Meno risorse per parcheggi sicuri, ricarica dei camion e collegamenti europei per l’autotrasporto. L’IRU contesta la proposta di bilancio 2028-2034. Chiede agli Stati membri di rivedere i finanziamenti.
Cinque miliardi di euro in meno per le infrastrutture. È il taglio che, secondo l’IRU, potrebbe arrivare con il prossimo bilancio dell’Unione europea. A risentirne sarebbero anche gli investimenti destinati all’autotrasporto, dalle nuove aree di parcheggio sicure per i camion alle infrastrutture di ricarica per i mezzi pesanti elettrici.
La cifra emerge dalla proposta di compromesso sul bilancio UE 2028-2034 elaborata dalla presidenza irlandese del Consiglio europeo. Il documento è ancora al centro delle trattative tra gli Stati membri. L’ipotesi ha già provocato la reazione dell’IRU.
Il 14 ottobre l’IRU ha chiesto di rivedere la proposta di taglio ai fondi del CEF. Il programma europeo finanzia anche parcheggi sicuri per camion, infrastrutture di ricarica e collegamenti stradali.
La preoccupazione riguarda gli investimenti da realizzare. Per le imprese che effettuano trasporti internazionali, la disponibilità di parcheggi protetti e di punti di ricarica lungo le rotte commerciali è una questione che incide direttamente sull’organizzazione dei viaggi.
Autotrasporto e fondi UE: quanto verrebbe tagliato dal CEF
La proposta della presidenza irlandese punta a ridurre dell’8% il bilancio complessivo presentato dalla Commissione europea per il periodo 2028-2034. All’interno di questa revisione, la parte del CEF riservata ai trasporti perderebbe circa 5 miliardi di euro.
Per il nuovo programma, la Commissione aveva inizialmente proposto 81,4 miliardi di euro, suddivisi tra 51,5 miliardi per trasporti e mobilità militare e 29,9 miliardi per l’energia.
Importi sui quali il settore aveva già espresso delle riserve, ben prima che si parlasse di una possibile riduzione.
Nel febbraio 2026, l’IRU e altre 45 organizzazioni europee dei trasporti avevano infatti chiesto di portare ad almeno 100 miliardi di euro i finanziamenti del prossimo CEF. Una richiesta motivata dalla quantità di interventi necessari per completare e ammodernare le infrastrutture europee.
Il problema, sottolinea l’IRU, è che le domande di finanziamento superano già le risorse disponibili. Con un bilancio più basso aumenterebbe il numero dei progetti che non potrebbero beneficiare del sostegno europeo.
Il taglio potrebbe ridurre i fondi per realizzare nuovi parcheggi sicuri per camion e installare punti di ricarica per i mezzi pesanti elettrici. Anche i collegamenti stradali tra i Paesi europei potrebbero ricevere meno risorse.
Non si sa quali progetti potrebbero essere interessati. Dipenderà dall’esito dei negoziati sul bilancio UE. La nuova proposta aumenterebbe ulteriormente la distanza tra i finanziamenti disponibili e le esigenze del settore.
Parcheggi sicuri per camion, meno risorse per nuove aree di sosta
Tra le principali preoccupazioni dell’autotrasporto c’è il futuro delle aree di parcheggio sicure e protette per i camion.
La disponibilità di spazi attrezzati rappresenta già una criticità per le imprese e gli autisti che effettuano trasporti internazionali. Lungo diversi corridoi europei, trovare un parcheggio adeguato per effettuare le soste può diventare complicato.
Il CEF finanzia anche la costruzione di parcheggi sicuri per camion. Con meno fondi a disposizione, dal 2028 potrebbero diminuire le risorse per realizzare nuove aree di sosta.
Sulle tratte internazionali non sempre si trova un parcheggio libero per i camion. Gli autisti devono spesso cercare un’altra area di sosta, con il rischio di superare i tempi di guida consentiti.
Fermarsi in parcheggi non sorvegliati espone inoltre i mezzi e le merci al rischio di furti.
Autotrasporto, il taglio dei fondi UE riguarda anche la ricarica dei camion elettrici
Tra gli investimenti finanziati dal CEF ci sono anche le stazioni di ricarica per i camion elettrici. Un settore nel quale le infrastrutture sono ancora poco diffuse, soprattutto lungo le rotte internazionali.
Con 5 miliardi di euro in meno, anche questi progetti potrebbero ricevere meno finanziamenti. Lo stesso vale per i collegamenti stradali tra i Paesi europei e per la digitalizzazione dei trasporti.
Fondi UE, la richiesta dell’IRU agli Stati membri
Raluca Marian, direttrice dell’IRU per l’Unione europea, ha chiesto ai governi di rivedere la proposta della presidenza irlandese.
Le domande di finanziamento presentate al CEF superano già le risorse disponibili. Un taglio di altri 5 miliardi ridurrebbe ulteriormente i fondi da assegnare.
Marian ha richiamato l’attenzione soprattutto sui parcheggi sicuri, sui collegamenti transfrontalieri e sulle infrastrutture per i veicoli a zero emissioni.
Per realizzare queste opere, secondo l’IRU, i finanziamenti nazionali non bastano. L’organizzazione chiede quindi di mantenere gli investimenti europei previsti per i trasporti.
Autotrasporto e fondi UE 2028-2034: cosa succede adesso
Il futuro dei finanziamenti europei per l’autotrasporto dipenderà dall’esito dei negoziati sul bilancio pluriennale dell’Unione.
La proposta della presidenza irlandese non rappresenta ancora una decisione definitiva. Il nuovo Quadro finanziario pluriennale richiede infatti l’accordo unanime degli Stati membri e l’approvazione del Parlamento europeo.
Gli importi potranno quindi essere modificati nel corso delle trattative.
Per le imprese di autotrasporto, comprese quelle italiane impegnate nei collegamenti internazionali, la questione riguarda la possibilità di disporre nei prossimi anni di una rete più capillare di parcheggi sicuri, infrastrutture di ricarica per camion e collegamenti efficienti tra i principali mercati europei.
Il nodo resta la disponibilità di finanziamenti per nuovi progetti dopo il 2028. Un eventuale taglio di 5 miliardi di euro ridurrebbe il margine di intervento del programma CEF, mentre le richieste di investimento continuano a superare le risorse disponibili.
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