una grotta con acqua termale azzurra. Oggi la balneazione non è consentita per motivi di sicurezza legati alla temperatura variabile.
- Skútustaðagígar: pseudocrateri erbosi affacciati sul lago, modellati da esplosioni di vapore quando la lava incontrò aree umide. Area perfetta per passeggiate e birdwatching in estate.
- Myvatn Nature Baths: vasche geotermiche all’aperto color latteo-celeste, spesso considerate un’alternativa più tranquilla alla Blue Lagoon del sud. Ideali per concludere la giornata tra vapori caldi e viste sul bacino.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In Islanda esiste un labirinto di lava che sembra un altro pianeta
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Redazione
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