- Ore 11:40 Ftse Mib in rosso, Deutsche Bank spegne Stellantis
- Ore 10:20 Ftse Mib sotto 50.000 con i tech, lo spread cala a 105
- Ore 09:05 Ftse Mib in calo, sell-off su Prysmian -10,3% e Stm -6,9%
- Ore 07:35 Europa attesa in calo per i timori sui tassi Fed
L’indice Ftse Mib si mantiene sotto l’area di 50.000 punti (-0,74% a 49.387 punti alle 12:50), con lo spread Btp/Bund che risale a 107 punti base, appesantito dal trio tech: Stm -1%, Technoprobe -10,9% e Prysmian -4,8%, ma anche dai titoli oil come Saipem -2,75% e Tenaris -1,57%. Il prezzo del petrolio Brent in calo ma oltre 104 dollari al barile, l’inflazione ancora elevata in alcune economie europee, l’euro sopra 1,12 dollari e i rendimenti obbligazionari sensibili alle aspettative sui tassi impongono una lettura più selettiva dei mercati.
In calo anche il gas naturale europeo dell’1,90% a 85,47 euro per megawattora. «È soprattutto la persistenza dei prezzi elevati a fare la differenza. Un Brent sopra 100 dollari per alcune sedute produce conseguenze limitate; una permanenza prolungata su questi livelli può invece incidere sui costi di trasporto e produzione e, successivamente, sui prezzi finali. È precisamente il tipo di secondo effetto che potrebbe rendere più complicato il lavoro della politica monetaria», afferma Francesco Megna, responsabile commerciale in banca..
Anche il cambio sta mandando un segnale. L’euro è tornato sopra 1,12 dollari. Un movimento apparentemente contenuto, ma importante per un’economia fortemente importatrice di materie prime denominate in dollari: una valuta europea più debole aumenta infatti il costo in euro di petrolio e altre commodity.
Sul mercato obbligazionario italiano, lo spread Btp-Bund rimane poco sopra i 100 punti base, a 106,45 punti base. «È un livello che continua a indicare una percezione relativamente contenuta del rischio sovrano italiano. Ma proprio l’obbligazionario potrebbe diventare uno dei principali termometri dei prossimi mesi: se l’inflazione dovesse sorprendere ancora al rialzo, le aspettative sui tassi potrebbero modificarsi rapidamente, con effetti soprattutto sulle scadenze più lunghe», indica Megna secondo il quale il quadro non giustifica né euforia né una fuga generalizzata dal rischio.
Per l’investitore significa tornare alla selezione. «Quando un mercato supera determinate soglie psicologiche, come i 50.000 punti di Piazza Affari, il numero in sé conta relativamente. Conta molto di più capire quanto degli utili futuri sia già incorporato nei prezzi e quale margine resti per assorbire eventuali sorprese negative», conclude Megna.
Ore 11:40 Ftse Mib in rosso, Deutsche Bank spegne Stellantis
Borse europee in ordine sparso (Dax -0,34%, Cac40 +0,31%, Ftse100 +0,57% e Ftse Mib -0,20% a 49.654 punti alle 11:40). L’euro accelera al rialzo a 1,1223 dollari (+0,62%) anche se la produzione industriale dell’Eurozona è diminuita dello 0,5% su base mensile ad agosto, dopo il calo dello 0,3% registrato a luglio. La lettura ha deluso il consenso degli economisti che avevano previsto un dato invariato.
Su base annua, la produzione industriale ha registrato una flessione dell’1,1%, rispetto al calo dello 0,3% del mese precedente e alla diminuzione dello 0,1% prevista dagli economisti. «Per il terzo mese consecutivo, la produzione industriale è diminuita nell’Eurozona. Sebbene le imprese manifatturiere continuino a mostrarsi ottimiste sulle prospettive della produzione, i dati dipingono un quadro meno roseo. Dopo tutto, l’industria potrebbe non essere immune all’aumento dei prezzi dell’energia e all’incertezza globale», avvertono gli economisti di Ing.
Il listino milanese resta frenato dai titoli tecnologici legati ai chip e all’AI: Stm -6,5%, Technoprobe -8,7% e Prysmian -5%. In rosso anche Stellantis con un -0,74% dopo che Deutsche Bank ha tagliato il target price da 5,5 a 4,5 euro, confermando il rating cauto hold, in attesa dei conti. «Prevediamo un trimestre debole per Stellantis perché le interruzioni programmate della produzione e gli adeguamenti delle scorte hanno inciso negativamente sui volumi e sui margini nel corso del periodo», afferma Deutsche Bank.
Inoltre, il free cash flow dovrebbe registrare un deflusso significativo a causa dei maggiori investimenti in conto capitale e dell’incremento del capitale circolante. Nonostante il trimestre debole, però, Deutsche Bank non si aspetta che Stellantis modifichi l’outlook 2026.
Ore 10:20 Ftse Mib sotto 50.000 con i tech, lo spread cala a 105
Le borse europee si confermano negative, condizionate dalla debolezza registrata a Wall Street e dalle vendite sui mercati asiatici. I timori di una politica monetaria statunitense ancora restrittiva, dopo dati sull’inflazione superiori alle attese, si sommano alle prese di profitto sul comparto tecnologico (Stm -6,9%, Prysmian -6,8% e Technoprobe -9,3%) e all’indebolimento del tema legato all’intelligenza artificiale, anche se i risultati e le indicazioni fornite da Tsmc confermano una domanda ancora sostenuta per le applicazioni legate all’intelligenza artificiale e ai data center, con implicazioni rilevanti per le aziende italiane inserite nella catena di fornitura. L’indice Ftse Mib scende dello 0,48% a 49.515 punti alle 10:20. Lo spread Btp/Bund cala a 105,8 punti base.
L’attenzione resta concentrata anche sul comparto bancario italiano e sulle misure che il Governo sta discutendo con le istituzioni europee per contenere l’impatto dell’aumento dei costi energetici. A questo proposito le trattative tra Italia e Commissione Europea sembrano avvicinarsi a una soluzione sul possibile tetto al prezzo del gas destinato alla produzione elettrica. L’ipotesi allo studio prevede un limite compreso tra 60 e 65 euro per MWh, livello che potrebbe contribuire a ridurre i costi dell’energia pur mantenendo prezzi dell’elettricità superiori a quelli considerati nei piani industriali di molte utility.
Nel corso del dibattito politico, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la richiesta di maggiore flessibilità europea sulle politiche energetiche, sul sistema Ets e sulle regole di bilancio. Parallelamente, Confindustria continua a sostenere ulteriori interventi a supporto delle imprese, tra cui la sospensione del meccanismo Ets e misure per ridurre il differenziale tra i prezzi del gas europeo. Gli operatori del settore ritengono che un eventuale accordo sul price cap possa contribuire a ridurre l’incertezza regolatoria che ha caratterizzato il comparto negli ultimi mesi. Rimane invece aperto il tema della fiscalità straordinaria sugli extra profitti, che continua a rappresentare un elemento di attenzione per il mercato.
Ore 09:05 Ftse Mib in calo, sell-off su Prysmian -10,3% e Stm -6,9%
Borse europee deboli in avvio di seduta (-0,62% il Dax, -0,20% il Cac40, -0,04% il Ftse100 e -0,09% a 49.710 punti il Ftse Mib) dopo che l’inflazione più alta delle attese negli Stati Uniti ha rafforzato le scommesse su un rialzo dei tassi Fed. I leader dell’Unione si incontrano a Bruxelles per discutere di competitività europea, prezzi dell’energia, squilibri macroeconomici e prossimo bilancio a lungo termine. All’ordine del giorno anche l’ulteriore sostegno a Kiev, la sicurezza e la difesa.
Intervenuta il 14 ottobre al Senato, la premier italiana, Giorgia Meloni, ha definito «una scelta molto rischiosa» un eventuale accordo tra Usa e Russia sul diesel, perché rischia di indebolire gli sforzi compiuti finora per portare Putin al tavolo dei negoziati con l’Ucraina. Secondo la presidente del Consiglio, un’intesa di questo tipo sarebbe in contraddizione con la linea seguita dall’Occidente dall’inizio della guerra.
Meglio delle attese il pil e la produzione industriale della Gran Bretagna
La sterlina è debole anche se a settembre il pil britannico è cresciuto più delle attese, mettendo a segno un incremento dello 0,1%. Superiore alle attese anche la lettura di agosto della produzione industriale che ha registrato un incremento dello 0,8% contro il -0,1% previsto dal consenso.
Scema la tensione sui titoli di Stato
Lo spread Btp/Bund sale a quota 110 punti base, invece il rendimento del decennale italiano si contrae al 4,50%. Il documento programmatico di bilancio Dpb, che conferma gli obiettivi programmatici del Documento programmatico di finanza pubblica, è stato inviato alla Commissione Ue. Il governo punta a incassare quasi 11 miliardi di euro dal settore finanziario per finanziare la legge di bilancio 2027-2029.
Il contributo, che sarà strutturale e non una tantum, ammonterà allo 0,21% del pil l’anno prossimo (poco più di 5 miliardi di euro), allo 0,13% nel 2028 e allo 0,1% nel 2029. Sul mercato primario Parigi e Madrid offrono la prima fino a 12 miliardi e la seconda fino a 5,5 miliardi sul tratto a medio termine.
A Milano sell-off su Prysmian, Stm e Technoprobe. Reggono Mps, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm. Acquisti su Brunello Cucinelli e Ferretti
Sul listino milanese Leonardo segna un -0,85% a 46,86 euro e Iveco un +0,07% a 14,35 euro dopo che la Commissione Europea ha dato il via libera all’acquisizione da parte di Leonardo del business Difesa di Iveco Group. Nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto promossa da Tata Motors sulle azioni ordinarie Iveco, risulta che al 14 ottobre sono state presentate 163.651 richieste. Pertanto, complessivamente le richieste di adesione hanno raggiunto quota 77.421.189, pari al 28,54% sul totale degli strumenti oggetto di offerta. L’opa è iniziata il 7 settembre e si concluderà il 26 ottobre.
Invece, nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto promossa da Respighi BidCo (veicolo di Cvc e Gbl) sulle azioni ordinarie Recordati (+0,09% a 53,05 euro), al 14 ottobre sono state presentate 57.274 richieste. Pertanto, complessivamente hanno raggiunto quota 100.306.451, pari al 50,52% sul totale degli strumenti oggetto di offerta. L’opa è iniziata il 31 agosto e si concluderà il 23 ottobre.
Nel settore bancario Mps (-0,14% a 11,15 euro) è ancora sorvegliata speciale dopo che Institutional Shareholder Services e Glass Lewis hanno raccomandato agli investitori di votare contro le acquisizioni di Banco Bpm e Banca Generali e contro il piano correlato di distribuire un dividendo straordinario. Per procedere con le singole operazioni previste dal piano, elaborato per proteggere il Monte dall’offerta pubblica di acquisto lanciata da Intesa Sanpaolo (-0,18% a 6,14 euro), il ceo Lovaglio ha bisogno della maggioranza dei due terzi in occasione dell’assemblea degli investitori fissata per il 29 ottobre. Tre dei maggiori azionisti della banca senese, che insieme controllano quasi un terzo dei diritti di voto, hanno manifestato la propria opposizione. Ciò significa che Lovaglio dovrà convincere praticamente tutti gli altri azionisti.
Mentre Banco Bpm (+0,03% a 14,42 euro) ha completato l’emissione di un nuovo strumento Additional Tier 1 perpetuo da 400 milioni di euro, rimborsabile dal sesto anno e destinato a investitori istituzionali. Il titolo è stato emesso alla pari, con cedola fissa del 6,75% fino al 21 ottobre 2032 e pagamento semestrale. In caso di mancato rimborso, la cedola sarà rideterminata ogni cinque anni sul tasso swap in euro a 5 anni più un reset spread di 338,3 punti base, il più contenuto registrato dal gruppo per strumenti analoghi «in un contesto di mercato complesso, segnato da elevata volatilità e diffusa incertezza». L’operazione ha riaperto il mercato primario europeo degli At1 dopo tre settimane di inattività. Contestualmente la banca ha annunciato un’offerta di riacquisto su un At1 perpetuo da 300 milioni in circolazione.
Nel settore del lusso Brunello Cucinelli sale dello 0,89% a 83,92 euro nel giorno in cui pubblica i risultati del terzo trimestre dopo la chiusura mercato. Alla luce anche di recenti meeting con la società, che confermavano il forte momentum del marchio, Equita pensa che il terzo trimestre abbia mantenuto un tasso di crescita robusto a cambi costanti, in linea con il secondo. «Stimiamo un fatturato a 371 milioni, +12,3% anno su anno da +12,5% nel secondo trimestre e +10,8% anno su anno a cambi correnti, con un effetto cambi ancora negativo per effetto delle coperture», afferma la Sim.
Stime che supportano la parte alta della guidance della società (+10/+11% a cambi costanti) e lasciano anche un leggero spazio di upside. «Le nostre stime sono complessivamente allineate al consenso per il 2026, mentre rimaniamo leggermente al di sopra sul 2027-28 per il maggior ottimismo sulla crescita di medio termine: cagr del 12% vs il 10% del consenso, che è in linea con la guidance della società», precisa Equita che ha un target price a 110 euroi e un rating buy sul titolo che tratta a 31x il multiplo prezzo/utile, al di sotto della media storica (42x escluso il periodo del Covid), con un de-rating più marcato rispetto al resto del settore (20x contro 23,8x storico), nonostante un profilo di crescita molto più visibile rispetto ai competitor grazie al posizionamento distintivo del marchio nel RTW di lusso di fascia alta.
Sotto pressione nel comparto tech Stm (-6,9%), Prysmian (-10,3%), Technoprobe (-9%) dopo l’allarme lanciato da Hock Tan, ceo di Broadcom, sull’intelligenza artificiale: «molti investitori non hanno idea di ciò in cui stanno investendo», ha detto durante un evento a Singapore. Gli investitori, ha aggiunto, «fissano aspettative estremamente elevate per poi scoprire di essere praticamente in un casinò». L’indice Phlx dei chip ha perso oltre l’8% nelle ultime cinque sedute, pur rimanendo in rialzo di oltre il 70% da inizio anno.
E se JP Morgan ha alzato il target price su Ferretti (+1% a 2,7 euro) da 3,2 a 3,3 euro (rating neutral), ValBlue BidCo ha comunicato il 14 ottobre di aver ricevuto dalla Consob una richiesta di informazioni e documenti integrativi per l’approvazione del documento relativo all’opa sulle azioni ordinarie di Valtecne. L’autorità ha sospeso i termini dell’istruttoria dal ricevimento della richiesta fino al completamento del quadro informativo per un periodo non superiore a 15 giorni.
Il documento d’offerta era stato presentato alla Consob il 25 settembre, dopo l’annuncio dell’operazione il 9. Al 14 ottobre i termini e le condizioni dell’offerta risultavano invariati rispetto alla comunicazione iniziale. Il periodo di adesione sarà concordato con la Consob e comunicato nel documento d’offerta, che sarà pubblicato al termine dell’istruttoria, previa approvazione dell’autorità.
Ore 07:35 Europa attesa in calo per i timori sui tassi Fed
Borse europee attese in calo (-0,90% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta. Sotto pressione anche i futures Usa (-0,38% quello sull’S&P500) con l’inflazione che continua a rappresentare un motivo di preoccupazione sia per gli investitori sia per la Federal Reserve. L’aumento dei costi dell’energia e dei trasporti ha infatti accelerato la crescita dei prezzi negli Stati Uniti, dove a settembre l’inflazione ha raggiunto il 3,7%, in netto aumento rispetto al 3,4% di agosto e leggermente al di sopra delle attese del consenso.
Incognita Fed
«Il dato aggiunge pressione sulla banca centrale, chiamata a valutare l’eventualità di un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse, con due riunioni ancora in calendario prima della fine dell’anno», afferma Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. «Nonostante i cambiamenti ai vertici, la Fed sembra intenzionata a mantenere un approccio basato sui dati, un orientamento che dovrebbe contribuire a rassicurare, almeno in parte, mercati e investitori. Al momento, lo scenario prevalente è che la Fed mantenga i tassi invariati prima delle elezioni di medio termine, rinviando l’eventuale nuovo rialzo alla riunione di dicembre».
i mercati, aggiunge George Brown, Senior Economist di Schroders, fanno bene a ipotizzare che la politica monetaria dovrà diventare molto più restrittiva per riportare l’inflazione all’obiettivo. «La questione è se la Fed sia effettivamente pronta ad applicare una stretta monetaria della portata richiesta dalle prospettive inflazionistiche», precisa Brown.
Si attenuano i timori sulle forniture dal Medio Oriente e il petrolio arretra
I prezzi del petrolio sono scesi, mentre si attenuano i timori di interruzioni delle forniture dal Medio Oriente e l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) rivede al rialzo le proprie stime sull’impatto della guerra sulle forniture. Il future sul Brent scende dell’1,57% a 104,39 dollari al barile, dopo essere aumentato dell’1,3% nelle prime tre sedute della settimana, mentre il Wti scivola a 94,12 dollari (-1%).
Sebbene gli Houthi, sostenuti da Teheran, abbiano continuato a lanciare attacchi missilistici e con droni in Arabia Saudita, non è chiaro se le forniture del principale esportatore mondiale di greggio siano state compromesse. Secondo un rapporto pubblicato mercoledì dall’Aie, quest’anno il consumo mondiale di petrolio diminuirà di 2,6 milioni di barili al giorno, ovvero 100.000 barili al giorno in più rispetto a quanto previsto un mese fa. L’agenzia, che fornisce consulenza in materia energetica alle principali economie mondiali, prevede che la crescita su base annua non riprenderà prima di marzo.
«Gli attacchi degli Houthi non hanno provocato le gravi interruzioni delle forniture che il mercato temeva, favorendo il venir meno di una parte del premio al rischio geopolitico», spiega Takahiro Asaoka, economista senior di Itochu Research Institute. Secondo l’analista, anche le prospettive meno favorevoli sulla domanda delineate dall’AIE contribuiscono a esercitare una pressione al ribasso sui prezzi.
Il mercato rimane comunque caratterizzato da un’offerta limitata dopo mesi di interruzioni legate alla guerra tra Stati Uniti e Iran, che quest’anno ha spinto il Brent a salire di oltre il 70%. I consumatori di petrolio stanno attingendo alle scorte e le riserve sulla terraferma sono scese vicino ai livelli più bassi registrati almeno nell’ultimo decennio, ha riferito l’Aie. Le interruzioni del traffico marittimo hanno inoltre fatto aumentare i costi di trasporto, esercitando ulteriore pressione.
Secondo quanto riportato da Reuters, che ha citato un funzionario statunitense, gli Stati Uniti stanno valutando un allentamento delle sanzioni sulle navi della cosiddetta flotta ombra, utilizzate per trasportare petrolio e prodotti petroliferi provenienti da Paesi tra cui Russia, Iran e Venezuela. L’obiettivo sarebbe ridurre le tariffe globali del trasporto marittimo. La misura potrebbe rendere disponibili alcune navi, ma non è chiaro se le aziende sarebbero disposte a utilizzarle.
L’incertezza su una riduzione delle tensioni tra Iran e Stati Uniti lascia intravedere la possibilità di un «conflitto congelato» di lunga durata, caratterizzato da fasi di sviluppi positivi interrotte da nuovi attacchi che costringono i mercati a rivedere le proprie valutazioni, ha affermato Rob Barnett, analista senior di Bloomberg Intelligence. Un ritorno a un conflitto attivo potrebbe far salire i prezzi «molto più in alto», ha aggiunto.
Nel frattempo, secondo l’Aie, la produzione petrolifera degli Emirati Arabi Uniti è salita il mese scorso a livelli record. Gli Emirati, ex membro dell’Opec, sono stati tra i produttori della regione più efficaci nel ripristinare i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Separatamente, la Russia ha accusato l’Ucraina di aver attaccato due raffinerie di petrolio, violando la «tregua energetica» promossa dal presidente statunitense, Donald Trump.
Negli Stati Uniti, l’American Petroleum Institute ha riferito che le scorte nazionali di greggio sono diminuite di 11,1 milioni di barili la scorsa settimana. Se il dato sarà confermato dai dati ufficiali attesi alle 18, si tratterebbe del calo più consistente da giugno 2025.
Raffica di dati macro dagli Usa
Tra gli altri dati macro alle 8 è in agenda il pil mensile di agosto della Gran Bretagna, alle 11 la produzione industriale ad agosto dell’Eurozona, alle 14:30 le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, le vendite al dettaglio a settembre, l’indice manifatturiero dello Stato di New York di ottobre, l’indice manifatturiero Fed Philadelphia sempre di ottobre e i prezzi alla produzione di settembre. In attesa, l’euro sale sul dollaro dello 0,52% a 1,1212. Il dollaro è debole anche nei confronti dello yen (-0,23% a 157,939). Mentre il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 5,104%.
A Milano occhio a Leonardo, Iveco, Recordati, Mps, Banco Bpm, Brunello Cucinelli, Stm, Ferretti e Valtecne
Sul listino milanese attenzione a Leonardo e Iveco dopo che la Commissione Europea ha dato il via libera all’acquisizione da parte di Leonardo del business Difesa di Iveco Group. Nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto promossa da Tata Motors sulle azioni ordinarie Iveco, risulta che al 14 ottobre sono state presentate 163.651 richieste. Pertanto, complessivamente le richieste di adesione hanno raggiunto quota 77.421.189, pari al 28,54% sul totale degli strumenti oggetto di offerta. L’opa è iniziata il 7 settembre e si concluderà il 26 ottobre.
Invece, nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto promossa da Respighi BidCo (veicolo di Cvc e Gbl) sulle azioni ordinarie Recordati, al 14 ottobre sono state presentate 57.274 richieste. Pertanto, complessivamente hanno raggiunto quota 100.306.451, pari al 50,52% sul totale degli strumenti oggetto di offerta. L’opa è iniziata il 31 agosto e si concluderà il 23 ottobre.
Nel settore bancario Mps è ancora sorvegliata speciale dopo che Institutional Shareholder Services e Glass Lewis hanno raccomandato agli investitori di votare contro le acquisizioni di Banco Bpm e Banca Generali e contro il piano correlato di distribuire un dividendo straordinario. Per procedere con le singole operazioni previste dal piano, elaborato per proteggere il Monte dall’offerta pubblica di acquisto lanciata da Intesa Sanpaolo, il ceo Lovaglio ha bisogno della maggioranza dei due terzi in occasione dell’assemblea degli investitori fissata per il 29 ottobre. Tre dei maggiori azionisti delola banca senese, che insieme controllano quasi un terzo dei diritti di voto, hanno manifestato la propria opposizione. Ciò significa che Lovaglio dovrà convincere praticamente tutti gli altri azionisti.
Mentre Banco Bpm ha completato l’emissione di un nuovo strumento Additional Tier 1 perpetuo da 400 milioni di euro, rimborsabile dal sesto anno e destinato a investitori istituzionali. Il titolo è stato emesso alla pari, con cedola fissa del 6,75% fino al 21 ottobre 2032 e pagamento semestrale. In caso di mancato rimborso, la cedola sarà rideterminata ogni cinque anni sul tasso swap in euro a 5 anni più un reset spread di 338,3 punti base, il più contenuto registrato dal gruppo per strumenti analoghi «in un contesto di mercato complesso, segnato da elevata volatilità e diffusa incertezza». L’operazione ha riaperto il mercato primario europeo degli At1 dopo tre settimane di inattività. Contestualmente la banca ha annunciato un’offerta di riacquisto su un At1 perpetuo da 300 milioni in circolazione.
Nel settore del lusso Brunello Cucinelli pubblica i risultati del terzo trimestre dopo la chiusura mercato. Alla luce anche di recenti meeting con la società, che confermavano il forte momentum del marchio, Equita pensa che il terzo trimestre abbia mantenuto un tasso di crescita robusto a cambi costanti, in linea con il secondo. «Stimiamo un fatturato a 371 milioni, +12,3% anno su anno da +12,5% nel secondo trimestre e +10,8% anno su anno a cambi correnti, con un effetto cambi ancora negativo per effetto delle coperture», afferma la Sim.
Stime che supportano la parte alta della guidance della società (+10/+11% a cambi costanti) e lasciano anche un leggero spazio di upside. «Le nostre stime sono complessivamente allineate al consenso per il 2026, mentre rimaniamo leggermente al di sopra sul 2027-28 per il maggior ottimismo sulla crescita di medio termine: cagr del 12% vs il 10% del consenso, che è in linea con la guidance della società», precisa Equita che ha un target price a 110 euroi e un rating buy sul titolo che tratta a 31x il multiplo prezzo/utile, al di sotto della media storica (42x escluso il periodo del Covid), con un de-rating più marcato rispetto al resto del settore (20x contro 23,8x storico), nonostante un profilo di crescita molto più visibile rispetto ai competitor grazie al posizionamento distintivo del marchio nel RTW di lusso di fascia alta.
Da monitorare nel comparto tech Stm dopo l’allarme lanciato da Hock Tan, ceo di Broadcom, sull’intelligenza artificiale: «molti investitori non hanno idea di ciò in cui stanno investendo», ha detto durante un evento a Singapore. Gli investitori, ha aggiunto, «fissano aspettative estremamente elevate per poi scoprire di essere praticamente in un casinò». L’indice Phlx dei chip ha perso oltre l’8% nelle ultime cinque sedute, pur rimanendo in rialzo di oltre il 70% da inizio anno.
E se JP Morgan ha alzato il target price su Ferretti da 3,2 a 3,3 euro (rating neutral), ValBlue BidCo ha comunicato il 14 ottobre di aver ricevuto dalla Consob una richiesta di informazioni e documenti integrativi per l’approvazione del documento relativo all’opa sulle azioni ordinarie di Valtecne. L’autorità ha sospeso i termini dell’istruttoria dal ricevimento della richiesta fino al completamento del quadro informativo per un periodo non superiore a 15 giorni.
Il documento d’offerta era stato presentato alla Consob il 25 settembre, dopo l’annuncio dell’operazione il 9. Al 14 ottobre i termini e le condizioni dell’offerta risultavano invariati rispetto alla comunicazione iniziale. Il periodo di adesione sarà concordato con la Consob e comunicato nel documento d’offerta, che sarà pubblicato al termine dell’istruttoria, previa approvazione dell’autorità. (riproduzione riservata)
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