Forum Leader all’Aquila, i GAL contro lo spopolamento


Nei paesi abruzzesi la perdita di abitanti entra negli orari degli autobus, nella distanza da un presidio sanitario, nella scelta di aprire un’impresa e nel numero di bambini che tengono aperta una classe. È da questa quotidianità che il Forum acquista peso: i fondi lasciano tracce verificabili soltanto quando arrivano in luoghi dove una famiglia riesce ancora a vivere e un’attività trova persone disposte a lavorare, insieme a servizi che non consumino ore di viaggio.

Sommario dei contenuti

Palazzo Spaventa ospita l’avvio dei lavori

La prima giornata si aprirà con due laboratori e con il convegno dedicato all’attuazione di LEADER 2023-2027, già in corso nelle regioni e al ciclo 2028-2034. Gli incontri si svolgeranno a Palazzo Spaventa, in via Andrea Bafile, all’Aquila.

Il calendario pubblico indica fra gli interventi Luigi D’Eramo, sottosegretario all’Agricoltura e Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo. È annunciato anche Emanuele Imprudente, vicepresidente regionale con delega all’Agricoltura. Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e il presidente nazionale Uncem Marco Bussone porteranno al confronto i problemi dei comuni e delle montagne.

Per i GAL, chiamati a tradurre programmi europei in avvisi locali, l’incontro offre uno spazio in cui portare gli ostacoli già emersi durante l’attuazione. I tempi amministrativi si allungano proprio dove gli uffici hanno pochi tecnici; le stesse regole finiscono così per gravare sulle strutture minori quanto sui grandi enti.

In Abruzzo nascite e decessi lasciano un saldo negativo

Il Censimento permanente Istat fissa a 1.269.118 i residenti in Abruzzo al 31 dicembre 2024, 453 in meno sul 2023. Gli stranieri censiti sono 90.573, con un aumento di 4.745 persone. I movimenti dall’estero e dalle altre regioni hanno portato nuovi abitanti, eppure il divario tra nascite e decessi ha continuato a spingere il totale verso il basso.

Nel 2024 sono nati 7.356 bambini, 222 in meno rispetto al 2023. L’età media regionale è salita a 47,7 anni; nella provincia dell’Aquila ha raggiunto 48,1. Il dato racconta un ricambio generazionale sempre più lento proprio nella parte d’Abruzzo in cui molti comuni sono piccoli e distanti dai servizi maggiori.

Il 21,7% della popolazione abruzzese vive in 125 comuni compresi tra 1.001 e 5.000 abitanti. In questi centri bastano poche decine di famiglie in meno per diradare le corse del trasporto pubblico e portare una classe o un negozio di vicinato vicino alla chiusura. Le proiezioni nazionali pubblicate nel 2026 portano i residenti delle aree interne da 13,3 milioni nel 2025 a 11,8 milioni nel 2050: ciò che viene chiuso oggi sarà molto più difficile da riaprire domani.

Gli otto GAL abruzzesi gestiscono avvisi rivolti ai territori

La Regione Abruzzo riconosce otto Gruppi di azione locale per il ciclo 2023-2027. Sono partenariati in cui siedono enti pubblici e soggetti privati, selezionati per attuare programmi costruiti sulle economie rurali. La loro attività si vede quando un contributo raggiunge un progetto ammissibile nel comune per cui è stato pensato. Ogni avviso fissa le spese finanziabili e l’istruttoria individua le domande ammesse.

Al GAL che ospita il congresso sono stati assegnati 2.731.250 euro per la programmazione 2023-2027. La cifra finanzia la SSL “Dal Gran Sasso al Velino. L’Abruzzo Autentico”, che copre una parte vasta della provincia aquilana e porta le risorse dentro avvisi rivolti alle attività economiche e agli enti del territorio.

Al 18 ottobre è aperto il bando per gli investimenti produttivi delle imprese agricole, con domande sul sistema SIAN fino al 30 novembre 2026. Un secondo avviso, dotato di 700.000 euro, sostiene infrastrutture turistiche e ricreative; la scadenza è il 31 ottobre. Tra i beneficiari rientrano i comuni con meno di 5.000 abitanti e bilancio annuo inferiore a 10 milioni di euro, una soglia che restringe la platea alle amministrazioni minori.

Cinque laboratori arrivano all’Aquila dopo mesi di lavoro

Il congresso annuale chiude un lavoro iniziato molto prima delle due giornate aquilane. I GAL hanno formato gruppi interregionali e hanno elaborato proposte che saranno consegnate al confronto pubblico. Il primo laboratorio riguarda la nascita di un’associazione nazionale dei Gruppi di azione locale; un altro esamina come i GAL partecipano al governo delle aree montane.

Un terzo gruppo si occupa dei terreni abbandonati e degli strumenti LEADER applicati al patrimonio fondiario. La programmazione 2028-2034 viene affrontata attraverso l’ipotesi di un Fondo Unico. Effetto LEADER 2026 completa il programma con giovani impegnati a studiare gli effetti dei progetti rurali.

Il GAL aquilano partecipa soprattutto al laboratorio sulle aree montane e al confronto sul prossimo ciclo europeo. L’esperienza abruzzese entra nella discussione nazionale con comuni sparsi lungo un territorio vasto e una popolazione anziana. Molte imprese lavorano su mercati piccoli e chiedono regole adatte a distanze e dimensioni reali.

SNAI e GAL si incrociano nella stessa vita quotidiana

Il Dipartimento per le politiche di coesione assegna all’Abruzzo sette aree SNAI nel ciclo 2021-2027. Cinque provengono dalla programmazione precedente: Basso Sangro-Trigno, Gran Sasso-Valle Subequana, Valle del Giovenco-Valle Roveto, Alto Aterno-Gran Sasso Laga e Valfino Vestina. Si aggiungono Valle del Sagittario-Alto Sangro e Piana del Cavaliere-Alto Liri.

La SNAI interviene nei luoghi lontani dai poli scolastici e socio-sanitari. Nella classificazione pesa anche la mobilità necessaria per raggiungerli. LEADER agisce attraverso lo sviluppo rurale e i progetti scelti dai GAL. Le due politiche seguono atti e perimetri propri, perciò il loro raccordo entra nella vita di un investimento: un’impresa finanziata in un paese ha bisogno di strade percorribili e collegamenti pubblici. Chi vi lavora deve raggiungere medici e scuole in tempi compatibili con la giornata.

Nel Paese la SNAI 2021-2027 comprende 124 aree distribuite in 1.904 comuni. Vi abitano oltre 4,57 milioni di persone. L’Abruzzo porta al Forum una concentrazione di piccoli centri che rende immediata la domanda posta da Federico: le risorse locali devono arrivare insieme a condizioni quotidiane capaci di trattenere persone.

Le proposte del Forum devono passare nei programmi e nei bandi

L’assegnazione dei contributi resta affidata agli avvisi regionali e dei singoli GAL. Forum Leader lavora prima di quel momento: raccoglie i problemi comuni e prepara richieste rivolte alle amministrazioni centrali. Il confronto cerca poi di incidere sulle regole del ciclo europeo seguente.

Il Fondo Unico per il 2028-2034 viene discusso come proposta per la futura architettura finanziaria. Oggi non esiste una decisione che lo renda vigente. Lo stesso vale per l’associazione nazionale dei GAL, pensata per dare continuità alla rappresentanza presso Governo e istituzioni europee. Presentare queste ipotesi con il loro grado reale di maturazione evita di confondere il congresso con un provvedimento già approvato.

La data del confronto conta anche per questo. Il periodo 2023-2027 è ancora in attuazione, eppure le regole del ciclo seguente vengono preparate con largo anticipo. Chi arriva tardi nella discussione rischia di ricevere regole disegnate su strutture amministrative più grandi e su territori molto più compatti.

Restare nel proprio paese si decide nell’arco di una giornata

Nel maggio 2026 abbiamo raccontato la candidatura dell’Abruzzo nella politica europea sul Right to Stay, la scelta del luogo in cui vivere quando la mancanza di occasioni di lavoro spinge altrove. Il Forum aquilano porta quella formula dentro l’amministrazione locale, là dove un’idea deve incontrare un avviso pubblico e una domanda deve arrivare al finanziamento.

Sulla carta la scelta sembra individuale; poi arrivano gli orari, le distanze… e il margine di libertà si restringe. Per una persona giovane la libertà di restare dipende da un reddito sufficiente e da servizi raggiungibili. Chi avvia un’attività cerca lavoratori e fornitori; una connessione affidabile decide quante operazioni si possono svolgere dal paese. Il compito dei GAL si colloca in questo spazio molto umano, tra il desiderio di costruire qualcosa nel proprio paese e le condizioni che rendono quella scelta possibile.

Le verifiche arriveranno nei cantieri e nelle imprese finanziate

Il tempo trascorso tra l’approvazione di una misura e l’apertura dell’avviso dice quanto una politica sia raggiungibile. Il numero di progetti conclusi e la loro distribuzione nei comuni più piccoli mostrano se la spesa attraversa davvero l’area destinataria. I posti di lavoro creati richiedono un controllo separato, perché un investimento concluso non coincide sempre con nuova occupazione stabile.

Conta anche riuscire a presentare una domanda. Un comune con pochi dipendenti o una microimpresa agricola affrontano costi amministrativi che, in proporzione, pesano più di quelli sostenuti da strutture grandi. Una domanda comprensibile e l’assistenza durante la candidatura incidono sull’accesso. Anche il tempo di risposta pesa quanto la somma stanziata.


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