Con gli ultimi controlli di settembre l’Arpa Campania ha completato il monitoraggio delle acque di balneazione nelle date previste dal calendario regionale al fine di garantire la salubrità del mare nel corso della stagione balneare 2026.
Il programma di sorveglianza stagionale è stato regolarmente avviato nel mese di aprile sulla base dell’attribuzione della classe di qualità di ognuna delle acque utilizzabili allo scopo ricreativo della balneazione, ratificata con apposito atto regionale (DRG n. 42 del 19.02.2026 – BURC n. 9 del 23.02.2026).
L’elaborazione della classificazione ha individuato per l’anno 2026 il 98% di costa balneabile (eccellente, buona, sufficiente) a fronte del 2% non balneabile perché di qualità scarsa in base al calcolo statistico basato sugli esiti analitici delle ultime quattro stagioni balneari (2022-2023-2024-2025). Sono esclusi dal conteggio circa 60 km di litorale non adibito all’attività della balneazione per la presenza di porti e approdi, strutture militari, aree marino protette, nonché canali e foci di fiumi non risanabili.
La distribuzione percentuale regionale per tipologia di classe per il 2026 (Tab.1) annovera il 91% di acque eccellenti rispetto all’89 % del 2025, una leggera flessione di acque buone (5% invece del 6%) e un lieve aumento di quelle in qualità sufficienti (2% anziché 1%), ma resta costante il 2% di acque scarse e quindi in divieto di balneazione.
Confortante il dato del 98% dell’ultimo biennio (2025-2026) dopo il valore costante di 97% di km balneabili nel periodo 2018-2024 (Graf. 1).

Per quanto attiene le acque dichiarate di qualità scarsa nella delibera regionale della classificazione 2026, si conteggiano nove tratti di mare per un totale di 7,915 km vietati alla balneazione rispetto ai 9,194 km registrati nel 2025 e ai 15,012 km del 2024, comunque un dato confortante (Tab.4).
La criticità più probabile che determina la scarsa qualità di alcune acque di balneazione, oltre all’impatto dei fiumi, risiede nell’inadeguatezza del sistema fognario di tipo misto che in casi di un aumento di portata dei collettori fognari per eventi di pioggia intensa comporta l’entrata in funzione dei tubi di troppo pieno con conseguente scarico in mare di acque di fogna mista a quelle pluviali.

L’analisi a livello provinciale della percentuale di costa eccellente registrata per il 2026 rispetto alla scorsa stagione mostra un miglioramento nelle province di Napoli (da 87% a 90%) e di Salerno (da 90% a 93%) e una diminuzione nel Casertano da 93% a 86%.
Di contro la quota a dettaglio provinciale in qualità scarsa, quindi in divieto di balneazione, resta pari al 2% in provincia di Caserta e all’1% in provincia di Salerno mentre diminuisce dal 3% al 2% in provincia di Napoli. (Tab.3).

Il conteggio per numero di acque di balneazione evidenzia 29 acque che hanno variato la classe di qualità per la stagione balneare 2026 di cui 21 in miglioramento e le restanti 8 in peggioramento (Tab.4). Va ricordato che la variazione di classe dal punto di vista del calcolo statistico, risente del set di dati del quadriennio considerato che per il 2026 che comprende il monitoraggio degli anni 2022-2023-2024-2025.
Tra le acque in miglioramento raggiungono il target della sufficienza le acque scarse nella scorsa annualità denominate “Ex Cartiera” (Castellammare di Stabia, Na) e “Stazione Marina di Licola” (Pozzuoli, Na), mente al contrario da sufficiente passa in qualità scarsa il tratto di mare “Sud Picentino” nel Comune di Pontecagnano Faiano (Sa) a causa delle non conformità registrate nell’ultimo quadriennio di monitoraggio Arpac.

Il monitoraggio stagionale del 2026 è iniziato il 14 aprile con la serie dei campionamenti prestagionali sulle 323 acque di balneazione cui è suddiviso il litorale della Campania (39 in provincia di Caserta, 145 in provincia di Napoli e 139 in quella di Salerno). Il documento di riferimento per l’attività di controllo è stata la Delibera di Giunta Regionale n. 165 del 30 aprile 2026 (BURC n. 23 del 04.05.2026) di individuazione della rete di monitoraggio stagionale, rettificata con DGRC n. 123 del 10/04/2026.
I campioni di acqua di mare sono stati prelevati dai tecnici dei Dipartimenti provinciali costieri (Caserta, Napoli, Salerno) a bordo delle imbarcazioni di proprietà dell’Agenzia, con il coordinamento del dirigente responsabile della Uo Mare – Direzione tecnica Arpac, dott. Stefano Capone. Le attività si sono svolte nel rispetto del calendario regionale in tutti i punti identificativi delle acque di balneazione fissati nelle zone a maggior affluenza di bagnanti (n.323) e in punti aggiuntivi di studio (n.35) a presumibile rischio di inquinamento.
Ai prelievi calendarizzati (R e PS) vanno aggiunti quelli eseguiti nel corso delle attività ordinarie per revocare i divieti temporanei di balneazione (S), quelli per definire l’estensione dell’evento inquinante (DEL), quelli Extra in aree già non adibite alla balneazione e quelli derivanti da avvistamenti e/o segnalazioni di anomalie (EME) quali ad es. schiume, mucillagini, presenza di meduse, rifiuti solidi galleggianti, colorazioni atipiche dovute eventualmente a fioriture di microalghe, occasionali sversamenti di reflui urbani o industriali in mare.
Complessivamente nell’intera stagione balneare il numero di campionamenti effettuati ammonta a 2285 con un numero doppio di determinazioni analitiche processate nei laboratori Arpac per la ricerca degli indicatori di contaminazione fecale determinanti la balneabilità (Escherichia coli ed Enterococchi fecali), a questi vanno sommate le analisi per valutare probabili contaminazioni chimiche (tensioattivi e idrocarburi) e/o la presenza di microalghe (fitoplancton) potenzialmente tossiche.
Tutti i dati del monitoraggio sono stati pubblicati in tempo reale dai referenti dipartimentali del portale sul sito del Ministero della Salute (www.portaleaque.salute.gov.it) e di Arpac (https://portale.arpacampania.it/) e sull’apposita app agenziale dedicata alla balneazione. Le notizie più di rilievo sono state anche diffuse tramite il profilo X di Arpac, comunicati stampa e aggiornamenti mensili sul portale Snpa.
A chiusura della stagione balneare 2026 è possibile fare alcune considerazioni sugli esiti dei controlli effettuati in relazione ad un’estate, caratterizzata dalla scarsissima piovosità ed elevate temperature e irraggiamento solare che hanno quindi determinato pochi casi di analisi non conformi, solo 50, pari a circa il 2% del totale dei controlli eseguiti di varia tipologia ma molte segnalazioni di colorazione anomala del mare.
Gli esiti non favorevoli registrati nella stagione appena conclusa durante un periodo così siccitoso sono da imputare a fatti accidentali o a problemi occasionali degli impianti per lo più risolti in breve tempo grazie alla sinergia Comuni/Enti gestori del Servizio idrico. Per quanto attiene i prelievi calendarizzati, detti routinari ( R ) sono 23 gli esiti difformi distribuiti nelle tre province costiere di Caserta (Comune di Castel Volturno), Napoli (Comuni di Serrara Fontana, Ischia, Casamicciola, Torre del Greco, Torre Annunziata, Napoli, Capri, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Pozzuoli), e Salerno (Comuni di Salerno, Sapri, Vietri, Battipaglia, Capaccio, Agropoli, Minori). (Tab. n.5)

Per tutti i casi annoverati sono state disposte le specifiche ordinanze sindacali di divieto temporaneo alla balneazione. Dopo l’attestazione della risoluzione delle cause inquinanti, Arpac ha tempestivamente organizzato ulteriori controlli in mare che hanno dimostrato la cessazione dell’evento inquinante con conseguente revoca del vigente divieto di balneazione.
Superamento dei valori limite di legge per i parametri microbiologici sono stati registrati anche in campioni di acqua di mare di altra tipologia (Tab.n.6) che hanno interessato per lo più la provincia di Napoli e n.2 sforamenti in quella di Salerno. Per la Provincia di Caserta è il caso di sottolineare che non sono state rilevate particolari criticità, confermando l’efficacia degli interventi messi in atti negli ultimi anni in materia di depurazione.

Attualmente restano in sospeso 3 non conformità, e precisamente due in provincia di Napoli, di cui la prima a Pozzuoli nell’area denominata come il comune omonimo, in cui vige ancora il divieto di balneazione confermato anche dagli esiti dello scorso 16 settembre. In questo tratto dunque persiste una problematica strutturale. La seconda non conformità si situa nel comune di Napoli nel Punto di Studio a Via Partenope, registrata sempre il 16 settembre.
Con molta probabilità sarà effettuato un campionamento aggiuntivo entro il termine della stagione balneare, anche in esito ad una segnalazione di scarico a mare di fronte alla stazione Anton Dohrn. La terza non conformità risale sempre ai prelievi del 16 settembre scorso e riguarda il comune di Agropoli (Sa) nel Punto di Studio che delimita l’acqua di balneazione denominata San Marco con la foce del fiume Solofrone.
Relativamente alla sorveglianza visiva in mare vanno menzionati i casi (n.27) con evidenze di anomalia cromatica del mare e presenza di strie e chiazze di schiume di vario colore. Le analisi conseguenziali, eccetto che in tre controlli (due a Spiaggia lato Villa d’Elboeuf a Portici e uno a Scoglio degli innamorati a Forio di Ischia), hanno però escluso il rischio di contaminazione fecale, industriale e la presenza di alghe potenzialmente tossiche, confermando l’origine naturale dei fenomeni osservati, che possono essere stati accentuati probabilmente dalle alte temperature superficiali del mare e dallo scarso idrodinamismo. (Tab.n.7).

In conclusione, da un bilancio complessivo della stagione balneare 2026 si conferma che le criticità, per fortuna quest’anno in numero limitato, sono da addurre alla fragilità dei collettori fognari, che collassano se nel periodo di massima affluenza turistica e in presenza di forti piogge (non è il caso di questa estate) si attivano i tubi di troppo pieno con conseguente scarico in mare di acque di fogna miste ad acque di pioggia. Una carenza infrastrutturale, questa, che limita oggettivamente in alcuni tratti la fruibilità della risorsa mare da parte dei cittadini, con inevitabili ripercussioni dal punto di vista economico, ambientale e di immagine di una regione ad alta vocazione turistica.
Emma Lionetti
e.lionetti@arpacampania.it
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