Negli ultimi mesi ho provato Alexa+ dopo “una vita” passata con Alexa che è stata fondamentalmente l’interfaccia per la mia smart home degli inizi. Ora, con le nuove funzioni che utilizzano l’Intelligenza Artificiale, Alexa è cambiata tantissimo… ma ci sono ancora dei margini di miglioramento
Smart Home: dal controllo vocale al controllo con i sensori (e vocale)
Quando ho iniziato a creare la mia smart home, Alexa (versione “vecchia”) era l’interfaccia vocale che mi permetteva di accendere e spegnere la TV, accendere l’Xbox tramite la skill dedicata e controllare luci e termostato. Nel mio vecchio appartamento non avevo installato alcun sensore, quindi dovevo chiedere ad Alexa di accendere una luce (o, più lento e macchinoso, utilizzare l’app di ogni dispositivo smart) oppure di avviare il robot aspirapolvere.
Parlare ad Alexa non mi dava soddisfazione al 100%, perché era semplicemente un utilizzo del comando vocale al posto dell’interruttore o dell’app. Comodo, perché si risparmiava tempo a cercare tra le mille app, ma per le luci mi sembrava troppo arretrato.
Così, nella casa nuova, ho iniziato a installare i sensori: bagni, corridoio, ingresso, ufficio e camera da letto sono ora controllati da sensori di presenza e movimento che mi permettono di non dover chiedere nulla ad Alexa. Facendo questo, però, mi sono accorto che, paradossalmente, il controllo vocale diventa più utile quando hai anche i sensori: con i sensori attivo le automazioni delle luci, e con Alexa gestisco i casi particolari.
Un esempio? In camera da letto a mia moglie dava fastidio avere la luce principale accesa ogni volta che veniva individuata una presenza, così ho usato un sistema ibrido:
- un sensore di presenza gestisce le luci soffuse ambientali in camera da letto
- un sensore di presenza per la luce dell’armadio
- Alexa (ora Alexa+) per accendere la luce del bagno in camera e la luce a soffitto della camera (e per controllare le tapparelle)
Questo mi ha permesso di trovare il giusto equilibrio, perché la casa smart non deve essere completamente automatica a ogni costo, ma gestire le esigenze di chi ci abita.


Alexa+ migliora nelle risposte e sa il contesto
Quindi Alexa resta fondamentale nella mia casa smart, e ovviamente esegue anche compiti extra che non riguardano le automazioni. Qui Alexa+ ha migliorato tantissimo perché ora posso chiedere in modo naturale, e in qualsiasi ordine, di impostare un timer o un promemoria. Alexa+ elabora la mia frase e mette al posto giusto l’oggetto e l’orario. E se pochi secondi dopo mi accorgo di aver sbagliato, posso dire “anzi no, cambia alle 14 al posto delle 15”. Vi faccio un esempio di una conversazione:
- Io: Alexa, metti un promemoria alle 15 per il briefing di Samsung sui nuovi tablet
- Alexa+: Ok, ho impostato un promemoria “briefing di Samsung sui nuovi tablet” per le 15
- Ho sbagliato, mettilo alle 14
La vecchia Alexa non avrebbe fatto la modifica: Alexa+ resta in ascolto e si ricorda il contesto della conversazione, cosa che le permette di cambiare al volo il promemoria. Prima avrei dovuto cancellare il promemoria (Alexa cancella il promemoria) e crearne uno nuovo, perdendoci molto più tempo…

E con la smart home? Il problema del ragionamento…
Alexa+ usa l’intelligenza artificiale, ed è il motivo per cui lo scenario che vi ho descritto sopra è perfetto e funziona meglio. Questo, però, costringe Alexa+ ad elaborare ogni frase e, quando si utilizzano i comandi della smart home, è uno svantaggio.
Con Alexa (vecchia e “stupida) dicevo “accendi le luci in sala” e immediatamente eseguiva il comando in locale. Ora, lo stesso identico comando ha un lag di circa un secondo proprio perché quel comando non è più un input locale, ma viene elaborato dall’IA per capire se necessita una risposta complessa o no.
All’atto pratico, Alexa+ con la smart home è più lenta di prima. Inoltre gli scenari più complessi, che beneficerebbero del ragionamento, sembrano comunque non funzionare sempre:
- Alexa, accendi tutte le luci tranne quella in cucina: non funziona, Alexa+ accende comunque tutte le luci
- Alexa accendi le luci in sala e all’ingresso: funziona, Alexa+ accende le luci selezionate con un unico comando mentre la vecchia Alexa necessitava di due comandi separati
Il margine di miglioramento è quindi questo: Alexa+ dovrebbe essere in grado di eseguire i comandi locali per la smart home con la stessa velocità di prima (se questi sono semplici) e applicare il ragionamento solo ai comandi più elaborati come quelli multipli.

Banale ma utiissimo: la raccolta differenziata
Una delle cose che non riesco mai a ricordare è la raccolta differenziata. Per questo motivo ho chiesto ad Alexa+ se posso insegnarle quali sono i giorni di ritiriro e cosa viene ritirato in quello specifico giorno. Ho quindi chiesto ad Alexa+ se potesse ricordare i giorni del calendario di ritiro della raccolta differenziata: dopo che ha risposto di sì, ho semplicemente detto ad Alexa in quali giorni viene ritirata la plastica, il vetro, la carta e l’umido come da regola del mio Comune.
Successivamente ho chiesto ad Alexa+ di ricordarmi ogni giorno prima del giorno di ritiro di impostare un promemoria la sera per portare fuori i rifiuti da conferire. Ho chiesto un promemoria specifico solo per il giorno prima e che avesse come oggetto il tipo di rifiuto. Tutta l’operazione è durata letteralmente meno di un minuto e ho ottenuto le seguenti cose:
- se chiedo ad Alexa+ quando ritirano la carta mi dice il giorno del ritiro
- il giorno prima di ogni ritiro, alle 20.00, Alexa ha attivato un promemoria specifico per ricordarmi di portare fuori i rifiuti che vengono ritirati il giorno dopo…e solo quelli! Ad esempio dice “ricordati di portare fuori la carta e il vetro”

Cosa migliorare? C’è ancora del lavoro da fare
Alexa+ è brava… ma a volte non si applica
Non sono riuscito a capire perché Alexa+ abbia prestazioni… ballerine. Qualche tempo dopo aver impostato la nota, infatti, avviene la conversazione che vi riporto qui sotto. Nota: è importante segnalare che questa conversazione è avvenuta un giovedì alle 17.28 (giovedì 20 agosto per la precisione).
- Io – Alexa cosa ritirano domani?
- Alexa+: niente
- Io: quando ritirano la carta?
- Alexa+: il venerdì
- Io: e domani che giorno è?
- Alexa+: venerdì
- Io: quindi cosa ritirano domani?
- Alexa+: la carta e il vetro…

Alexa+ non può lavorare… su sè stessa
Avendo affiancato in soggiorno un vecchio Echo Dot a un più recente Echo Show 11, per qualche oscura impostazione (probabilmente che avevo fatto io stesso), quando chiedevo ad Alexa di riprodurre la musica andava di default su Echo Dot e non sul nuovo altoparlante, con diversi anni alle spalle di migliorie tecniche e un suono certamente più ricco.
Chiedo quindi ad Alexa+ di cambiare la configurazione impostando Echo Show 11 come predefinito, ma non può farlo e mi rimanda all’app sullo smartphone. Il problema è che se Alexa+ è finalmente migliorata, l’app sullo smartphone è ancora un disastro totale. Confusionaria, lenta, poco utilizzabile per la smart home… insomma, è qui che serve un restyling per renderla facile e intuitiva. Oppure basterebbe rendere Alexa+ consapevole di sé stessa e dei dispositivi così da poter modificare le proprie impostazioni… e se il timore è quello della sicurezza, basta chiedere un pin di controllo come già succede quando chiedo ad Alexa di aprire il cancello: senza PIN non si apre così da impedire a chiunque di usare il comando vocale!
… oppure può? Migliora tantissimo nelle automazioni (routine)
Va meglio invece con le routine: ho chiesto ad Alexa di cambiare una routine che avevo creato manualmente tempo fa suggerendomi come migliorarla, e il sistema è riuscito a eliminare i dispositivi smart che non volevo fossero più associati alla routine “buonanotte” e aggiungerne altri.
Così, in pochissimo tempo, ho creato una routine buonanotte che quando dico “vado a dormire” esegue le seguenti operazioni:
- chiude tutte le tapparelle
- chiude tutte le serrature
- disattiva la modalità privacy dalle videocamere interne in sala e in garage
- spegne le luci della zona giorno

Come avere Alexa+
Se acquisti un nuovo Echo ottieni automaticamente e da subito l’accesso ad Alexa+ in anteprima, con l’utilizzo gratuito durante la fase di accesso anticipato. Se hai già un dispositivo compatibile, invece, l’aggiornamento non arriva in automatico a tutti contemporaneamente. Bisogna segnalare l’interesse nella pagina dedicata (seguendo questo link) per mettersi in lista per il rilascio progressivo.
Di seguito i modelli nuovi che, se acquistati, includono l’accesso anticipato a Alexa+:
Se vi serve il modello più economico, Echo Dot è quello al momento più accessibile. Echo Show 8 e 11 hanno rispettivamente uno schermo da 8″ e 11″ che permette di vedere video, foto e informazioni e di interagire anche con il touchscreen, oltre ad essere utilizzabile per video chiamate tra vari dispositivi Alexa in quanto dotato di videocamera frontale.

Conclusioni, la consiglio? Sì, non è perfetta ma è la migliore oggi
Alexa+ non è perfetta, e nei paragrafi precedenti trovate diverse prove, tutte sperimentate personalmente. Eppure Amazon ha fatto un grandissimo passo in avanti con questa generazione che resta per me l’assistente vocale migliore da abbinare ad una smart home più complessa (Homey Pro o Home Assistant) per chi è più esperto, ma resta allo stesso tempo un ottimo modo per iniziare a creare la smart home senza dover studiare perché ora facilita molto le cose ed è corredata da un’app più utilizzabile (migliorabile, ma più ordinata rispetto a prima).
Insomma, se volete iniziare a creare una smart home facile, con gli 89 euro di Echo Dot avete un hub che vi permette di farlo senza entrare in Home Assistant (che richiede un po’ di studio se siete neofiti) o senza spendere le cifre maggiori richieste da Homey Pro.
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