Energia, materie prime e competenze sono tre leve decisive per la competitività del sistema economico. È il filo conduttore del XLVIII Congresso nazionale ANDAF, l’Associazione nazionale direttori amministrativi e finanziari, in programma dall’8 al 10 ottobre allo Sheraton Rome Parco de’ Medici, a Roma. Al centro dei lavori, il rapporto tra approvvigionamenti energetici, innovazione tecnologica e capitale umano, in uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche e dalla trasformazione degli equilibri economici globali.
Il tema scelto per questa edizione, Energy e talento, i motori del futuro, richiama la necessità di integrare risorse, competenze e capacità di innovazione per sostenere la crescita delle imprese. Un obiettivo che, secondo Agostino Scornajenchi, presidente di ANDAF e amministratore delegato e direttore generale di Snam, richiede visione strategica, continuità negli investimenti e una maggiore attenzione alle professionalità.
Scornajenchi: “Energia e talento motori di crescita”
“Se l’energia alimenta lo sviluppo economico, industriale e tecnologico, sono le competenze e la capacità delle persone di interpretare i cambiamenti, a trasformare questo potenziale in competitività e creazione di valore”, ha sottolineato Scornajenchi.
Il tema assume particolare rilevanza in una fase storica segnata da profondi cambiamenti, in cui le tensioni geopolitiche, la ridefinizione degli equilibri economici globali, l’accelerazione dell’innovazione tecnologica e la diffusione dell’intelligenza artificiale stanno modificando il contesto in cui operano imprese e istituzioni. In questo scenario, ha osservato il presidente di ANDAF, l’energia è tornata al centro dell’attenzione, pur essendo stata a lungo considerata una risorsa quasi scontata.
La questione, ha rimarcato Scornajenchi, va ben oltre il livello dei costi o la disponibilità degli approvvigionamenti. L’energia rappresenta un fattore strategico per la capacità dei sistemi economici di sostenere lo sviluppo, resistere agli shock e garantire sicurezza. Le decisioni sulle politiche energetiche e sugli investimenti nelle infrastrutture, inoltre, producono effetti destinati a protrarsi nel tempo. Per questo, sono necessarie visione, continuità e capacità di investimento: scelte che non possono essere guidate soltanto dalle esigenze immediate, ma devono tenere conto delle prospettive di lungo periodo del sistema produttivo.
Accanto alla disponibilità di energia e materiali, il congresso ha posto l’accento sul valore delle competenze. Per Scornajenchi, la trasformazione tecnologica offre opportunità significative, ma non può produrre risultati senza il contributo delle persone. L’intelligenza artificiale è uno degli ambiti nei quali questo equilibrio sarà più importante. Gli strumenti digitali possono modificare i processi aziendali e rendere più efficienti le attività, ma richiedono capacità di interpretazione, supervisione e decisione. Più evolute diventano le tecnologie, più centrale resta il ruolo delle persone nel guidarne l’utilizzo e nell’assumersi la responsabilità delle scelte.
Energia e materie prime, il nodo della dipendenza strategica
La transizione energetica e quella digitale stanno aumentando il fabbisogno di materie prime essenziali per le nuove tecnologie. Un aspetto che, secondo il giornalista Francesco Vecchi, è stato a lungo sottovalutato nel dibattito pubblico e nelle strategie economiche occidentali. Rame, litio, terre rare e materiali necessari alla produzione dei microchip sono alla base dell’elettrificazione, delle batterie e delle infrastrutture digitali. Dietro la percezione di un’economia sempre più immateriale, alimentata da servizi online e intelligenza artificiale, rimane quindi una struttura industriale che richiede grandi quantità di risorse fisiche.
Vecchi ha richiamato l’attenzione sul rischio che le transizioni energetica e digitale, anziché ridurre automaticamente la pressione sulle risorse, finiscano per accrescere la domanda di materiali e la dipendenza da Paesi che ne controllano l’estrazione e la lavorazione. Il litio e le terre rare rappresentano, in questo senso, un esempio della dimensione geopolitica della questione.
Il giornalista ha inoltre criticato quello che considera un eccesso di burocrazia legato alle politiche di sostenibilità e agli obblighi di rendicontazione, invitando le imprese a concentrarsi maggiormente sulla sostanza delle decisioni e sulla capacità di valutare gli effetti concreti delle strategie adottate.
Tremonti: “Il sogno di un pianeta unificato dal mercato è finito”
Le tensioni geopolitiche e la competizione per il controllo delle risorse sono state al centro anche dell’intervento di Giulio Tremonti, presidente della Commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei deputati.
L’ex ministro dell’Economia ha proposto una lettura critica dell’evoluzione della globalizzazione, sostenendo che il modello fondato sull’integrazione dei mercati e sulla libera circolazione dei capitali abbia progressivamente mostrato i propri limiti. «Il mondo resta globale, le merci circolano, l’informatica è ovunque, ma il sogno di un pianeta unificato dal mercato è finito», è la tesi esposta da Tremonti.
Nel suo intervento, l’economista ha inoltre criticato la risposta alla crisi, sostenendo che si sia privilegiato il ricorso agli strumenti monetari rispetto alla definizione di regole capaci di governare la globalizzazione. Da qui la sua riflessione sul progressivo spostamento del potere economico e politico verso nuovi centri di influenza.
Oggi, secondo Tremonti, accanto alla finanza tradizionale si affermano le grandi piattaforme tecnologiche, che concentrano capacità di elaborazione delle informazioni, infrastrutture e potere economico. La competizione internazionale si gioca quindi anche sul controllo della rete, delle tecnologie e delle risorse naturali.
Rutelli: “Roma non si può raccontare con gli slogan”
Dalla geopolitica alla storia di Roma, il congresso ha lasciato spazio anche a una riflessione sulla stratificazione culturale e sulle trasformazioni della Capitale. Francesco Rutelli, ex Vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana, ha accompagnato i partecipanti in un percorso attraverso monumenti, luoghi e vicende meno conosciute della città, mostrando come le diverse epoche abbiano contribuito a costruirne l’identità. «È una città unica al mondo per la sua stratificazione, per la sua storia, per ciò che noi vediamo», ha spiegato, invitando a superare le rappresentazioni più convenzionali di Roma.
Rutelli ha inoltre richiamato l’attenzione sul turismo, osservando come la ricerca dello scatto fotografico più popolare possa portare i visitatori a trascurare dettagli e luoghi di grande interesse. Per conoscere davvero Roma, ha suggerito, occorre andare oltre le immagini più note e riscoprire le storie che si nascondono dietro i suoi monumenti.
Innovazione e visione di lungo periodo per le imprese
Il confronto promosso da ANDAF evidenzia una questione centrale per le strategie aziendali: la competitività dipende da più fattori interconnessi. Energia, materie prime, capitale umano e tecnologia richiedono una visione integrata e una pianificazione di lungo periodo.
Per le imprese, questo significa rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, prepararsi agli shock internazionali e investire nelle competenze. Allo stesso tempo, la trasformazione digitale impone di ripensare processi e modelli operativi, valorizzando il contributo delle persone e la responsabilità delle decisioni.
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