Cuba, riforme economiche con assetto politico invariato


La frase di Díaz-Canel non è una cornice retorica. Delimita il campo delle trasformazioni: si apre spazio al mercato, resta intatta la gerarchia del Partito comunista e lo Stato conserva la regia sui settori strategici.

La data da fissare è il 27 giugno 2026: quel giorno il capo dello Stato ha usato la tribuna della CTC per separare l’apertura economica da qualunque trattativa sul potere politico.

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La linea politica del 27 giugno

La chiusura del congresso CTC ha separato due piani che fuori da Cuba erano stati spesso saldati: apertura economica e concessione politica. Díaz-Canel ha accettato la prima come necessità di sopravvivenza produttiva; ha chiuso la seconda richiamando socialismo, partito e mobilitazione sindacale. La formula usata non descrive una liberalizzazione istituzionale. Delimita un mercato ammesso a lavorare sotto licenze, vigilanza bancaria e gerarchia statale.

Il passaggio arriva dopo l’approvazione urgente delle trasformazioni da parte del Partito comunista e dell’Assemblea Nazionale. La scelta del congresso sindacale come luogo della replica pesa quanto il contenuto della frase: la dirigenza cubana vuole che la riforma sia accompagnata nei centri di lavoro e non trattata come patto fra governo e capitale privato.

Il pacchetto economico in cifre

Il pacchetto conta 176 trasformazioni raccolte in 23 assi tematici. La traiettoria ha attraversato Ufficio politico, Comitato Centrale del Partito Comunista, Assemblea Nazionale e Consiglio dei ministri; la pubblicazione aggiornata è arrivata il 25 giugno. La catena istituzionale pesa: il voto parlamentare ha ratificato una correzione prodotta dall’apparato stesso.

Il documento lavora su leve diverse: impresa statale, forme non statali, cambio, banca, fiscalità, agricoltura, energia, turismo, sussidi e lavoro. La selezione non è casuale. Sono i punti dove l’economia cubana incontra scarsità di divise, bassa produttività e dipendenza energetica. L’apertura serve a portare capitali e gestione privata senza sostituire il centro politico del sistema.

Banche private sotto vigilanza del Banco Central

Nel sistema finanziario entra la partecipazione privata nella banca, con istituti sottoposti alla supervisione del Banco Central de Cuba alle stesse condizioni regolatorie previste per le banche statali. La misura apre anche a istituzioni non bancarie per microcrediti, agenti autorizzati per rimesse e un mercato digitale del cambio con aste valutarie.

Il cambio diventa la camera di compensazione della riforma. Senza divise accessibili, l’autorizzazione di nuovi attori rimane un titolo formale. La parte più materiale è la costruzione di canali legali per ciò che già circola nell’economia reale: rimesse, dollari, pagamenti digitali, importazioni private e credito non statale.

Imprese statali tra azioni e partecipazioni

La società mercantile per azioni entra nel lessico delle imprese statali. Il documento prevede partecipazioni acquistabili da imprese pubbliche, soggetti non statali e persone fisiche con gradualità definita dal governo. Nei settori strategici lo Stato conserva la maggioranza.

Il nucleo patrimoniale riguarda la valutazione di mercato degli attivi statali, con certificati usabili come garanzia per il credito e contratti di lungo periodo su beni sottoutilizzati. In un’economia dove il patrimonio pubblico spesso non produce liquidità, monetizzare asset senza venderne il controllo diventa la via scelta per cercare credito, investimenti e manutenzione.

Impresa privata oltre il tetto dei 100 lavoratori

Le imprese private ottengono margini più larghi: assunzioni oltre i 100 lavoratori, titolarità di più aziende da parte della stessa persona naturale, partecipazioni in più società e forme societarie includendo la società anonima per azioni. Lo Stato conserva il potere di definire tempi, licenze e gradualità.

L’apertura allarga lo spazio economico senza cedere il potere di filtro. Il salto rispetto alle piccole attività tollerate in passato sta nella scala: più lavoratori, più capitale, più accesso al cambio e più intreccio con importazioni ed esportazioni. Per la burocrazia cubana significa governare imprese vere, non solo attività familiari.

Diaspora, immobili e turismo

I cubani residenti all’estero entrano come potenziali investitori in imprese cubane e operazioni turistiche. Il pacchetto ammette compravendite residenziali nei progetti immobiliari, investimenti in aree turistiche, affitti, usufrutti onerosi e concessioni. Il capitale della diaspora viene trattato da L’Avana come valuta e capacità imprenditoriale.

La rappresentanza politica resta esclusa dall’architettura delle misure. Qui corre la linea più sensibile verso Miami: l’investimento è ammesso se accetta regole cubane, canali cubani e controlli cubani. La diaspora viene chiamata a finanziare pezzi dell’economia nazionale senza acquisire uno spazio politico autonomo.

Sussidi e lavoro nella parte sociale del pacchetto

La parte sociale del pacchetto è quella più esposta nella vita quotidiana. Il trasferimento dai sussidi ai prodotti ai sussidi alle persone riguarda carburante, elettricità, trasporto, acqua e altri beni. La protezione verrà caricata su fondi e programmi destinati a famiglie vulnerabili.

Nel lavoro entrano pluriattività, telelavoro dall’estero su interesse del datore, giornate inferiori alle otto ore con retribuzione proporzionale e disciplina per adolescenti dai 15 anni fino al compimento dei 18 in condizioni eccezionali. Il nuovo Codice del lavoro arriva alla sessione parlamentare di luglio con il compito di tradurre l’apertura economica in rapporti di lavoro, previdenza e responsabilità d’impresa.

La CTC come cinghia istituzionale

Il congresso sindacale ha avuto 759 delegati, con 561 in videoconferenza per la stretta energetica. La CTC conta 2.069.285 iscritti e resta la cinghia di trasmissione tra governo, luoghi di lavoro e accettazione sociale delle misure. La segreteria nazionale è stata rinnovata con 13 membri guidati da Osnay Miguel Colina.

La replica di Díaz-Canel arriva nel sindacato unico, scelta che assegna ai lavoratori organizzati il compito di disciplinare l’apertura al mercato. In termini politici, la CTC trattiene salari, licenziamenti, orari ridotti e ingresso del privato nel perimetro controllato dal PCC.

Pressione USA, energia e margini reali

La stretta energetica pesa sulla messa in marcia delle trasformazioni. Associated Press ha ricondotto blackout e razionamento del lavoro alla caduta degli arrivi petroliferi, con Cuba capace di produrre solo il 40% del petrolio che consuma. Le sanzioni statunitensi di giugno contro società collegate a GAESA, lette da Akerman sul piano dei pagamenti e della logistica, stringono proprio i canali che dovrebbero servire a investitori e importatori.

Il pezzo del 20 giugno pubblicato da Sbircia su Cuba, Trump richiama il raid che catturò Maduro aveva già registrato la doppia pressione statunitense: opzione militare evocata nel discorso pubblico americano e sanzioni sui canali finanziari. Il discorso alla CTC aggiunge la risposta cubana sul lato interno. L’Avana ammette mercato regolato per energia, importazioni e produzione. Respinge che quella apertura diventi trattativa sull’assetto del potere.

Perché la politica non si apre

Díaz-Canel teme che l’equivalenza tra mercato e pluralismo venga usata per chiedere partiti, elezioni competitive e separazione del sindacato dal PCC. La frase contro le proposte neoliberiste risponde a quell’accoppiamento. Il governo cubano vuole beni, credito, carburante e valuta da attori privati. Quei canali non diventano rappresentanza politica autonoma.

La linea ufficiale non assorbe il capitalismo come sistema. Assorbe strumenti capitalistici selezionati: banca, cambio, azioni, contratti, turismo immobiliare e capitale esterno. Ogni strumento viene incardinato in una licenza, in un controllo o in una maggioranza statale. L’apertura è reale sul terreno economico, bloccata sul terreno istituzionale.

Le date che fissano la sequenza

La cronologia separa decisione economica e chiusura politica. Il 18 giugno l’Assemblea Nazionale ha approvato il pacchetto. Il 25 giugno il testo aggiornato delle 176 trasformazioni è stato reso disponibile. Il 27 giugno Díaz-Canel ha parlato alla CTC e ha sbarrato l’ipotesi di una revisione dell’assetto politico. A luglio il nuovo Codice del lavoro arriva all’Assemblea, con norme legate a imprese più autonome, pluriattività e lavoro non statale.

Il discorso integrale pubblicato da Granma colloca la chiusura al Palacio de Convenciones. La griglia numerica su delegati, videocollegamenti e nuova segreteria CTC coincide nelle cronache di ANSA ed EFE. Reuters ha fissato la dimensione parlamentare del voto sulle oltre 175 misure, Al Jazeera ha registrato l’ammissione presidenziale su lentezze e burocrazia interne e Cubadebate ha diffuso il testo aggiornato delle trasformazioni. La convergenza fissa il fatto dirigente: l’apertura economica viene autorizzata senza accesso al pluralismo politico.


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 Junior Cristarella

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