Undici dei quattordici indicatori di volatilità che monitoriamo sono scesi venerdì. Quello che ha registrato il rialzo maggiore misura il rischio nella parte della distribuzione che l’indice raggiunge solo molto raramente.
REGIME DI MERCATO: RIALZISTA A BASSA VOLATILITÀ | VIX 14,84 | STRUTTURA A TERMINE: CONTANGO | SKEW: ELEVATO (154,34) | FUTURE VIX SUL PRIMO MESE: 17,00
Punti chiave
- La parte centrale della distribuzione dell’indice è vicina ai livelli meno costosi del trimestre. Il VIX, a 14,84, è inferiore ai valori registrati in 46 delle ultime 63 sedute, mentre l’indicatore a un giorno, a 9,05, è inferiore a quelli di 55 sedute.
- Il rischio di coda non ha seguito la stessa dinamica. Lo SKEW è salito del 3,45% a 154,34, registrando il maggiore rialzo tra quattordici indicatori, undici dei quali in calo, e si trova appena 0,15 punti sotto il massimo del periodo osservato.
- La stessa dinamica si ritrova nei singoli titoli, ma non nei tassi. La mediana dell’IV Rank dei fondi indicizzati è pari a 17,1 e quella di Nvidia a 6,4, contro 67,1 per il fondo sui Treasury a lunga scadenza.
- Questa settimana il maggiore premio in vista degli utili riguarda Bank of America. Per mercoledì le opzioni incorporano un movimento del 3,2%, contro un valore tipico del 2,2%, mentre Wells Fargo e Citigroup prezzano movimenti pari a circa quattro quinti delle rispettive medie storiche.
Il principale fattore di mercato
Il petrolio ha inizialmente guidato i rialzi, per poi restituirli. Domenica l’aeroporto di Riyadh è stato nuovamente colpito, con un morto e undici feriti, dopo un attacco condotto dagli Houthi nel fine settimana che aveva causato dodici morti e trecento feriti. Il Brent ha superato brevemente 105,50 USD, prima di invertire la rotta e riportarsi intorno a 103,70 USD, in calo di circa l’1%.
Dal lato dell’offerta sono arrivati segnali in direzione opposta. La Russia ha revocato parzialmente il divieto di esportazione di diesel e ha concordato la fornitura di 500.000 tonnellate a partire dal 10 ottobre nell’ambito di un accordo Trump-Putin. Il presidente Trump ha autorizzato le importazioni di diesel russo e sono circolate indiscrezioni su una tregua energetica tra Russia e Ucraina. Il gasolio quotato a Londra è sceso del 3,3%, attestandosi vicino a 185 USD per barile equivalente.
Sullo sfondo, un dato macroeconomico. L’indice preliminare della fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan per ottobre è sceso a 46,3, contro un consenso di 47,6 e il valore di 48,1 di settembre. La componente relativa alle condizioni attuali si è attestata a 44,7, il livello più basso mai registrato.
Panoramica dei mercati
- Stati Uniti (chiusura di venerdì 9 ottobre): L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,59% a 7.811,54 punti, il Nasdaq 100 lo 0,51% a 30.883,15 e il Dow Jones lo 0,83% a 51.660,18. Il Russell 2000 è salito dello 0,46% a 2.806,98, ma ha comunque chiuso in ribasso per la quinta settimana consecutiva, accumulando una perdita del 5,7% nel periodo. Verizon ha ceduto l’8,7% dopo un accordo da 8 miliardi di USD con SpaceX relativo allo spettro di frequenze.
- Ampiezza del mercato e settori: L’indice equiponderato è salito dello 0,53%, appena sei punti base sotto l’indice principale. I rialzi sono stati guidati dalle biotecnologie (3,00%), dai produttori auriferi (2,95%), dal software (2,81%) e dalla sanità (1,58%), mentre i semiconduttori hanno perso lo 0,65%. Microsoft ha guadagnato il 2,38% e Amazon il 3,29%, mentre Apple ha ceduto l’1,11%.
- Europa: Lo Stoxx Europe 600 ha guadagnato lo 0,97% a 631,56 punti, nella migliore seduta dal 21 settembre, mentre il DAX è salito dell’1,13% a 25.087,27. L’Euro Stoxx 50, a 6.173,38 punti, ha comunque chiuso la settimana in calo dell’1,04%, con il settore bancario circa l’8% sotto i livelli di due settimane prima.
- Asia (lunedì mattina): La borsa giapponese è chiusa. La Corea del Sud registra la performance peggiore, con il Kospi in calo del 3,14% a 6.418,10 punti, risentendo della debolezza dei titoli legati alle memorie registrata venerdì. L’Hang Seng è salito dello 0,17%, mentre il CSI 300 ha ceduto lo 0,15%.
- Materie prime e tassi: L’oro ha chiuso venerdì ai massimi di due settimane, per poi arretrare a 4.185 USD dai 4.217 USD registrati nelle prime contrattazioni asiatiche. Il mais ha chiuso in calo del 4,1% a 480 centesimi dopo la pubblicazione del rapporto WASDE di ottobre. Il rendimento del Treasury decennale ha terminato la settimana al 5,24% e quello biennale al 4,79%.
Fonte: Saxo, Bloomberg, CBOE. Valori riferiti alla chiusura del 9 ottobre, salvo diversa indicazione. I rendimenti obbligazionari provengono dai valori di chiusura pubblicati, non dalla colonna delle variazioni del file esportato. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.
La superficie della volatilità
Undici indicatori sono scesi, tre sono saliti e soltanto uno dei tre misura il rischio dell’indice.
Curva della volatilità spot alla chiusura di venerdì 9 ottobre rispetto a giovedì, nell’intervallo delle ultime 60 sedute archiviate, con la variazione di ciascun indicatore nell’ultima seduta. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.
Come leggere la curva
Il calo si è concentrato sulle scadenze più brevi. Il VIX1D ha perso l’11,62% a 9,05 e il VIX9D il 7,78% a 11,26, contro una flessione dello 0,14% sulla scadenza a un anno. La curva, già in contango da 9,05 a 21,73, è quindi diventata più ripida. L’indicatore del Nasdaq è sceso del 6,51% a 20,55 e il VVIX del 3,17% a 84,88: tutti e quattro gli indicatori hanno registrato valori inferiori a quelli di 55 delle ultime 63 sedute.
I tre indicatori in rialzo sono i più interessanti. La volatilità dell’oro è aumentata dello 0,49% a 22,79 e quella del petrolio dell’1,03% a 48,90. Lo SKEW ha guadagnato il 3,45% a 154,34, un livello superato soltanto in 3 delle ultime 63 sedute.
Gli indicatori relativi alla dispersione e alla correlazione sono rimasti vicini ai rispettivi massimi. La dispersione, a 36,02, è stata superata in 11 sedute e la correlazione implicita, a 11,33, in 15: entrambe si collocano nel quartile superiore. La volatilità dei tassi è scesa per la sesta seduta consecutiva, a 98,47 da 113,61 del 6 ottobre, ma resta superiore ai valori di tutte le sedute tranne 10, rispetto a una mediana di 76,14.
Future sul VIX
Il contratto con la scadenza più vicina ha segnato 17,000, mentre la prima scadenza quotata delle opzioni colloca il valore forward ricavato dalla parità a 17,12, con una coerenza entro 0,02 punti tra i cinque strike più vicini all’at-the-money. Il premio rispetto allo spot è di 2,28 punti e il rapporto tra il primo e il secondo contratto è pari a 0,955. La serie continua non risulta riconciliabile nel passaggio del fine settimana, pertanto non viene effettuato alcun confronto.
Fonte: Saxo, Bloomberg, CBOE. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.
Volatilità dei singoli titoli
La convenienza relativa della parte centrale della distribuzione si ripresenta anche a livello dei singoli strumenti, con un gruppo che fa eccezione.
Tra i quattro fondi indicizzati che monitoriamo, la mediana dell’IV Rank è pari a 17,1 e tre dei quattro presentano valori inferiori a 20. Tra i sette principali titoli tecnologici, la mediana è 56,1, ma Nvidia si colloca a 6,4, con un percentile a un anno di 1,6: il valore più basso dell’intero universo monitorato.
Il settore dei semiconduttori presenta una configurazione simile, con una particolarità. Nessuno dei quattordici titoli ha un IV Rank superiore a 50, la mediana è 27,4 e cinque titoli si collocano sotto 20, mentre la volatilità implicita mediana del gruppo è pari al 46,4%. Le opzioni risultano relativamente convenienti rispetto ai livelli dell’ultimo anno, ma costose in termini assoluti. Il settore dei metalli presenta un IV Rank mediano di 14,1 e i titoli legati alle criptovalute di 9,9.
Il comparto dei tassi rappresenta un’eccezione netta. Il fondo sui Treasury a lunga scadenza presenta un IV Rank di 67,1, contro un percentile a un anno di 92,9; il fondo sulle scadenze intermedie registra rispettivamente 54,2 e 92,9, mentre il fondo sul credito high yield si attesta a 25,9 e 79,0. Tutti e tre hanno registrato un rapido calo dell’IV Rank, pari a 25 punti in cinque sedute per il fondo a lunga scadenza, ma restano comunque vicini alla fascia alta dei rispettivi intervalli annuali.
I tre strumenti presentano divergenze pari a -25,8, -38,6 e -53,1. A nostro avviso, una divergenza negativa molto ampia può indicare una volatilità rimasta relativamente elevata per un periodo prolungato, anziché un picco isolato che abbia fissato il massimo annuale. Fonte: Saxo.
Sentiment dei flussi sulle opzioni
Basato sui dati di fine giornata del 9 ottobre: riflette il posizionamento di venerdì, non l’andamento dei prezzi di oggi.
Dieci report, ma nessuna direzione chiaramente identificabile. Quasi tutte le operazioni di dimensioni rilevanti sono spread, roll oppure incroci eseguiti a metà dello spread denaro-lettera. Nell’intero campione, soltanto poche esecuzioni indicano esplicitamente il lato dell’operazione.
Quelle che lo indicano vanno in direzione opposta rispetto ai segnali della superficie di volatilità. La maggiore operazione su un’opzione out-of-the-money di un singolo titolo ha riguardato una put Nvidia con scadenza febbraio 2027, venduta al bid. Anche l’unica call su indice a lunga scadenza con un lato esplicitamente identificato è stata venduta, mentre nell’intero campione non compare alcun acquisto di protezione sul rischio di coda dell’indice. A nostro avviso, il premio incorporato nell’indicatore del rischio di coda non trova riscontro nei flussi di venerdì.
Dove si colloca l’intervallo atteso per la settimana
Il movimento che il mercato delle opzioni prezza per questa settimana, calcolato intorno alla chiusura di venerdì.
Movimento atteso fino a venerdì 16 ottobre, calcolato intorno alla chiusura del 9 ottobre e con lo strike quotato più vicino a ciascun estremo, sulla base dei prezzi impliciti delle opzioni. Per la volatilità viene utilizzata la scadenza del 21 ottobre, la prima disponibile. Dati ricavati dalla catena delle opzioni alla chiusura di venerdì, non una previsione.
- La settimana di contrattazioni non è ancora iniziata, quindi tutti gli indicatori si trovano al centro dei rispettivi intervalli. Il dato da osservare è l’ampiezza.
- L’intervallo dell’indice è il più ristretto tra quelli monitorati. L’S&P 500 incorpora un movimento dell’1,06% in entrambe le direzioni rispetto a 7.811,54, contro l’1,65% del fondo sul Nasdaq 100, il 2,10% dell’oro, il 2,51% dell’energia e il 3,37% del fondo sul bitcoin.
- Il movimento prezzato per l’energia è due volte e mezzo quello dell’indice, mentre per il fondo sul bitcoin è più di tre volte superiore. A nostro avviso, questa graduatoria potrebbe riflettere la stessa dispersione segnalata dall’indicatore di correlazione, osservata a un livello ulteriore. Non si tratta di una previsione dei livelli di chiusura. Le opzioni comportano un rischio elevato di perdite rapide e non sono adatte a tutti gli investitori. Per informazioni su costi e commissioni, consultare le commissioni di Saxo Italia.
I catalizzatori di oggi
La sessione regolare del mercato azionario statunitense si svolge dalle 15:30 CET alle 22:00 CET, mentre il mercato obbligazionario statunitense è chiuso per il Columbus Day. Manca quindi una componente importante per interpretare i movimenti tra diverse classi di attività. Catherine Mann della Bank of England interviene alle 14:50 CET e Beth Hammack della Federal Reserve, membro con diritto di voto, alle 18:10 CET.
Si prospetta quindi un lunedì relativamente tranquillo prima di una settimana ricca di appuntamenti. I dati sull’inflazione di settembre saranno pubblicati mercoledì, seguiti giovedì dai prezzi alla produzione e dalle vendite al dettaglio. Venerdì il presidente della Fed Kevin Warsh interverrà presso il Fondo Monetario Internazionale. Le grandi banche statunitensi inizieranno a pubblicare i risultati trimestrali martedì. Gli sviluppi futuri sono incerti e possono comportare perdite.
Quadro delle trimestrali
Movimento atteso nel giorno della pubblicazione dei risultati rispetto al movimento medio del titolo dopo gli ultimi otto report trimestrali, con IV Rank e ultimo prezzo di chiusura. Dati ricavati dalle catene delle opzioni Saxo intorno alle 06:00 CET. Le quotazioni prima dell’apertura statunitense sono indicative. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.
- Lo scostamento rispetto alla storia di ciascun titolo è più ampio alle due estremità del gruppo bancario di questa settimana. Per mercoledì Bank of America incorpora un movimento del 3,2%, contro un valore tipico del 2,2%, mentre Wells Fargo prezza il 4,1% contro il 4,9% e Citigroup il 3,4% contro il 4,0%.
- L’IV Rank e il premio legato all’evento forniscono nuovamente segnali differenti, ed è proprio questo il significato del confronto. Taiwan Semiconductor presenta un IV Rank di 7, il più basso tra le società che pubblicano i risultati questa settimana, ma incorpora comunque un movimento del 3,1% per giovedì, pari a circa nove decimi della propria media storica. Morgan Stanley, con un IV Rank di 44, prezza un movimento del 3,5%, in linea con la media. A nostro avviso, una superficie di volatilità relativamente conveniente e un movimento atteso in linea con la norma per una trimestrale possono rispondere a domande diverse.
- Otto società pubblicheranno i risultati nell’arco di quattro sedute. Citigroup, Goldman Sachs, JPMorgan e Wells Fargo apriranno martedì 13 ottobre; ASML, Bank of America e Morgan Stanley seguiranno mercoledì, mentre Taiwan Semiconductor pubblicherà giovedì. Le opzioni comportano un rischio elevato di perdite rapide e non sono adatte a tutti gli investitori. Per informazioni su costi e commissioni, consultare le commissioni di Saxo Italia.
Cosa sta prezzando il mercato
- Movimento implicito della seduta. Le opzioni SPXW incorporano un movimento di 30,6 punti, pari allo 0,39%, fino alla chiusura di questa sera e di 82,1 punti, pari all’1,05%, fino a venerdì 16 ottobre, sulla base dei prezzi impliciti delle opzioni. Le quotazioni prima dell’apertura sono indicative.
- La parte del calo non spiegata dal trascorrere del tempo. Venerdì, con sei sedute residue, la scadenza del 16 ottobre incorporava un movimento di 99,00 punti; ora, con cinque sedute residue, il movimento atteso è sceso a 82,1 punti, mentre il solo decadimento temporale lo avrebbe portato a 90,4. Il movimento implicito si è quindi ridotto di circa otto punti in più rispetto a quanto spiegabile dal semplice passare del tempo.
- Segnale sul rischio di coda. Lo SKEW, a 154,34, è salito del 3,45%, mentre l’indicatore spot è sceso del 3,70% e quello a un giorno dell’11,62%. È stato l’indicatore con il maggiore rialzo e l’unico tra quelli in aumento a misurare il rischio dell’indice.
- Lettura della correlazione. La correlazione implicita, a 11,33, e la dispersione, a 36,02, si collocano nel quartile superiore dei rispettivi intervalli trimestrali. A nostro avviso, il mercato potrebbe essere disposto a pagare per movimenti dei singoli titoli anche in presenza di un indice sostanzialmente stabile.
Tutti i dati sulla volatilità riportati si riferiscono alla chiusura di venerdì, precedente agli attacchi del fine settimana e all’impennata del Brent. La parte iniziale della curva non è ancora stata messa alla prova da questi eventi.
A nostro avviso, questo divario tra una parte centrale della distribuzione vicina ai minimi trimestrali e un rischio di coda a una frazione dai massimi dello stesso periodo rappresenta il principale interrogativo con cui si apre la settimana. I report sui flussi non offrono indicazioni su chi si trovi dall’una o dall’altra parte del mercato. Le opzioni comportano un rischio elevato di perdite rapide e non sono adatte a tutti gli investitori.
Nota importante: le strategie e gli esempi presentati in questo articolo hanno finalità esclusivamente educative. Sono pensati per contribuire a strutturare il processo di analisi e non devono essere replicati o implementati senza un’attenta valutazione. Ogni investitore o trader deve svolgere le proprie verifiche e tenere conto della propria situazione finanziaria, della propria tolleranza al rischio e dei propri obiettivi di investimento prima di prendere qualsiasi decisione. È importante ricordare che investire nel mercato azionario comporta rischi e che è fondamentale prendere decisioni informate.
Le opzioni sono prodotti complessi e ad alto rischio e richiedono conoscenza, esperienza di investimento e, in molti casi, un’elevata accettazione del rischio. Il trading di opzioni è altamente speculativo e non è adatto a tutti gli investitori a causa dei rischi connessi. La negoziazione di opzioni comporta un rischio elevato. Le opzioni acquistate possono scadere senza valore, con la conseguente perdita dell’investimento iniziale (premio e costi), mentre le opzioni vendute possono comportare per l’investitore perdite sostanziali (potenzialmente illimitate). Prima di investire in opzioni, è necessario essere ben informati sul funzionamento e sui rischi di tali prodotti.
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