Responsible Fintech Institute (Rfi) e Safeheron hanno lanciato un progetto pilota di crittografia post-quantistica che testerà un’infrastruttura resistente ai computer quantistici per wallet di asset digitali e trasferimenti onchain. All’iniziativa di sicurezza post-quantistica, annunciata dalla ong che collega la finanza tradizionale a quella decentralizzata e dalla piattaforma di custodia di cripto-attività, parteciperanno importanti banche e autorità di vigilanza e regolamentazione di diverse giurisdizioni, dall’Europa all’Asia.
L’obiettivo dell’attività è portare un’infrastruttura finanziaria quantum‑safe fuori dall’alveo teorico e dentro una sperimentazione operativa con istituzioni reali. Il tema della Pqc (post-quantum cryptography) è molto sentito a livello strategico, spinto dall’harvest now, decrypt later: la minaccia cyber che raccoglie dati sensibili cifrati oggi per decifrarli in futuro, quando arriveranno i quantum computer. Secondo le previsioni, il Q-Day — il giorno in cui i calcolatori quantistici saranno capaci di violare gli attuali sistemi di cifratura — è ormai vicino. Rfi e Safeheron sono tra i primi ad attivarsi nel mondo blockchain per sviluppare uno standard crittografico resistente ai quanti.
In questo articolo:
- Cosa prevede il pilot di crittografia post-quantistica per wallet crypto
- Harvest now, decrypt later: la post-quantum cryptography è un’urgenza
- Quali sono banche e autorità di regolamentazione partecipanti
- Un’infrastruttura quantum‑ready contro la minaccia quantistica
Cosa prevede il pilot di crittografia post-quantistica per wallet crypto
La piattaforma di intelligence di Responsible Fintech Institute e Safeheron sarà un’infrastruttura crittografica avanzata che applica la Pqc alle transazioni in asset digitali. Il progetto pilota prevede il coinvolgimento di istituzioni finanziarie e autorità regolatorie in un consorzio internazionale. Dal punto di vista tecnico, il protocollo di calcolo utilizzato sarà Mpc (multi-party computation), un metodo crittografico che sostituisce la chiave privata unica con un modello distribuito che divide il controllo tra più parti.
Il protocollo multi-parte messo a punto da Rfi e Safeheron supporterà Ml-Dsa-65, lo standard di firma digitale definito dal Nist (il National Institute of Standards and Technology) nello schema Fips 204. L’algoritmo di firma digitale post-quantistica sarà lo schema nativo del protocollo per i portafogli crypto. Le operazioni verranno condotte sulla testnet quantum-resistant di Near Protocol per la generazione di wallet e i trasferimenti onchain. In parallelo, il consorzio internazionale esaminerà temi di interoperabilità cross-border, resilienza operativa e governance.
Al termine della sperimentazione, è prevista la pubblicazione di un whitepaper con i risultati della ricerca e dei test, in modo che il mercato possa valutare i risultati ottenuti e adottare potenzialmente l’infrastruttura per la gestione del rischio. Safeheron ha inoltre confermato l’intenzione di rendere open source il codice della propria tecnologia Pqc, favorendo in questo modo la massima trasparenza, l’integrazione di informazioni provenienti da fonti aperte e il controllo indipendente sulla sicurezza.
Harvest now, decrypt later: la post-quantum cryptography è un’urgenza
Il sistema finanziario globale, in particolare il mondo blockchain, si sta preparando alla minaccia quantistica. La maggior parte dei meccanismi di crittografia su cui si fondano prodotti e servizi — dalle operazioni bancarie a quelle di exchange e piattaforme di trading — non sono stati progettati per resistere agli attacchi quantistici. La transizione richiede una pianificazione coordinata e strategie precise per sostenere la graduale migrazione verso nuove tecnologie di protezione.
Il passaggio si articolerà in due fasi: la prima è l’inventario di tutti gli asset crittografici; la seconda è il raggiungimento dell’agilità crittografica. Per raggiungere la resistenza al quantum, sono necessari il coordinamento internazionale, l’armonizzazione e la cooperazione tra le giurisdizioni e le entità finanziarie, l’allineamento agli standard in corso di evoluzione e una stretta collaborazione tra il settore privato e tutti gli altri attori coinvolti.
Autorità nazionali, enti regolatori e agenzie di cybersicurezza evidenziano da tempo la necessità di organizzare con anticipo questo cambiamento. Il Responsible Fintech Institute ha sede a Singapore, dove la Mas (la Banca centrale dello stato asiatico) ha lanciato insieme all’Association of Banks una task force dedicata ai rischi informatici legati al calcolo quantistico e all’intelligenza artificiale. Ha fatto lo stesso l’Hkma (la Banca centrale di Hong Kong) integrando la quantum readiness nella strategia fintech 2030: il pieno adeguamento post-quantistico è fissato entro il 2030.
Quali sono banche e autorità di regolamentazione partecipanti
Safeheron fornirà la tecnologia e l’ingegneristica del progetto pilota, mentre Rfi coordinerà la governance e il dialogo tra gli enti di regolamentazione finanziaria coinvolti. Tra le authority che partecipano all’iniziativa figurano l’Abu Dhabi Global Market (Adgm), il Gelephu Financial Services Office del Bhutan (Gfso) e la Malta Financial Services Authority (Mfsa); tra gli istituti finanziari spiccano la crypto banca portoghese Bison Bank e la digital-first bank bhutanese Dk Bank.
Nella fase iniziale, i regolatori parteciperanno in qualità di osservatori; in quella successiva, saranno coinvolti più attivamente in un gruppo di lavoro concentrato sulla governance. Il progetto è aperto a tutte le altre istituzioni interessate e prevede un sistema di partecipazione Mpc non-custodial 2-of-2, ovvero un modello che divide la chiave privata di ogni wallet in due parti crittografiche: entrambe le quote devono cooperare per firmare una transazione. Questo sistema è stato pensato per limitare il carico operativo sulle istituzioni partecipanti, pur mantenendo il controllo delle chiavi crittografiche in capo alle banche.
Un’infrastruttura quantum‑ready contro la minaccia quantistica
Nessun singolo attore — banca, ente regolatore o fornitore tecnologico — può affrontare da solo la transizione verso standard quantum-safe: è quanto sostiene in una nota Chia Hock Lai, chairman del Responsible Fintech Institute. Il traguardo dell’istituto è costruire “un riferimento comune in termini di compliance e sicurezza su cui l’intero settore può poggiare — e uno standard che tutti noi abbiamo contribuito a scrivere”.
Jag Foo, il responsabile della sicurezza di Safeheron, pone invece attenzione al ruolo dell’intelligenza artificiale che “sta accelerando il ritmo del cambiamento e probabilmente avvicina la minaccia quantistica alla realtà”. Sul fronte bancario e regolatorio, i rappresentanti di Bison Bank, Gfso e Mfsa sottolineano l’importanza di un approccio collaborativo e di un coinvolgimento immediato di banche e autorità di vigilanza.
Nella roadmap pubblicata dal G7 Cyber Expert Group (Ceg) all’inizio del 2026, il gruppo ha confermato il 2035 come data per la migrazione dei sistemi governativi e del settore finanziario privato alla crittografia quantum-safe. Per i sistemi più critici e complessi, l’organizzazione ha suggerito di anticipare la finestra al 2030-2032 per affrontare al meglio l’arrivo di computer quantistici avanzati (i Crqc, cryptographically relevant quantum computer) in grado di violare i protocolli crittografici oggi in uso. Google si è sbilanciato a rispettare una data ancora più vicina: in vista del Q-Day, ha annunciato che completerà la migrazione alla crittografia post-quantistica entro il 2029.
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