Paolo Chifari, nuovo amministratore unico di Sviluppumbria, ha le idee chiare sulla gestione della società in house della Regione che ha come mission il sostegno della crescita economica, della competitività e dello sviluppo del territorio. Non deve essere produrre solo servizi e bandi, ma accrescere la produttività del lavoro e quindi delle imprese, accelerando una svolta economica che il Cuore verde ha già intercettato. Idee chiare e ottimismo: i dati dicono che “il declino si può invertire”.
– Dottor Chifari, da dove riparte la sua Sviluppumbria?
Riparte dalla centralità del territorio e dalla necessità di mettere a terra, con rapidità ed efficacia, le risorse strategiche disponibili, in particolare quelle legate alla nuova programmazione europea e al Pnrr. A questo si aggiunge, tra le priorità assolute, la chiusura delle fasi propedeutiche per la stesura del nuovo Testo unico del commercio: un passaggio fondamentale per ammodernare il quadro normativo, dare certezze agli operatori e snellire le procedure per chi fa impresa. In questo contesto, stiamo ponendo particolare attenzione anche alle attività già in corso, come il sostegno ai progetti triennali innovativi nel settore delle imprese culturali e creative. L’avviso pubblico dedicato a queste realtà si è appena concluso, lo scorso 5 ottobre, e stiamo procedendo con le istruttorie formali e di merito per favorire la nascita, lo sviluppo e il consolidamento di queste iniziative, sia di prodotto che di servizio. L’obiettivo immediato è consolidare l’Agenzia come un hub operativo e snello, capace di ascoltare le esigenze reali delle Pmi umbre per tradurle in strumenti di supporto concreti. Dobbiamo superare le logiche puramente burocratiche per abbracciare una visione proattiva: Sviluppumbria non deve essere solo un erogatore di servizi o gestore di bandi, ma un vero e proprio partner strategico che affianca gli imprenditori nelle sfide quotidiane della competitività. In questa visione prospettica per il futuro dell’Umbria, è indispensabile mettere al centro il recupero del gap di produttività del lavoro, un problema storico della nostra regione che si attesta su livelli notevolmente più bassi rispetto alla media italiana. Il nostro obiettivo primario deve essere quello di accrescere la capacità di generare plusvalore da parte delle imprese, un passaggio cruciale e indispensabile per aumentare la produttività per addetto. Affrontare questo nodo è fondamentale per innescare un circolo virtuoso: una maggiore produttività consente alle imprese di generare più profitti da reinvestire e garantisce retribuzioni più alte ai lavoratori.
– Come è messa l’Umbria sotto il profilo della salute economica?
I dati indicano che, dopo un periodo di peggioramento, c’è stata una significativa inversione di tendenza positiva: secondo i rapporti della Banca d’Italia, nel 2024 il Pil dell’Umbria è aumentato dello 0,7%, allineandosi alla media nazionale, e il trend di crescita è proseguito anche nel 2025 con un’ulteriore espansione economica di circa lo 0,5%. Questo è il segno che il declino economico decennale si può invertire. Sviluppumbria farà la sua parte stimolando con forza la capacità di innovazione, la digitalizzazione e la crescita della qualità manageriale nelle imprese, ponendo basi solide per una competitività duratura del nostro sistema economico.
– Il suo nome è stato scelto tra tanti curricula di rilievo, la sua esperienza sul fronte contabile ed economico finanziario in che misura potrà servire alla partecipata regionale?
Credo che la decisione operata dalla giunta vada letta innanzitutto come una scelta tecnica: l’individuazione di un profilo che, sia per formazione professionale sia per il percorso maturato finora nel settore privato a stretto contatto con le aziende, ha il compito preciso di declinare in termini marcatamente operativi le funzioni proprie di Sviluppumbria. La mia esperienza sul fronte contabile ed economico-finanziario è certamente fondamentale per garantire rigore gestionale, trasparenza e massima efficienza nell’allocazione delle risorse pubbliche. Tuttavia, il vero valore aggiunto sta nella capacità di applicare questo approccio pragmatico per comprendere a fondo le dinamiche e i bisogni reali del tessuto produttivo. In quest’ottica, la mission è dare un autentico boost allo sviluppo economico, accelerando sui fronti cruciali del miglioramento tecnologico e dell’internazionalizzazione delle imprese umbre, affinché gli strumenti messi a disposizione dall’Agenzia si traducano rapidamente in crescita e competitività tangibile.
– Quali a suo parere i principali obiettivi per rafforzare il sistema imprenditoriale regionale?
Il rafforzamento del nostro tessuto produttivo si deve fondare su tre pilastri: innovazione, internazionalizzazione e aggregazione. Innanzitutto, dobbiamo supportare le imprese umbre, storicamente caratterizzate da dimensioni medio-piccole, nell’affrontare le ineludibili transizioni digitale ed ecologica, facilitando e semplificando il loro accesso al credito. In secondo luogo, è fondamentale spingere sull’export: la qualità del Made in Umbria è altissima, ma per competere sui mercati globali la singola PMI fa fatica. Qui entra in gioco il terzo pilastro, ovvero incentivare le reti d’impresa e le filiere, affinché le nostre aziende possano presentarsi all’estero con le spalle più larghe. Parallelamente, un obiettivo cruciale sarà lavorare sull’attrattività del nostro ecosistema per catalizzare nuovi investimenti esterni, garantendo tempi certi e sburocratizzazione.
– Ha già avuto modo di confrontarsi con la struttura e i dipendenti? Come è andata?
Guardi le faccio una confidenza, sono reduce da un piccolo intervento programmato, nulla di serio ma che prevede 10 giorni di stop come normale decorso. Avevo previsto per giovedì mattina una riunione online per prendere subito “servizio”, non ce l’ho fatta, il senso di responsabilità per la fiducia che la Regione Umbria ha riposto nel mio lavoro e le molteplici attività sospese ma urgenti ammassate sulla scrivania dell’amministratore mi hanno spinto a presenziare fisicamente alla riunione. Devo dire che ho trovato delle persone preparate, sul pezzo come si usa dire, pronte a svolgere i compiti già assegnati anzi mi spingo a dire che c’è ancora spazio per la gestione di ulteriori fondi che la Regione Umbria sono sicuro ci assegnerà nel 2027.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

