Il CPI USA di questa settimana è arrivato più forte del previsto, alzando di nuovo la probabilità di un rialzo dei tassi a dicembre. Anche se il presidente della Fed Warsh ha rafforzato le attese di un mantenimento per la riunione di ottobre, i mercati ora affrontano un evento a due step: una probabile pausa il 28 ottobre, seguita da un rialzo dei tassi il 9 dicembre.
La rigidità dell’inflazione che si è accumulata dall’estate non accenna a retrocedere. Il dato CPI USA di questa settimana ha sorpreso al rialzo, confermando che lo shock energetico derivante dall’escalation del Golfo Persico di luglio si è trasmesso ai prezzi più ampi, realizzando così il rischio che molti analisti temevano.
La reazione delle aspettative sui tassi è stata immediata: la probabilità di un rialzo a dicembre è salita ulteriormente e il FedWatchTool di CME Group ha riflesso questo aumento il giorno successivo.
I recenti commenti del presidente della Fed Warsh hanno consolidato l’idea che la riunione del 27-28 ottobre si concluderà con un mantenimento. In questo articolo analizziamo cosa è cambiato questa settimana, come sono posizionati i mercati e cosa osservare in vista della decisione della Fed.
Takeaway principali
Il CPI USA è arrivato sopra le attese la scorsa settimana, prolungando la tendenza di riaccelerazione iniziata con lo shock energetico estivo.
Le probabilità di un rialzo a dicembre sono salite di nuovo: CME FedWatch mostra ora il range target 4,00-4,25% che sostituisce il range attuale 3,75-4,00% come scenario base del mercato per la riunione del 9 dicembre.
Il presidente della Fed Warsh ha rafforzato le attese di un mantenimento a ottobre, spostando di fatto tutto il rischio di evento sulla riunione di dicembre.
Le azioni hanno corretto, ma i titoli legati all’AI hanno sofferto di più per il mutato sentiment dopo le difficoltà finanziarie di CoreWeave, il fornitore di servizi cloud computing.
Aspettative sui tassi: mantenimento a ottobre, rialzo a dicembre
Il consenso attuale sui tassi USA appare consolidato. Per la riunione del 27-28 ottobre è ormai saldamente prezzato un mantenimento, confermato questa settimana dal presidente della Fed Warsh, i cui commenti hanno rafforzato la fiducia degli investitori sulla pausa di ottobre. La Fed sembra non voler agire tra un dato sull’inflazione e l’altro, preferendo attendere un altro round di dati.
Dicembre racconta una storia diversa. La storia delle probabilità del FedWatchTool di CME Group per la riunione del 9 dicembre mostra il range target 4,00-4,25% che guadagna terreno sul range attuale 3,75-4,00% tra settembre e ottobre, con il dato CPI della settimana scorsa che ha dato un ulteriore impulso allo scenario di rialzo. Quello che d’estate era un rischio hawkish è diventato lo scenario base modesto del mercato.
Vale la pena ricordare quanto si siano mosse le aspettative quest’anno: in primavera i mercati discutevano ancora di tagli; dopo il forte NFP di luglio un rialzo entro fine anno è passato a una probabilità circa del 50%; ora è l’esito favorito. Ogni tappa di questo repricing è stata guidata dai dati, non dalla retorica della Fed, ed è proprio per questo che il prossimo dato CPI, atteso tra le due riunioni, ha un peso così elevato.
Reazione dei mercati: titoli tech sotto pressione, altri settori in ritirata
I titoli tech sono scesi dopo il dato CPI, con i principali indici oscillati tra perdite e recuperi. Il Nasdaq è stato duramente colpito e ha chiuso una giornata fortemente negativa, mentre il Dow Jones ha ceduto terreno più tardi nella giornata e lo S&P 500 ha recuperato parte delle perdite il giorno successivo.
Il calo del Nasdaq è stato alimentato dalle turbolenze di CoreWeave, la società di cloud computing che rappresenta l’infrastruttura del settore AI. Il prezzo delle sue azioni è sceso di quasi il 20% durante la settimana e i rendimenti del suo debito sono saliti intorno al 15%, livello considerato molto elevato.
Di conseguenza si è assistito a una forte reazione dell’indice Nasdaq che ha cancellato metà dei guadagni di settembre.
L’appetito per il rischio appare molto fragile: i mercati obbligazionari hanno toccato nuovi minimi, anche se i rendimenti dei Treasury USA a 30 anni sono arretrati dai picchi precedenti.

Cosa succede ora?
Il mercato si prepara alla decisione sui tassi di ottobre. La settimana in corso è relativamente tranquilla sul fronte dei dati, quindi i trader si concentreranno sulla situazione in Medio Oriente, sull’evoluzione della vicenda CoreWeave e sulla dinamica del mercato obbligazionario.
Prossimi comunicati chiave:
Martedì 27 ottobre – Mercoledì 28 ottobre: riunione FOMC e conferenza stampa del presidente della Fed Warsh — è atteso un mantenimento, la guidance è l’evento.
Metà novembre: CPI USA (ottobre 2026) — l’input più importante per la decisione di dicembre.
Mercoledì 9 dicembre: riunione FOMC — quella decisiva.
Considerazioni finali
Questa settimana ha completato la narrazione sviluppatasi durante l’estate: lo shock energetico si è trasformato da rischio da titoli a dato inflattivo concreto. La pausa di ottobre è stata cementata dalle recenti indicazioni di Warsh.
L’appetito per il rischio resta relativamente basso e si osserva una rotazione dai titoli tech verso altri settori, tra cui industriali e finanziari.
Ora osserviamo l’andamento di Gold e Nasdaq e cerchiamo di valutarne la dinamica per la settimana a venire.
XAUUSD
L’oro si muove all’interno di un trend ribassista in una fase correttiva rialzista, avendo raggiunto la zona di resistenza dinamica: l’area tra le medie mobili a 20 e 50 giorni. La reazione del price action in questa zona sarà indicativa per comprendere la direzione futura dell’oro.
In caso di rifiuto di questa zona e di sell-off, la prossima possibile zona di supporto chiave sarebbe intorno all’area di prezzo 4000. Questo è lo scenario dominante, poiché l’appetito per il rischio sui metalli resta debole, considerando la pressione sui titoli tech (l’oro ha recentemente mostrato una correlazione maggiore con il Nasdaq).
Il rally di sollievo sui mercati obbligazionari nella settimana del 12-16 ottobre potrebbe sostenere l’oro e mettere in discussione lo scenario, ma si tratta di uno scenario minore considerando il rafforzamento delle aspettative sul rialzo dei tassi di dicembre.
Non dimenticate: si tratta solo di un’idea, fate sempre le vostre ricerche e non dimenticate mai di gestire il rischio!

Nasdaq (USTEC)
Il Nasdaq è stato colpito dalla situazione intorno a CoreWeave e dal raffreddamento del sentiment sui titoli legati all’AI (e sui tech in generale). Tecnicamente il prezzo di USTEC si muove in un downswing confermato senza ancora segnali di inversione.
La durata media di un downswing per il Nasdaq vale 7 giorni, secondo i dati storici, quindi lo slancio ribassista ha una chance di essere frenato.
Lo spread tra titoli tech e industriali ha raggiunto anche 2 deviazioni standard, il che significa che nei prossimi 2-3 giorni potremmo osservare una rotazione di ritorno sui tech, almeno nel breve termine. Il prezzo probabilmente rinnoverà il minimo e colpirà la zona 29000-29250 prima del rimbalzo al rialzo.
Non dimenticate: si tratta solo di un’idea, fate sempre le vostre ricerche e non dimenticate mai di gestire il rischio!

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