Le società scientifiche al lavoro per la guida nazionale alla prevenzione. Leosco: in Italia una persona su tre dopo i 45 anni convive con più patologie croniche. Sommella: il toolkit raccoglie 18 pratiche per ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza nella gestione delle risorse
Roma, 15 ottobre 2026 – La seconda giornata di lavori a Welfair – La fiera del fare Sanità è stata caratterizzata dalla presentazione del primo toolkit per la sostenibilità ambientale degli ospedali italiani.
Il documento è stato elaborato dal Gruppo di Lavoro R.O.S.A. (Rete italiana Ospedali per la Sostenibilità Ambientale) e raccoglie 18 pratiche già adottate in alcune strutture sanitarie italiane ma replicabili in tutta la sanità nazionale per ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza nella gestione delle risorse. Gli interventi riguardano il consumo energetico, la gestione dei rifiuti, i gas anestetici, l’utilizzo di acqua, cibo e plastica, oltre agli strumenti di governance e alla mobilità sostenibile. Al progetto hanno contribuito esperienze di importanti realtà ospedaliere tra cui il Policlinico Gemelli, l’Istituto Europeo di Oncologia, Humanitas, Ospedale Galeazzi e la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. Un lavoro frutto di un anno di incontri a cavallo tra l’edizione 2025 e 2026 di Welfair, organizzata da Fiera Roma e B-Sanità by Experience.
Per Lorenzo Sommella, direttore sanitario e Green Ambassador della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e coordinatore del gruppo di lavoro, “Non deve esistere una dicotomia tra la sostenibilità economica e quella ambientale. Abbiamo pensato che fosse questo il momento di avere il coraggio di dire che alle preoccupazioni che derivano da una gestione quotidiana spesso difficile dei nostri presidi sanitari va aggiunta quella di dover ottimizzare i consumi energetici, ridurre la produzione di rifiuti, contrastare l’invadenza della plastica, promuovere percorsi clinici ispirati al modello less is better. Una sfida particolarmente rilevante per un settore che contribuisce per circa il 5% alle emissioni globali di CO2 e che per garantire le cure impiega quotidianamente grandi quantità di energia, acqua, farmaci e materiali monouso”.
Ad aprire i lavori è stata Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti del Comune di Roma.
Un altro risultato tangibile dei lavori odierni di Welfair arriva dalla Plenaria delle Società scientifiche dove sono state poste le basi per la realizzazione di una guida nazionale alla prevenzione che “rappresenta una delle sfide centrali per la sostenibilità futura del SSN”. Infatti, come spiegato da Dario Leosco, presidente della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (SIGG), “In Italia una persona su tre dopo i 45 anni convive con più patologie croniche mentre l’allungamento della vita comporta un aumento degli anni trascorsi in condizioni di salute precarie con conseguenze per i cittadini e per la spesa sanitaria. Decisiva può essere la costruzione di una guida nazionale alla prevenzione, oggi assente, capace di orientare medici e cittadini attraverso percorsi personalizzati per età, genere, condizioni di salute e fattori di rischio. Da qui, oggi, parte un percorso che insieme ci porterà a redigerla. L’obiettivo è mettere a disposizione uno strumento condiviso per programmare interventi ed esami preventivi lungo tutto l’arco della vita, dall’infanzia alla quarta età, promuovendo al tempo stesso una maggiore integrazione della prevenzione tra le prestazioni fondamentali del SSN”.
Inoltre la giornata odierna è stata caratterizzata dalla restituzione dei gruppi di lavoro su intelligenza artificiale e obesità.
L’Osservatorio per l’AI in Sanità, nato con l’obiettivo di accompagnare le strutture sanitarie nell’adozione consapevole dell’intelligenza artificiale, ha avviato una mappatura delle applicazioni già presenti nelle strutture italiane, dalla diagnostica per immagini al supporto alle decisioni cliniche, dalla refertazione automatizzata alla telemedicina e alla gestione dei processi. L’obiettivo è offrire un framework di riferimento che vuole offrire a direttori sanitari, manager e professionisti strumenti utili per valutare le tecnologie disponibili, individuare i requisiti di sicurezza e orientare le scelte di investimento.
Un’esigenza sempre più urgente alla luce della crescita degli investimenti: nel 2025 la spesa italiana per la sanità digitale ha raggiunto i 2,7 miliardi di euro, mentre gli investimenti in AI e analytics sono aumentati di quasi il 90% in tre anni. A questa accelerazione non corrisponde ancora un’adeguata preparazione degli operatori: soltanto il 30% dei medici dichiara di aver ricevuto una formazione sull’intelligenza artificiale.
In tema di obesità, il lavoro multidisciplinare punta invece a superare una visione esclusivamente farmacologica della patologia integrando gli aspetti clinici con quelli psicologici, sociali e relazionali, per sviluppare percorsi di cura più efficaci e strumenti concreti di formazione.
Longevità, dalla ricerca alla pratica clinica
Non basta vivere più a lungo: la vera sfida è arrivare agli anni della maturità in buona salute, senza che la longevità si trasformi in un privilegio per pochi. È il filo conduttore dei confronti che hanno animato Welfair, con, tra gli altri, Immaculata De Vivo, docente di Epidemiologia alla Harvard T.H. Chan School of Public Health e di Medicina alla Harvard Medical School, Giovanni Scapagnini, professore di Nutrizione clinica all’Università degli Studi del Molise, ed Ennio Tasciotti, fondatore e direttore dell’Human Longevity Program dell’IRCCS San Raffaele e professore di Biotecnologie all’Università San Raffaele. Dal ruolo dei biomarcatori alle strategie di prevenzione, il dibattito ha riportato al centro il peso degli stili di vita, dell’alimentazione e delle relazioni sociali. De Vivo ha richiamato l’attenzione sul valore della prevenzione primaria, ancora poco valorizzata rispetto alla cura, e sulle evidenze che indicano quanto gli stili di vita possano incidere sulla salute nel corso degli anni. «Non conta soltanto quello che mangiamo, ma anche con chi mangiamo»: la qualità delle relazioni e dei legami sociali, ha sottolineato, è parte integrante del benessere e della longevità in salute. Tasciotti ha sottolineato come le strategie più efficaci per vivere più a lungo in salute siano spesso anche le più semplici e accessibili: un’alimentazione equilibrata, la convivialità e stili di vita sani. Oggi, inoltre, le nuove tecnologie consentono di raccogliere e integrare una quantità crescente di informazioni, aiutando a comprendere meglio come le nostre abitudini si riflettano sui biomarcatori della salute.
“La prevenzione è anche un investimento strategico sul piano economico”, ha sottolineato Tasciotti. Secondo uno studio di The European House – Ambrosetti, ogni euro investito in prevenzione può generare un ritorno di 1,8 euro grazie alla riduzione dei costi sanitari, delle assenze dal lavoro e degli oneri sociali a carico delle famiglie.
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