CNEL, PRESENTATA LA RELAZIONE SUI SERVIZI PUBBLICI 2026


Messa sotto stress dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), la Pubblica amministrazione italiana ne esce cambiata. Lavorare per target e milestone, entro scadenze certe, per obiettivi misurabili e con l’obbligo di rendere conto dei risultati, ha modificato il modo di operare degli uffici, centrali e locali, che hanno risposto in maniera positiva e soddisfacente, contribuendo alla riuscita del Piano.

Le riforme varate con il PNRR a partire dal 2021 hanno ridisegnato le regole per selezionare e formare il personale e per programmarne i fabbisogni, innestandosi sulla cultura della performance e della valutazione, introdotta più di quindici anni fa con la riforma del lavoro pubblico del 2009.

È il quadro che emerge dalla Relazione annuale sui servizi pubblici 2026 del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), presentata oggi a Villa Lubin e indirizzata al Parlamento e al Governo.

I risultati si vedono anche nei servizi. Con circa 115 miliardi di euro di investimenti localizzati nelle Regioni, il Piano ha portato oltre tre milioni di persone nei percorsi delle politiche attive del lavoro, 3.525 nuovi autobus nel trasporto pubblico locale, l’assistenza domiciliare a quasi un ultrasessantaquattrenne su dieci. Il quadro complessivo resta però quello di una Pubblica amministrazione a due velocità, in cui la modernizzazione non ha ancora colmato le storiche disuguaglianze territoriali e sociali nell’accesso ai servizi.

Prevista dall’articolo 10-bis della cosiddetta “Legge Mattarella” (n. 936/1986) che disciplina il funzionamento e le attribuzioni del CNEL, e introdotta dalla riforma del lavoro pubblico del 2009 (n.15/2009), la Relazione analizza i livelli e la qualità dei servizi erogati dalle amministrazioni centrali e locali a cittadini e imprese.

Alla presentazione sono intervenuti il presidente del CNEL Renato Brunetta e la consigliera Marcella Mallen, coordinatrice generale della Relazione. Hanno preso parte ai lavori Filippo Patroni Griffi, giudice della Corte costituzionale, Monica Parrella, coordinatrice dell’Unità di missione PNRR del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, e Francesco Maria Chelli, presidente dell’Istituto nazionale di statistica (Istat). Ha moderato i lavori Gianni Trovati, giornalista del Sole 24 Ore.

BRUNETTA, “IL METODO DEL PNRR DIVENTI PERMANENTE”

“Il PNRR è stato un grande stress test, per l’amministrazione e per la politica. L’amministrazione lo ha retto, imparando a lavorare per obiettivi, a rispettare le scadenze, a misurare i risultati e a renderne conto. La politica ha saputo garantire continuità a un disegno che ha attraversato Governi diversi. È un patrimonio che non possiamo disperdere. Il Piano si chiude, il suo metodo deve diventare il modo ordinario di amministrare e di governare. È il compimento di un percorso cominciato molti anni fa. Ora serve un’amministrazione che apprende, che ascolta cittadini e imprese e corregge i propri errori”, ha dichiarato il presidente del CNEL Renato Brunetta.

MALLEN: DAI SERVIZI EROGATI ALL’IMPATTO SULLA VITA DELLE PERSONE

La consigliera CNEL Marcella Mallen, coordinatrice generale della Relazione, ha richiamato la necessità di consolidare i progressi realizzati, per rendere strutturale il cambiamento. “Il rapporto – ha, altresì evidenziato – intende leggere e misurare se, a fronte di investimenti e riforme, corrisponda un effettivo miglioramento della qualità delle amministrazioni e dei servizi.  Non basta misurare quanto la Pubblica Amministrazione fa o quanto spende: occorre valutare l’impatto concreto dei servizi sul benessere delle persone, delle comunità e delle imprese. È questo il salto culturale necessario: passare dalla rendicontazione formale alla responsabilità sostanziale, mettendo al centro i risultati e i cittadini, cercando di colmare i persistenti divari sociali e territoriali”.

Nel corso dell’evento si è svolta la cerimonia di consegna del Premio CNEL “Impatto PA” 2026 (cliccare qui per la notizia), dedicato alle buone pratiche delle amministrazioni e giunto alla terza edizione. La cerimonia è stata coordinata da Emanuele Padovani, professore ordinario dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

La modernizzazione della Pubblica amministrazione

RECLUTAMENTO, CON LA RIFORMA DEL 2021 CONCORSI DA DUE ANNI A SEI MESI

La riforma del reclutamento avviata nel 2021 nel quadro del PNRR, con la digitalizzazione delle prove e la nascita del portale unico, è ormai a regime. Nel 2025, il portale inPA conta 2,7 milioni di utenti registrati, più della metà sotto i quarant’anni, e circa 204 mila posti messi a bando nell’anno. La durata media dei concorsi è scesa a circa 180 giorni, a fronte dei circa due anni che servivano prima della riforma.

FORMAZIONE, SYLLABUS SUPERA IL MILIONE DI DIPENDENTI

Avviata nel 2022 nell’ambito della stessa stagione di riforma, la piattaforma Syllabus conta al terzo trimestre 2025 1.094.858 dipendenti registrati, il 32,9% del personale pubblico, e 7.482 amministrazioni aderenti. Nel 2025 i partecipanti alle attività della Scuola nazionale dell’amministrazione (SNA) salgono a 40.879, dai 37.642 dell’anno precedente.

SEMPLIFICAZIONE, 59 PROCEDURE SNELLITE NEL 2025

Nel 2025 sono state semplificate 59 procedure in undici settori. Trentadue riguardano esclusivamente le imprese, 14 cittadini e imprese insieme, 13 i soli cittadini. Proseguono la digitalizzazione degli Sportelli unici per le attività produttive e per l’edilizia e la standardizzazione della modulistica. Cresce l’uso dell’App IO, della piattaforma pagoPA, del Sistema pubblico di identità digitale (SPID) e della Carta d’identità elettronica, mentre restano carenze nelle competenze digitali diffuse e nella disponibilità di specialisti informatici.

Salute e benessere

ASSISTENZA DOMICILIARE A 1,7 MILIONI DI PERSONE, MEDICI DI FAMIGLIA IN CALO DEL 17,3%

Nel 2024 circa 1,7 milioni di persone hanno ricevuto l’assistenza domiciliare integrata (ADI), con una crescita media annua del 12,5% dal 2019. Il 9,4% degli ultrasessantaquattrenni è assistito a domicilio, vicino al target PNRR del 10%, anche se cala l’intensità delle cure e restano forti differenze tra Regioni. Tra le criticità la Relazione segnala la carenza di personale infermieristico e una riduzione del 17,3% dei medici di medicina generale rispetto a dieci anni prima.

PRONTO SOCCORSO DIFFICILE DA RAGGIUNGERE PER IL 48,2% DELLE FAMIGLIE

Secondo i dati Istat 2025, il 48,2% delle famiglie dichiara difficoltà a raggiungere il pronto soccorso. Le aree a bassa densità abitativa riscontrano le maggiori difficoltà, con il 72,8% dei residenti in piccoli comuni che segnala problemi nel raggiungere il pronto soccorso.

Servizi per il lavoro

GOL OLTRE TRE MILIONI DI BENEFICIARI, ORGANICI DEI CENTRI PER L’IMPIEGO +25%

Al 31 dicembre 2025 il programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL) ha rendicontato alla Commissione europea 3.076.507 beneficiari, oltre il target PNRR di tre milioni. Gli organici dei Centri per l’impiego crescono del 25%. Il passo successivo, indica la Relazione, è legare il rafforzamento delle strutture agli esiti occupazionali.

I territori e il dopo PNRR

115 MILIARDI DI INVESTIMENTI PNRR LOCALIZZATI NELLE REGIONI

Gli investimenti del PNRR localizzati in singole Regioni o Province autonome ammontano a circa 115 miliardi di euro, che salgono a 145 includendo le altre fonti di finanziamento collegate ai progetti. Secondo i rilievi della Corte dei conti richiamati nella Relazione, il Mezzogiorno mostra in diversi ambiti una notevole capacità di esecuzione. Le difficoltà maggiori si concentrano nei Comuni più piccoli e nelle aree fragili, dove a fare la differenza è la capacità amministrativa degli enti.

CASE DELLA COMUNITÀ, PER COMPLETARE LA RETE NE SERVONO ALTRE 297

Con gli investimenti del Piano diverse Regioni sono in condizione di raggiungere entro il 2030 la dotazione di una Casa della Comunità ogni 50 mila abitanti. Per completare la rete in tutto il Paese mancherebbero 297 strutture, il 22% dell’obiettivo, con un fabbisogno di circa 1,1 miliardi di euro. Oltre l’80% delle risorse aggiuntive riguarda Lombardia (112 strutture e 410,6 milioni), Lazio (57 e 209,7 milioni), Campania (43 e 158,4 milioni) e Puglia (38 e 138,7 milioni).

ALLOGGI UNIVERSITARI, MANCANO 235.887 POSTI E 4,7 MILIARDI

Nel 2021 l’offerta italiana di alloggi per studenti copriva appena il 2,2% degli iscritti, circa 41 mila posti. Per raggiungere entro il 2030 il 18% di riferimento della media europea, al termine del PNRR mancherebbero 235.887 posti, il 70% dell’obiettivo, con un fabbisogno stimato in 4,7 miliardi di euro. Lazio (45.911 posti e 916,7 milioni), Campania (32.280 e 764,3 milioni) e Lombardia (35.096 e 700,7 milioni) concentrano circa metà delle risorse necessarie.

Educazione, istruzione e Università

ABBANDONO PRECOCE DEGLI STUDI ALL’8,2%, ERA AL 14,7% NEL 2015

L’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione scende all’8,2% secondo l’ultimo dato Eurostat, dal 14,7% del 2015, già sotto la soglia fissata dagli obiettivi europei per il 2030. Cresce l’offerta di servizi per la prima infanzia e le università toccano il massimo storico di 2,05 milioni di iscritti. Restano marcate le differenze territoriali nelle opportunità formative.

Politiche abitative

ALLOGGI PUBBLICI AL 2,7% DEL PATRIMONIO, QUASI UNO SU DIECI NON ASSEGNABILE

Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica rappresenta il 2,7% dello stock abitativo italiano, contro il 17% della Francia e il 29% dei Paesi Bassi. Poco meno del 9% degli alloggi, 60.730 unità, non è assegnabile, quasi sempre perché richiede manutenzione straordinaria, mentre decine di migliaia di famiglie restano in attesa di una casa. L’incidenza va dall’1,65% della Campania al 21,66% della Liguria.

Circolarità dell’economia

RIFIUTI, DIFFERENZIATA AL 67,7%, RICICLO AL 52,3%

Nel 2024 l’Italia ha prodotto circa 29,9 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. La raccolta differenziata sale al 67,7%, ma resta un divario di 15,4 punti con la quota effettivamente avviata a riutilizzo e riciclaggio, ferma al 52,3%. Nelle città con più di 200 mila abitanti la differenziata si ferma in media al 50,7%.

Trasporti

TRASPORTO PUBBLICO, 3.525 NUOVI AUTOBUS FINANZIATI DAL PNRR

Gli investimenti del PNRR finanziano 3.525 nuovi autobus per il trasporto pubblico locale, il 24% in più rispetto al parco circolante del 2020. I mezzi elettrici crescono del 497% a livello nazionale e di oltre il 1.000% al Sud. Insieme agli incrementi del Fondo nazionale trasporti, il Piano porta la dotazione ferroviaria, ad alta velocità e convenzionale, sopra la media europea.

 

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  • Cliccare qui per gli interventi dei relatori
  • Cliccare qui per l’editoriale del presidente Renato Brunetta uscito oggi su Il Sole 24 Ore
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