Nel TgAmbiente 6 ottobre: l’estate 2026 segna nuovi record di calore in Europa, mentre in Italia diminuiscono i reati ambientali ma restano 98 al giorno. Le città anticipano gli effetti della crisi climatica e cresce il confronto sul divieto delle gabbie negli allevamenti
L’estate 2026 è stata la più calda mai registrata nell’Europa occidentale, con il 52% del continente sottoposto a forte stress termico. Secondo Copernicus, si sono verificati 41 giorni di forte stress termico e 13 di stress molto forte, entrambi valori record. Le conseguenze hanno riguardato non soltanto temperature e salute, ma anche risorse idriche, sistemi energetici, trasporti ed ecosistemi.
In Italia, il rapporto di Legambiente registra nel 2025 una diminuzione del 12% dei reati ambientali, scesi a 35.735 casi. Il dato equivale comunque a 98 reati al giorno. A fronte della diminuzione dei reati, aumentano gli illeciti amministrativi, arrivati a 77.895.
Uno studio internazionale pubblicato su Urban Climate mostra inoltre come le città siano tra i primi territori a sperimentare gli effetti della crisi climatica. Caldo estremo, stress termico, siccità e condizioni favorevoli agli incendi hanno già raggiunto le soglie considerate critiche nella maggioranza delle città analizzate.
Infine, EssereAnimali ha manifestato a Roma per chiedere il divieto delle gabbie negli allevamenti intensivi, sostenendo una proposta di legge di iniziativa popolare firmata da oltre 62.000 cittadini.
Il TgAmbiente – realizzato in collaborazione con Dire.it – racconta, ogni settimana, le notizie politiche in tema di consumi, alimentazione, agroalimentare, clima, rifiuti, energia rinnovabile, nucleare, aree protette, mobilità sostenibile, infrastrutture, grandi opere, ricerca scientifica, biodiversità e inquinamento.
Iscriviti al nostro canale Youtube, non perderti più le news video di GreenPlanner!
Le notizie del #TgAmbiente 6 ottobre 2026
Nel TgAmbiente, pubblicato ogni settimana, sul nostro magazine online e sul nostro canale Youtube, l’informazione ambientale di qualità.
L’estate 2026 è stata la più calda per l’Europa occidentale
L’estate 2026 è stata la più calda mai registrata nell’Europa occidentale. Secondo Copernicus, il 52% del continente è stato interessato da un livello molto forte di stress termico, mentre sono stati 41 i giorni caratterizzati da forte stress termico e 13 quelli con stress molto forte: entrambi i valori rappresentano nuovi record.
Le temperature dell’aria hanno raggiunto livelli senza precedenti in numerose aree, accompagnate da temperature marine eccezionalmente elevate. Anche i fiumi hanno registrato alcuni dei flussi più bassi degli ultimi trent’anni.
Gli effetti del caldo hanno superato la dimensione meteorologica, incidendo sulla disponibilità idrica, sui sistemi energetici, sui trasporti, sugli ecosistemi e sulla salute. Il quadro conferma come l’adattamento agli estremi climatici sia ormai una necessità concreta per infrastrutture, territori e sistemi economici europei.
In Italia ecoreati in calo, ma sono sempre 98 al giorno
Nel 2025 i reati ambientali accertati in Italia sono diminuiti del 12% rispetto all’anno precedente, passando a 35.735 casi sulla base di oltre 1,46 milioni di controlli. Il dato, tuttavia, equivale ancora a una media di 98 reati al giorno, pari a 4,1 ogni ora.
Parallelamente sono aumentati gli illeciti amministrativi, arrivati a 77.895, con una crescita dell’11,4%. La principale area di illegalità riguarda la gestione dei rifiuti, seguita dal ciclo del cemento, dall’abusivismo edilizio, dalle cave illegali e dai reati contro il paesaggio. Al terzo posto si collocano i crimini contro gli animali.
Legambiente sottolinea i risultati ottenuti grazie al rafforzamento degli strumenti normativi e dell’azione di magistratura e forze dell’ordine, ma richiama la necessità di completare il quadro legislativo, aumentare i controlli e contrastare più efficacemente la corruzione ambientale.
Gli effetti della crisi climatica arrivano prima nelle città
Le città rappresentano uno dei primi territori nei quali si manifestano gli effetti della crisi climatica. Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Urban Climate, al quale ha partecipato l’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr, ha analizzato diversi indicatori climatici in oltre 11.000 città del mondo.
Gli estremi di temperatura interessano ormai tutte le aree urbane considerate, mentre anche stress termico, siccità e condizioni favorevoli agli incendi hanno raggiunto le soglie individuate dallo studio in una quota compresa tra il 77% e il 90% delle città.
Più tardivo appare invece il segnale relativo alle precipitazioni estreme, rilevato prima del 2025 in circa il 20% delle città. I risultati indicano quindi che le aree urbane sono particolarmente esposte e richiedono strategie di adattamento capaci di intervenire su calore, acqua, incendi e infrastrutture.
EssereAnimali manifesta a Roma contro le gabbie negli allevamenti
A Roma EssereAnimali ha organizzato una manifestazione per chiedere al Parlamento di approvare il divieto dell’utilizzo delle gabbie negli allevamenti intensivi. L’iniziativa ha sostenuto la proposta di legge di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 62.000 cittadini e sostenuta da diverse associazioni animaliste e ambientaliste.
Secondo i dati diffusi dall’associazione, in Italia oltre 40 milioni di animali vivono quotidianamente in sistemi di allevamento in gabbia. Tra questi figurano circa 600.000 scrofe, 1,5 milioni di vitelli, 17,5 milioni di galline e 13 milioni di conigli.
Il tema riguarda la possibilità per gli animali di esprimere comportamenti naturali e il rapporto tra sistemi produttivi e benessere animale. EssereAnimali riferisce inoltre che oltre il 90% degli italiani sarebbe favorevole al divieto. La proposta è ora all’attenzione del Parlamento.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link




