“Regioni e città sono il motore della nostra competitività e della nostra capacità di prepararci al futuro”, ha detto la Presidente Tüttő nel suo discorso sullo Stato delle Regioni e delle Città.
In vista di una riunione cruciale tra i capi di stato e di governo dell’UE, i leader locali e regionali hanno avvertito che il prossimo bilancio a lungo termine dell’Unione rischia di concentrare le decisioni nelle mani dei governi nazionali e le opportunità nei territori più sviluppati, aumentando così le disuguaglianze regionali e indebolendo la capacità dell’Europa di mobilitare il tutto il potenziale economico di cui dispone.
Durante la sessione di apertura della Settimana europea delle regioni e delle città 2026, Kata Tüttő, Presidente del Comitato europeo delle Regioni (CdR), ha tenuto il suo discorso sullo Stato delle regioni e delle città. La Presidente ha preso la parola davanti ad António Costa, Presidente del Consiglio Europeo, al Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto, e a centinaia di leader locali e regionali provenienti da tutta l’Unione.
Il Rapporto annuale dell’UE sullo stato delle regioni e delle città, pubblicato oggi dal CdR, dipinge un quadro preoccupante delle sfide attuali e future che i territori europei devono affrontare: una regione su due registra un aumento della povertà e dell’esclusione sociale, mentre più della metà delle regioni ha visto peggiorare le condizioni del mercato del lavoro. Il calo della produzione e gli alti costi energetici stanno indebolendo la competitività territoriale, e se l’Europa è sempre più vulnerabile ai disastri naturali, le regioni ne sono colpite in modo disomogeneo: gli incendi boschivi sono aumentati del 57% negli ultimi quattro anni e si stima che la siccità causi costi per 9 miliardi di euro l’anno.
Il cambiamento demografico sta anche accentuando le disuguaglianze territoriali in tutta l’UE: quasi tre quarti delle regioni, in particolare le aree rurali, dovrebbero subire un calo della popolazione entro il 2050, mentre la maggior parte delle aree urbane deve gestire una crescente pressione su abitazioni e infrastrutture.
Durante il dibattito che ha seguito il discorso della Presidente, i leader locali e regionali hanno sottolineato che la competitività dell’Europa dipende da imprese, lavoratori, infrastrutture ed ecosistemi di innovazione in tutte le sue regioni. Una politica di coesione forte, ben finanziata e decentralizzata collega queste capacità al mercato unico e aiuta le regioni a gestire le transizioni industriali, demografiche e climatiche. Tuttavia, la proposta per il bilancio dell’UE 2028-2034 che è attualmente in discussione rischia di concentrare le decisioni sugli investimenti territoriali a livello nazionale, indebolendo la prevedibilità dei finanziamenti e mettendo da parte la conoscenza locale e regionale. “Se l’Europa vuole essere più forte sulla scena globale, deve anche rimanere forte al suo interno. Il suo bilancio deve collegare i punti di forza dell’Europa e aiutare più luoghi possibile a sviluppare il loro potenziale”, ha dichiarato la Presidente del CdR Tüttő.
Dichiarazioni
Kata Tüttő, Presidente del Comitato europeo delle Regioni: “La promessa dell’Europa è la prosperità condivisa. Non possiamo realizzarla assumendo che la crescita generata in pochi luoghi alla fine raggiungerà tutti. Coesione e competitività vanno di pari passo: significa collegare l’innovazione con imprese, lavoratori e comunità in tutta Europa. Regioni e città portano conoscenza, capacità di investimento e godono della fiducia dei cittadini. Il prossimo bilancio dell’UE deve fornire loro i mezzi per agire e consentire alle persone di scegliere davvero come costruire il proprio futuro dove si sentono a casa”.
Luca Menesini (IT/PES), Presidente del Consiglio comunale di Capannori (LU) e del gruppo del Partito socialista europeo al CdR: ” Il Rapporto sullo stato delle regioni e delle città dimostra che è proprio nei territori, nei comuni, nelle città e nelle province che affonda le radici la forza dell’Europa nel mondo. La centralizzazione delle politiche europee in generale, e della politica di coesione in particolare, rappresenta quindi una risposta del tutto sbagliata alle sfide che ci attendono. Significa inoltre negare uno dei principi fondamentali su cui si fonda l’Unione europea: la sussidiarietà.
Se la Commissione europea dovesse riuscire a ottenere dai colegislatori ciò che propone, il Comitato europeo delle Regioni non avrebbe altra scelta che ricorrere a tutti gli strumenti istituzionali e giuridici a sua disposizione per invertire la rotta. Una rotta che potrebbe portare alla fine dell’Unione europea così come la conosciamo”.
Marco Marsilio (IT/ECR), Presidente della Regione Abruzzo e del gruppo dei Conservatori e riformisti europei al CdR: “La politica di coesione non è un mero capitolo di spesa né una politica accessoria: è lo strumento con cui l’Europa rende i suoi territori più forti. La coesione non è un costo per l’Europa, ma la condizione per renderla più competitiva: territori vivi fanno nazioni forti, e nazioni forti costruiscono un’Europa più forte, padrona del proprio futuro”.
Ulteriori informazioni
·Foto e video della sessione di apertura della Settimana europea delle regioni e delle città, il più grande evento annuale dedicato alla politica di coesione e ai territori UE. L’evento si svolge dal 12 al 14 ottobre ed è co-organizzato dal CoR e dalla Direzione Generale per la Politica Regionale e Urbana della Commissione Europea (DG REGIO). Programma ufficiale.
·Ulteriore materiale sul Rapporto annuale dell’UE sullo stato delle regioni e delle città, inclusi i documenti informativi e il testo del rapporto.
·Per spiegare in modo chiaro e accessibile cosa si aspettano regioni e città dal prossimo bilancio UE, basandosi sulle opinioni adottate e i documenti correlati, il Comitato ha lanciato la piattaforma ‘Ask Jacques’ basata sull’IA. Provala e fai la tua domanda!
Contatto
Matteo Miglietta
Tel. +32 470895382
matteo.miglietta@cor.europa.eu
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