ponte, turismo e sfide del mandato


L’INTERVISTA

Il focus sull’attività amministrativa di Locorotondo con l’assessora Guida…

 

di Antonello Pentassuglia

 

A pochi mesi dall’insediamento della nuova amministrazione, abbiamo incontrato Annalisa Guida per fare il punto sui primi mesi di lavoro e sulle principali sfide per Locorotondo.

 

Sono trascorsi i primi mesi dall’insediamento: come sta vivendo questa nuova esperienza amministrativa?

«La nuova fase è stata, ed è tuttora, come salire su un treno in corsa che non fa fermate, sul quale bisogna saltare su al volo. La priorità è stata assicurare la sicurezza degli eventi estivi e far ripartire i progetti e i procedimenti bloccati: penso al palazzetto, al ponte, allo stadio, alla rete idrica di Grofoleo. È stato necessario accelerare anche su auditorium e palestra del plesso Oliva; senza dimenticare manutenzioni e quotidianità, il centro storico, la biblioteca e altre facciate comunali imbiancate; la digitalizzazione della modulistica e il verde urbano».

Dopo anni trascorsi all’opposizione, cosa significa oggi amministrare Locorotondo e cosa porta con sé dell’esperienza maturata negli anni precedenti?

«Stando all’opposizione avevamo capito che amministrare non è assolutamente un gioco e che, se fosse toccato a noi, sarebbe stato impegnativo. La situazione che abbiamo trovato ha richiesto fin da subito determinazione, tantissimo impegno e un approfondimento quotidiano delle questioni. L’obiettivo è stato ed è mettere mano alle problematiche della cittadinanza, anche a quelle rimaste a lungo inascoltate. Degli anni in opposizione porto con me l’energia e la voglia di fare, ma oggi con un coraggio rinnovato, perché vanno prese decisioni urgenti tutti i giorni».

Come giudica la coesione della maggioranza e della Giunta in questi primi mesi e quale prospettiva immagina per il prosieguo del mandato?

«Ho la fortuna di lavorare con colleghi che rappresentano un mix di generazioni e competenze di altissimo spessore e che sanno essere ognuno per l’altro da stimolo. Siamo consapevoli di avere nelle mani un’opportunità storica e siamo determinati a non sprecarla. La prospettiva è lavorare per il bene del Paese, perché la politica per tutti noi è un servizio, favorendo, allo stesso tempo, un ricambio generazionale che tenga conto dell’esperienza e costruisca le condizioni per una classe dirigente capace di amministrare al meglio».

Considerando le numerose deleghe che le sono state affidate, quali sono oggi le priorità e gli interventi più urgenti?

«Alcuni li ho citati: sono i procedimenti che erano bloccati per motivi diversi. Il ponte è una grande priorità, non solo mia ma di tutta la maggioranza. Purtroppo, in campagna elettorale, si è fatto credere che bastasse qualche giorno dopo il voto per riaprirlo. Ho spiegato in Consiglio comunale che così non era. Oggi siamo a un passo dall’inizio dei lavori per la messa in sicurezza secondo quanto richiesto da Ferrovie. L’altra priorità è restituire alla cittadinanza le strutture sportive: il palazzetto e la palestra della scuola media. E poi, i parcheggi».

Restando sul ponte di via Madonna della Catena, dopo l’approvazione del progetto e l’avvio della procedura di affidamento dei lavori, quali sono i prossimi passaggi e cosa si può dire oggi sui tempi della riapertura?

«Sono argomenti delicati, con tanti attori coinvolti, e non permettono di dare stime che potrebbero essere illusorie o imprecise. Io e la maggioranza sappiamo di aver svolto un lavoro molto importante, non solo dal punto di vista tecnico, e qui ringraziamo l’ufficio che è andato avanti spedito, ma anche sul piano delle pubbliche interazioni, per raggiungere il risultato che abbiamo oggi: poter avviare i lavori. Per l’apertura la comunicheremo appena ne avremo la certezza».

Nelle linee programmatiche si parla di un turismo che sia sostenibile. Soffermandoci inoltre sul periodo natalizio: quale modello immagina per il Natale di Locorotondo?

«Una priorità per un turismo sostenibile sono le infrastrutture, in primo luogo i parcheggi. Con la salvaguardia di bilancio abbiamo stanziato fondi per il breve periodo, mentre con il bilancio di previsione interverremo in maniera più consistente. Parcheggi e infrastrutture devono permettere un turismo più sostenibile e distribuito sul territorio, che non gravi sulla vivibilità del centro e dei residenti tutti. E, soprattutto, devono rispondere alle esigenze di chi questo paese lo abita. L’obiettivo è un turismo di qualità, che garantisca presenze nel lungo periodo: non un turismo di consumo, ma un turismo che voglia realmente conoscere e vivere il territorio. In questo senso il Natale deve tornare ad essere un momento di riconoscimento e di aggregazione per chi abita il paese e non solo un momento di attrazione per chi lo visita per qualche giorno o qualche ora. Sarà necessario agire sul contingentamento delle presenze e sulla gestione dei flussi. Vogliamo inoltre lavorare con gli operatori della ricettività, dell’enogastronomia, della cultura e dei servizi per migliorare, insieme, la qualità dell’offerta».

La decisione di partire da una manifestazione di interesse per il Natale è quindi anche un metodo di lavoro per il futuro?

«La manifestazione di interesse è stata una scelta totalmente condivisa e che racconta certo un metodo. Vogliamo impostare il lavoro dei prossimi anni attraverso un modus operandi che permetta la partecipazione e la presentazione di idee e proposte progettuali, che siano il punto di partenza per un confronto con gli attori interessati a una progettualità seria e condivisa. Rispetto a quanto fatto nel passato, verrà fatta una valutazione con tutta la maggioranza sugli aspetti da portare avanti e su quelli da modificare. Come è stato detto nell’ultimo Consiglio comunale, intendiamo inoltre intervenire e rivedere la tassa di soggiorno, anche nell’ottica di destinare queste risorse a ulteriori servizi per la comunità».

Verde pubblico e decoro sono altre deleghe importanti: quale impostazione volete dare alla gestione del verde?

«Abbiamo trovato poche risorse economiche e una gestione frammentata della cura del verde. Con la salvaguardia di bilancio abbiamo stanziato ulteriori risorse per arrivare alla fine dell’anno. Con il prossimo bilancio vogliamo ragionare almeno in un’ottica biennale, partendo da una mappatura dell’esistente, definendo priorità e tipologie di intervento e arrivando a un affidamento pluriennale. L’obiettivo è non agire più in emergenza, ma secondo una programmazione precisa. I cambiamenti climatici rendono le aree verdi sempre più necessarie come rifugio climatico, ma impongono anche attenzione alle risorse idriche: è necessario ripensare il verde pubblico a 360 gradi».

Tra le sue deleghe ci sono anche i fondi europei e la transizione digitale: quali opportunità vuole cercare prioritariamente e quali cambiamenti concreti vorrebbe ottenere?

«È degli ultimi giorni la notizia delle ingenti risorse regionali stanziate per il verde appunto, la forestazione, la depavimentazione, le demolizioni, ma per accedervi era necessario candidarsi agli avvisi pubblicati nel 2025, ai quali il Comune non ha partecipato. Questo esempio, il più recente, mostra l’importanza di dotarsi di una struttura che si occupi dello scouting dei bandi, della progettazione, del project management e della rendicontazione. L’intenzione è andare oltre i finanziamenti più semplici da gestire e riuscire a intercettare risorse capaci di sostenere infrastrutture importanti e migliorare la vivibilità del nostro paese. Nel prossimo bilancio cercheremo quindi le risorse per una struttura interna o di supporto. Anche l’assenza di un ufficio interno per contratti e appalti può rallentare le procedure. Sul digitale, puntiamo alla semplificazione della vita quotidiana dei cittadini, e abbiamo chiesto all’ufficio di implementare il sito in tal senso. Rivedremo anche il sistema della presa online degli appuntamenti, al momento farraginoso. Abbiamo registrato il Comune su Google Maps per sperimentare le comunicazioni delle chiusure delle strade e, in seguito, della ztl. Dei primi passi per un lungo cammino».

L’Auditorium è stato indicato tra le strutture da restituire alla cittadinanza. Qual è oggi la situazione e quale percorso avete avviato?

«La situazione dell’Auditorium è critica. I lavori fatti negli anni passati hanno evidenziato la necessità di ulteriori interventi per la messa in sicurezza e per l’agibilità della struttura, che non è a norma. È emersa inoltre la necessità di intervenire sulle barriere architettoniche. Con la salvaguardia di bilancio abbiamo stanziato risorse e, con gli uffici, stabilito di procedere prima con l’affidamento di un incarico a un tecnico che indichi quali e quanti lavori siano necessari e rediga un business plan. Sarà la base per programmare gli interventi, reperire le risorse e restituire la struttura alla cittadinanza».

La ringraziamo per la disponibilità e la salutiamo con un’ultima domanda: tra cinque anni, quale risultato vorrebbe poter dire di aver raggiunto per Locorotondo?

«Mi piacerebbe mantenere nei rapporti con i cittadini la stessa cordialità, schiettezza e sincerità di oggi. Vorrei che i mezzi pesanti non passassero più dal centro: ci stiamo lavorando, a cominciare dalla videosorveglianza di via Fasano e via Martina. Mi piacerebbe restituire alla cittadinanza le strutture del patrimonio comunale oggi non utilizzabili come, ripeto, le palestre e l’Auditorium. Il cinema all’aperto ha mostrato quanto sia forte l’esigenza non solo di vedere un film, ma di incontrarsi. Spero quindi che si possano creare spazi di socialità per tutte le generazioni. E mi piacerebbe che tutti i cittadini tornino a sentirsi attori protagonisti del loro paese».

[Intervista pubblicata sulla rivista Agorà, numero Settembre 2026]

 




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