DAZN e terzo posto del Gruppo I


La partita di Toronto vale la terza posizione del Gruppo I e l’ultima via aritmetica per non chiudere il Mondiale con tre gare senza vittorie. Dentro la stessa finestra oraria, Norvegia e Francia si prendono la vetrina per il primo posto. Senegal-Iraq vive su un altro piano: salvare la classifica minima, proteggere orgoglio e lasciare al torneo almeno un risultato spendibile.

Orari: tutti i riferimenti sono indicati secondo l’ora di Roma. A Toronto il calcio d’inizio corrisponde alle 15:00 locali.

Sommario dei contenuti

Calcio d’inizio, stadio e diretta in Italia

Senegal-Iraq è il Match 62 della Coppa del Mondo 2026. Il calendario FIFA colloca la gara al Toronto Stadium, denominazione usata dal torneo per l’impianto di BMO Field, con partenza alle 15:00 locali. Lo stesso orario diventa 21:00 in Italia, 19:00 a Dakar e 22:00 a Baghdad.

La distribuzione italiana è secca: diretta su DAZN e streaming tramite app della piattaforma. Adnkronos registra la stessa fascia oraria e la stessa collocazione televisiva, dato che separa la gara di Toronto da Norvegia-Francia, visibile anche sui canali Rai. Il pubblico italiano avrà due partite del Gruppo I nello stesso minuto e due percorsi diversi sul telecomando.

La regola sportiva dell’ultima giornata dei gironi impone la contemporaneità. Le squadre impegnate nello stesso gruppo devono giocare senza conoscere prima l’esito dell’altra gara. A Toronto e Foxborough la classifica si muove nello stesso istante, senza calcoli costruiti sul risultato altrui.

La classifica consegna una gara senza pareggio comodo

Il Gruppo I arriva all’ultima giornata diviso in due fasce nette. Francia e Norvegia hanno già costruito sei punti; Senegal e Iraq sono ferme a zero. Il margine tra le due squadre in coda passa dal saldo reti: Senegal a -3, Iraq a -6. Un pareggio lascerebbe i senegalesi al terzo posto interno al gruppo.

La vittoria, invece, apre un conto più largo. Nel Mondiale a 48 squadre entrano nei sedicesimi le prime due di ogni girone più le otto migliori terze. Tre punti consegnano una posizione da confrontare con le altre terze; il posto nel tabellone resta legato alla graduatoria trasversale. Senza successo, la gara di Toronto resta confinata all’ordine finale del gruppo.

Il programma TV del 26 giugno pubblicato su queste pagine aveva già fissato la sovrapposizione fra le due gare del Gruppo I. Qui il tema è più stretto: chi chiude terzo e con quale punteggio lascia Toronto.

Il Senegal senza Mendy chiede più ordine a Koulibaly

Il Senegal arriva alla partita senza Édouard Mendy. L’assenza per il problema al ginocchio emerge anche nelle cronache Reuters della vigilia e toglie alla squadra il portiere titolare proprio nella gara in cui il primo errore rischia di pesare quanto un gol subito. Mory Diaw diventa il riferimento più accreditato fra i pali.

La linea guidata da Kalidou Koulibaly dovrà alzare la qualità della prima uscita. Contro l’Iraq la sola respinta è insufficiente. Il pallone deve arrivare verso Ismaïla Sarr, Sadio Mané e Nicolas Jackson con il corpo già orientato in avanti. Se il Senegal riceve spalle alla porta, l’azione si svuota e l’Iraq guadagna secondi per ricompattarsi.

Mané resta il nome con maggiore peso emotivo. La sua partita si misura anche lontano dal tiro. Il Senegal ha bisogno che occupi il lato debole, attragga il terzino e apra il corridoio per la punta. Nel pezzo interno sui campioni che spostano il Mondiale avevamo collocato proprio Mané fra i giocatori capaci di modificare le distanze avversarie. Toronto gli chiede quella funzione con meno campo alle spalle e più responsabilità nella rifinitura.

Iraq, il risultato che manca dal 1986

Per l’Iraq un pareggio avrebbe peso storico: sarebbe il primo punto iracheno in Coppa del Mondo. Sporting News ricorda l’unica presenza precedente, Messico 1986, chiusa con tre sconfitte. Quarant’anni dopo, la squadra di Graham Arnold entra a Toronto con una classifica pesante e con una missione più netta della qualificazione: evitare un altro Mondiale senza esiti positivi.

Arnold ha lavorato su una squadra che cerca uscite rapide verso Zidane Iqbal e Ali Al-Hamadi. La fragilità vista nelle prime due gare riguarda la distanza tra recupero palla e primo appoggio. Quando il pallone esce lento, l’Iraq perde metri e finisce per difendere due volte nella stessa azione. Contro il Senegal, il primo passaggio dopo la riconquista varrà più di molte corse lunghe.

La vigilia irachena porta anche una richiesta di identità. Arnold ha parlato di risultato storico e la serata di Toronto rende il concetto meno retorico di quanto sembri: un punto entrerebbe subito nella storia sportiva della federazione, una vittoria consegnerebbe il terzo posto nel girone e cancellerebbe la condanna della quota zero.

La zona che decide la gara

Il duello più pesante nasce fra la prima pressione senegalese e la prima uscita irachena. Se il Senegal forza il lancio lungo, Koulibaly e Niakhaté avranno duelli frontali più gestibili. Se l’Iraq supera il primo salto, Iqbal avrà campo per servire Al-Hamadi prima che i centrocampisti africani chiudano alle sue spalle.

Le bozze della vigilia discutono moduli diversi, dal 4-3-3 al 4-2-3-1. In campo conterà la distanza fra le ali senegalesi e i terzini iracheni. Sarr ha l’uno contro uno sul lato destro; Mané cerca il mezzo spazio opposto. L’Iraq dovrà scegliere se proteggere l’area con più uomini o uscire prima sugli esterni, rischiando spazio alle spalle.

Il Senegal, dopo due sconfitte, deve evitare una partenza piatta. La spia più pericolosa riguarda il modo in cui la squadra assorbe la frustrazione quando il gol tarda. L’Iraq ha interesse a spezzare il ritmo, portare il Senegal lontano dall’area e convertire ogni rimessa laterale in una pausa.

Il Gruppo I è già passato da queste pagine con due tappe che aiutano a leggere Toronto senza ripartire da zero. Nel pezzo su Francia-Iraq 3-0 sono stati fissati l’accesso francese ai sedicesimi e il peso della seconda sconfitta irachena. Nel calendario dei Mondiali 2026 a 48 squadre è stata chiarita la formula che tiene vive le migliori terze.

Senegal-Iraq usa quei riferimenti e li porta dentro l’ultima casella rimasta aperta per le due squadre a zero: orario italiano, canale, assenza di Mendy, terzo posto interno e primo risultato mondiale inseguito dall’Iraq. È il pezzo che serve a chi vuole seguire la partita di Toronto senza disperdersi fra calendario, classifica e palinsesto.

Dove guardare davvero nei primi minuti

Il primo quarto d’ora dirà se il Senegal riuscirà a giocare nella metà campo irachena o se l’Iraq potrà allungare la gara con pause e seconde palle. Un Senegal alto ma impreciso lascia varchi alle ripartenze; un Iraq troppo schiacciato finisce per regalare cross continui a Jackson e inserimenti sul secondo palo.

Il nome da seguire, oltre a Mané, è Ismaïla Sarr. Se riceve largo e fronte alla porta, costringe Doski a difendere in arretramento e apre spazio interno per Camara. Per l’Iraq, l’uscita iniziale passa da Iqbal: ogni sua ricezione libera fra le linee sposta la partita fuori dall’assedio e dà metri ad Al-Hamadi.

A Toronto la gara conta per la possibilità di evitare un’uscita piatta dal Mondiale. Il Senegal cerca tre punti per restare agganciato alla graduatoria delle terze; l’Iraq cerca un risultato che la sua storia iridata non ha ancora registrato.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Junior Cristarella

Source link

Di