Via libera del Parlamento alla prossima manovra economica. Camera e Senato approvano lo scostamento di bilancio e la risoluzione di maggioranza sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp). Così si va verso l’ultima legge di bilancio del governo Meloni in carica. Ma quanto si può spendere davvero? Servono circa 10 miliardi per finanziare interventi “forti” nel 2027. Su tutti, il nuovo taglio Irpef, ma anche pensioni e sostegni per stipendi e bollette.
Il governo punta infatti a utilizzare quasi 29 miliardi di flessibilità europea nel biennio 2027-2028, ma destinati principalmente a energia e difesa. Per gli armamenti, è arrivato anche l’ok della Commissione Ue al piano italiano Safe per gli investimenti nella difesa, con una richiesta di finanziamenti superiore agli 8 miliardi di euro, sotto forma di prestiti.
Perché la manovra dipende dall’Europa: il nodo dei 29 miliardi
Il governo ha chiesto di utilizzare la cosiddetta clausola di salvaguardia nazionale, un meccanismo previsto dalle regole europee che consente, in circostanze eccezionali, di aumentare temporaneamente la spesa pubblica oltre il percorso concordato con Bruxelles.
“Non so se ce la faremo”
Giancarlo Giorgetti
La richiesta italiana riguarda due settori: energia e difesa, per circa 14,4 miliardi di euro ciascuno nel biennio 2027-2028. Complessivamente si tratta di quasi 29 miliardi, pari allo 0,6% del Pil per ciascuno dei due anni, in prestito. Giorgetti ha precisato che bisogna attendere l’approvazione formale del Consiglio dell’Ue e chiarire con la Commissione quali interventi energetici potranno rientrare nella deroga. “Non so se ce la faremo”, ha ammesso il ministro, spiegando che proprio da questa trattativa dipenderà la configurazione finale della legge di Bilancio.
Il governo punta anche a uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo. Secondo il Dpfp, il disavanzo italiano dovrebbe attestarsi al 2,9% del Pil nel 2026, per poi risalire al 3,4% nel 2027 e al 3,2% nel 2028 considerando l’utilizzo della clausola. Senza gli effetti della flessibilità richiesta, i valori programmatici sarebbero rispettivamente del 2,8% e del 2,6%.
Bollette, famiglie e imprese: Giorgetti sfida Bruxelles sugli aiuti
La relazione presentata dal governo indica diversi ambiti di intervento per i circa 14,4 miliardi previsti nel biennio. Per consumatori e famiglie sono ipotizzati contributi e misure di sostegno che dovranno risultare compatibili con le condizioni fissate dall’Unione europea. Ed è proprio su questo punto che Giorgetti ha insistito durante l’audizione parlamentare: “Vorremmo che ci fosse la possibilità di utilizzare la Nec anche per andare incontro alle esigenze delle famiglie”.
Il ministro ha contestato l’eventualità di una risposta negativa della Commissione europea. “Se in Europa dicono no, non c’è problema, le famiglie sopportino, ecco, secondo me è una scelta sbagliata”, ha dichiarato riferendosi alle conseguenze degli aumenti dei prezzi energetici.
Per gli studenti sono previste misure finalizzate a favorire l’utilizzo del trasporto pubblico. Per le imprese gli interventi indicati riguardano il contenimento dei costi energetici, la produzione da fonti rinnovabili e la decarbonizzazione, anche attraverso una nuova Energy Release, il fotovoltaico, l’idroelettrico e il biometano. Sono inoltre previsti interventi di efficientamento energetico negli edifici pubblici, nelle strutture sanitarie e scolastiche, oltre a investimenti ferroviari legati alla mobilità sostenibile.
Stipendi e Irpef: perché il nuovo taglio del 2027 è a rischio
Una riduzione dell’Irpef è già entrata in vigore con la legge di Bilancio 2026: l’aliquota applicata alla fascia di reddito tra 28mila e 50mila euro è scesa dal 35% al 33%, con un beneficio massimo di 440 euro annui, prima di eventuali meccanismi di sterilizzazione.
Il governo vorrebbe fare un ulteriore passo, ma c’è il problema delle coperture. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha confermato più volte l’obiettivo di estendere l’aliquota del 33% alla fascia di reddito compresa tra 50mila e 60mila euro, attualmente assoggettata all’aliquota marginale del 43%. Tuttavia, i fondi sono tutti da trovare.
Meloni a caccia di 10 miliardi per la manovra: tagli alle pensioni, banche e nuove tasse
Così il nuovo taglio dell’Irpef per il ceto medio rischia di non entrare nella manovra 2027: una misura che, nella configurazione ipotizzata, garantirebbe un risparmio teorico massimo di 1.000 euro annui per contribuente. Con l’ipotesi di estendere il 33% da 50mila a 60mila euro, rispetto all’attuale aliquota del 43%, il risparmio teorico aggiuntivo sarebbe:
| Reddito imponibile annuo | Risparmio annuo teorico |
| 30.000 € | 0 € |
| 40.000 € | 0 € |
| 50.000 € | 0 € |
| 52.000 € | 200 € |
| 55.000 € | 500 € |
| 58.000 € | 800 € |
| 60.000 € | 1.000 € |
| 70.000 € | 1.000 € |
Che cosa è invece già previsto? La legge di Bilancio 2026 aveva introdotto alcune agevolazioni con effetti anche nel 2027, come la tassazione sostitutiva all’1% dei premi di produttività e delle somme corrisposte ai lavoratori privati a titolo di partecipazione agli utili, entro un limite complessivo di 5mila euro e nel rispetto dei requisiti previsti.
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Diversa la situazione della tassazione al 5% degli aumenti retributivi derivanti da determinati rinnovi contrattuali: la misura vigente riguarda gli incrementi corrisposti nel 2026. Un’estensione al 2027 richiederebbe una nuova disposizione.
Pensioni 2027: che cosa cambia già da gennaio e cosa manca
Dall’1 gennaio 2027 l’età ordinaria per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e un mese, mentre nel 2028 arriverà a 67 anni e tre mesi, secondo le disposizioni già recepite dall’Inps. Cambiano anche i requisiti contributivi della pensione anticipata ordinaria. Nel 2027 saranno richiesti 42 anni e 11 mesi agli uomini e 41 anni e 11 mesi alle donne, ferme restando le eccezioni previste per determinate categorie di lavoratori.
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L’adeguamento non si applica, nei casi previsti dalla legge, ad alcune categorie impegnate in attività gravose o particolarmente faticose e pesanti. Sul fronte delle uscite anticipate, serve verificare le coperture necessarie. La normativa vigente ha prorogato l’Ape sociale fino al 31 dicembre 2026, mentre Quota 103 e Opzione donna non sono state rinnovate per nuove maturazioni dei requisiti nel 2026.
Banche, assicurazioni e nuove tasse: dove il governo cerca i soldi
Se lo spazio europeo serve principalmente a finanziare energia e difesa, con quali risorse saranno pagate le altre misure? È il problema centrale della prossima legge di Bilancio. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, nel 2027, al netto degli interventi riconducibili alla clausola di salvaguardia, il governo ha zero margine di manovra.
Per finanziare il nuovo taglio dell’Irpef o introdurre altri benefici dovrà quindi individuare maggiori entrate oppure ridurre altre spese. Tra le ipotesi politiche figurano nuovi contributi da banche, assicurazioni e società energetiche. Il vicepremier Matteo Salvini ha indicato per il settore finanziario un obiettivo fino a 5 miliardi di euro, mentre prosegue il confronto all’interno della maggioranza e con le categorie interessate.
Giorgetti, sollecitato sulla possibilità di chiedere ulteriori risorse alle imprese, ha confermato l’orientamento del governo: “Tutti quelli che avranno la possibilità di contribuire contribuiranno”.
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