Stiamo raccontando ormai da qualche giorno la saga della famiglia Barbieri, incontrastata “padrona” del Castello di Sangineto e dell’Hotel delle Stelle con una miriade di società “scatole cinesi” sotto il controllo della “capa” Francesca Barbieri. Lei, figlia di don “Peppino”, ha progressivamente eliminato dalle stanze dei bottoni il fratello Giorgio Ottavio, che dal 2016 (operazione “Frontiera”) in poi è finito nel mirino della magistratura ed è stato clamorosamente scaricato dalla sorella imprenditrice.
Giorgio Ottavio Barbieri, prima della rovinosa caduta, è stato l’indiscusso deus ex machina degli appalti pilotati grazie alla ‘ndrangheta e specificatamente al clan Muto (con l’assenso dell’ormai defunto boss Lanzino) a Cosenza e provincia e al clan Piromalli per Reggio e provincia. Barbieri, dopo essere stato arrestato a gennaio del 2017 e scarcerato qualche mese dopo, è stato di nuovo fermato nel blitz del febbraio 2018 contro il riciclaggio, del quale il costruttore è uno degli indiscussi e massimi protagonisti, e nuovamente arrestato il 17 dicembre 2018 nell’ambito dell’inchiesta “Lande Desolate” che ha coinvolto anche il presidente della Regione Mario Oliverio.
Da Reggio Calabria sono affluiti molti documenti riguardanti l’inchiesta congiunta delle DDA di Reggio e Catanzaro che già il 19 gennaio 2017 aveva fatto luce su decine di appalti pubblici pilotati con l’arresto, tra gli altri, di Giorgio Ottavio Barbieri. Era stata scoperta una fitta rete di rapporti di carattere finanziario/economico, che legava un importante gruppo imprenditoriale cosentino (Barbieri) con gli esponenti di spicco di alcuni clan, quello dei “Muto” (operante sulla costa dell’alto Tirreno), quello bruzio “Lanzino – Ruà – Patitucci” e quello reggino dei “Piromalli”.
Nello specifico, seguendo gli spostamenti di un dipendente fidato dell’imprenditore intraneo alla cosca – Giorgio Ottavio Barbieri per l’appunto -, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Cosenza avevano ricostruito le dinamiche, le relazioni e gli accordi con gli altri gruppi criminali operanti sul territorio calabrese.
Grazie a questi solidi intrecci, 10 aziende riconducibili allo stesso imprenditore sono riuscite ad aggiudicarsi i più importanti appalti (costruzione e gestione) nella provincia di Cosenza nel triennio 2013/2015. Il valore complessivo degli appalti ammonta ad oltre 100.000.000 (100 MILIONI DI EURO!!!) derivanti dalla costruzione, riqualificazione e gestione venticinquennale (da qui il nome dell’operazione: 5 lustri) degli impianti e dei servizi annessi. Tra i cantieri interessati quello di piazza Fera/Bilotti a Cosenza, quello di Lorica e quello dell’aviosuperficie di Scalea.
Per questi motivi, appurata la connotazione “mafiosa” dell’imprenditore e delle imprese a lui facenti capo, la DDA di Catanzaro aveva disposto mirati provvedimenti cautelari reali puntando al sequestro dei cantieri sopracitati, delle 10 società coinvolte, dei relativi conti correnti, dei numerosissimi beni ad esse intestate: 38 immobili (ville, box, locali commerciali), 1 struttura alberghiera, munita di 144 camere e con annessa spiaggia, piscina, ristorante e impianti sportivi, 1 locale notturno (discoteca Il Castello appunto), 1 sala slot e videolottery, 5 automezzi. Il tutto per un valore di oltre 10 milioni.
Ma chi è Giorgio Ottavio Barbieri?

La verità è che Giorgio Ottavio Barbieri era un imprenditore megalomane, così “portato” politicamente che ha vinto appalti milionari come quelli di piazza Fera a Cosenza, della nuova funivia di Lorica e dell’aviosuperficie di Scalea per continuare con quelli di Reggio e provincia. Eppure, così tirchio (in fondo ha origini paterne… genovesi!) da dichiarare concordato preventivo per non pagare i debiti.
Barbieri aveva messo la sua sede legale a Sangineto, città dov’è nato la buonanima del padre Peppino e dove ha avuto le mani in pasta con icone della movida estiva come l’Hotel 5 Stelle e la discoteca “Il Castello” e quindi aveva chiesto (con la certezza di ottenerlo) il concordato al Tribunale di Paola. Ma poi le cose sono cambiate radicalmente. Il Tribunale di Paola, non avendo ricevuto un piano di concordato, ha dichiarato il fallimento della “Barbieri Costruzioni S. P. A.”, la società che aveva vinto un bel numero di appalti.
Giorgio Barbieri, tanto per capirci, è stato un vero e proprio “mammasantissima” degli appalti pubblici in Calabria. Una corazzata del cemento che ha sguazzato senza soluzione di continuità e che ha “ammaccato” milioni come se fossero noccioline prima di finire in galera.
Il suo primo referente è stato il presidente della Regione Oliverio. Se l’è lavorato ai fianchi per gli affari di Lorica e di Scalea, due vergogne per come dimostra la mole di documenti che certifica l’impossibilità di costruire su quei due siti. Eppure è riuscito ad ottenere entrambi gli appalti.
Ma Barbieri è stato anche e soprattutto un grande amico di Mario Occhiuto detto il cazzaro, che ha fatto di tutto, ma proprio di tutto, prima per fargli vincere l’appalto, inciuciando a Roma con il fido Clini, e poi per parargli il culo quando anche i bambini vedevano lo schifo che si consumava ogni giorno sul cantiere. Che Giorgio Barbieri sia attaccato a Cosenza, poi, non è affatto un mistero e, vista la sua grande potenza economica e di persuasione ha addirittura candidato qualcuno, a giugno 2016, per il suo amico Occhiuto. Il prescelto è stato Vincenzo Belmonte, per gli amici Cenzino, padre di Renata Belmonte in Barbieri. La moglie di Giorgio Barbieri.
Al mio paese, gente come Barbieri viene classificata come gente che vuole prendersi tutto: non solo piazza Fera, Lorica e Scalea ma addirittura le Terme Luigiane e pure il cimitero di Cosenza e magari anche il Cosenza Calcio come si vociferava in giro se non l’avessero fermato. E se poi, a fronte di tutto questo, un imprenditore ha anche la faccia di bronzo di chiedere il concordato, come minimo è un bancarottiere. Cioé uno che ha sottratto beni all’azienda per non pagare. E quindi anche un neofita avrebbe capito che c’era il dovere di aprire un’indagine su questo masnadiero.
Diciamo che abbiamo fatto appena in tempo prima che il malloppo sfuggisse. A Lorica è morto un operaio e Barbieri ha cercato di fregare e quindi di “vrusciare” come si dice a Cosenza – in parte riuscendoci – decine e decine di operai. Dietro alla pacchianata dell’inaugurazione di piazza Fera, si celava il dramma di numerose aziende (e di conseguenza famiglie) che non hanno ricevuto i compensi per i lavori svolti. L’arricchimento di pochi causa, come al solito, il dramma di molti e la complessa burocrazia italiana e la giustizia che punisce solo i deboli, contribuisce a rendere un’impresa quasi impossibile per i creditori recuperare il recuperabile. E a paraculi come Barbieri di arricchirsi alla faccia della povera gente.
Ma la pacchia è finita. Francesca Barbieri, che pure aveva beneficiato anche lei delle “gesta” del fratello, l’ha fatto fuori. Ormai non hanno più rapporti da allora: mamma sorella e cognato hanno preso subito le distanze… e lo hanno abbandonato al suo destino di bancarottiere comunque ricco e in grado di farsi una nuova vita: adesso per quello che si sa vive con moglie e figli al Circeo e farebbe il procuratore di calciatori… In fondo, ha finito per essere una pedina della sorella insieme a Massimo Longo.
Francesca gli ha fatto fare un anno di galera senza preoccuparsi di nulla, al punto che dal 2017 loro non hanno più rapporti e non si parlano più. A Sangineto queste cose si sanno e anche se Giorgio non è certo uno stinco di santo va difeso per come stanno andando adesso i fatti…
Il marito della “signora” Francesca Barbieri fa l’avvocato presso uno studio legale di fama internazionale e celebre dappertutto come la Bird&Bird – che non ha certo bisogno di presentazioni – e non solo le fa da legale (detto tra di noi: è lui che ha scritto quel delirante comunicato dopo l’omicidio di quel povero ragazzo) ma le fa anche da socio in tutte le nuove società delle quali avete ampiamente scritto l’altro giorno (insieme alla mamma, la signora Annamaria Bosco) perchè le vecchie le chiude quando le riempie di debiti…
A Sangineto tutti sanno che la “signora” Francesca Barbieri è piena di debiti con l’Agenzia delle Entrate e anche con il Comune di Sangineto e tutti sanno che non ha mai pagato – tanto per fare solo un esempio – né Imu né acqua …ma con nessuna società… Fanno la rateizzazioni, pagano la prima rata e poi ti saluto!!… ci sarebbe tanto da raccontare!
Ogni fine stagione la “signora” Barbieri si prende il bottino dell’Hotel delle Stelle che per lei è un bancomat, non paga nessuno e se ne va.
La sua fidata contabile Annamaria (sappiamo anche il cognome, ndr), che non si sa come nel 2017 non si portarono dentro… le copre tutto… Ma non solo: il procuratore Fiordalisi è il suo maggiore sponsor, e poi circondata da avvocati che “contano” a partire dal marito. E non solo… La sua “ingegnera” di fiducia è Rosalba Palermo, che tutti danno come futura candidata a sindaco, attuale presidente della Proloco: le organizza gli eventi al Castello ed è la moglie del suo attuale responsabile “Booking” di Cetraro. Insomma, la Barbieri è una grande manipolatrice, sicuramente molto più scaltra del fratello ma in ogni caso niente a che vedere con il padre, persona che in tanti hanno conosciuto e stimato, grande mente e Imprenditore, ma che – come molti a quei livelli – si è perso strada facendo… con la sfortuna di non aver trovato eredi alla sua altezza.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Iacchite
Source link
