sostegno a Kyiv, negoziatore Ue e “pressione” sulla Russia


Mercoledì Giorgia Meloni sarà in aula, prima al Senato e poi alla Camera, per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Sul tavolo dei leader Ue ci saranno diversi temi, tra cui competitività, guerra in Ucraina, nuovo bilancio pluriennale 2028-2034, situazione in medio oriente. Come ogni altra volta, il Parlamento dovrà discutere e approvare delle risoluzioni che daranno un indirizzo al governo. E se la sinistra le presenterà separatamente, il centrodestra ne ha sottoscritta una unitaria (che è ancora un bozza e sicuramente riceverà dei cambiamenti).

tensioni a sinistra

Il testo mette in primo piano la competitività delle imprese e il costo dell’energia, chiedendo interventi urgenti per alleggerire il peso delle bollette su famiglie e aziende. E, nodo centrale della coalzione con la Lega, è l’Ucraina (punti 7, 8 e 9). Nella risoluzione si legge un passaggio che recita “si impegna il governo a garantire la continuità del sostegno multidimensionale alle istituzioni e alla popolazione ucraina” e “a sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina“.

Ma la novità è un cambiamento di approccio intorno alla proposta del governo di Meloni di designare un inviato speciale europeo. Il passaggio dice: “Si impegna il governo a sviluppare ulteriormente la proposta avanzata dal governo italiano per la designazione di un inviato speciale europeo o, in alternativa, definendo un formato che, in virtù di un chiaro mandato da parte del Consiglio europeo, possa esprimere con autorevolezza ed efficacia la posizione dell’insieme degli Stati membri nella convinzione che nessuna decisione sulla sicurezza europea possa essere assunta senza l’Europa“.

In aggiunta c’è anche un passaggio tutto sulla Russia, che impegna il governo a continuare con la pressione sul paese, sempre in ottica di difesa di Kyiv. Recita: “Non far venir meno la pressione sulla Russia che porti come primo risultato un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato; ribadendo che tali misure sono rivolte contro il regime russo e la sua capacità di sostenere la guerra di aggressione e non contro la popolazione russa”.

Di seguito il testo integrale.

il Consiglio Europeo del 15 e 16 ottobre avrà il seguente ordine del giorno: Competitività; Ucraina; Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034; Medio Oriente; Sicurezza e Difesa europea; Migrazione; Allargamento e Riforme; 

in tema di competitività i Capi di Stato e di Governo faranno il punto sull’attuazione e la piena realizzazione dell’agenda “Un’Europa, Un mercato” con attenzione a: prezzi dell’energia; semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi, anche attraverso la razionalizzazione delle procedure di pianificazione e autorizzazione; completamento e approfondimento del Mercato Interno e gli squilibri macroeconomici globali; con riferimento a questo ultimo punto, la Commissione riferirà ai Capi di Stato e di Governo gli esiti della sua missione in Cina;

il Presidente del Consiglio, come da ultimo ribadito nella sua lettera al Presidente Ursula von der Leyen, ritiene come condizione di prioritaria urgenza a protezione della nostra Industria un intervento decisivo sui prezzi dell’energia unitamente al contenimento dell’inflazione per la tutela dei nostri cittadini;  a questo riguardo e in vista del Consiglio Europeo, il Presidente del Consiglio ha promosso insieme al Primo Ministro della Repubblica ceca un documento congiunto in tema di interventi urgenti per alleviare la pressione dei costi energetici su famiglie e imprese;

i lavori si concentreranno poi sul negoziato per il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Il Consiglio Europeo esaminerà una nuova proposta di scatola negoziale finalizzata dalla Presidenza di turno irlandese anche a seguito degli incontri bilaterali intercorsi con gli Stati membri; 

per l’Italia, un adeguato finanziamento delle politiche tradizionali del bilancio europeo resta un elemento imprescindibile del negoziato. In questo contesto, si inserisce l’azione del Presidente del Consiglio sui vari tavoli negoziali. Tale azione viene svolta in sinergia con il gruppo “Amici della Coesione”, di cui l’Italia fa parte, e ha trovato espressione nella Dichiarazione dello scorso maggio e, più recentemente, nella lettera indirizzata da 17 Stati membri UE alla Presidenza irlandese di turno su impulso italiano e rumeno;  

il Consiglio Europeo di ottobre costituirà, dunque, un passaggio importante del negoziato per il prossimo ciclo di bilancio, prima della riunione del Consiglio Europeo di dicembre e del Consiglio Europeo straordinario che il Presidente del Consiglio Europeo intende convocare a novembre;

i Capi di Stato e di Governo torneranno a fare il punto sugli sviluppi relativi alla guerra in Ucraina, che sarà declinato su varie priorità quali: la preparazione all’inverno, il sostegno finanziario, gli sforzi di pace attualmente in corso, la pressione sulla Russia per un cessato il fuoco completo, incondizionato e immediato. L’incidente di Lipsia conferma l’importanza dell’unità europea di fronte alle minacce ibride, attraverso un’azione coesa e strutturata; 

il Consiglio Europeo si concentrerà inoltre sulle principali crisi regionali del Medio Oriente, con attenzione alla situazione a Gaza, in Libano, in Iran e in Yemen; 

i lavori di questo Consiglio Europeo si tengono in un momento significativo: poco tempo prima del prossimo Vertice tra l’Unione Europea e il Consiglio di Cooperazione del Golfo del 24 ottobre, e appena una settimana prima delle elezioni israeliane; 

in materia di difesa e sicurezza europea, il Consiglio Europeo, richiamando le proprie Conclusioni di marzo e giugno 2026 esaminerà la prima relazione annuale dell’Agenzia Europea per la Difesa (EDA) sulla prontezza della difesa;

l’incidente in Lituania, che ha visto il dispiegamento dei nostri Eurofighter dell’Aeronautica Militare a fianco degli alleati dell’Europa orientale, nel quadro della missione NATO “Baltic Air Policing”, conferma il ruolo di assoluto primo piano dell’Italia nella dimensione europea in materia di difesa e sicurezza; questa deve porsi in piena complementarità con la NATO tenendo conto delle minacce che emergono da tutte le direzioni strategiche e non deve pregiudicare il carattere specifico delle politiche sovrane di tutti gli Stati membri, in piena conformità con i Trattati; 

il tema “migrazione” continuerà a r rimanere al centro dell’agenda europea degli Stati membri, anche alla luce degli eventi verificatisi a Ceuta la scorsa estate. Il dossier resta prioritario per l’Unione, che sul fronte normativo ha recentemente approvato il nuovo Regolamento Rimpatri che, tra l’altro, amplia le possibilità di rimpatrio di migranti irregolari e facilita l’istituzione di centri di accoglienza e rimpatrio in Paesi terzi, sul modello di quanto previsto dal Protocollo Italia-Albania; 

il Consiglio Europeo affronterà infine l’allargamento, su due piani: da un lato, i progressi nel percorso di adesione dei candidati; dall’altro, le riforme interne dell’Unione, necessarie non soltanto a garantire il successo del processo, ma anche a preservare e rafforzare la capacità dell’UE di agire in maniera efficace, nell’interesse dei cittadini e delle imprese europee e a sostegno della crescita, della competitività e della prosperità dell’Unione. I  lavori terranno in considerazione anche la Comunicazione della Commissione Europea sulla “Pre-Enlargement Policy Review” e le proposte di salvaguardie nei futuri Trattati di adesione ivi contenute;

  1. a confermare la competitività europea come priorità, in quanto strumento al servizio delle nostre industrie ed eccellenze produttive, a beneficio dei nostri consumatori e dello status dell’Unione Europea di attore economico globale in grado di competere sulla scena internazionale;
  2. a lavorare con gli Stati membri e le Istituzioni europee per l’adozione di misure finalizzate a contenere già nell’immediato i prezzi dell’energia; anche attraverso un sistema ETS più bilanciato, che possa accompagnare la traiettoria della decarbonizzazione, tutelando però settori fondamentali per le economie europee, in particolare quelli energivori, quali la ceramica e l’automotive. Tali interventi saranno fondamentali per scongiurare una perdita strutturale di capacità industriale, investimenti e competitività del sistema produttivo europee si pongono in linea con il sostegno dell’Italia all’azione coordinata in ambito G7 sulle scorte di gasolio e con il rilancio da parte italiana della proposta di un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo; 
  3. a ribadire che un’azione decisa sui prezzi dell’energia è una questione strategica di protezione delle nostre imprese ed è volta a scongiurare una perdita strutturale di capacità industriale, investimenti e competitività del sistema produttivo europeo;
  4. a proseguire l’impegno negoziale nelle sedi europee per promuovere una semplificazione del quadro normativo europeo affinché diventi più snello ed efficace e si riducano gli oneri burocratici e amministrativi eccessivi derivanti dalla legislazione europea;
  5. a tenere la giusta pressione sulle Istituzioni europee affinché siano concretamente attuate misure efficaci a protezione dell’industria europea e a sostegno della competitività, a partire dal pieno funzionamento del Mercato interno con la rapida realizzazione delle proposte relative al Regolamento per l’accelerazione industriale (Industrial Accelerator Act, IAA) e al Quadro europeo di diritto societario riguardante il 28° regime (EU inc.); 
  6. a lavorare per un accordo equilibrato sul prossimo bilancio europeo in termini di risorse, chiavi allocative, cessazione dei rebates, e sistema di entrate, ivi inclusa una riflessione sulle modalità di rimborso dei prestiti NGEU; l’obiettivo resta quello di finalizzare un bilancio che investa sulle nuove priorità senza che questo avvenga a scapito delle politiche tradizionali che promuovono la convergenza tra gli Stati membri e, quindi, tra le diverse regioni europee, rafforzano il mercato unico e sostengono le aree rurali, quelle meno sviluppate e scarsamente popolate; la tutela della politica di coesione, della Politica agricola comune e della politica comune della pesca restano per l’Italia una una priorità irrinunciabile non negoziabile al ribasso;
  7. a garantire la continuità del sostegno multidimensionale alle istituzioni e alla popolazione ucraina, anche in vista dell’inverno, e a sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina, in coordinamento con i partner più stretti e promuovendo un ruolo attivo dell’Unione europea nel processo di pace e nella definizione della futura architettura di sicurezza continentale;
  8. a promuovere una decisione sulla rappresentanza europea nel processo di pace per l’Ucraina, sviluppando ulteriormente la proposta avanzata dal Governo italiano per la designazione di un inviato speciale europeo o, in alternativa, definendo un formato che, in virtù di un chiaro mandato da parte del Consiglio europeo, possa esprimere con autorevolezza ed efficacia la posizione dell’insieme degli Stati membri nella convinzione che nessuna decisione sulla sicurezza europea possa essere assunta senza l’Europa.
  9. a non far venir meno la pressione sulla Russia che porti come primo risultato un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato; ribadendo che tali misure sono rivolte contro il regime russo e la sua capacità di sostenere la guerra di aggressione e non contro la popolazione russa;
  10. a sostenere ogni sforzo finalizzato alla piena attuazione del piano di pace raggiunto un anno fa con il Vertice di Sharm el Sheikh; 
  11. a tenere costantemente monitorata la situazione in Libano, anche in vista della fine del mandato della missione Unifil; 
  12. a proseguire ogni sforzo diplomatico con i partner della regione per ridurre le tensioni derivanti dalle crisi in Iran e in Yemen, ribadendo la centralità della libertà di navigazione attraverso Hormuz e Bab el-Mandeb;  
  13. a sviluppare una politica di difesa e sicurezza europea che prepari l’Unione a far fronte a minacce provenienti da tutte le direzioni strategiche e che sia condivisa da tutti gli Stati membri, nel pieno rispetto delle competenze, delle responsabilità e delle specificità nazionali di ciascuno Stato membro e nel quadro della piena complementarità con la NATO, contribuendo al rafforzamento del pilastro europeo dell’Alleanza Atlantica; a garantire un approccio a 360° che includa: la protezione delle frontiere terrestri, aeree e marittime dell’UE; la messa a punto di progetti comuni europei; il rafforzamento con adeguate risorse della capacità tecnologica e industriale;
  14. a proseguire nella riduzione dei flussi migratori irregolari, avendo come priorità la protezione delle frontiere esterne e il rafforzamento della cooperazione con i principali Paesi di origine e transito; in questo senso, a proseguire l’azione sui diversi tavoli negoziali affinché l’Unione raggiunga ulteriori progressi concreti nell’attuazione di soluzioni innovative e, in generale, nello sviluppo della dimensione esterna della politica migratoria europea.
  15. a ribadire in sede europea che il processo di allargamento resta un percorso fondamentale verso la piena partecipazione al progetto europeo per tutti i Paesi candidati, e ciò attraverso un sistema basato sul merito; in particolare, a valorizzare i progressi del Montenegro in vista della finalizzazione del processo di adesione entro il 2028 e mantenere un impulso analogo per tutti i Balcani occidentali.


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