La Via Mercatorum è un’antica rete di sentieri e mulattiere che collegava la città di Bergamo alla Val Brembana e alla Valtellina, passando attraverso la Val Seriana. Si tratta di un intreccio di percorsi montani battuti per secoli da mercanti, pastori e viandanti, sviluppati su circa 40-80 chilometri di tracciato tra borghi medievali, boschi e valichi orobici.
Il nome stesso racconta tutto: dal latino mercatorum, ovvero “dei mercanti”. Questa via rappresentava durante il Medioevo il principale collegamento commerciale tra Bergamo, le comunità alpine e il centro Europa. Oggi è un cammino escursionistico riscoperto e segnalato: ecco allora cos’è la Via Mercatorum e come percorrerla.
La storia della Via Mercatorum
Per capire davvero la Via Mercatorum bisogna immaginare un’epoca in cui l’imbocco della Val Brembana era impraticabile. Le rupi a strapiombo sul fiume Brembo, in località Botta e Sedrina, rendevano impossibile il passaggio diretto dal fondovalle.
Per questo, invece di seguire il corso del Brembo, i mercanti salivano dalla Val Seriana per poi scavalcare i rilievi e raggiungere la Val Brembana dall’alto. La tradizione racconta di una via già battuta da pastori transumanti ben prima che i mercanti ne facessero la propria arteria commerciale. Un atto notarile del 1445, il cosiddetto Calcato di Nembro, cita due strade dirette a Serina passanti per la frazione Lonno — a conferma che il tracciato era già consolidato e riconosciuto nel XV secolo.
Durante il Medioevo la Via Mercatorum divenne la strada privilegiata per i commerci tra Bergamo e i territori del nord. Lungo il suo percorso fiorivano mercati, osterie e locande. Centri come Dossena, importante per le sue miniere e sede della prima pieve battesimale della Val Brembana, e Cornello dei Tasso, sede dell’unico mercato della media valle fino alla metà del Quattrocento, devono la propria ricchezza proprio a questa rete viaria.
Il declino della Via Mercatorum iniziò alla fine del XVI secolo, quando la Repubblica di Venezia commissionò la costruzione di una strada di fondovalle più diretta: la Via Priula.
Quali sono le tappe della Via Mercatorum
Il cammino completo della Via Mercatorum si snoda per circa 40 chilometri (che diventano oltre 80 con le varianti e le prosecuzioni verso i valichi orobici) con un dislivello complessivo di circa 2.000-2.500 metri. Il percorso ufficiale è suddiviso in 11 settori, ma generalmente viene proposto, per gli escursionisti, in tre tappe principali:
- Tappa 1 — da Nembro a Selvino (circa 3 ore di cammino): si parte dal centro di Nembro in Val Seriana, seguendo il segnavia CAI 535. Il sentiero sale attraverso la mulattiera delle “15 Tribuline”, con affreschi sacri lungo il percorso, e tocca le frazioni di Lonno e Salmezza fino a raggiungere il Santuario del Perello e l’altopiano di Selvino, punto di ingresso storico alla Via Mercatorum.
- Tappa 2 — da Selvino a Serina (circa 2 ore e 45 minuti): da Selvino si prosegue con due possibili varianti. La variante alta passa per Aviatico, la frazione Trafficanti, Nespello e Cornalba. La variante bassa, più antica, scende invece verso Rigosa, Algua, Pagliaro e Frerola prima di risalire a Serina.
- Tappa 3 — da Serina a Cornello dei Tasso (circa 3 ore): l’ultima tappa attraversa il Passo della Crocetta e il territorio di Dossena, con le sue antiche miniere visitabili. Da qui si scende verso il fondovalle brembano, passando per le località di Bosco e Grumo, fino a raggiungere il magnifico borgo medievale di Cornello dei Tasso, tra i più belli in Italia.
Per chi vuole proseguire oltre Cornello, il tracciato continua verso Oneta (dove si trova la casa di Arlecchino), San Giovanni Bianco, Camerata Cornello, Lenna, Mezzoldo e infine i valichi del Passo di Verrobbio e del Passo San Marco, porta d’ingresso verso la Valtellina.
Che cos’è la Strada Priula
La Strada Priula (o Via Priula) è la strada cinquecentesca che sostituì progressivamente la Via Mercatorum come principale asse viario tra Bergamo e la Valtellina. Fu costruita tra il 1592 e il 1593 per volontà di Alvise Priuli, podestà veneziano di Bergamo, da cui prende il nome.
La Repubblica di Venezia, che governava Bergamo dal 1428, aveva bisogno di una via diretta per raggiungere i propri alleati nel Cantone dei Grigioni senza dover transitare attraverso il Ducato di Milano, allora sotto dominio spagnolo.
Il tracciato della Priula partiva da Porta San Lorenzo in Città Alta a Bergamo, risaliva la Val Brembana seguendo il corso del Brembo, toccava centri come Zogno e San Pellegrino, e raggiungeva il Passo San Marco prima di scendere in Valtellina verso Morbegno. Lungo il passo fu costruita la Cantoniera Ca’ San Marco, considerata uno dei più antichi rifugi alpini d’Europa, che offriva ospitalità e assistenza ai viandanti anche durante gli inverni.
Informazioni sulla Via Mercatorum e come arrivare
La Via Mercatorum è percorribile in ogni stagione dell’anno, a patto che non ci sia neve sul tracciato. I mesi migliori vanno da aprile a ottobre, quando le condizioni meteorologiche sono più favorevoli e le giornate sufficientemente lunghe. Il percorso è classificato con difficoltà T/E (turistico/escursionistico): non richiede attrezzatura tecnica, ma è necessario un buon allenamento a causa dei dislivelli importanti.
Il cammino parte tradizionalmente da Nembro, in Val Seriana, dove inizia la mulattiera segnalata con il segnavia CAI 535. Nembro si trova a circa 10 chilometri da Bergamo ed è facilmente raggiungibile in diversi modi.
- In auto, si percorre la SS 671 della Val Seriana fino all’uscita Nembro.
- Chi arriva in treno può scendere alla stazione di Bergamo e prendere l’autobus della linea SAB/ATB per Nembro (circa 20 minuti di tragitto).
- Dall’aeroporto di Orio al Serio, distante circa 15 chilometri, è possibile raggiungere Bergamo con il bus navetta e da lì proseguire verso la Val Seriana.
Per affrontare il percorso completo in tre giorni è consigliabile un’attrezzatura da media montagna: scarponi da trekking, zaino con almeno 30 litri di capienza, giacca impermeabile, borraccia e pranzo al sacco. Lungo il tracciato si trovano trattorie e agriturismi dove è possibile mangiare e, in alcuni casi, pernottare. Le strutture aderenti al progetto della Carta del Mercante sono segnalate e offrono il servizio di timbratura.
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Matteo Squillante
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