Ticino, dieci cantieri per il rilancio: la Camera di commercio traccia la via tra riforme e competitività


Un Cantone che cerca la direzione: l’assemblea Cc-Ti a Bellinzona

La 109.esima Assemblea generale della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Ticino (Cc-Ti), svoltasi all’Espocentro di Bellinzona, è stata l’occasione per tracciare un bilancio franco sulla situazione economica e istituzionale del Cantone. Il filo conduttore scelto dal presidente Andrea Gehri è stato chiaro fin dal titolo del suo intervento: «Ritrovare la rotta».

Quattro gli assi portanti individuati da Gehri: il risanamento delle finanze pubbliche, il recupero di competitività, il rafforzamento del capitale umano e la costruzione di una visione strategica di lungo respiro. Un programma ambizioso, ma che la Cc-Ti ritiene non più rinviabile.

Finanze pubbliche: non solo un problema congiunturale

Secondo Gehri, il disequilibrio nei conti cantonali ha smesso di essere episodico: si tratta ormai di uno squilibrio strutturale che richiede interventi profondi prima che lo spazio di manovra si esaurisca ulteriormente. Il rischio concreto è che il peso delle scelte mancate ricada sulle generazioni future.

A distanza di un anno dall’appello «Riformare per servire meglio», il presidente della Cc-Ti giudica i progressi compiuti ancora insufficienti. La proposta centrale è l’introduzione di una spending review permanente, uno strumento che consenta di valutare in modo sistematico i compiti dello Stato, la spesa pubblica e l’efficacia dell’amministrazione. L’obiettivo dichiarato non è ridimensionare il settore pubblico, bensì renderlo più agile, più veloce e più vicino a chi lo utilizza ogni giorno.

In questo contesto si colloca anche il sostegno della Cc-Ti all’iniziativa «Stop all’aumento dei dipendenti cantonali», di cui fa parte del comitato promotore. Gehri auspica un controprogetto credibile che colleghi il contenimento degli organici a una revisione dei compiti, alla mobilità interna, alla digitalizzazione e a una politica selettiva di sostituzione delle uscite.

Competitività e crescita: servono strategia e meno burocrazia

Risanare i conti, tuttavia, non è sufficiente se il Cantone non torna a crescere. Le imprese, ha ricordato Gehri, sono il motore che genera il valore necessario a finanziare lo Stato sociale. Per questo è indispensabile una strategia economica cantonale coerente, costruita insieme alle istituzioni, al mondo accademico, alle associazioni di categoria e alla società civile.

Tra le proposte concrete figurano:

  • Un «Libro bianco Ticino 2040» per definire una visione condivisa del futuro del Cantone;
  • Una «Strategia fiscale Ticino 2035» che garantisca condizioni competitive per le imprese;
  • Una moratoria burocratica e l’adozione del principio «once only», per evitare che cittadini e aziende debbano fornire più volte le stesse informazioni all’amministrazione pubblica.

Quest’ultimo punto, pur essendo una richiesta storica del mondo economico, rimane ancora senza risposta concreta da parte delle istituzioni.

Capitale umano: formazione, AI e demografia

Il terzo pilastro della strategia riguarda le persone. La Cc-Ti punta con decisione sul rafforzamento della formazione duale, ritenuta uno strumento fondamentale per allineare le competenze dei lavoratori alle esigenze reali delle aziende. Altrettanto centrale è la riqualificazione professionale, necessaria in un mercato del lavoro in rapida trasformazione.

Sul fronte tecnologico, Gehri ha chiesto che l’intelligenza artificiale diventi uno strumento accessibile anche alle piccole e medie imprese, non solo ai grandi gruppi. A tal fine, uno dei dieci cantieri proposti è la creazione di un «Ticino AI & Innovation Hub».

Infine, Gehri ha sollevato il tema demografico, sottolineando come la politica familiare non debba essere considerata solo una politica sociale, ma anche economica: senza una comunità in crescita e con un’adeguata offerta abitativa, diventa difficile attrarre talenti e mantenere la forza lavoro necessaria alle imprese.

I dieci cantieri in sintesi

Il documento elaborato dalla Cc-Ti individua dieci aree prioritarie di intervento:

  • Revisione della spesa e dei compiti dello Stato
  • Equilibrio finanziario del Cantone
  • Strategia fiscale al 2035
  • Semplificazione amministrativa
  • Libro bianco Ticino 2040
  • Patto per la formazione duale
  • Riqualificazione professionale
  • Politica familiare e abitativa
  • Attrazione di imprese e talenti
  • Ticino AI & Innovation Hub

Si tratta, nella visione della Cc-Ti, di un vero e proprio patto di responsabilità: alla politica spetta garantire finanze sostenibili e ridurre la burocrazia; alle imprese compete investire, innovare e creare occupazione di qualità.

Lo scenario internazionale: dazi, energia e nuovi equilibri

L’assemblea ha ospitato anche una riflessione sul contesto geopolitico globale, affidata a Sergio Giraldo, Energy & Commodity Advisor e fondatore di Energytide.it. L’analisi ha messo in luce le tensioni commerciali tra le grandi potenze economiche, con particolare attenzione al surplus commerciale cinese, sostenuto da uno yuan debole, e alla risposta americana attraverso l’imposizione di dazi.

Sul fronte energetico, gas e petrolio hanno acquisito un peso crescente nell’approvvigionamento europeo, mentre l’Europa stessa fatica a presentarsi con una posizione unitaria. La Germania si trova in una posizione particolarmente delicata, stretta tra il mercato americano e quello cinese. A complicare il quadro si aggiungono tassi d’interesse elevati, inflazione energetica, investimenti massici nell’intelligenza artificiale e il ritorno delle spese per il riarmo.

Per Giraldo, il mondo è entrato in una nuova fase di confronto economico e militare tra Stati Uniti e Cina, che segna la fine del lungo ciclo di crescita basato sulla globalizzazione post-Guerra Fredda. Per le imprese ticinesi, comprendere questi mutamenti è essenziale per valutare rischi e cogliere opportunità.

Il dialogo tra economia e istituzioni

A chiudere i lavori è stato un confronto tra la vicepresidente della Cc-Ti Cristina Maderni e il consigliere di Stato Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia. La conversazione ha ripercorso i risultati della collaborazione tra DFE e associazioni economiche, dall’apertura domenicale dei negozi alle riforme fiscali, fino alla votazione sull’iniziativa contro il dumping salariale.

Sono rimaste aperte le sfide dell’innovazione, della governance e della partecipazione degli imprenditori alla vita politica. Un dialogo che guarda anche alla continuità istituzionale, in un momento in cui il Ticino ha più che mai bisogno di stabilità e visione condivisa.


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