La Commissione Bilancio entra nell’ultimo miglio delle variazioni. Il governo porta nuove risorse per agricoltura, carburanti, sanità e scuole. L’Mpa propone altri 14 milioni per giovani e piccoli Comuni. Sul vino arrivano 19 milioni, ma comincia già la gara politica per rivendicarne il merito. Il M5S: “Sedici milioni per le scuole non bastano”.
La manovra regionale continua a cambiare forma mentre prova, finalmente, ad avvicinarsi all’Aula. Il governo Schifani ha depositato un nuovo pacchetto di emendamenti da circa 150 milioni di euro, reso possibile da ulteriori spettanze riconosciute alla Regione dallo Stato. Nel frattempo la commissione Bilancio ha già dato il via libera ad alcune delle misure più importanti: soldi per il vino, il grano, il gasolio agricolo, la climatizzazione delle scuole, la sanità e il sistema idrico.
E, come spesso accade all’Ars quando finalmente compaiono le coperture, sono ricomparsi anche gli emendamenti. Molti.
La Commissione dovrebbe completare l’esame degli ultimi nodi in queste ore. Sala d’Ercole è convocata per mercoledì 7 ottobre, quando il testo dovrebbe essere incardinato; il voto vero e proprio potrebbe però slittare alla settimana successiva.
Schifani trova altri 150 milioni
Il nuovo pacchetto del governo modifica sensibilmente il quadro finanziario delle variazioni di bilancio. Renato Schifani sostiene che l’esecutivo abbia provato a fare sintesi tra le richieste della maggioranza e alcune proposte provenienti dall’opposizione.
Il grosso delle nuove risorse guarda al sistema produttivo. Nel pacchetto presentato dal governo erano previsti quasi 50 milioni per l’agricoltura: 19 milioni per le cantine sociali, 20 milioni per il comparto cerealicolo e 10 milioni per il gasolio agricolo, oltre a 10 milioni per la distillazione straordinaria.
Ma proprio sul gasolio agricolo la Commissione è andata oltre: lo stanziamento è stato successivamente portato a 20 milioni, dieci in più rispetto all’impostazione iniziale. A questi si aggiungono 15 milioni per Ncc, autobus e taxi.
I 19 milioni per il vino passano il primo esame
Per la provincia di Trapani la notizia più importante è probabilmente il primo via libera ai 19 milioni destinati al comparto vitivinicolo.
La Commissione Bilancio ha approvato l’emendamento governativo. Non è ancora legge: servirà il voto dell’Aula. Ma è il primo passaggio concreto di una misura molto attesa in un territorio, quello trapanese, nel quale la crisi delle cantine cooperative e la difficoltà dei viticoltori sono diventate ormai una questione strutturale.
Il meccanismo previsto punta a sostenere le aziende agricole produttrici di uva che conferiscono alle cooperative, rafforzando nello stesso tempo il patrimonio delle cantine.
E sui 19 milioni si è aperta subito anche la prevedibile partita politica delle rivendicazioni.
Il capogruppo di Forza Italia all’Ars Stefano Pellegrino sostiene che l’approvazione sia arrivata anche grazie alla pressione esercitata dal suo gruppo sul governo. Per Pellegrino si tratta di una misura necessaria in una fase segnata dall’aumento dei costi di produzione e dalla riduzione dei prezzi di vendita.
L’Mpa, a sua volta, ha inserito proprio uno stanziamento da 19 milioni per il vino nel proprio pacchetto di emendamenti. Insomma, la misura è ancora alla prima approvazione ma ha già diversi sponsor politici.
L’Mpa mette sul tavolo altri 33 milioni
Il gruppo autonomista ha presentato tre proposte per complessivi 33 milioni di euro. Di questi, 19 coincidono con l’intervento sulle cantine sociali che nel frattempo è stato assunto dal governo ed ha ottenuto il sì della Commissione.
Restano altri due emendamenti da sette milioni ciascuno.
Il primo istituisce un Fondo regionale per le nuove generazioni e la resilienza demografica, destinato a contrastare lo spopolamento e favorire la permanenza o il ritorno dei giovani nei territori siciliani.
Le risorse potrebbero finanziare recupero di immobili, servizi di comunità, insediamento di giovani famiglie, attività culturali e programmi di formazione e inserimento lavorativo. Almeno il 40 per cento del fondo sarebbe riservato ai Comuni sotto i diecimila abitanti, alle aree interne, ai territori montani e alle isole minori.
Il secondo emendamento prevede 7 milioni per i piccoli Comuni in dissesto quando una parte prevalente della massa passiva sia legata a risarcimenti stabiliti da sentenze definitive per morti sul lavoro connesse ad attività o servizi pubblici. Anche questa, al momento, è una proposta e non una norma approvata.
Scuole, arrivano 16 milioni. Il M5S: troppo pochi
Ha invece già ottenuto il via libera della Commissione lo stanziamento da 16 milioni per la climatizzazione e l’efficientamento energetico delle scuole: 12 milioni saranno destinati ai Comuni e quattro milioni a Liberi Consorzi e Città metropolitane.
Per il Movimento 5 Stelle la cifra è insufficiente.
Roberta Schillaci e Lidia Adorno ricordano che il gruppo aveva presentato proposte più consistenti, successivamente bocciate, e accusano il governo di avere preferito destinare altrove una parte delle risorse. È la prosecuzione dello scontro già aperto nei giorni scorsi sulle priorità della manovra: da una parte le misure rivendicate dalla maggioranza, dall’altra le opposizioni che contestano la distribuzione delle coperture.
Sanità, acqua, assunzioni e intelligenza artificiale
Il nuovo pacchetto non riguarda soltanto agricoltura e scuola.
La Commissione ha approvato 22 milioni per le Asp, destinati all’acquisto di attrezzature sanitarie. Ci sono poi 22 milioni per il sistema idrico: 10 all’Ati Catania, sei all’Ati Siracusa e sei a Iblea Acque.
Passano anche 3 milioni per il reddito di merito universitario e quattro milioni per sostenere la transizione tecnologica delle imprese attraverso l’intelligenza artificiale. Altri cinque milioni sono destinati all’Ersu di Palermo per una infrastruttura pubblica di IA a servizio degli studenti.
Sul lavoro il governo interviene invece sugli incentivi alle assunzioni. La misura, nata con la precedente Finanziaria, aveva prodotto risultati molto inferiori alle attese e viene adesso modificata aumentando la percentuale del contributo, con una maggiorazione per l’assunzione di giovani.
E poi ci sono i territoriali
Il vero ultimo nodo resta quello dei Fit, i fondi per gli interventi territoriali.
La massa di richieste provenienti dai deputati è molto ampia e il bacino complessivo potrebbe avvicinarsi ai 100 milioni di euro. Le risorse dovrebbero essere destinate a Comuni, enti pubblici, teatri, Asp, Consorzi di bonifica ed enti ecclesiastici. È su questo capitolo che nelle prossime ore si misurerà la capacità della maggioranza di trovare una sintesi.
Ed è anche il terreno sul quale continueranno le polemiche delle opposizioni, che già nei giorni scorsi hanno accusato il centrodestra di privilegiare interventi territoriali e richieste dei singoli deputati.
Una manovra sempre più grande
Il quadro, dunque, è cambiato ancora.
Ai fondi già presenti nella variazione si aggiungono i 150 milioni recuperati dal governo. Molte delle misure più rilevanti hanno superato la Commissione, altre sono ancora sul tavolo e altre ancora vengono presentate in queste ore dai gruppi parlamentari.
Sul fondo resta anche la norma, già approvata in Commissione, sull’aumento delle indennità dei presidenti dei Liberi Consorzi, che aveva provocato nei giorni scorsi una dura polemica politica e una spaccatura nel Pd.
Adesso la partita si sposta verso Sala d’Ercole. E soltanto lì si capirà quali delle tante promesse, proposte, correzioni e richieste accumulate in queste settimane diventeranno davvero legge.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link









