Genova, i dati del primo Bilancio di Sostenibilità: conti e demografia


Per la prima volta, il Comune di Genova affianca ai tradizionali documenti economico-patrimoniali una lettura integrata dell’impatto prodotto dalle sue politiche sulla città. L’Amministrazione ha infatti pubblicato il suo primo ‘Bilancio di Sostenibilità’ (relativo al 2025), un report che misura in modo oggettivo gli effetti delle decisioni pubbliche sotto il profilo economico, sociale e ambientale. 

A presentare il documento durante la Commissione sviluppo economico è stato il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile: “Un passaggio importante, ci permette di dare una lettura più ampia degli effetti che le risorse investite e le decisioni dell’amministrazione producono sulla città. Vogliamo rafforzare la capacità del Comune di conoscere e interpretare la realtà attraverso dati oggettivi, perché misurare significa poter assumere decisioni più consapevoli”. Annunciato anche il rilancio dell’ufficio statistica di Palazzo Tursi.

La fotografia della città: demografia, lavoro e turismo

Il documento offre una radiografia dettagliata della struttura urbana e sociale di Genova, distribuita su 243 km² (di cui 73 urbanizzati), 9 Municipi e 71 unità urbanistiche. Con un focus a tutto l’ecosistema delle partecipate coordinate del Comune (tra cui Amt, Amiu, Aster, Spim, Asef, Bagni Marina, Porto Antico) che impiegano oltre 5mila collaboratori nei servizi essenziali per la cittadinanza.

Tanti anziani, bassa natalità

Al 2025 i residenti ammontano a 566.790 abitanti, confermando un trend di stabilizzazione e lieve incremento avviato nel 2023. Ma come abbiamo già visto su Dossier, potrebbe essere un fuoco di paglia, perché le prospettive al 2050 e al 2080 n0n sono positive, a questo link un approfondimento che va oltre i numeri attuali, spiegando cosa prevedono davvero gli esperti. 

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A Genova aumenta la popolazione? Vi spiego perché è un fuoco di paglia

Oggi la popolazione in età attiva (15-64 anni) rappresenta il 60,6% del totale, mentre i giovani fino a 14 anni costituiscono il 10%. Gli over 65 superano il 29,4%. Nel confronto con le altre 11 principali città italiane (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona), Genova registra il saldo demografico naturale (-0,99) e il tasso di natalità (5,7 nati ogni 1.000 abitanti) più bassi, evidenziando un notevole sbilanciamento intergenerazionale pari a 265 anziani ogni 100 bambini.  Ne abbiamo parlato anche su Dossier, la sezione di GenovaToday che analizza e interpreta la città, anche attraverso dati e statistiche. A questo link un approfondimento che anticipa e va a scandagliare molti di questi dati resi noti oggi dal Comune. 

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Stranieri a Genova: quanti sono (e di quali nazionalità)

I residenti di cittadinanza straniera sono 70.552 (il 12,5% della popolazione), con le comunità più numerose provenienti da Ecuador, Albania, Marocco, Romania e Bangladesh. Si tratta di una quota in costante crescita dal 2016, che secondo i dati provvisori del censimento Istat è destinata ad aumentare ulteriormente. 

Anche in questo caso, Dossier ha già tracciato da mesi e anticipato un bilancio approfondito, a questo link l’analisi degli ultimi 25 anni, i trend migratori e la mappa di tutte (e sono più di quante possiate pensare) le nazionalità presenti nella nostra città. 

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Come va l’economia a Genova e quanto conta il turismo 

Le imprese attive sono 48.393, prevalentemente concentrate nei settori del commercio (27%), delle costruzioni (19%), dei servizi di alloggio e ristorazione (8%), delle attività immobiliari (7%) e manifatturiere (7%). Il Porto di Genova si conferma secondo scalo italiano per traffico di container e terzo per le crociere, con 1,5 milioni di crocieristi e 3,8 milioni di passeggeri complessivi. 

Da segnalare il boom del turismo. Dopo l’inserimento tra le 10 mete Best in Travel 2025 di Lonely Planet, i flussi nel 2025 hanno raggiunto i livelli più alti di sempre, toccando 1.089.346 arrivi e 2.282.620 presenze, trainati in particolare dai visitatori internazionali. 

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I conti pubblici: debito in calo e autonomia finanziaria

Sul fronte economico e finanziario, il bilancio evidenzia parametri di stabilità per i conti dell’Ente. 

Riduzione del debito: negli ultimi dieci anni presi in consinderazione (2015-2024), il debito complessivo del Comune di Genova è sceso da 1.206 milioni di euro a 953 milioni di euro, segnando una contrazione del 21%. 

Volume delle entrate: nel 2024 l’Ente ha registrato entrate complessive per 2,06 miliardi di euro. 

Autonomia finanziaria: le entrate proprie (tributi locali come IMU e TARI ed entrate extratributarie) coprono circa l’87% delle entrate correnti. 

Puntualità nei pagamenti: L’indice di tempestività dei pagamenti verso i fornitori si attesta a -13,83 giorni, evidenziando come il Comune saldi le proprie fatture in anticipo rispetto alle scadenze di legge.

Visione di mandato e prospettiva “Lighthouse”

Nel suo messaggio di introduzione, la sindaca Silvia Salis ha sottolineato che il report rappresenta “un patto di fiducia con i genovesi” per consegnare una città più inclusiva, con lavoro stabile, mobilità efficiente e spazi pubblici curati in tutti i quartieri. Il documento si inserisce nella strategia a lungo termine Genova Lighthouse – Città Faro e nell’Action Plan 2030-2050, coordinati dalla Sustainability & Resilience Manager Stefania Manca, ponendosi l’obiettivo di preparare il territorio alle grandi sfide del futuro: cambiamento climatico, transizione digitale ed evoluzione demografica. Il bilancio completo è liberamente consultabile sul sito del Comune di Genova a questo link. 

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