unione civile tra due sindaci in carica


Il 27 giugno 2026 a Pordenone Alessandro Basso e Loris Bazzo si sono uniti civilmente. Basso guida il Comune di Pordenone, Bazzo guida il Comune di Carlino, in provincia di Udine. La qualifica dei due sposi trasforma un atto di coppia in un caso di diritto pubblico visibile: due amministratori locali in carica entrano nel registro come titolari del diritto, una posizione diversa da quella di celebranti.

Precisione giuridica: il termine corretto è unione civile. Nel lessico corrente si parla spesso di nozze. L’atto italiano resta quello previsto dalla legge 20 maggio 2016, n. 76.

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Il 27 giugno nei registri italiani

La data da fissare è sabato 27 giugno 2026. Basso e Bazzo hanno formalizzato l’unione a Pordenone davanti a un celebrante scelto tra le figure storiche della città: Alvaro Cardin, ex sindaco e volto democristiano della Pordenone degli anni Ottanta e Novanta. La formula giuridica adottata non richiede un rito religioso né un matrimonio civile; richiede la dichiarazione davanti all’ufficiale di stato civile, la presenza dei testimoni e la registrazione dell’atto.


Il primato nasce dalla combinazione delle cariche: due sindaci in esercizio, due Comuni diversi, una sola dichiarazione di unione civile. In Italia l’istituto esiste dal 2016. Fino al rito pordenonese non risultava un caso pubblico analogo con entrambe le parti sedute nello stesso tempo alla guida di un municipio.

La carica dei due sposi pesa nell’atto

Il sindaco, nelle funzioni di stato civile, opera di regola dall’altra parte del tavolo: registra nascite, matrimoni, morti e unioni civili attraverso l’apparato comunale. Il 27 giugno Basso e Bazzo entrano invece come parti dell’atto. La simmetria istituzionale è insolita: due persone che rappresentano Comuni diversi usano lo stesso istituto che ogni municipio deve applicare senza distinzione politica.

La forza amministrativa del caso nasce qui. La celebrazione non resta nella sola sfera privata della coppia. Due autorità comunali attestano, con la propria scelta, la normalità giuridica di un atto che passa dagli uffici anagrafici e incide sullo stato civile personale.

Sede finale e celebrazione affidata a Cardin

La sede finale indicata per il rito è Villa Cattaneo, nel Pordenonese, dopo una programmazione iniziale legata al chiostro di San Francesco. Il cambio di luogo segue la dimensione della partecipazione: oltre cinquecento invitati tra familiari, amici e rappresentanti istituzionali. La cerimonia è stata costruita su un registro pubblico sobrio, con abiti blu e fedi scambiate davanti ai presenti.

La scelta di Cardin come celebrante ha un peso locale ulteriore. Un ex sindaco di Pordenone celebra l’unione del sindaco attuale della città con un altro sindaco friulano. La catena istituzionale non è ornamentale: collega generazioni amministrative diverse e mette la forma civile sopra ogni appartenenza di partito.


La legge 76/2016 applicata da due amministratori del centrodestra

La base giuridica è la legge 20 maggio 2016, n. 76, in vigore dal 5 giugno 2016. Il testo introduce l’unione civile tra persone dello stesso sesso e disciplina le convivenze di fatto. In termini amministrativi, la legge crea una posizione registrabile nello stato civile e assegna alla coppia un fascio di diritti e doveri reciproci.

La giornata pordenonese mostra una torsione politica netta: due esponenti del centrodestra adoperano un istituto nato in una stagione parlamentare contrastata proprio dalle forze oggi associate ai loro percorsi. La legge, dieci anni dopo, funziona come atto ordinario dello Stato anche per chi appartiene a un campo politico che ne aveva contestato l’approvazione.

Il decennale delle unioni civili dentro la giornata friulana

Il 2026 coincide con il decennale dell’approvazione parlamentare della legge sulle unioni civili. Su Sbircia la Notizia Magazine abbiamo già seguito il bilancio dei dieci anni dell’istituto, ricordando la distanza tra unione civile e matrimonio e il tratto ancora aperto della genitorialità.

Il caso Basso-Bazzo aggiunge alla stagione del decennale una prova istituzionale concreta: l’unione civile vive nei conteggi nazionali e negli uffici comunali che la registrano. Entra anche nella biografia pubblica di chi quei Comuni amministra. Il legame con il decennale non è celebrativo; misura l’assorbimento della legge nella vita ordinaria degli enti locali.

I mandati locali di Basso e Bazzo

Alessandro Basso è stato eletto sindaco di Pordenone nelle amministrative del 13 e 14 aprile 2025, sostenuto da una coalizione di centrodestra nella quale figuravano Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e liste civiche. Il comunicato della Regione Friuli Venezia Giulia attribuisce alla sua candidatura 11.688 voti, pari al 54,03% delle schede valide.


Loris Bazzo è stato eletto sindaco di Carlino alle comunali dell’8 e 9 giugno 2024. Anche in questo caso gli atti regionali consegnano una misura elettorale definita: 941 voti e 69,34% delle schede valide, con sostegno dalle liste Energie per Carlino e Carlino San Gervasio Maranutto Insieme. L’unione del 27 giugno lega perciò un capoluogo provinciale e un Comune della Bassa friulana attraverso due mandati pieni.

La parola corretta resta unione civile

Nel discorso pubblico la parola matrimonio circola per immediatezza, soprattutto quando il rito ha abiti, fedi, invitati e festa. Sul piano del diritto italiano l’atto di Basso e Bazzo resta però unione civile. La distinzione giuridica conserva peso perché l’ordinamento italiano tiene separati l’istituto matrimoniale e l’istituto dedicato alle coppie dello stesso sesso.

La differenza non svaluta la portata dell’atto. Colloca la giornata nella forma esatta del diritto vigente: una dichiarazione resa davanti all’ufficiale di stato civile che modifica lo stato personale delle parti e produce conseguenze patrimoniali, successorie, previdenziali e assistenziali.

Presenze istituzionali e confine politico

Alla cerimonia hanno partecipato esponenti della politica locale e nazionale. Tra i nomi pubblici figurano Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento e Alessandro Ciriani, europarlamentare ed ex sindaco di Pordenone. Per l’area leghista è stata segnalata anche la presenza della viceministra Vannia Gava.

La partecipazione istituzionale colloca il rito fuori dalla dimensione puramente familiare. La giornata non diventa manifesto di partito: consegna alla politica un fatto che non rientra nelle categorie abituali: due sindaci di centrodestra si avvalgono di una legge sui diritti civili e lo fanno davanti a rappresentanti delle stesse aree politiche.


La traccia amministrativa dopo la cerimonia

La parte meno appariscente del rito è anche quella che dura: la registrazione. Una volta costituita, l’unione civile entra negli atti di stato civile e diventa titolo per rapporti patrimoniali, reversibilità, assistenza reciproca e scelte amministrative connesse alla vita della coppia. La scena pubblica si chiude, il registro comunale conserva la portata giuridica.

Nel caso Basso-Bazzo il registro assume un significato aggiuntivo. Chi guida un Comune sa che lo stato civile è uno dei luoghi in cui lo Stato incontra la vita privata senza proclami. Il 27 giugno quella funzione si è rivolta a due sindaci e ha mostrato la neutralità dell’atto: davanti al registro contano la dichiarazione, i requisiti di legge e la volontà delle parti.


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 Junior Cristarella

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