Banche, Giorgetti chiede cinque miliardi e i titoli salgono in Borsa


Il ministro promette un contributo sostenibile alla manovra. Intanto il Tesoro prepara due Btp Valore per i piccoli risparmiatori.

Cinque miliardi chiesti a banche e assicurazioni per finanziare la manovra. Eppure, in Borsa, i titoli del settore salgono. Intesa Sanpaolo guadagna lo 0,94 per cento, Unicredit l’1,4, Monte dei Paschi l’1,16 e Bper l’1,17. Gli investitori sembrano convinti che il prelievo annunciato dal governo peserà meno del previsto sui bilanci degli istituti.

A sostenere questa lettura sono le valutazioni degli analisti, che ipotizzano una combinazione di maggiori imposte e interventi fiscali temporanei, con effetti limitati sugli utili.

Il contributo delle banche potrebbe costare meno del previsto

La richiesta di cinque miliardi al settore finanziario è ancora al centro del confronto tra Palazzo Chigi e gli istituti di credito. Il governo deve definire le disposizioni che permetteranno di raccogliere le risorse.

Intermonte giudica l’impatto «gestibile». Nell’ipotesi principale degli analisti, una parte del contributo arriverebbe dall’aumento delle imposte, mentre la quota maggiore deriverebbe da interventi temporanei, compresi i rinvii delle attività per imposte anticipate.

L’effetto medio sull’utile per azione potrebbe raggiungere il 2,7 per cento. Se invece la componente legata alle maggiori tasse fosse inferiore, l’impatto si fermerebbe attorno al 2 per cento.

Anche Equita Sim ritiene che il costo complessivo sarebbe contenuto rispetto alla capitalizzazione di mercato del settore, pur valutando negativamente la prospettiva di un ulteriore prelievo.

Giorgetti rassicura le banche: nessuno rischia il tracollo

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti interviene per rassicurare gli istituti. Alla domanda sugli effetti della manovra risponde con una battuta: «Non morirà nessuno».

Il contributo, assicura, sarà «sostenibile». Il ministro ricorda che anche le banche hanno interesse a mantenere in ordine i conti pubblici. Gli istituti possiedono grandi quantità di titoli di Stato e possono beneficiare della riduzione della pressione sui rendimenti del debito italiano.

Antonio Tajani apre alla possibilità di un intervento concordato con il settore finanziario, ma chiede prudenza. Forza Italia preferisce un contributo negoziato a nuove tasse imposte senza un confronto con gli operatori.

La trattativa, quindi, riguarda sia l’ammontare delle risorse sia il modo in cui verranno raccolte.

Irpef, giovani e anziani: la manovra deve fare delle scelte

Il governo ha bisogno dei cinque miliardi anche perché le richieste di finanziamento superano le risorse disponibili.

Tra le proposte figurano interventi sull’Irpef, aiuti ai giovani neoassunti e una carta destinata alle spese mediche degli anziani. Giorgetti chiarisce che non tutte le misure potranno necessariamente trovare spazio nella legge di bilancio.

Le scelte dovranno essere condivise con i partiti della maggioranza e con Giorgia Meloni.

Il quadro ufficiale della finanza pubblica contiene le previsioni di riferimento per il bilancio dello Stato, mentre la situazione economica continua a risentire dei rincari energetici e delle richieste dei ministeri.

La trattativa con le banche diventa così uno dei passaggi attraverso i quali il governo cerca le coperture necessarie per finanziare gli interventi.

Il Tesoro prepara una doppia emissione di Btp Valore

Accanto alla manovra fiscale, il Tesoro torna a rivolgersi direttamente ai risparmiatori con due titoli di Stato della famiglia Btp Valore.

Entrambi avranno una durata di cinque anni e potranno essere acquistati singolarmente oppure insieme. L’investimento minimo previsto è di mille euro per ciascun titolo.

L’obiettivo è continuare ad aumentare la quota di debito pubblico sottoscritta dalle famiglie italiane. Le precedenti emissioni dedicate ai piccoli investitori hanno già consentito di raccogliere oltre 121 miliardi di euro.

Il collocamento arriva mentre il costo dell’energia e le esigenze della finanza pubblica continuano a influenzare i rendimenti dei titoli di Stato.

Cedole trimestrali o pagamento finale: le due formule

Il primo Btp Valore offre interessi crescenti, pagati ogni tre mesi. Il tasso minimo garantito sarà del 3,70 per cento per il primo biennio, salirà al 4,10 per cento nel secondo e raggiungerà il 4,70 per cento nell’ultimo anno.

Sommando le cedole dell’intero periodo, la remunerazione prevista corrisponde al 20,3 per cento del capitale nominale, prima delle imposte.

Il Btp Valore Insieme funziona diversamente. Prevede una sola cedola alla scadenza, con una remunerazione minima complessiva del 22,25 per cento del capitale nominale.

Non si tratta di un rendimento annuo del 22,25 per cento. Quella percentuale rappresenta gli interessi riconosciuti sull’intera durata quinquennale.

Le caratteristiche ufficiali dei due Btp Valore descrivono strumenti pensati per differenti esigenze di incasso degli interessi.

La scelta dei risparmiatori dipende anche dalle scadenze

I due titoli sono costruiti per garantire un rendimento a scadenza equivalente, pur distribuendo gli interessi in maniera diversa.

Con il Btp tradizionale il risparmiatore riceve pagamenti trimestrali che può spendere oppure reinvestire. Scegliendo il Btp Valore Insieme, invece, incassa tutta la remunerazione al termine dei cinque anni.

I tassi annunciati potranno essere confermati o aumentati al termine del collocamento. La sottoscrizione sarà possibile attraverso banche, uffici postali abilitati e piattaforme di home banking.

Chi decidesse di vendere il titolo prima della scadenza dovrebbe però confrontarsi con il prezzo di mercato, che può variare nel tempo. I rendimenti annunciati si riferiscono alle condizioni previste per chi mantiene l’investimento fino al rimborso finale.

Il Tesoro offre dunque due modi diversi di ricevere gli interessi, mentre il governo continua a cercare tra banche e assicurazioni le risorse per la manovra. Per gli istituti il problema è quanto dovranno versare allo Stato; per i risparmiatori, invece, decidere quando incassare i frutti del proprio investimento.




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