Da una parte i record dei listini di Borsa, la bassa disoccupazione, i maxi utili incassati dai colossi tech. Ma il prezzo del diesel è salito del 70%, la benzina del 38%. E crescono le disuguaglianze. Cosa potrebbe cambiare con i democratici
Storicamente le elezioni statunitensi si decidono alla cassa e così è stato anche per la tornata di metà mandato. Il conto presentato ai consumatori americani dall’amministrazione Trump è stato, del resto, piuttosto salato: a causa dei dazi e, soprattutto, della guerra in Iran, da sette mesi l’inflazione è al di sopra del 3% e in un anno il prezzo del diesel è salito quasi del 70%, quello della benzina del 38%. Alimentato dai tagli fiscali e dalla spesa per la difesa, il debito pubblico ha superato i 40 mila miliardi e costa 3 miliardi di interessi al giorno.
D’altro lato, la disoccupazione è molto bassa (4,2%) e la crescita dell’economia Usa resta molto forte (+3,4% nel terzo trimestre),benché distribuita in maniera ineguale. I lavoratori americani stanno ricevendo sotto forma di salari il 52,9% della ricchezza prodotta, il dato più basso dal 1947. Una fetta crescente sta andando invece a remunerare il capitale, ossia gli investitori in Borsa, a cominciare dai magnati vicini alla Casa Bianca.
Dalla vittoria di Donald Trump alle presidenziali del novembre 2024, l’indice S&P 500 ha guadagnato il 26,2%, il Nasdaq oltre 31%, sospinto dall’euforia per l’intelligenza artificiale. La corsa dei listini, però, sta perdendo slancio a causa dei timori per un eccesso di investimenti e dell’incertezza per le elezioni di metà mandato, il cui esito potrà condizionare lo sviluppo di tutti i temi citati: inflazione, difesa, dazi, regole, miliardari in conflitto di interessi e AI. «Di norma — sostiene Denise Chisholm, analista di Fidelity — i mercati preferiscono un governo spaccato» perché «significa che si potranno fare meno progressi su nuove leggi e, quindi, le regole rimarranno relativamente stabili». Ora che i democratici si avviano controllare Camera e Senato e a governare diversi Stati (fra cui il Texas), però, la svolta su molti temi potrebbe rivelarsi drastica, anche se Trump ha già annunciato di volersi trasformare in «Mister Veto» per bloccare ogni iniziativa legislativa sgradita.
Inflazione
Secondo i media Usa, la sconfitta dei repubblicani potrebbe spingere Trump a moltiplicare gli attacchi all’Iran. Una escalation porterebbe a una nuova fiammata del petrolio e dell’inflazione. Nel breve non c’è molto che i democratici possano fare per arginare le iniziative presidenziali, ma nel medio termine non mancano strumenti di pressione.
Difesa
I democratici potrebbero infatti bloccare i piani di spesa sugli armamenti, premendo indirettamente per la fine della guerra. La Casa Bianca ha proposto al Congresso di stanziare per la difesa la cifra record di 1.500 miliardi di dollari nel 2027, il 42% in più rispetto al 2026. L’obiettivo è ricostituire le scorte Usa, svuotate dal conflitto con l’Iran.
Dazi
Goldman Sachs prevede che, dopo le elezioni, Trump riprenderà la guerra commerciale, momentaneamente accantonata per quella militare. È atteso, in particolare, l’esito dell’indagine avviata dalla Casa Bianca sulla sovraccapacità industriale di 16 partner (fra cui l’Europa). L’inchiesta potrebbe portare all’introduzione di nuovi dazi su basi legali più solide rispetto alle tariffe «reciproche» del Liberation Day di aprile che sono state annullate dalla Corte Suprema, obbligando il governo Usa a rimborsare 166 miliardi alle imprese di tutto il mondo. I democratici tenteranno di abbattere le barriere doganali erette da Trump contro i Paesi alleati, a cominciare dal Canada. Ma dovranno fare i conti con il potere di blocco del presidente Usa.
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Debito
L’11 dicembre scadrà l’autorizzazione di spesa accordata dal Congresso al governo Usa. A quel punto, in mancanza di un accordo sulla legge di Bilancio, gran parte delle attività federali — come il controllo del traffico aereo — sarà sospesa per mancanza di fondi. I democratici potrebbero utilizzare lo spettro di uno «shutdown» per ottenere più fondi per l’assistenza sanitaria gratuita per i meno abbienti, attenuando i 1.000 miliardi di tagli in 10 anni al programma Medicaid. Un eventuale compromesso bi-partisan potrebbe così causare un ulteriore aumento del deficit e del debito pubblico.
Regole
Ora che hanno il controllo del Congresso, i democratici spingeranno per una stretta sulla regolamentazione delle banche e, soprattutto, delle criptovalute. Potrebbero poi alzare la pressione sulla cerchia di familiari, finanziatori ed ex soci in affari di Trump che in questi anni si sono arricchiti mescolando ruoli pubblici e interessi privati. Il controllo del Congresso garantirà poi ai democratici il potere di ordinare l’esibizione di documenti e di convocare testimoni.
AI e data center
Per sostenere la crescita, Trump ha puntato tutto sull’AI e sui data center, suscitando la protesta delle comunità. Il Congresso democratico potrebbe costringere le big tech a farsi carico degli extra-costi energetici. I poteri più incisivi in questo ambito spettano però ai governatori degli Stati e, in particolare, a Gina Hinojosa, neo-governatrice del Texas, dove dovrebbe sorgere un quarto dei nuovi data center pianificati negli Usa. La candidata democratica, vittoriosa sul repubblicano Greg Abbott, ha già promesso una moratoria sulle costruzioni, finché non sarà approvata una legge più severa a tutela dei cittadini.
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