Se la tua impresa ha sede o un’unità locale nella Città Metropolitana di Bologna e vuoi ridurre la bolletta energetica puntando sulle fonti rinnovabili, questo bando fa per te. La Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna ha stanziato 300.000€ a fondo perduto per micro, piccole e medie imprese che investono in autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e in efficienza energetica. Il contributo copre fino al 50% della spesa ammessa, per un importo che va da un minimo di 4.000€ a un massimo di 20.000€ per beneficiario. Lo sportello è aperto dal 21 settembre 2026 al 12 ottobre 2026: le finestre temporali sono strette, quindi vale la pena prepararsi per tempo.
In sintesi: CCIAA Bologna Energia Rinnovabile 2026 in 30 secondi
- Cosa è: Contributo a fondo perduto per installare impianti fotovoltaici, micro o mini eolici, collettori solari e impianti di microcogenerazione presso la sede aziendale.
- Per chi: Micro, piccole e medie imprese con sede legale e/o unità locale operativa nella Città Metropolitana di Bologna, iscritte al registro imprese CCIAA Bologna e in regola con il diritto annuale.
- Quanto: Da 4.000€ a 20.000€ a fondo perduto, fino al 50% della spesa ammessa. Dotazione complessiva: 300.000€.
- Quando: Domande dal 21 settembre 2026 al 12 ottobre 2026.
- Come: Presentazione domanda tramite la Camera di Commercio di Bologna, secondo le modalità previste dal bando ufficiale.
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300.000€Dotazione totale
20.000€Contributo massimo
50%Copertura spesa ammessa
Cos’è il bando e come funziona
Il bando della CCIAA di Bologna assegna contributi a fondo perduto alle MPMI per interventi finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e al miglioramento dell’efficienza energetica. L’obiettivo dichiarato è aumentare la quota di energia pulita prodotta direttamente in azienda, riducendo la dipendenza dalla rete e i costi energetici nel lungo periodo.
Gli interventi ammessi riguardano l’installazione di impianti posizionati sui tetti, sulle coperture o nelle pertinenze degli immobili in cui si svolge l’attività aziendale, a condizione che la sede o l’unità locale sia ubicata nel territorio della Città Metropolitana di Bologna. La misura rientra nello scopo di transizione ecologica e si inserisce nel quadro degli incentivi camerali 2026 per la sostenibilità delle imprese locali.
Tipologie di intervento ammesse
Il bando finanzia le seguenti categorie di intervento:
- Installazione di impianti fotovoltaici (eventualmente combinati a sistemi di accumulo).
- Installazione di impianti micro e mini eolici (eventualmente combinati a sistemi di accumulo).
- Installazione di collettori solari termici.
- Installazione di impianti di microcogenerazione in sostituzione di caldaie tradizionali.
Consiglio operativo. La combinazione di impianto fotovoltaico con sistema di accumulo è una delle soluzioni più diffuse e può massimizzare l’autoconsumo aziendale. Se stai valutando più tecnologie, verifica con un tecnico abilitato quale configurazione ottimizza il rapporto tra spesa ammissibile e risparmio energetico effettivo.
Requisiti per accedere al contributo
Requisiti soggettivi (chi può fare domanda)
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese che rispettano contemporaneamente le seguenti condizioni:
- Sede legale e/o unità locale operativa nell’area della Città Metropolitana di Bologna.
- Regolare iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio di Bologna.
- Essere in regola con il versamento del diritto annuale camerale.
- Contratto di fornitura di energia elettrica per usi non domestici, con codice POD associato all’immobile in cui si installa l’impianto.
- Regolarità contributiva (DURC) e rispetto delle norme su salute e sicurezza sul lavoro.
- Nessun altro aiuto pubblico richiesto o ricevuto per le stesse spese ammissibili.
Le dimensioni ammesse sono: microimpresa, piccola impresa e media impresa, secondo le definizioni UE in materia di PMI.
Il bando richiama poi l’art. 9 del D.Lgs. 184/2025, il Codice degli Incentivi, che preclude sempre l’accesso in caso di cause antimafia, sanzioni interdittive, condanne dei legali rappresentanti, irregolarità contributive, operazioni di delocalizzazione e mancata stipula della polizza contro le calamità naturali e gli eventi catastrofali prevista dall’articolo 1, comma 101, della legge 213/2023, salvo esenzioni o proroghe vigenti alla data della domanda.
Attenzione, la regola di rotazione esclude chi ha già ricevuto il contributo. Le imprese che hanno ottenuto contributi sui bandi camerali per impianti fotovoltaici o eolici del 2023, 2024 o 2025 non possono presentare domanda per il 2026: la domanda viene dichiarata irricevibile, senza analisi di merito. Lo stesso vale per le imprese che hanno sede, unità locale o POD coincidenti con quelli di un’altra impresa già beneficiaria in quegli anni, e le imprese collegate o controllate possono presentare una sola domanda: se ne arrivano più di una, viene valutata solo la prima in ordine cronologico.
La diagnosi energetica è obbligatoria
Alla domanda va allegata una diagnosi energetica redatta da un tecnico abilitato secondo la norma UNI CEI EN 16247, in linea con le linee guida ENEA per le PMI, che attesti anche la percentuale minima di autoconsumo del 70% dell’energia prodotta. È la diagnosi a reggere due passaggi del bando: senza quella soglia l’impianto non è finanziabile, e collettori solari termici e microcogeneratori sono ammessi solo se sono indicati come intervento nella diagnosi stessa.
Requisiti territoriali
L’impresa deve avere una sede o un’unità locale operativa nel territorio della Città Metropolitana di Bologna. Gli impianti oggetto del contributo devono essere installati in immobili ubicati in questa area geografica e identificati come sede o unità locale dell’attività aziendale.
Requisiti sull’attività
Il bando è aperto alle imprese di qualunque settore economico, con quattro esclusioni esplicite legate all’attività prevalente: pesca e acquacoltura, produzione di energia elettrica (ATECO 2025 35.11.00 e 35.12.00), attività immobiliari (68.1, 68.2, 68.3) e lotterie, scommesse e case da gioco (92.0). Conta il codice dell’attività prevalente, non quelli secondari.
Attenzione. La regolarità con il versamento del diritto annuale camerale è un requisito di ammissibilità. Verifica la tua posizione prima di presentare domanda: un’irregolarità su questo punto comporta l’esclusione automatica.
Priorità nell’assegnazione dei contributi
In caso di domande ammissibili superiori alla dotazione disponibile, il bando prevede criteri di priorità. Vengono favorite:
- Imprese femminili.
- Imprese giovanili.
- Imprese in possesso del rating di legalità.
- Imprese in possesso della certificazione di parità di genere.
Se la tua impresa rientra in una o più di queste categorie, hai un vantaggio competitivo nell’accesso al contributo. Vale la pena documentarlo con cura in fase di domanda.
Consiglio operativo. Se la tua impresa è femminile o giovanile ma non ha ancora il rating di legalità, considera che ottenerlo può essere utile anche per altri bandi camerali e nazionali. Il rating è rilasciato dall’AGCM ed è gratuito per le imprese che ne fanno richiesta.
Quanto si ottiene: importi e percentuali
Il contributo a fondo perduto copre fino al 50% della spesa ammessa. Gli importi previsti sono:
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Contributo minimo | 4.000€ |
| Contributo massimo | 20.000€ |
| Percentuale di copertura | Fino al 50% della spesa ammessa |
| Dotazione totale del bando | 300.000€ |
| Forma dell’agevolazione | Contributo a fondo perduto |
Tre scenari di calcolo esemplificativi
Investimento medio (8.000€ di spesa)
Con una spesa ammessa di 8.000€, il contributo a fondo perduto al 50% è pari a 4.000€ (importo minimo erogabile).
Investimento elevato (40.000€ di spesa)
Con una spesa ammessa di 40.000€ o superiore, il contributo raggiunge il tetto massimo di 20.000€ a fondo perduto.
Attenzione. Il contributo minimo erogabile è 4.000€. Domande che genererebbero un contributo inferiore a questa soglia non sono ammissibili. Pianifica l’investimento di conseguenza: la spesa ammessa deve essere almeno pari a 8.000€ per raggiungere il contributo minimo.
Come presentare domanda
Le domande si presentano dalle ore 11:00 del 21 settembre 2026 alle ore 13:00 del 12 ottobre 2026, esclusivamente in via telematica sulla piattaforma Restart di Infocamere, con firma digitale del legale rappresentante e imposta di bollo da 16 euro assolta con PagoPA. Sono ammesse le spese sostenute dal 1° gennaio 2026 alla data di invio della domanda e quelle che l’impresa prevede di sostenere entro il 30 settembre 2027, allegando preventivi o contratti già firmati; entro la stessa data del 30 settembre 2027 va trasmessa la rendicontazione. Il sistema di accumulo è ammesso entro il 20% delle spese dell’impianto principale e le spese tecniche entro il 20% del progetto. Di seguito i passi principali per prepararsi:
- Verifica i requisiti di ammissibilità: Controlla la tua dimensione aziendale, la regolarità camerale e il codice ATECO rispetto all’elenco del bando.
- Fai fare la diagnosi energetica: serve una diagnosi UNI CEI EN 16247 redatta da un tecnico abilitato, che indichi l’intervento e attesti un autoconsumo di almeno il 70% dell’energia prodotta. È il documento che richiede più tempo e senza il quale la domanda non sta in piedi.
- Prepara la documentazione: Raccoglie visura camerale aggiornata, documentazione sull’eventuale qualifica di impresa femminile, giovanile, rating di legalità o certificazione di parità di genere.
- Presenta la domanda su Restart: il modello si scarica al termine della compilazione su restart.infocamere.it, si firma digitalmente e si invia con gli allegati (diagnosi energetica, preventivi o fatture, dichiarazioni sostitutive) entro le ore 13:00 del 12 ottobre 2026. Le istruzioni operative sono sulla pagina camerale del bando.
Consiglio operativo. La finestra di presentazione delle domande dura meno di un mese (dal 21 settembre al 12 ottobre 2026). Non aspettare gli ultimi giorni per raccogliere la documentazione: i sistemi camerali online possono andare in sovraccarico nelle ultime ore prima della scadenza.
Cumulabilità con altri incentivi
Il contributo è concesso in regime de minimis (Regolamento UE 2023/2831) e il plafond va verificato a ritroso sui tre anni precedenti, sull’impresa unica. Attenzione al punto più stringente: fra i requisiti di ammissibilità il bando chiede di non aver richiesto né ricevuto altri aiuti pubblici per le medesime spese ammissibili. Chi conta di mettere lo stesso impianto anche su un’altra agevolazione deve scegliere prima, non dopo.
Per chi opera in Emilia-Romagna e vuole esplorare ulteriori opportunità di finanziamento, segnaliamo anche i contributi per il commercio equo e solidale in Emilia-Romagna 2027-2028, un’altra misura regionale orientata alla sostenibilità economica e ambientale.
Errori comuni da evitare
- Non verificare la regolarità del diritto annuale camerale prima di presentare domanda: è causa di esclusione automatica.
- Presentare un investimento sotto soglia: se la spesa ammessa è inferiore a 8.000€, il contributo risultante sarebbe sotto il minimo di 4.000€ e la domanda non è ammissibile.
- Installare impianti in immobili non riconducibili alla sede o unità locale: il bando finanzia solo interventi negli immobili in cui si svolge l’attività aziendale, ubicati nel territorio della Città Metropolitana di Bologna.
- Non documentare la qualifica prioritaria (impresa femminile, giovanile, rating di legalità, certificazione di parità di genere): perdere la priorità può fare la differenza in caso di domande superiori alla dotazione.
- Aspettare troppo per preparare la documentazione tecnica: la finestra di domanda è breve (meno di un mese). Un preventivo tecnico richiede tempo e deve essere pronto prima dell’apertura dello sportello.
- Non verificare il codice ATECO dell’attività prevalente: produzione di energia elettrica, attività immobiliari, gioco d’azzardo, pesca e acquacoltura sono fuori.
- Ripresentare domanda dopo un contributo camerale 2023, 2024 o 2025 sugli stessi bandi fotovoltaico ed eolico: la regola di rotazione rende la domanda irricevibile, e vale anche per chi condivide sede, unità locale o POD con un’impresa già beneficiaria.
- Presentare senza diagnosi energetica o con una diagnosi che non attesta il 70% di autoconsumo: è un allegato obbligatorio, non un documento di supporto.
Bandi simili per la transizione energetica delle imprese
Se operi in altre province o regioni, o se stai cercando strumenti complementari per la doppia transizione digitale e verde, puoi consultare alcune guide che abbiamo già pubblicato:
Domande frequenti (FAQ)
Chi può presentare domanda al bando CCIAA Bologna energia rinnovabile 2026?
Possono fare domanda le micro, piccole e medie imprese con sede legale e/o unità locale operativa nella Città Metropolitana di Bologna, regolarmente iscritte al registro delle imprese della Camera di Commercio di Bologna e in regola con il versamento del diritto annuale.
Qual è l’importo massimo del contributo?
Il contributo massimo erogabile è di 20.000€ a fondo perduto, pari al 50% della spesa ammessa.
Qual è l’importo minimo del contributo?
Il contributo minimo è di 4.000€. Questo significa che la spesa ammessa deve essere almeno pari a 8.000€ per accedere al contributo.
Quali impianti sono finanziabili?
Il bando finanzia l’installazione di impianti fotovoltaici, micro e mini eolici (anche con sistemi di accumulo), collettori solari e impianti di microcogenerazione in sostituzione di caldaie tradizionali. Gli impianti devono essere installati sui tetti, sulle coperture o nelle pertinenze degli immobili in cui si svolge l’attività aziendale.
Quando si possono presentare le domande?
Lo sportello è aperto dal 21 settembre 2026 al 12 ottobre 2026.
Qual è la dotazione complessiva del bando?
La dotazione totale del bando è di 300.000€.
Ci sono categorie di imprese favorite nell’assegnazione?
Sì. I contributi sono assegnati prioritariamente alle imprese femminili, giovanili, a quelle in possesso del rating di legalità e alle imprese con certificazione di parità di genere.
Un’impresa con sede fuori Bologna ma con un’unità locale in città metropolitana può fare domanda?
Sì, a condizione che l’unità locale operativa sia ubicata nel territorio della Città Metropolitana di Bologna e l’impresa sia iscritta al registro delle imprese della Camera di Commercio di Bologna.
L’impianto deve essere installato prima o dopo la domanda?
Sono ammesse sia le spese già sostenute dal 1° gennaio 2026 fino alla data di invio della domanda, sia quelle che l’impresa prevede di sostenere entro il 30 settembre 2027, in questo caso allegando preventivi o contratti già stipulati. Chi ha fatto l’impianto nei primi mesi del 2026 rientra, purché fattura e pagamento siano di quest’anno.
Il contributo è cumulabile con il Conto Energia o altri incentivi nazionali per il fotovoltaico?
No sulle stesse spese: fra i requisiti di ammissibilità c’è la dichiarazione di non aver richiesto né ricevuto altri aiuti pubblici per le medesime spese ammissibili del bando. Il contributo è in de minimis, quindi rileva anche il plafond già utilizzato negli ultimi tre anni.
Quali settori sono ammessi?
L’elenco dei codici ATECO 2025 ammessi è molto ampio e include la maggior parte dei settori produttivi, commerciali e di servizi. Verifica il tuo codice specifico nel testo integrale del bando.
Cosa succede se le domande superano la dotazione disponibile?
Il bando prevede criteri di priorità a favore di imprese femminili, giovanili, con rating di legalità o certificazione di parità di genere. In assenza di tali qualifiche, l’ordine di ammissione potrebbe seguire altri criteri definiti nel regolamento: consulta il testo ufficiale per i dettagli.
Come si presenta la domanda?
Solo in via telematica sulla piattaforma Restart di Infocamere, dalle 11:00 del 21 settembre alle 13:00 del 12 ottobre 2026, con firma digitale e bollo da 16 euro assolto tramite PagoPA. Gli allegati obbligatori comprendono la diagnosi energetica UNI CEI EN 16247, i preventivi o le fatture e le dichiarazioni sostitutive. Le istruzioni sono sulla pagina camerale del bando.
Come procedere
Se la tua impresa è una MPMI con sede o unità locale nella Città Metropolitana di Bologna e stai pianificando investimenti in fotovoltaico, solare termico, micro eolico o microcogenerazione, questo bando rappresenta un’opportunità concreta per ottenere fino a 20.000€ a fondo perduto. Ecco i passi immediati:
- Verifica la regolarità camerale e il pagamento del diritto annuale.
- Fai preparare un preventivo tecnico da un professionista abilitato.
- Controlla se la tua impresa ha requisiti di priorità (femminile, giovanile, rating di legalità, parità di genere).
- Prepara tutta la documentazione entro il 21 settembre 2026.
- Presenta la domanda entro il 12 ottobre 2026.
Vuoi verificare se la tua impresa rientra nei requisiti e massimizzare le possibilità di ottenere il contributo? Compila il form in alto alla pagina: ti ricontattiamo per una valutazione dedicata.
Fonte ufficiale: CCIAA Bologna – Contributi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e per il miglioramento dell’efficienza energetica delle imprese – Anno 2026 – Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna – Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
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