Frecciarossa in Basilicata riattivato fino a Metaponto


La ripartenza del Frecciarossa lucano non coincide con il ritorno pieno della relazione Taranto-Torino. La fotografia ferroviaria è netta: la linea riapre, il treno AV rientra, Taranto viene esclusa dal perimetro commerciale scelto dalla Basilicata. Metaponto diventa il confine tra servizio garantito e tratto ancora legato al negoziato sui costi.

Il calendario della vicenda: i binari tornano disponibili dal 1 luglio; il prolungamento AV verso Taranto dipende dalla firma economica tra Basilicata e Puglia.

Sommario dei contenuti

Il servizio riparte con un confine commerciale netto. Il Frecciarossa corre sulla direttrice Salerno-Potenza-Metaponto e collega la Basilicata al corridoio nazionale fino al Nord. La tratta oltre Metaponto non entra nella programmazione riattivata il 1 luglio. La decisione concentra sulla regione lucana la parte già coperta e lascia Taranto fuori dalla relazione AV finché la compartecipazione pugliese non viene firmata.


RAI News ha registrato lo stesso dato nelle ore della ripartenza: treni di nuovo sui binari lucani, ultima fermata a Metaponto e acquisto dei biglietti riaperto dal pomeriggio precedente.

Metaponto non è una fermata scelta a caso. La stazione consente l’attestazione del convoglio e dispone degli spazi ferroviari usati per il ricovero dell’alta velocità. La soglia ferroviaria coincide con quella amministrativa: il treno termina nella provincia di Matera e non impegna il tratto verso Taranto, che richiede copertura economica condivisa.

La posizione ufficiale della Agenzia stampa della Giunta regionale della Basilicata fissa il perimetro in modo lineare: il collegamento è operativo da e per la Basilicata, l’attestazione è a Metaponto, il confronto con l’amministrazione pugliese riguarda il ripristino del prolungamento ionico.

Il cantiere chiuso il 30 giugno

Il traffico era stato sospeso dal 1 marzo 2026 per lavori di potenziamento infrastrutturale e tecnologico sulla Taranto-Potenza-Battipaglia. RFI ha collocato la chiusura del cantiere al 30 giugno: rinnovo del binario unico, interventi in galleria con sistema Fast System Overail, lavori nelle stazioni di Contursi e Buccino, opere su rilevati, ponti e viadotti.

La voce economica maggiore riguarda il blocco Battipaglia-Potenza: circa 72 milioni di euro, con 30 operatori economici e 600 addetti coinvolti tra imprese fornitrici e personale del gestore dell’infrastruttura. Il lotto Grassano-Bernalda appartiene invece al più largo programma di velocizzazione sulla direttrice verso Metaponto e Taranto.


Cancellazioni e bus fino al 30 giugno

Trenitalia aveva regolato lo stop con una soppressione parziale dei Frecciarossa 9514 e 9547. Il 9514 Taranto-Torino è stato cancellato da Taranto a Salerno dal 1 marzo al 30 giugno; il 9547 Milano-Taranto è stato cancellato da Salerno a Taranto dal 28 febbraio al 29 giugno.

Durante il periodo di cantiere le corse bus PZ114 e PZ147 hanno coperto l’aggancio tra Metaponto; Ferrandina/Scalo Matera; Grassano; Potenza e Salerno. Questa architettura lascia una traccia precisa nel ritorno del servizio: la vendita ferroviaria riapre quando la relazione torna gestibile senza navetta sostitutiva sul tratto lucano.

Biglietti riaperti e treno del mattino

Dal pomeriggio del 30 giugno i titoli di viaggio sono tornati acquistabili sui canali del vettore. La mattina del 1 luglio il Frecciarossa verso Torino è partito da Potenza con pochi minuti di ritardo sull’orario delle 7:50; il dato è comparso anche nel Corriere del Mezzogiorno.

Nel sistema di relazione rimangono i numeri 9514 verso Nord e 9547 verso Sud. Origine e termine commerciale sono concentrati su Metaponto. Questa scelta taglia il tratto pugliese senza toccare la riapertura ferroviaria lucana appena uscita dal cantiere.

La quota pugliese che non è stata firmata

La frizione è contrattuale: il binario è riaperto, la copertura economica della tratta ionica no. Regione Basilicata aveva chiesto alla Puglia una partecipazione alla spesa della relazione fino a Taranto. La soglia circolata nelle carte politiche è il 30% di una partita indicata in circa quattro milioni di euro.


Pasquale Pepe ha legato l’attestazione a Metaponto alla mancata ratifica con la Regione guidata da Antonio Decaro e con l’assessorato pugliese ai trasporti. La cronaca di IVL24 colloca la decisione nelle ultime ore prima del rientro, dopo settimane in cui biglietti e orari del Frecciarossa erano rimasti bloccati dalla trattativa.

Il precedente del 2020 su Taranto

Taranto era entrata nel Frecciarossa dal 1 gennaio 2020 dopo un accordo Basilicata-Puglia. La stessa Regione Puglia aveva presentato quella estensione come passaggio condiviso tra le due amministrazioni e aveva segnalato la disponibilità dei biglietti sui canali di vendita già dal primo giorno.

Quel precedente pesa oggi: dimostra che la tratta ionica vive su un equilibrio politico-finanziario separato dalla riapertura materiale della linea lucana. Il treno arriva dove il contratto copre il costo del servizio; oltre Metaponto serve un’intesa che al 1 luglio non risulta ratificata.

Il servizio Frecce tra mercato e compensazioni

Una nota depositata presso la V Commissione del Consiglio regionale della Puglia nel 2019 aveva fissato un principio ancora vivo: le Frecce sono treni a mercato, svolti a rischio d’impresa e sostenuti dai ricavi dei biglietti. Su questa natura commerciale si innesta la tensione tra richiesta regionale di contribuzione e aspirazione a un servizio in grado di reggersi senza fondi pubblici.

La distinzione pesa molto nel caso lucano. Un Frecciarossa usato per garantire accessibilità territoriale non assomiglia a una corsa AV pura fra grandi poli di domanda; per questo il confine tra contratto pubblico, rischio commerciale e scelta politica diventa il fronte su cui Basilicata e Puglia non hanno chiuso la firma.


Intercity e regionale non seguono il taglio

Il taglio su Taranto riguarda il Frecciarossa, non l’intero ferro lucano-ionico. Le due coppie Intercity Roma-Taranto sono rientrate con fermate lucane a Metaponto; Ferrandina-Scalo Matera; Grassano-Garaguso-Tricarico; Potenza Centrale e Bella-Muro.

Nei giorni feriali circolano 24 treni regionali: sette coppie fra Potenza e la Campania, quattro tra Potenza e Taranto, una fra Potenza e Baragiano. ANSA ha riportato la stessa scansione nella giornata della ripresa, separando così il servizio AV dalla rete ordinaria che serve pendolari, studenti e viaggiatori di media percorrenza.

Per chi viaggia dal 1 luglio

Chi parte da Taranto per una Freccia verso Roma/Milano/Torino deve ora agganciare il servizio in altra stazione oppure usare l’Intercity fino a una stazione di coincidenza. Chi parte da Potenza o dall’area metapontina recupera invece la relazione ad alta velocità senza il bus sostitutivo verso Salerno.

Per il passeggero lucano il salto è netto: si passa dalla navetta su gomma al rientro della corsa ferroviaria sul tratto riaperto. Per il viaggiatore tarantino, la differenza è altrettanto misurabile: l’alta velocità non parte più dal capoluogo ionico e l’accesso alla Freccia richiede un segmento ferroviario o automobilistico aggiuntivo.

La reazione sindacale sul capolinea

Filt Cgil, attraverso Radio Laser, ha contestato l’esito e chiesto un chiarimento sull’inquadramento europeo del finanziamento. La posizione sindacale non modifica i treni in partenza dal 1 luglio ma fotografa il fronte più fragile della vicenda: un servizio commerciale usato come presidio di mobilità territoriale.


Il sindacato richiama anche un dubbio di esercizio: se il convoglio termina formalmente a Metaponto, occorre capire come vengono organizzati ricovero del materiale e controlli di esercizio. La Regione ha scelto un’uscita amministrativa immediata per non lasciare la Basilicata senza Frecciarossa dopo il cantiere.

La firma sui costi decide Taranto

Il prolungamento fino a Taranto rientra solo con una firma sui costi. Fino a quel momento, riapertura della linea e ritorno del Frecciarossa si muovono su due piani diversi: i binari sono pronti, il contratto no.

Dal 1 luglio il treno c’è. Per Taranto la porta dell’AV rimane chiusa dal lato amministrativo: la decisione non nasce dai lavori conclusi dal gestore dell’infrastruttura, nasce dall’assenza di una copertura condivisa sul tratto oltre Metaponto.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Junior Cristarella

Source link


Di