Prossimo concorso docenti, cosa si sa al momento? Ecco una scadenza importante da tenere d’occhio: il punto

Prossimo concorso docenti, ci siamo? Un elemento che riaccende l’attenzione arriva dalla nota MIM prot. 8087 del 5 ottobre 2026, con cui il Ministero ha chiesto alle scuole di procedere alla ricognizione e al collaudo delle postazioni informatiche destinate alle prove concorsuali. La piattaforma per il censimento delle aule è attiva dall’8 al 31 ottobre.

Si tratta di un passaggio che, negli ultimi tre anni, ha preceduto l’indizione dei concorsi PNRR. Da qui l’interrogativo sull’arrivo di una nuova procedura. Tuttavia, l’ultimo concorso, il PNRR 3, è stato bandito il 10 ottobre 2025 e le graduatorie delle procedure precedenti non sono ancora esaurite.

Con la nota prot. 8087 del 5 ottobre 2026, di cui abbiamo dato notizia, il MIM ha trasmesso ai Dirigenti scolastici e ai Direttori generali degli Uffici Scolastici Regionali le indicazioni per l’avvio della ricognizione e della verifica tecnica delle postazioni informatiche destinate alle prove concorsuali.

Si parla di “espletamento, presso le sedi delle istituzioni scolastiche, delle prove delle procedure concorsuali per il personale docente”.

Cosa è successo negli anni passati: tre concorsi per tre anni consecutivi

Questo è un segnale importante: questa ricognizione viene fatta ogni volta prima dell’indizione di un concorso, come avvenuto negli ultimi tre anni con i concorsi Pnrr: significa che a breve ci saranno nuovi concorsi per i docenti? Forse.

Facciamo un passo indietro. L’ultimo concorso docenti, il Pnrr 3, è stato bandito il 10 ottobre 2025, praticamente un anno fa.

L’anticipazione di Pittoni

Qualche settimana fa Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, ha dichiarato: “I concorsoni annuali per i docenti del dopo Pnrr, sui quali la sinistra si era impegnata con Bruxelles, non ci saranno”, sostenendo che non avrebbe senso continuare a bandire procedure generalizzate in presenza di graduatorie nelle quali risultano già inseriti numerosi precari.

Secondo quanto riferisce Pittoni, il confronto con la Commissione europea avrebbe aperto la strada a una soluzione differente rispetto al sistema dei concorsi PNRR.

“Come avevo preannunciato dopo specifiche interlocuzioni con la Commissione europea, quelli in arrivo sono solo mini-concorsi mirati per le graduatorie vuote, che non fanno concorrenza a nessuno”, ha affermato il responsabile Istruzione della Lega.

Quando potrebbe uscire il bando?

Ma quando potrebbe essere emanato il bando? Viste le tempistiche degli scorsi anni, Tuttoscuola avanza l’ipotesi di novembre.

Struttura del nuovo bando

Conclusa la fase dei concorsi straordinari legati al PNRR, è molto probabile che le prossime procedure concorsuali possano tornare alla struttura precedente. Si potrebbe quindi abbandonare la prova scritta a quiz, ripristinando la prova preselettiva, quella scritta e quella orale. Non si esclude, inoltre, l’introduzione di quesiti a risposta aperta in ambito pedagogico-didattico. Una soluzione che, tuttavia, comporterebbe tempi di correzione più lunghi.

Bandi per specifiche classi di concorso

In alcune regioni, le graduatorie dei precedenti concorsi relative a determinate classi di concorso sono ancora vigenti, mentre in altre risultano esaurite. Per questo motivo, è plausibile che i nuovi bandi possano riguardare specifiche classi di concorso e territori, con un numero limitato di posti disponibili.

L’obiettivo sarebbe tutelare i candidati ancora in attesa di assunzione, sia attraverso le graduatorie dei vincitori e degli idonei, sia tramite quelle regionali istituite ufficialmente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con il Decreto Ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026.

Valutazione dei titoli e requisiti

Secondo alcune indiscrezioni, sarebbero in corso incontri tra il Ministero e i sindacati per modificare le tabelle di valutazione dei titoli culturali e del servizio. Per i prossimi concorsi ordinari, attesi entro il 2026 in vista delle immissioni in ruolo del 2027, potrebbero essere confermati i requisiti di accesso per la scuola dell’infanzia e primaria. Per la secondaria, invece, il possesso dei soli 24 CFU non sarà più sufficiente.

Scuola dell’infanzia e primaria: posto comune

Per partecipare al concorso per la scuola dell’infanzia e primaria è necessario possedere la laurea in Scienze della Formazione Primaria oppure il diploma magistrale, compreso il titolo sperimentale a indirizzo linguistico, conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002. Si tratta di titoli a tutti gli effetti abilitanti all’insegnamento in questi ordini di scuola.

Scuola secondaria di I e II grado: posto comune

Per partecipare al concorso per la scuola secondaria di primo e secondo grado non sarà più possibile accedere con i soli 24 CFU o con il servizio triennale senza abilitazione, come previsto nei concorsi legati al PNRR. Sarà quindi necessario possedere:

  • Laurea magistrale o a ciclo unico, coerente con le classi di concorso previste dal DPR 19/2016 e successivi aggiornamenti, insieme all’abilitazione specifica per la classe di concorso, conseguita attraverso il percorso da 60 CFU.

Insegnanti tecnico-pratici (ITP)

Qualora il bando venisse pubblicato entro la fine del 2026, gli insegnanti tecnico-pratici (ITP) potrebbero beneficiare della deroga transitoria che consente di partecipare con il solo diploma di scuola secondaria di secondo grado, di tipo tecnico o professionale, idoneo alla classe di concorso.

Se, invece, la pubblicazione dovesse avvenire nel 2027, sarebbe necessario possedere una laurea triennale, un diploma AFAM di primo livello oppure un diploma rilasciato dagli ITS Academy.

Concorso per i posti di sostegno

Per i candidati che aspirano a insegnare sul sostegno, indipendentemente dall’ordine scolastico (infanzia, primaria o secondaria), è richiesto il titolo di specializzazione specifico per il grado di scuola per cui si concorre. La specializzazione dovrà essere posseduta o conseguita entro la scadenza prevista per la partecipazione al concorso, salvo che il bando consenta l’iscrizione con riserva a chi sta ancora completando il percorso di specializzazione.


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