Il bollo auto cambia profondamente. Con il D.Lgs. 147/2026, che attua la riforma del federalismo fiscale regionale, il governo ha rivisto scadenze, modalità di pagamento e regole per esenzioni e sanzioni. Per i possessori di automobili o ciclomotori, infatti, sono in arrivo nuove regole che impattano direttamente sulle scadenze e il calcolo del bollo. Tra il 2027 e il 2028 si completerà il nuovo quadro normativo.

Cos’è il bollo auto e come si calcola

Il bollo auto — tecnicamente “tassa automobilistica” — è un tributo regionale che ogni proprietario di veicolo deve versare annualmente per poter circolare su strada. Non è collegato ai chilometri percorsi, né all’utilizzo effettivo del mezzo: si paga per il semplice fatto di essere intestatari di un veicolo.

La formula di calcolo è: kW del motore × tariffa della classe emissioni (Euro). Trattandosi di un tributo regionale, la tariffa applicata varia da Regione a Regione: le differenze possono essere anche sensibili, con alcune Regioni che applicano maggiorazioni o sconti rispetto ai valori base nazionali. In ogni caso, per conoscere esattamente l’importo del proprio bollo è possibile fruire del servizio di calcolo ACI sul sito aci.it, inserendo targa o dati del veicolo.

Le Novità della riforma fiscale

La riforma, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, persegue tre obiettivi dichiarati: semplificare la riscossione, ridurre l’evasione fiscale e incentivare il rinnovo del parco circolante italiano — tra i più vecchi d’Europa. Ecco i cambiamenti più rilevanti.

Stop alla rateizzazione per i nuovi veicoli

Per tutti i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2026 viene eliminata la possibilità di pagare il bollo in modo frazionato (rate mensili, trimestrali o semestrali). Il pagamento diventa unico, annuale e in un’unica soluzione. Nessun impatto, invece, per i veicoli già immatricolati prima di quella data: per loro le regole precedenti rimangono in vigore.

Scadenze personalizzate legate al mese di immatricolazione

Per i nuovi veicoli entra in vigore anche un sistema di scadenze “personalizzate”. Il primo bollo deve essere versato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Da quel momento la scadenza si ripete ogni anno nello stesso mese: se hai immatricolato la tua auto ad aprile 2026, pagherai sempre entro il 31 maggio di ogni anno successivo.

La Regione competente si determina dalla residenza del proprietario

Dal 12 agosto 2026 la Regione a cui versare il bollo viene individuata sulla base della residenza anagrafica del proprietario del veicolo, e non più in base alla targa. Questo significa che chi si trasferisce di Regione non dovrà più attendere il rinnovo della targa per pagare il bollo alla nuova Regione di residenza.

Scadenze bollo auto 2026

Tra le novità più rilevanti per il bollo auto, ci sono quelle che riguardano le tempistiche e le modalità di pagamento. A seconda dei casi, infatti, cambiano i termini per il versamento del bollo.

Auto immatricolate prima del 1° gennaio 2026

Per i veicoli già in circolazione non cambia il meccanismo di base: il bollo scade entro la fine del mese successivo all’ultimo pagamento effettuato. Se l’anno scorso hai pagato a marzo, la scadenza 2026 rimane ad aprile.

Auto immatricolate dal 1° gennaio 2026

Come spiegato sopra, la scadenza è legata al mese di immatricolazione e si ripete annualmente. Esempio:

  • Immatricolazione gennaio 2026 → primo pagamento entro il 28 febbraio 2026, poi ogni anno entro il 28/29 febbraio
  • Immatricolazione giugno 2026 → primo pagamento entro il 31 luglio 2026, poi ogni anno entro il 31 luglio
  • Immatricolazione novembre 2026 → primo pagamento entro il 31 dicembre 2026, poi ogni anno entro il 31 dicembre

Esenzioni e riduzioni

Per quanto riguarda il quadro normativo delle riduzioni o esenzioni, la nuova riforma interviene per regolare la tassa sul possesso di veicoli non solo storici o elettrici.

Auto storiche

Esenzione totale per i veicoli con più di 30 anni di anzianità iscritti a un registro storico riconosciuto.

Riduzione del 50% per i veicoli con più di 20 anni (con alcune variazioni regionali: verificare le disposizioni della propria Regione).

Auto elettriche

Le auto elettriche godono di esenzione dal bollo per i primi 5 anni dalla prima immatricolazione (livello nazionale). Alcune Regioni prevedono l’esenzione perpetua: tra queste Lombardia, Piemonte e Toscana. Controlla la normativa della tua Regione per sapere esattamente quanto dura il beneficio.

Persone con disabilità

I titolari di handicap grave ai sensi della Legge 104/1992 hanno diritto all’esenzione per un veicolo di cilindrata non superiore a 2.000 cc (benzina/GPL) o 2.800 cc (diesel), adattato o meno. L’agevolazione vale anche per il familiare che ha il disabile fiscalmente a carico.

Bollo e fermo amministrativo

La riforma chiarisce un punto spesso controverso: il bollo si paga anche se sul veicolo è in corso un fermo amministrativo. L’obbligo di versamento non viene meno per effetto del fermo.

Agevolazioni regionali

La riforma consente alle Regioni di introdurre sconti fino al 20% per i contribuenti che scelgono l’addebito diretto sul conto corrente (domiciliazione bancaria). Non tutte le Regioni hanno già adottato questa misura: tieni d’occhio il sito della tua Regione di residenza per verificare se e quando sarà disponibile.

Sempre sul fronte regionale, viene introdotta la possibilità di rateizzare i debiti bollo pregressi fino a un massimo di 72 rate mensili, per agevolare la regolarizzazione di posizioni arretrate.

Sanzioni per il mancato pagamento

Chi non paga il bollo entro la scadenza può regolarizzarsi con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta proporzionale al ritardo:

  • Entro 14 giorni dalla scadenza: sanzione dell’1,5%
  • Da 15 a 30 giorni: sanzione dell’1,67%
  • Da 31 a 90 giorni: sanzione del 3,75%
  • Da 91 giorni a 1 anno: sanzione del 5%
  • Oltre 1 anno: sanzione base del 25% + interessi legali (fissati all’1,60% annuo dal 1° gennaio 2026)

Se non ci si regolarizza, la Regione può iscrivere il debito a ruolo, emettere cartella esattoriale e, nei casi più gravi, disporre il fermo amministrativo del veicolo. Il bollo auto si prescrive in 3 anni. Il termine parte dal 1° gennaio dell’anno successivo alla scadenza e si compie il 31 dicembre del terzo anno. Esempio: se il bollo è scaduto ad aprile 2026, la prescrizione interviene il 31 dicembre 2029.

Novità per il noleggio a lungo termine dal 2027

Una novità importante riguarda chi utilizza un’auto in noleggio a lungo termine. Dal 1° gennaio 2027 l’obbligo di pagare il bollo passa dalla società di noleggio all’utilizzatore del veicolo, identificato dal contratto annotato al PRA (Pubblico Registro Automobilistico). L’utilizzatore sarà responsabile del pagamento per tutta la durata del contratto.

Chi ha o sta per sottoscrivere un contratto di NLT dovrà quindi tenere conto di questo costo aggiuntivo nella valutazione complessiva dell’operazione.


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 Flavio Di Stefano

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