Il premio per il miglior Bitto dell’anno, vincitore anche nel confronto con le forme prodotte nel 2025, va in Valchiavenna, a Prata Camportaccio, all’azienda di Mario Guglielmana, titolare e casaro, che trascorre l’estate all’alpeggio Frondaglio, nel Comune di Madesimo. Una doppia affermazione che premia l’esperienza e la passione. Ma il miglior formaggio in assoluto, come quasi tutti gli anni, è ancora una volta il Valtellina Casera stagionato, che ha ottenuto il punteggio più alto tra tutte le categorie, prodotto dalla Latteria Sociale di Chiuro, dai casari Stefano Franzini e Andrea Rigamonti.
Sono i verdetti più importanti del concorso dei formaggi della Mostra del Bitto, appuntamento atteso e insieme temuto: la cerimonia di premiazione si è svolta questa mattina, sul palco allestito al centro della piazza Sant’Antonio, in un clima di festa, e la consegna dei riconoscimenti è stata accompagnata dagli applausi del folto pubblico presente. Guglielmana, che ha ritirato i premi con la figlia Giulia, ha ottenuto il massimo riconoscimento dopo il terzo posto del 2024. La sua è una piccola azienda familiare, con sede a San Cassiano, nel Comune di Prata Camportaccio, che conduce con la moglie Emanuela e l’aiuto della figlia Giulia. Anche quest’anno, come ogni estate, la famiglia si è trasferita nell’alpeggio di proprietà, da metà giugno a metà settembre, adattandosi al clima e riuscendo a produrre dell’ottimo formaggio.
Le due giurie, entrambe presiedute da Luciana Libera, formate da esperti assaggiatori, molti dei quali provenienti da fuori provincia, hanno valutato una il Bitto, nelle due annate, l’altra il Valtellina Casera, lo Scimudin e il Latteria. Un responso che, al di là delle classifiche, ha fornito importanti indicazioni ai produttori sulle forme presentate: una qualità media che si mantiene su alti livelli, nonostante un’annata poco favorevole dal punto di vista climatico, a conferma di una crescita generale del settore, come ha evidenziato il presidente del Consorzio di Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto, che ha coordinato il concorso, Marco Deghi, ricordando i progetti e le sperimentazioni promossi per i due formaggi con marchio Dop.
Le classifiche
Per il Bitto prodotto nel 2026, dietro al vincitore si sono classificati, nell’ordine, il casaro Nicola Bongiolatti, con la sua azienda agricola, La Taiada, per il formaggio prodotto all’alpeggio Sona, in Val Tartano, e l’azienda agricola Gallo Cedrone, di Jonas e Andrea Dei Cas, con il primo nel ruolo di casaro, che carica l’alpeggio Vallecetta, a Valdisotto.
Il miglior Bitto del 2025 è quello prodotto da Nicola Bongiolatti a Sona, al secondo posto si è classificata l’azienda agricola di Matteo Castellazzi, che ha il nome dell’alpeggio che carica, Campaccio, nel Comune di Livigno, al terzo l’azienda agricola Cascina Margherita dei fratelli Pedranzini, con il casaro Giuseppe Rinaldi, all’Alpe Fornazzo, in Valfurva, vincitori del concorso nella passata edizione.
Due categorie anche per il Valtellina Casera, nelle due stagionature, entro e oltre i 180 giorni. Per il Valtellina Casera giovane ha vinto il Caseificio Pedranzini di Bormio, con il casaro Simone Luraschi, davanti alla Latteria Sociale di Chiuro, casari Stefano Franzini e Andrea Rigamonti, e alla Fiorida di Mantello, con il casaro Mattia Turchetto. Il Valtellina Casera stagionato della Latteria Sociale di Chiuro, vincitore anche del premio Roberta Lodi, davanti a La Fiorida, al secondo posto, e la Latteria Sociale Valtellina di Delebio, casaro Alessandro Barbero, al terzo.
Per lo Scimudin ha vinto l’azienda agricola bormina di Matteo Rini, anche casaro, davanti al Caseificio Pedranzini e alla Fiorida. L’azienda agricola La Vigna della famiglia Grassi di Chiavenna, Claudio e Dante e Loretta Giacomini, casaro Claudio Grassi, ha prodotto il Latteria più buono battendo il Caseificio Pedranzini e La Fiorida.
Il premio al casaro più giovane, intitolato a Vincenzo Cornaggia, già presidente del Consorzio di Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto, consegnato dalla moglie Roberta, è stato assegnato a Mattia Fognini, 17 anni ancora da compiere, impegnato nell’azienda agricola di famiglia, sull’Alpeggio Parissolo, nel Comune di Santa Brigida, sul versante bergamasco delle Orobie. Il premio al miglior Bitto, in ricordo di Aldo Gusmeroli, per anni presenza fissa alla Mostra del Bitto, consegnato dalla figlia Serena, quale custode della casera, è andato al formaggio prodotto da Mario Guglielmana. Tra i premi anche quello dell’Onaf per la migliore occhiatura riscontrata nel formaggio Bitto dell’anno, consegnato dal delegato provinciale Oscar Del Barba a Nicola Bongiolatti: tre premi per lui che è salito sul palco con i tre figli.
A premiare i vincitori sono saliti sul palco il presidente del Consorzio di Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto Marco Deghi, la presidente del Consorzio Turistico Porte di Valtellina Viola Vanini, il vicesindaco di Morbegno Anna Gusmeroli, il presidente della Comunità Montana Valtellina di Morbegno Maurizio Papini, il sindaco di Morbegno Patrizio Del Nero, in rappresentanza della Provincia, il presidente di Coldiretti Sandro Bambini, il segretario generale della Camera di Commercio Marco Bonat, Umberto Colli, responsabile Direzione Regionale Lombardia Nord Crédit Agricole Italia, il consigliere del Bim Gabriele Magoni.
Edizione da record
Oltre agli esiti del concorso, aspettative della vigilia confermate per un successo pieno, di pubblico e di gradimento per la 119esima edizione della Mostra del Bitto, la più importante tra le rassegne enogastronomiche provinciali, che si è chiusa nel tardo pomeriggio di oggi con un bilancio completamente positivo, addirittura eccezionale, se si considerano le condizioni meteorologiche sfavorevoli che hanno caratterizzato buona parte della seconda giornata.
Tutto era iniziato nel migliore dei modi: un allestimento gradevole e d’impatto, un alto numero di espositori, un programma ricco, la presenza di rappresentanti di istituzioni e associazioni, a confermare fiducia e sostegno, e un sole luminoso a riscaldare l’atmosfera. Sin dall’apertura di ieri mattina, l’afflusso di gente era stato importante, anche superiore all’edizione 2025, ed era proseguito ininterrotto per l’intera giornata, con la gente che si divideva tra l’area di Sant’Antonio, le vie del centro e i Giardinetti sul Bitto, con picchi clamorosi registrati nel tardo pomeriggio e in serata per seguire le coraggiose imprese degli arrampicatori professionisti del palo della cuccagna e le ardite esibizioni del narratore sul filo tirato a 14 metri di altezza, attorno ai quali si sono radunate centinaia e centinaia di persone di ogni età, pronti a scattare fotografie e a girare video da condividere con amici e parenti e sui social. Fino a Bitto by night, con il dj set di Pollo Pazzo e lo speciale Bit Tonic “Gin in gir”, che ha richiamato centinaia di giovani.
Nella giornata di ieri è stato il tutto esaurito a caratterizzare le numerose proposte: percorsi di degustazione, laboratori didattici ed escursioni nei dintorni di Morbegno, con un plebiscito per le novità di questa edizione, Giro Bitto nelle cantine storiche più belle della città e Cheese Escape Room a Palazzo Malacrida. Grande apprezzamento anche per le iniziative di Confartigianato Imprese, che nel chiostro ha offerto l’aperitivo “Il Valtellinese sbagliato” e guidato un percorso alla scoperta del saper fare artigiano, di Coldiretti, con la mostra mercato delle produzioni a chilometro zero, di Confcommercio, che ha coordinato le proposte di bar e ristoranti della città.
La cronaca di oggi racconta di un inizio altrettanto positivo, con un flusso continuo di persone, perlopiù provenienti da fuori provincia, e di una cerimonia di premiazione del concorso dei formaggi molto partecipata, nonostante un cielo cupo che, con il trascorrere delle ore, non ha risparmiato una pioggia continua e fastidiosa. Non esattamente le condizioni ideali per una manifestazione sempre più diffusa, che dall’ideale cuore pulsante, in piazza Sant’Antonio, si sviluppa tra le vie del centro cittadino. Ma i visitatori non si sono fatti scoraggiare dalle condizioni climatiche e riparati da impermeabili e ombrelli hanno sfidato la pioggia per continuare a visitare gli stand, fare i loro acquisti, partecipare alle degustazioni, peraltro tutte al chiuso, all’interno del chiostro di Sant’Antonio e a Palazzo Malacrida, assistere agli spettacoli e agli showcooking che si sono susseguiti sul palco all’interno della tensostruttura. A risentirne sono state, inevitabilmente, alcune attrazioni all’aperto, prima fra tutte l’applauditissima esibizione sul filo del narratore equilibrista.
Una situazione che non ha smorzato l’entusiasmo per un’edizione della Mostra del Bitto particolarmente convincente, negli allestimenti, nei contenuti e nelle proposte, che ha evidenziato i suoi caratteri identitari, rappresentando nel migliore dei modi la filiera agroalimentare locale e confermandosi unica nella sua capacità di catturare attenzione e interesse sia tra i residenti che tra i visitatori di fuori provincia.
Una soddisfazione piena per gli organizzatori. “Siamo davvero molto contenti – conferma Maurizio Papini, presidente della Comunità Montana Valtellina di Morbegno, alla guida del Comitato organizzatore -: le previsioni meteorologiche negative sulla domenica ci avevano preoccupato ma questa manifestazione ha visitatori così affezionati che non hanno voluto mancare all’appuntamento, malgrado la pioggia. Non possiamo sapere che riscontri avremmo potuto avere con un’altra giornata di pieno sole, probabilmente il record assoluto, ma il bilancio è completamente positivo. Il merito è del Consorzio Turistico Porte di Valtellina, che l’ha organizzata e promossa, di Simona Nava che l’ha ideata e coordinata, di tutte le persone che hanno lavorato e, soprattutto, delle eccellenze enogastronomiche, a cominciare dal Bitto, e di chi le produce. Una vittoria piena e una sfida vinta, a conferma che quando si lavora come una squadra, contando sulle professionalità locali e sul loro attaccamento, anche le imprese più difficili diventano possibili. Abbiamo valorizzato e promosso il territorio e la tradizione enogastronomica, mettendo al centro la nostra identità culturale e i visitatori hanno apprezzato: questo è il successo più importante”.
Per il Consorzio Turistico Porte di Valtellina, che in queste settimane ha organizzato anche Gustosando, si chiude nel migliore dei modi un autunno intenso: due manifestazioni e altrettanti successi che hanno coinvolto l’intero mandamento. “Le novità introdotte che rimandano alle nostre tradizioni, come il Palo della cuccagna e l’Incanto dei canestri, e il formaggio riportato al centro della piazza, con la casera che è stata molto visitata, hanno contribuito a rendere ancora più attrattiva la manifestazione – sottolinea la presidente Viola Vanini -. Sono tradizioni che sono dentro di noi, che ci appartengono ed è bello constatare il riscontro positivo che ottengono. Con i produttori e le eccellenze enogastronomiche abbiamo promosso l’intero mandamento, Morbegno e i dintorni con le iniziative come Pedalarzo che sono state molto partecipate. Condividiamo la grande soddisfazione con gli enti e le associazioni che ci hanno sostenuto e collaborato per la buona riuscita della Mostra del Bitto: il successo di questa edizione rappresenta uno stimolo ulteriore in vista della 120esima con l’obiettivo di proporre un evento sempre più attrattivo”.
La Mostra del Bitto è promossa dalla Comunità Montana Valtellina di Morbegno e organizzata dal Consorzio Turistico Porte di Valtellina con il Consorzio di Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto e Sviluppo Creativo, il sostegno di Regione Lombardia, Provincia di Sondrio, Comune di Morbegno, Bim, Camera di Commercio, Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina, Confartigianato imprese Sondrio, Confcommercio Sondrio e Coldiretti. Oltre che dai numerosi sponsor: Iperal, Autotorino, Bringsol, Crédit Agricole, Eurogas, Levissima, ForHotel, Croma e Casa Vinicola Triacca.
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