Benzina e diesel fuori controllo: ecco il piano d’emergenza del governo che convoca i big del petrolio


Roma – Taglio delle accise al capolinea il 5 ottobre dopo tre miliardi di spesa: vertice l’8 ottobre con Eni e Saras. Giorgetti apre a un prelievo straordinario mentre in Europa sale la tensione per i tagli alle scorte di gasolio.

Il governo italiano chiama a raccolta l’industria petrolifera nazionale per tentare di forzare un aumento della produzione interna di carburanti e frenare un’escalation dei prezzi che minaccia di alimentare una nuova fiammata inflazionistica. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin hanno convocato per l’8 ottobre i vertici delle principali società di raffinazione, tra cui Eni, Saras e i colossi internazionali presenti sul territorio, per fronteggiare le gravi strozzature dell’offerta causate dai conflitti in Iran e in Ucraina.

La mossa d’emergenza coincide con l’imminente scadenza, fissata per il 5 ottobre, dello sconto fiscale sulle accise: un provvedimento costato alle casse statali quasi 3 miliardi di euro (3,41 miliardi di dollari) nel 2026, che l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni non potrà prorogare per ragioni di bilancio nonostante i listini di benzina e diesel rimangano stabilmente sopra la soglia psicologica e politica dei 2 euro al litro. La questione apre anche un fronte di tensione interno alla maggioranza: mentre i ministri competenti puntano sulla cooperazione con i raffinatori, il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la Lega premono per una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche da inserire nella legge di bilancio 2027.

IL VERTICE DELL’8 OTTOBRE: IL GOVERNO CHIAMA I RAFFINATORI A PALAZZO PIACENTINI

L’esecutivo italiano ha deciso di intervenire direttamente sui meccanismi della produzione domestica per arginare i rincari dei carburanti. Il vertice ministeriale con i rappresentanti dell’industria petrolifera è stato programmato per il prossimo 8 ottobre, con l’obiettivo di valutare ogni misura tecnica in grado di incrementare i volumi immessi sul mercato dalle raffinerie della penisola.

La convocazione, formalizzata da Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, coinvolge l’intera filiera della trasformazione, compresi i commercianti internazionali di materie prime che stanno guadagnando quote crescenti nel comparto della raffinazione in Europa a discapito delle grandi compagnie integrate. Al tavolo siederanno i rappresentanti di: – Eni SpA, il gruppo energetico controllato dallo Stato (le cui azioni quotano a 23,99 euro con un rialzo dell’1,58%); – Saras, controllata dal Gruppo Vitol (il cui sito di Cagliari rappresenta un polo strategico); – Sonatrach, compagnia di bandiera algerina; – Socar-IP, gruppo statale azero; – Ludoil; – Iplom; – KPI; – Alma Petroli; – Innovhub. La nota diffusa dal Ministero dell’Industria chiarisce le finalità dell’incontro, precisando che la riunione “si concentrerà sull’analisi delle questioni chiave relative a come le raffinerie nazionali possano aumentare la produzione dei principali prodotti per mitigare l’impatto dell’attuale situazione internazionale sull’approvvigionamento del Paese”.

IL CAPOLINEA DELLE ACCISE E IL NODO DEI PREZZI SOPRA I DUE EURO

L’apertura del tavolo industriale risponde alla fine imminente dei margini di sostegno pubblico. Per proteggere i bilanci delle famiglie e l’attività delle imprese dall’impatto delle tariffe energetiche – in vista del ciclo elettorale per le politiche del 2027 –, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha mobilitato nel corso dell’anno risorse per quasi 3 miliardi di euro destinate a sterilizzare temporaneamente le accise. L’effetto degli sgravi non è bastato tuttavia a riportare i listini entro livelli ordinari: secondo i dati pubblicati venerdì dallo stesso dicastero di via Veneto, i prezzi medi alla pompa per benzina e gasolio continuano a superare la soglia critica dei 2 euro al litro. La deroga fiscale giungerà a scadenza definitiva il 5 ottobre, senza possibilità di rinnovo da parte dell’erario. Il ministro Pichetto Fratin ha confermato l’impossibilità di proseguire sulla strada dei sussidi generalizzati intervenendo all’emittente Radio 24: “Dobbiamo trovare un modo diverso per affrontare il problema”.

IL DIBATTITO INTERNO: COOPERAZIONE INDUSTRIALE O TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI

L’individuazione delle coperture e degli strumenti contro il caro carburanti riflette visioni differenti all’interno della compagine di governo. Da una parte, Urso e Pichetto perseguono un approccio negoziale e collaborativo con le compagnie di raffinazione, confidando in una maggiore flessibilità impiantistica per saturare l’offerta interna. Dall’altra parte, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la Lega spingono per l’introduzione di un prelievo straordinario sui margini delle aziende del settore energetico per finanziare nuovi interventi a tutela dei consumatori. Sebbene via XX Settembre privilegerebbe una cornice coordinata a livello di Unione Europea, il ministro non esclude l’adozione di un provvedimento nazionale autonomo nell’ambito della manovra di bilancio 2027, la cui presentazione è attesa per il mese di ottobre.

IL CASO ENI: BIOCARBURANTI, STOCCAGGI BASSI E MANUTENZIONI RINVIATE

La posizione dei raffinatori italiani si inserisce in un contesto di progressiva riorganizzazione degli asset industriali. Tra i principali soggetti invitati alla riunione di governo, Eni ha ridotto la propria capacità convenzionale negli ultimi anni procedendo alla chiusura o riconversione di diversi impianti: la società ha già trasformato i poli di Gela e Venezia per la produzione esclusiva di biocarburanti e sta completando i lavori di riconversione anche per lo stabilimento di Livorno, si legge su Reuters.

La criticità delle scorte era già emersa formalmente nel corso dell’estate. A luglio, Eni ha dichiarato che i livelli di stoccaggio dei prodotti petroliferi raffinati avevano toccato livelli estremamente bassi, una situazione di emergenza che ha costretto il gruppo a posticipare i programmati interventi di manutenzione e fermo impianto su una delle proprie raffinerie per non interrompere le lavorazioni e mantenere attiva la fornitura.

LA TEMPESTA EUROPEA SUL DIESEL E LE MOSSE DI MACRON E DEL G7

Il deficit di combustibili ha assunto una dimensione continentale che coinvolge i vertici istituzionali, richiamando prese di posizione da parte del Governatore della Banca d’Inghilterra e della presidenza francese. L’Europa ha subito un’improvvisa contrazione delle importazioni di carburante, penalizzata dalla chiusura di impianti interni e dalle guerre concomitanti in Iran e Ucraina, che tengono bloccati milioni di barili al giorno in Russia e Medio Oriente portando le scorte di gasolio ai minimi storici. La situazione del diesel – risorsa primaria per la logistica pesante, l’industria manifatturiera e l’agricoltura – appare particolarmente vulnerabile per il timore di un possibile taglio delle esportazioni dagli Stati Uniti, dove anche il responsabile dell’energia ha lanciato avvertimenti all’industria petrolifera nel quadro del dibattito interno sul combustibile.

Sui mercati finanziari, la remunerazione della raffinazione del diesel rispetto al greggio non lavorato ha raggiunto valori senza precedenti: i dati elaborati da Bloomberg attestano che il premio del gasolio sul petrolio viaggia a ridosso del massimo storico. Di fronte a questo scenario, il presidente francese Emmanuel Macron ha sollecitato l’Unione Europea a varare un allentamento temporaneo delle normative sulla qualità dei combustibili, modificando le specifiche tecniche per consentire alle raffinerie comunitarie di incrementare l’output fino al 20%. Lo stesso Macron ha anticipato che il blocco dei Paesi del G7 potrebbe valutare, nel corso delle prossime settimane, lo sblocco concordato delle riserve strategiche per attenuare la pressione sui mercati e prevenire nuove spinte sull’inflazione globale.





#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม