Commissione Covid, Fontana garantisce il rientro di Conte


La novità istituzionale è contenuta in poche righe della lettera di Fontana: Conte lascerà il seggio soltanto a ridosso dell’audizione e la Presidenza della Camera dichiara l’intendimento di nominarlo di nuovo nella Commissione Covid. Il confronto passa dalla polemica televisiva all’agenda dell’organismo bicamerale.

Avviso: il testo riguarda atti parlamentari, lettere fra cariche istituzionali e dichiarazioni politiche. Ogni riferimento a responsabilità personali resta legato alle parole rese pubbliche e ai lavori della Commissione.

Sommario dei contenuti

Fontana sblocca il rientro dopo l’audizione

Lorenzo Fontana ha risposto alla richiesta di Giuseppe Conte con una formula che incide sull’assetto della Commissione: nomina di nuovo nel più breve tempo possibile dopo la seduta in cui l’ex premier sarà ascoltato. La frase compare anche nella cronaca di ANSA, pubblicata il 30 giugno alle 20:58.


Conte presenta le dimissioni a ridosso della seduta. Per il tempo dell’audizione non siede fra i commissari. Concluso l’ascolto, Fontana dichiara l’intendimento di riportarlo nell’organismo. Il vincolo temporale evita che l’atto di uscita diventi rinuncia definitiva al seggio.

Conte chiede la data a Lisei

La risposta di Fontana porta Conte al passaggio che cercava: il presidente M5S ora chiede a Marco Lisei, presidente della Commissione e senatore FdI, di concordare la data. La formula politica abbandona la disponibilità generica e entra nel calendario con la richiesta di fissare la seduta davanti a Palazzo San Macuto.

Adnkronos aveva già pubblicato il 29 giugno il testo della lettera inviata a Fontana e Ignazio La Russa, con la disponibilità di Conte a dimettersi a ridosso dell’audizione. La risposta del presidente della Camera chiude la parte sulla garanzia e porta la palla sul calendario dei lavori.

Il seggio M5S e la relazione di minoranza

Il rientro ha un peso politico perché il seggio permette a Conte di restare nei lavori conclusivi della Commissione. Avvenire ha posto il tema della relazione di minoranza: senza rientro Conte entrerebbe in audizione come ex premier e uscirebbe dal circuito dei commissari chiamati a discutere gli atti finali.

Il seggio è anche rappresentanza del gruppo. La sostituzione definitiva di un componente non equivale alla sospensione brevissima legata a una seduta: nel primo caso cambia l’assetto dell’organismo, nel secondo la Commissione neutralizza l’incompatibilità per il solo ascolto.


Il precedente Bignami alza la pressione politica

Galeazzo Bignami, capogruppo FdI alla Camera, ha presentato le dimissioni da componente della Commissione dopo la richiesta di ascoltarlo. La Sicilia ha collocato l’annuncio nella serata del 29 giugno. La mossa ha offerto alla maggioranza un argomento immediato contro Conte, accusato di usare il seggio come riparo.

Fra le due uscite dal seggio c’è una differenza netta. Bignami lascia per rendersi disponibile senza porre il rientro come condizione. Conte lega la sua uscita alla reintegra, perché intende partecipare ai lavori successivi e alla discussione dei testi conclusivi.

La base formale della Commissione

Il Parlamento Italiano indica l’organismo come Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2, istituita con legge n. 22 del 5 marzo 2024 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 61 del 13 marzo 2024. La scheda istituzionale segnala Marco Lisei presidente e Giuseppe Conte fra i deputati componenti.

La natura bicamerale pesa nella risposta di Fontana: la lettera richiama l’intesa con il presidente del Senato. La garanzia sul ritorno supera il rapporto personale fra presidente della Camera e deputato; incide sull’intero organismo durante un’audizione anomala, perché riguarda un componente chiamato a riferire.

Ottobre 2024 nel fascicolo parlamentare

Conte colloca la propria disponibilità nell’ottobre 2024 e richiama un intervento nella quinta seduta del 15 ottobre 2024. LaPresse ha pubblicato il passaggio della missiva in cui il leader M5S afferma di avere già comunicato a Lisei la volontà di essere ascoltato nelle forme ritenute congrue.


La data allarga il fascicolo oltre la sola cronaca di giugno. La discussione attuale nasce da un accumulo di lettere, richieste e sedute rimaste senza calendario condiviso. Con la risposta di Fontana, il fascicolo perde una delle obiezioni procedurali invocate nel dibattito politico.

Le contestazioni dell’8 giugno

Il clima della Commissione era già degradato l’8 giugno, quando i capigruppo di Pd, M5S, Avs e Italia viva contestarono le audizioni delegate a consulenti in un commissariato di polizia. Sky TG24 ha pubblicato la lettera delle opposizioni, con la richiesta di dimissioni di Lisei e la denuncia di attività giudicate nulle dai gruppi.

Quel precedente dà misura della lettera di Fontana: il conflitto corre sui nomi da ascoltare e sulle regole con cui l’organismo raccoglie testimonianze. La garanzia a Conte interviene su quel piano, perché separa la persona ascoltata dal componente chiamato a rientrare.

Le voci dei commissari nello stesso pomeriggio

Radio Radicale ha registrato il 30 giugno due interviste parallele sullo scontro: Alfonso Colucci per il Movimento 5 Stelle alle 14:00 e Alice Buonguerrieri per Fratelli d’Italia alle 13:00. L’orario delle interviste racconta una Commissione già dentro la battaglia procedurale prima della risposta serale di Fontana.

La presenza di voci contrapposte nello stesso pomeriggio dà la misura della rapidità con cui il caso è salito dal tavolo della Commissione alle presidenze delle Camere. Il terreno scelto da Conte è la garanzia di rientro; quello scelto da FdI è l’equiparazione con le dimissioni di Bignami.


Il convegno sulla legge elettorale

La risposta di Fontana è arrivata durante il convegno sulla legge elettorale con Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Riccardo Magi. In quella sede Conte ha proposto per il campo progressista la formula alleanza per la Costituzione e per la democrazia.

Il collegamento politico è immediato: Conte usa la garanzia ricevuta sulla Commissione Covid per chiedere la convocazione e nello stesso evento allarga il discorso all’opposizione parlamentare. La vicenda Covid resta un terreno di scontro con FdI ma entra anche nel racconto più largo della competizione verso le prossime elezioni.

La parte nuova dopo il pezzo del 30 giugno

Il pezzo pubblicato da Sbircia la Notizia Magazine il 30 giugno alle 15:41 aveva fermato la prima metà della vicenda: dimissioni di Bignami, lettera di Conte e richiesta di rientro nel seggio. La scheda interna conserva la sequenza precedente.

L’avanzamento delle 20:58 riguarda la parte mancante: la garanzia di Fontana. Senza quella risposta la posizione di Conte restava una richiesta politica. Con quella risposta l’audizione entra nella zona delle decisioni di calendario.

La convocazione porta la Commissione al verbale

La data dell’audizione porta la Commissione dal carteggio alla seduta. Se Lisei fissa la convocazione, le accuse politiche dovranno assumere forma di domande e risposte verbalizzate. Se la data tarda, la garanzia di Fontana rimarrà un atto istituzionale senza seduta da regolare.


Dopo il via del presidente della Camera, l’ostacolo del ritorno nel seggio cade. Rimane la scelta della presidenza della Commissione sulla convocazione.


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 Junior Cristarella

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