I dati record della svolta dell’esecutivo Meloni: stipendi più alti agli insegnanti (+412€) e addio al test di Medicina per gli studenti. Abbandono scolastico a -7,3% e investimenti record su istruzione, atenei e ricerca
Scuola, l’azione di governo sui settori dell’Istruzione e dell’Università traccia un bilancio d’eccezione, confermando una visione strategica incentrata su merito, dignità dei docenti e sostegno concreto a disagio e talenti, con un occhio puntato su bullismo tra giovani e aggressioni agli insegnanti. E dalle aule scolastiche agli atenei, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni segna un cambio di passo storico.
Scuola, il governo segna il passo: stipendi più alti e centralità del merito
Dopo anni di immobilismo, il rinnovo dei contratti nella Pubblica Amministrazione garantisce risorse fresche al personale scolastico. Per i docenti si stima un incremento netto medio mensile cumulato fino a +412 euro entro il 2027, grazie a due rinnovi in 18 mesi. Un percorso di valorizzazione che passa anche dal rigore: il ripristino del voto in condotta restituisce autorevolezza alla figura del docente e responsabilizza i ragazzi, affiancandosi alle riforme della formazione tecnico-professionale, al rilancio degli Its Academy (1,35 miliardi stanziati) e alla nascita del Liceo del Made in Italy.
Crollo dell’abbandono scolastico: Italia prima della Germania
E ancora. Il dato più clamoroso riguarda la dispersione scolastica. Nel 2022 l’abbandono era all’11,5%. Oggi è crollato al 7,3%. L’Italia supera con anni di anticipo il target dell’Unione Europea fissato al 9% entro il 2030, staccando nettamente nazioni come Germania (13,1%) e Spagna (12,8%). Un risultato frutto di politiche mirate e di un forte impegno sul contrasto al bullismo (28,5 milioni destinati) e sulla tutela della figura dell’insegnante, supportata da norme severe come l’arresto in flagranza per gli aggressori del personale.
E allora vediamo, nel dettaglio di interventi e numeri – e per quanto riassunti in una scheda brevemente riepilogativa – i segnali dell’allarme lasciato sul tavolo dai precedenti governi, e raccolti e presi in carico dall’esecutivo alla guida del Paese. Non solo numeri e cifre, ma il tratto segnato a caratteri cubitali di una “rivoluzione gentile” attuata con la cifra dell’emergenza, della innovazione necessaria, dello sblocco dello stallo (amministrativo ed economico), imprescindibile.
La scheda riepilogativa dei passi avanti e della fine dello stallo
1) Contratti sbloccati e stipendi più alti: finalmente, grazie al governo Meloni, vengono rinnovati i contratti nei principali comparti della pubblica amministrazione. Ossia: stipendi più alti per i docenti entro il 2027. Incremento netto medio mensile cumulato, grazie ai due rinnovi degli ultimi 18 mesi, fin dai primi livelli e a salire per tutto il comparto +200 € per i docenti (+395€ per l’intero comparto), incremento medio mensile cumulato grazie a tre rinnovi consecutivi (2022-2026).
2) La scuola del Merito. Riforma dell’esame di maturità e della formazione tecnico professionale. Creazione del Liceo del Made in
Italy. 1,35 miliardi stanziati per gli Its Academy. 2,1 mld per la digitalizzazione degli ambienti didattici. E il governo sottolinea e rilancia: stiamo ricostruendo una scuola
che offra ai giovani una formazione di alto livello, competenze, opportunità e valori. Pertanto, con il ripristino del voto in condotta si responsabilizzano i ragazzi e si restituisce autorevolezza ai docenti.
3) Superati gli obiettivi Ue sull’abbandono scolastico. Nel 2022 l’abbandono scolastico era all’11,5%: oggi grazie al lavoro del governo Meloni è sceso al 7,3%. Siamo davanti a Spagna (12,8%) e Germania (13,1%). E abbiamo superato, con anni di anticipo, l’obiettivo Ue del 9% per il 2030.
4) La cultura del rispetto. 28,5 milioni di euro per combattere bullismo e cyberbullismo. Stop all’educazione sessuale nelle scuole dell’infanzia e primaria: alle medie e al liceo per i progetti su sessualità e affettività sarà obbligatorio il consenso informato dei genitori. Introdotto l’arresto obbligatorio in flagranza per chi aggredisce docenti e personale scolastico.
5) stanziamenti record per Università e Ricerca. Incrementato di 25,6 milioni rispetto al 2025 il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), il principale strumento di finanziamento delle università pubbliche, che nel 2026 ammonta complessivamente a 9,4 miliardi, in crescita del 26% rispetto al 2019. Più risorse per l’Università significano didattica di qualità. Sostegno alla ricerca. E maggiori opportunità per studenti, ricercatori e docenti.
Università e Ricerca: stanziameni record e stop ai test di Medicina
A questa pioggia di risorse si uniscono riforme strutturali di fondamentale importanza: stop al numero chiuso e ai test d’ingresso per l’accesso a Medicina. 8.000 posti in più dedicati alla formazione dei futuri medici. Oltre 1.000 giovani ricercatori già assunti nel biennio 2024-2025. 50 milioni di euro stanziati per favorire il rientro dei cervelli dall’estero. E investimenti nelle nuove tecnologie.
Scuola, Valditara: «Si parte con tutti i docenti in cattedra, oltre 37mila in ruolo e 56mila per sostegno»
Non solo, venendo a questi giorni in particolare, prima dell’avvio dell’Anno Scolastico 2026/2027, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha effettuato, entro il 31 agosto, tutte le immissioni in ruolo di docenti su posto comune, di sostegno e per l’insegnamento della Religione cattolica, per un totale di 37.430. Alla stessa data, lo scorso anno scolastico le immissioni in ruolo erano 29.685. Hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato anche le assunzioni effettuate dagli elenchi regionali, istituite per la prima volta quest’anno, con un’apposita norma. I posti non assegnati a ruolo riguardano, invece, insegnamenti le cui graduatorie si sono esaurite. Al 31 agosto è stata anche coperta la quasi totalità delle supplenze, pari a circa 118 mila posti. Inoltre, alla stessa data, sono stati confermati, su richiesta delle famiglie, ben 55.814 supplenti su posto di sostegno, quasi 10 mila in più rispetto al 2025/2026.
Tutti i docenti assunti a tempo indeterminato e determinato sono in servizio dal 1 settembre 2026. È stata effettuata inoltre l’immissione in ruolo di 342 Dirigenti scolastici sui posti vacanti nelle varie Regioni, anch’essi in servizio dal 1 settembre 2026. E sono in fase di conclusione anche le assunzioni di 12.284 unità di personale Ata. La tempistica delle operazioni, che ha consentito la presa di servizio di tutto il personale interessato già presso le scuole di destinazione, permette la piena partecipazione a tutte le attività di programmazione, coordinamento e formazione che si svolgono in questi giorni presso le istituzioni scolastiche. Pertanto, garantirà la presenza in classe di tutti i docenti fin dall’inizio delle lezioni.
Tra tradizione e innovazione, nel segno del rispetto
Tirando le somme, dunque, dalle retribuzioni alla lotta alla dispersione, dalle regolarizzazioni contrattuali al ritorno a un insegnamento che sia anche etico, civico e non semplicemente nozionistico, il governo ha fin qui dimostrato che rimettere al centro della nazione il valore del merito e della formazione non è più soltanto uno slogan. Ma una realtà fatta di fatti e interventi concreti, incontestabili.
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