farmacisti ospedalieri
25 Settembre 2026
A Milano un convegno sulle nuove prospettive della farmacia ospedaliera, tra attività galenica, presa in carico del paziente e contributo alla sostenibilità del sistema
di Giuseppe Tandoi
È un ruolo sempre più articolato quello che sta assumendo il farmacista ospedaliero in una sanità nazionale che evolve velocemente. Lo fa intendere Ida Fortino, responsabile Servizio Farmaceutico di Regione Lombardia, in apertura del convegno milanese su “Governance e salute: il nuovo volto della farmacia ospedaliera”, ospitato dall’Istituto europeo di oncologia. “Tra le attività di cui ci occupiamo quella di promozione dell’impiego dei farmaci biosimilari nelle strutture territoriali, della Distribuzione diretta, della gestione degli stupefacenti in ospedale, secondo le norme del recentissimo Decreto ministeriale. Per quanto riguarda invece il grande tema della tracciabilità dei farmaci, l’adizione del sistema Datamatrix dal febbraio prossimo riguarderà solo le strutture che si occupano di distribuzione diretta, mentre coinvolgerà le farmacie territoriali nella loro totalità. Da implementare semmai il ruolo del farmacista ospedaliero nei comitati etici per la ricerca clinica”.
Promotrice dell’incontro, Emanuela Omodeo Salè – direttore S.C. Farmacia dello Ieo e del Centro cardiologico Monzino – ricorda il ruolo attivo delle farmacie ospedaliere anche in ambito galenico, per esempio nella preparazione dei farmaci antiblastici, o nello sviluppo di cosmetici specializzati per pazienti oncologiche.
Lo Ieo, nel 2011, è stato tra i primi istituti ad attivare uno sportello dedicato alla distribuzione dei farmaci e, recentemente, ha inaugurato una nuova farmacia ospedaliera tecnologicamente all’avanguardia e dotata di uno spazio dedicato al counseling e alla consegna delle terapie, a supporto della continuità del trattamento oncologico. Nove milioni di investimento in tecnologie avanzate – automazione e digitale – per consentire al farmacista di avere più tempo per le attività a maggior valore aggiunto.
Crescita della spesa e sostenibilità
A rappresentare l’amministrazione regionale è Marco Alparone, farmacista di formazione e oggi vice presidente e assessore al Bilancio della giunta Fontana. Sollecita una sempre maggior sinergia tra farmacia ospedaliera e territoriale ma reclama soprattutto la necessità di “nuovi modelli organizzativi: non si riesce più a gestire il concetto di spesa per anno, occorre approdare al payment for outcome e uscire dalla logica pura e semplice dei volumi di spesa”.
Il quadro offerto Davide Croce – direttore del Centro di ricerca e management dell’Università Carlo Cattaneo di Castellanza – è quello di una spesa farmaceutica pubblica complessiva che nel 2025 ha superato i 25 miliardi. In costante aumento, in particolare, quella ospedaliera in particolare: nel 2025 quella complessiva. Di qui gli input che dalle direzioni regionali arrivano alle farmacie ospedaliere, affinché pongano la massima attenzione al controllo della spesa, ai processi di Health technology assesment, alla governance dei dispositivi medici
“Le farmacie ospedaliere”, conferma Barbara Rebesco direttore S.C. Politiche del Farmaco, dispositivi medici, protesica e integrativa di Regione Liguria, “mettono a terra le indicazioni delle direzioni regionali. Sono le detentrici del dato, che traccia la storia del paziente e del farmaco. Non solo, ma avranno un ruolo importante anche nelle future Case di comunità, come previsto dalle recenti linee guida di Agenas”.
Tra le questioni più annose e tuttora irrisolte – ricorda Ugo Trama, dirigente settore Accreditamento istituzionale, Hta e rapporti con il mercato di Regione Campania – quella del payback di farmaci e dispositivi medici, che sostiene i bilanci regionali ma è messa da tempo in discussione dalle aziende.
Bruna Vinci – componente della Commissione scientifica ed economica del farmaco dell’Aifa – sottolinea da parte sua l’importanza del farmacista ospedaliero nell’analisi dei dati real world
Sul versante delle aziende sanitarie Paola Crosasso – direttore S.C. Farmacie Ospedaliere, Asl Città di Torino – pone l’accento sull’“evoluzione del farmacista ospedaliero dalla molecola all’innovazione, alla presa in carico del paziente, all’attivazione i percorsi trasversali che colleghino ospedale e territorio”.
Importante, per esempio, il ruolo – ricordato da Vito Ladisa direttore S.C. Farmacia Ospedaliera dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano – di interlocutore del Medico di medicina generale laddove è fondamentale indicare nella appropriatezza prescrittiva uno dei caposaldi di una sanità pubblica sostenibile e vicina ai pazienti.
TAG: ISTITUTO EUROPEO DI ONCOLOGIA – IEO, POLITICA SANITARIA, REGIONE LOMBARDIA
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