di Riccardo Colao – Fonte: L’Italiano

“Katanza” sostanzialmente rivoluzionato rispetto alla precedente stagione. Pigliacelli, Antonini, Petriccione, D’Alessandro, Alesi e Iemmello a far da spina dorsale ai nuovi arrivati. In panchina mister Gorgone. Favasuli è presente ma solo per un giro di campo allo scopo di salutare i tifosi. Lui si trasferisce al Napoli di Allegri… la serie A è arrivata per il calciatore di Africo e chi ama il calcio e la Calabria non può che gioire per questo primato.

PRIMO TEMPO Si parte dopo aver osservato un doveroso minuto di raccoglimento, omaggio alla memoria di Livio Berruti, indimenticato campione dell’atletica leggera italiana, scomparso il 9 agosto scorso all’età di 87 anni, sotto una pioggia incessante che ha guastato il pomeriggio ferragostano ai tanti turisti recatisi lungo le rive dello Jonio e sugli altipiani della Sila. Tuttavia il terreno regge bene e la palla rimbalza che è una meraviglia. Equilibrato il quarto d’ora iniziale dove però a parte il possesso palla giallorosso sono stati gli ospiti a tentare la via del gol con maggiore convinzione (vedi il tiro di Burnete respinto con difficoltà in corner). Tant’é che al 16′ abbondante, dopo aver intascato due corner di seguito, il Sud Tirol sfrutta una punizione dalla zolla indicata dal signor Claudio Giuseppe Allegretta da Molfetta. Il pallone è posizionato a qualche emtro dalla linea d’area piccola. Lo batte Pyythia e lo fa con maestria e sapienza. Il volo d’angelo di Pigliacelli, bello a vedersi, plastico e platealee, non è sufficiente ad arrestarne la diabolica traiettoria. Un gol bello a vedersi quanto difficile ad evitarlo. La sfera s’infila alla sinistra del “ghepardo” e i “Giallorossi” beccano la prima “sberla” dell’era Gorgone.

Ma la partita è ancor giovane per essere considerata persa. Dopo il break (previsto nelle partite estive) il “Katanza” riesce ad organizzarsi meglio ed a mantenere il possesso palla costringendo gli ospitati ad arretrare. Dieci i imnuti per la rincorsa quando al 26′ esatto assistiamo ad una strepitosa fuga in “stile Favasuli” interpretata dal galoppante D’Alessandro che se ne va, come una locomotiva, sulla fascia sottostante alla Tribuna Distinti. Arrivato all’estremità, dove il campo finisce sullo sfondo delle gru e dei buldozer, lui lascia partire il fischio e crossa al centro dove intravede le ombre di Iemmello e Pafundi. Il pallone è telepaticamente attratto dal nuovo arrivato che lo gira subito senza pensarci troppo. Il gol del pareggio nasce così. Plizzari tenta di opporsi mentre la sfera se ne va ad insaccarsi, alla sua destra, nell’angolino basso. 1 a 1 e si riparte in parità per la gioia e la delizia della tifoseria catanzarese che non ha cessato un istante di incoraggiare e sostenere le Aquile..

Al 33′ va in gol Mosti. Le cose vanno così: D’Alessandro lancia Candela e lui centra per Mosti che non se lo fa ripetere due volte e sfonda ancora l’opposizione di Plizzari. Ma l’esultanza dura poco perché Allegretta annulla causa fuorigioco di D?Alessandro evidentemente qualche centimetro al di là della linea difensiva tirolese. Ottima comunque l’intuizione di Mosti.

Giallorossi che divertono il pubblico, soprattutto quello assiepato in curva Mammì, vista la totale demolizione della “Capraro” che verrà ripristinata e che ancora pare molto lontana dal rinascere… Giallorossi che (tra i nuovi e quelli confermati) dimostrano una coesione sorprendente e che, almeno al momento, non fanno rimpiangere le partenze, mentre – senza alcun dubbio – lasciano ben sperare gli arrivi. Al 44′ Pafundi ha sul piede la palla buona per raddoppiare però Plizzardi non si lascia sorprendere e dopo l’omaggio di due minuti di recupero si ritorna negli spogliatoi.

SECONDO TEMPO – Bello scambio in area tra Iemmello e Pafundi ma Plizzardi anticipa. Poi c’é un bel dialogo tra Candela e Alesi: il pallone sorvola la traversa. Ottimo avvio del “Katanza” che appare più concentrato e determinato. il “Katanza” ci prova e ci riprova e mette alle corde gli altoatesini. E così al 52′ dopo aver portato scompiglio in area avversaria c’é Petriccione che spara. Il tiro è respinto ed il pallone finisce sui piedi dello “zar”. Per lui è un gioco da ragazzi. Una manovra da “calcio balilla” e il pallone finisce alle spalle di Plizzardi. Ora le Aquile sono passate meritatamente in vantaggio: 2 ad 1.


Al 62′ si rivede il Sud Tirol che non è rassegnato a far la parte del succube e così ammiriamo Tronchin lasciar partire un destro improvviso che va a stamparsi sulla traversa e quindi spegnersi sul fondo. Brivido per i tifosi catanzaresi a dimostrazione che nulla può essere definito a trenta minuti circa dal termine.120 secondi più tardi è Vasic a far la barba al palo. Poi si accende una disputa verbale tra Iemmello in campo e Possanzini da bordo campo. Interviene il direttore di gara per gettare acqua sui fatui fuochi.

All’81’ è il palo a negare il tris ad Alesi che bombarda da posizione leggermente fuori aria di rigore. Poi è la volta di Buso a tentare la rete con un gancio che si spegne sul fondo. Gara scoppiettante con Aquile arrembanti decise a condurre in porto la gara. Ancora un break di ristoro. Poi si riprende mentre la pioggia è cessata e qualche raggio di sole riscalda il manto ceravoliano. I trainer ne approfittano anche per provvedere ad alcuni cambi. Ed uno dei subentrati, all’82’, Kenny Meddy Mixtur è più veloce di tutti. Coglie il pareggio inatteso grazie ad un lancio che a noi è parso trovarlo in fuorigioco. Lui se ne va a turlupinare Pigliacelli in uscita e il match ritorna in parità.

Finisce con il risultato finale del segno “X” e la “pratica rigori” che scatta (da regolamento) nell’ipotesi della parità, non solo non è archiviata sine die ma è quella a cui tocca ricorrere per stabilire un club vincente.

Batte il primo penalty il Sud Tirol. Pigliacelli contro Stivanello. Il “ghepardo” intuisce e para. Calcia Petriccione: ed è l’1 a 0. Va al tiro Vasco Lopez e questa volta Pigliacelloi è spiazzato. 1 a 1; tira Buso: 2 a 1!; al dischetto si presenta Casiraghi: ed è il pareggio; Poi è la volta di Frosini contro Plizzari e questa volta l’altoatesino para. Tira Molina ed è il 2 a 3; Gabriel Arditi calcia ed è il 3 a 3; Quinto rigore per Davi che porta a 4 a 3 il risultato. Ultimo penalty per le Aquile. Calcia Dorval e Plizzari para. In …Coppa brindano gli ospiti e il Catanzaro si congeda con la sconfitta inattesa e forse immeritata, lasciando subito il secondo torneo più importante d’Italia.

CONCLUSIONI – Il “Katanza” che non ti aspetti. Quello che durante tutta la campagna acquisti credevi non potesse realizzarsi e concretizzarsi in così poco tempo. Un match di esordio nel Ceravolo ferito dai lavori di ristrutturazione, più vicino ad un campo profughi che a quello di calcio. il 60% di possesso palla e i due gol di buona fattura, 11 tiri di cui 5 in porta, testimoniano la bontà dell’impegno. Perdere ai rigori è un fattore che non aggiunge nulla alla buona prova. Qualcosina da rivedere in chiave difensiva Non v’é dubbio che il ritiro di Livigno, la cura Gorgone e le iniezioni di gioventù del diesse Polito unitamente alle esperienza consolidate per le conforme “Modriccione”, Antonini, Alesi, Iemmello e D’Alessandro ben mixate han prodtto una miscela che può carburare, che può consentire di fare strada. Quanta? La risposta la darà il campionato che bussa alle porte. Noi ci saremo come di consueto, qui dalle pagine del quotidiano “l’Italiano”per parlarvene senza filtri, per raccontarvene le fasi salienti senza timori reverenziali, per commentare i fatti nella più totale onestà intellettuale per passione e per professione. Alla prossima! Giallorossamente vostro, Riccardo Colao


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