nessun risparmio per lo Stato


Nella campagna elettorale per il Bundestag del 2025, l’Unione, con in testa l’attuale cancelliere Friedrich Merz, aveva puntato moltissimo su una promessa: l’abolizione del Reddito di Cittadinanza, indicato come la misura che più di tutte incarnava lo spreco del denaro pubblico. Il passaggio dal RdC al cosiddetto “Reddito di Base”, lo Stato avrebbe smesso di regalare i soldi dei contribuenti a una classe di approfittatori disincentivati a lavorare e avrebbe finalmente potuto reinvestirli nei servizi dei quali la collettività aveva davvero bisogno. In questo modo, prometteva il programma elettorale, si sarebbero risparmiate decine di miliardi, si sarebbe realizzata una svolta per il bilancio dell’intera Germania. Ebbene, i dati sulla spesa pubblica, relativi ai mesi successivi all’entrata in vigore della riforma, indicano che nessuna di queste promesse si è realizzata. È vero che la qualità della vita dei percettori del sussidio è peggiorata, ma questo non è andato a beneficio delle casse dello Stato.

Dal Reddito di Cittadinanza al Reddito di Base: cosa è cambiato

Il 1° luglio 2026 il reddito di base (Grundsicherung) ha preso il posto del Reddito di Cittadinanza (Bürgergeld). Il sistema, erede dello storico Hartz IV, diventato RdC sotto il governo Scholz. è da molti anni uno dei perni dello stato sociale tedesco.

La riforma del governo Merz si è focalizzata su un inasprimento delle sanzioni e ha reso più rigidi gli obblighi di collaborazione a carico dei beneficiari, tutelando meno la loro situazione finanziaria e la loro autonomia decisionale, a favore di una più severa corrispondenza fra sussidi e obblighi. Il risultato, fino a questo momento, è pressoché nullo in termini finanziari e diversi economisti si dichiarano per nulla sorpresi. Anzi, commentano due esperti del settore dalle colonne della Süddeutsche Zeitung, che per prima ha dato la notizia giovedì, era già tutto previsto e chi opera in questo ambito sapeva benissimo che le cose sarebbero andate esattamente così.

I dati vengono dai rapporti mensili del Ministero delle finanze per luglio, agosto e settembre 2026 e, a quanto risulta, le spese per la copertura delle prestazioni sociali e anche degli affitti dei beneficiari sono pressoché immutate rispetto agli stessi periodi dell’anno precedente: in questi ultimi mesi, infatti, il costo mensile del sussidio oscilla tra 3,3 e 3,5 miliardi di euro, mentre l’anno scorso era compreso fra 3,4 e 3,5 miliardi, con un risparmio di circa 200 milioni nel trimestre in questione. Di questo passo, sarà difficile anche solo avvicinarsi alle “decine di miliardi” con i quali Merz ha convinto il suo elettorato.

Perché i costi del welfare non sono diminuiti dopo l’abolizione del Reddito di Cittadinanza?

Diversi economisti, fra cui Andreas Peichl dell’Ifo (istituto per la ricerca economica di Lipsia) hanno spiegato questo fenomeno, rendendo chiaro che non solo questa riforma non poteva che fallire per il modo in cui è stata concepita, ma anche che non è possibile ottenere il tipo di risultati che l’Unione aveva promesso.

Partiamo da una premessa: il diritto a un tenore di vita dignitoso per tutti fa parte della Costituzione tedesca. Nello specifico, la Corte costituzionale federale ha dedotto il diritto fondamentale a un reddito minimo vitale dignitoso dall’art. 1, comma 1, della Costituzione tedesca, che parla della dignità umana, in combinazione con l’art. 20, comma 1, che ha a che fare con il principio dello stato sociale. Il che vuol dire che lo Stato non può semplicemente lasciare al proprio destino chi non ha una forma di sostentamento: si tratta di un’ipotesi giuridicamente inammissibile. 

Ne segue la domanda: da che cosa dipende il fatto che la spesa sociale sia così alta e come la si può ridurre? La risposta, secondo gli esperti, è banalissima: per non aver bisogno di essere mantenute dallo Stato, le persone devono potersi mantenere lavorando. Non restando a casa ma ricevendo più convocazioni dagli uffici sociali, non accettando impieghi sottopagati o volontari, ma solo svolgendo un lavoro regolare in cambio di un compenso tale da garantire la sussistenza. Nello specifico, per cominciare a vedere qualche risultato apprezzabile, almeno un milione di persone dovrebbero essere impiegate con stipendi sufficientemente alti da permettere loro di emanciparsi dal supporto dell Stato. E questo non è un problema che si possa risolvere con le sanzioni.

Prima di tutto perché una parte non indifferente dei beneficiari dell’ex Reddito di Cittadinanza e dell’attuale Reddito di Base non possono lavorare o non possono lavorare di più: fra loro ci sono infatti bambini, genitori single di figli minori, persone che sono impegnate in percorsi di formazione di lungo periodo o persone in condizioni di povertà lavorativa, che quindi hanno un impiego ma sono pagate talmente poco da aver bisogno di un sussidio per vivere.

Va inoltre detto che, per realizzare l’obiettivo di un milione di occupati in più, con stipendi degni, c’è bisogno di un mercato del lavoro con una domanda corrispondente e questo, al momento, in Germania non sembra esserci. O meglio, la domanda c’è, ma mancano le professionalità: a restare vacanti sono infatti sempre più spesso i posti di lavoro che richiedono manodopera qualificata e che spesso possono essere riempiti solo con candidati ricercati all’estero. Anche questo è un problema che non si risolve con le sanzioni: lo Stato non può obbligare un’azienda ad assumere se non ne ha la necessità o la possibilità né può esigere che i posti vacanti siano riempiti da persone che non hanno le qualifiche necessarie.

Anche la lieve flessione nella spesa pubblica dopo luglio, specificano gli economisti, non si può imputare alle sanzioni, ma al fatto che il numero dei beneficiari è diminuito. Perché è diminuito? Non perché le sanzioni abbiano spinto qualche persona particolarmente svogliata a lavorare, ma perché, dicono le statistiche, molti dei rifugiati ucraini ai quali il RdC era stato concesso appena arrivati nel Paese oggi si sono integrati nel mercato del lavoro. Contemporaneamente, gli arrivi dall’Ucraina sono considerevolmente diminuiti.

Al netto dell’inflazione, il bilancio si è ulteriormente alleggerito, perché l’importo è rimasto bloccato per tutto il 2026 (563 euro al mese per i single) e si prevede che non si smuova neppure nel 2027. Questo vuol dire che lo Stato non spenderà di più, ma vuol dire anche che il potere d’acquisto dei beneficiari continuerà a diminuire.

A vanificare questo “risparmio”, però, contribuisce il problema degli affitti, che lo Stato copre per conto dei beneficiari e che continuano a salire.

La spesa per il welfare potrebbe tornare a salire

Oltre a non poter sperare di arrivare a risparmiare le promesse decine di miliardi, inoltre, il governo tedesco potrebbe dover fare i conti con una risalita dei costi, a causa della debolezza congiunturale del mercato del lavoro. Sono infatti sempre più numerosi i licenziamenti e le chiusure in moltissimi settori industriali e anche i posti di lavoro qualificati stanno diminuendo a grande rapidità. Per un po’, questa parte della spesa sociale potrebbe non esserne influenzata, poiché il primo ammortizzatore sociale per questo tipo di disoccupati è proprio l’indennità di disoccupazione di tipo I. Per coloro che, dopo un licenziamento, non riescono a trovare una nuova occupazione, tuttavia, si aprirà nei prossimi  la strada del reddito di base, il che tornerà a far crescere il costo sociale di questa misura.

Una riforma più ampia: unire sussidi e incentivi al lavoro

Gli economisti guardano a un intervento più radicale, i cui preparativi sarebbero partiti sotto la guida di Bärbel Bas (SPD) e che ora spetta al nuovo ministro del Lavoro Alexander Schweitzer portare a compimento. Il progetto prevede l’unificazione di reddito di base, sussidio per l’alloggio e assegno per i figli, con limiti armonizzati per i redditi aggiuntivi.

L’assetto attuale scoraggerebbe, infatti, il lavoro in molti nuclei a basso reddito: ogni euro guadagnato in più comporta subito riduzioni significative del sussidio per l’alloggio, e un maggiore impegno lavorativo finisce per rendere pochissimo. Per riuscire ad abbassare la spesa sociale, quindi, il governo tedesco dovrà intervenire sui fenomeni andando molto più alla radice e intervenendo su meccanismi molto più ampi.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม