Venticinque anni. Un quarto di secolo. Tanto è passato da quando la Bretella Birgi-Mazara del Vallo entrò ufficialmente nei programmi delle infrastrutture strategiche italiane. Era il 2001. Da allora abbiamo avuto progetti preliminari, conferenze di servizi, Valutazioni di Impatto Ambientale, ministri, presidenti della Regione, presidenti della Provincia, sindaci, commissari, finanziamenti, definanziamenti e date fissate per l’inizio dei lavori.

È mancata soltanto una cosa: la strada.

 

Adesso la Bretella torna d’attualità. Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, ha incontrato a Palazzo Riccio di Morana i vertici territoriali dell’Anas. La buona notizia è che il progetto va avanti. Quella meno buona è che bisogna trovare circa 199 milioni di euro per costruirlo. Perché i 134 milioni che c’erano, nel frattempo, non ci sono più. E così, nel 2026, siamo arrivati al nuovo capitolo di una delle più longeve opere pubbliche mai realizzate della provincia di Trapani.

 

Quinci incontra Anas: «Adesso bisogna trovare i soldi»

Il punto di partenza è l’incontro dello scorso luglio tra Quinci, il responsabile della Struttura territoriale Anas Nicola Montesano e il dirigente Nicola Russo.

Secondo quanto riferito dal presidente del Libero Consorzio, il progetto è stato completato ed è all’esame della Commissione nazionale VIA-VAS. Anas ha trasmesso le integrazioni richieste e, conclusa la fase ambientale, dovrebbe arrivare la Conferenza dei Servizi. Successivamente si potrà affrontare anche il tema dell’appalto integrato.

La procedura ambientale non è una novità di queste settimane. La banca dati del Ministero dell’Ambiente indica come data di avvio della procedura VIA il 3 maggio 2022. E il 15 aprile 2026 è stata aperta una nuova consultazione pubblica sul progetto: significa che, quattro anni dopo l’apertura dell’iter ambientale, siamo ancora dentro quella procedura.

Quinci, però, ha messo il dito sul vero problema: il finanziamento.

Nel 2021, ha ricordato, la Regione Siciliana comunicò il definanziamento integrale dell’intervento. E oggi il costo stimato è salito a circa 199 milioni. «La sfida del territorio parte da qui», è in sostanza il messaggio del presidente: Ministero, Regione, parlamentari e amministratori devono trovare una nuova copertura.

Tradotto: dopo 25 anni siamo riusciti ad avvicinarci alla fine del percorso progettuale. E proprio adesso dobbiamo ricominciare la caccia ai soldi.

 

Ma che cos’è davvero la Bretella Birgi-Mazara?

Vale la pena chiarirlo, perché in un quarto di secolo sono cambiati progetti, costi e dimensioni dell’intervento.

Quella che tutti chiamano da sempre “Bretella autostradale Birgi-Mazara” non è, nella configurazione del primo stralcio oggi in discussione, un’autostrada vera e propria.

Il progetto riguarda la variante alla SS115 tra Marsala Sud e Mazara del Vallo: circa 16,5 chilometri, quasi interamente in rilevato, con un viadotto di circa 140 metri e tre svincoli intermedi a Marsala Sud, Terrenove e Petrosino. La strada prevista è di categoria C1, quindi con una corsia per senso di marcia, piattaforma larga complessivamente 10,5 metri. Parte nei pressi dell’ospedale di Marsala e arriva alla SS115 in corrispondenza della viabilità di penetrazione verso il porto di Mazara.

L’obiettivo è completare verso sud lo Scorrimento Veloce Trapani-Marsala e migliorare il collegamento tra Mazara, Marsala e l’aeroporto di Birgi.

Ma questa è la versione attuale di una storia progettuale molto più grande.

 

2001: tutto comincia con la Legge Obiettivo

La data da segnare è 21 dicembre 2001.

Con la delibera Cipe numero 121 la Bretella entra nel primo Programma delle Infrastrutture Strategiche previsto dalla Legge Obiettivo. È da qui che parte ufficialmente la storia dell’opera.

Allora l’idea era ambiziosa: creare un collegamento capace di chiudere l’anello viario costiero della Sicilia occidentale, connettendo l’A29 Palermo-Mazara con la diramazione Palermo-Trapani e, in prospettiva, con l’itinerario verso Agrigento e Gela. La cronistoria ricostruita negli anni da Tp24 parte proprio da quel provvedimento.

Siamo nel 2001. Google ha tre anni, l’euro non è ancora nelle nostre tasche e l’iPhone non esiste. La Bretella Birgi-Mazara, invece, sì. Almeno sulla carta.

 

2004: Anas approva il progetto preliminare

Passano tre anni.

Il 3 marzo 2004 il consiglio di amministrazione dell’Anas approva il progetto preliminare. Già nella Conferenza dei Servizi del febbraio di quell’anno l’intervento viene indicato tra quelli più avanzati.

Il Piano provinciale dei trasporti immagina una strada a carreggiate separate, due corsie per senso di marcia, in variante alla SS115 tra Trapani e Mazara.

Rispetto al progetto di oggi, dunque, si parlava di un’opera molto più estesa e ambiziosa.

 

2009: «Partono i lavori». Ma non partono

Il primo grande appuntamento mancato arriva nel 2009.

Provincia e Regione parlano ormai dei cantieri come di qualcosa di imminente. L’Assessorato regionale Territorio e Ambiente aveva espresso parere positivo sulla Valutazione di Impatto Ambientale.

La Bretella viene descritta come un’opera capace di favorire turismo, commercio e collegamenti con l’asse Mazara-Agrigento-Gela.

L’allora presidente della Provincia Mimmo Turano parla di infrastruttura strategica e funzionale allo sviluppo.

Sembrava fatta.

Non lo era.

 

2010: un progetto da 34 chilometri e 287 milioni

Nel 2010 il progetto è inserito da Anas nel cosiddetto “progetto obiettivo”.

All’epoca l’intervento complessivo aveva un’estensione di 34,27 chilometri e un costo stimato superiore a 287 milioni di euro, dei quali oltre 201 milioni destinati ai lavori.

È importante ricordare questo passaggio perché spiega una delle apparenti contraddizioni della vicenda: quando nel corso degli anni si incontrano lunghezze e importi differenti non sempre si sta parlando esattamente dello stesso stralcio.

Il grande progetto originario è stato progressivamente articolato in parti funzionali. Quello su cui oggi si concentra l’attenzione è il primo stralcio Marsala Sud-Mazara, lungo 16,5 chilometri.

 

2011: Matteoli la dichiara urgente. E arrivano 150 milioni

Nel 2011 interviene anche il Governo nazionale.

L’allora ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli scrive al presidente della Regione Raffaele Lombardo indicando come urgente la realizzazione dell’opera e chiedendo di accelerare l’accordo con la Regione per la copertura finanziaria.

Nello stesso anno arriva un altro annuncio importante: nell’ambito degli stanziamenti destinati alla Sicilia vengono indicati 150 milioni di euro per il collegamento Birgi-Mazara.

Turano, allora presidente della Provincia, celebra il risultato come un passaggio decisivo per la chiusura dell’anello autostradale e per il collegamento dell’aeroporto di Birgi.

Era il 2011.

I cantieri, naturalmente, non arrivano.

 

2016: comincia anche la battaglia su chi deve prendersi il merito

Quando un’opera tarda abbastanza a lungo, c’è tempo anche per litigare su chi l’abbia finanziata.

Nel 2016 Mimmo Turano polemizza con l’allora sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo, rivendicando il lavoro svolto durante la propria presidenza della Provincia.

È una costante della vicenda: negli anni la Bretella è stata abbastanza concreta da consentire a molti di rivendicarne la paternità, ma mai abbastanza concreta da poterci passare con un’automobile.

2017: finalmente i 134 milioni

Il passaggio che sembrava davvero cambiare tutto arriva nell’agosto del 2017.

Con l’Accordo di Programma Quadro tra Regione Siciliana, Ministero, Agenzia per la Coesione e Anas vengono rese operative le risorse per il primo stralcio funzionale.

La cifra è 134 milioni di euro.

Il progetto riguarda il tratto della variante alla SS115 tra Marsala Sud e Mazara.

Il sindaco Di Girolamo esulta e chiede ad Anas di accelerare la progettazione esecutiva. Il finanziamento, questa volta, esiste davvero.

Ed è proprio questo che rende particolarmente amaro ciò che accadrà dopo.

 

2018: «Lavori nel 2019»

Il 26 giugno 2018 il progetto viene presentato a Roma, al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Tp24 titola: “Se tutto va bene lavori nel 2019”. Di Girolamo, presente in rappresentanza dell’Area Vasta, parla di un concreto passo avanti e prevede che l’opera possa andare in appalto entro l’anno, con l’apertura dei cantieri nel 2019. È uno dei titoli che, riletti oggi, raccontano meglio di qualunque commento la storia della Bretella.

Il 2019 arriva. La Bretella no.

 

2019: il Prefetto Pellos mette in guardia dalle infiltrazioni

Nel marzo 2019, lasciando Trapani, l’allora prefetto Darco Pellos richiama l’attenzione anche sui rischi connessi alla futura realizzazione dell’opera.

Una grande infrastruttura significa appalti, movimento terra, cemento. E quindi, in una provincia con la storia di Trapani, anche necessità di una particolare vigilanza contro gli interessi della criminalità organizzata.

Il paradosso è che si discute già — giustamente — di come proteggere i cantieri dalle infiltrazioni mafiose.

Cantieri che, ancora oggi, non esistono.

 

2021: arriva perfino il commissario straordinario

Nel 2021 sembra arrivare l’arma definitiva contro la burocrazia: il commissariamento.

Il Governo inserisce l’opera tra quelle da accelerare e nomina commissario straordinario l’ingegnere Eutimio Mucilli, dirigente Anas.

Un documento del Ministero delle Infrastrutture del giugno 2021 fotografa l’opera con un costo di 134 milioni e altrettanti 134 milioni indicati come finanziamenti disponibili, provenienti dall’APQ rafforzato della Regione Siciliana.

Nello stesso periodo i sindaci di Marsala, Mazara del Vallo e Petrosino — Massimo Grillo, Salvatore Quinci e Gaspare Giacalone — sollecitano Anas e Regione affinché l’iter proceda.

Ed è qui che la storia assume un aspetto quasi surreale.

Perché Quinci oggi ricorda che proprio nel 2021 la Regione comunicò il definanziamento integrale dell’intervento.

In altre parole: nello stesso anno in cui il Ministero pubblicava una scheda con 134 milioni di costo e 134 milioni di disponibilità, iniziava anche il percorso che avrebbe portato quei soldi lontano dalla Bretella.

 

2022: parte una nuova VIA

Il 3 maggio 2022 prende formalmente avvio la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale relativa al progetto oggi identificato con il codice ID_VIP 8368.

Intanto il progetto definitivo viene portato avanti.

La Bretella continua dunque a vivere una doppia vita: tecnicamente avanza, finanziariamente arretra.

 

2023: c’è perfino una data per la gara

Nel 2023 sembra arrivare un altro momento decisivo.

Il portale governativo “Osserva Cantieri” indica nel cronoprogramma il 31 maggio 2023 per l’approvazione e validazione del progetto definitivo e addirittura il 30 novembre 2023 per la gara d’appalto integrata.

La consegna delle prestazioni, secondo quel calendario, sarebbe dovuta avvenire il 30 marzo 2024. Tp24, nell’ottobre 2023, ricostruiva già 22 anni di annunci e poneva esattamente la domanda giusta: ma i 134 milioni ci sono ancora?

Il sindaco Grillo aveva già confermato che le risorse erano state dirottate su altri interventi e che, una volta concluso l’iter progettuale, sarebbe stato necessario cercare nuovamente la copertura finanziaria. La gara del 30 novembre non parte. E nel febbraio successivo arriva la conferma.

 

2024: la Regione ammette che i soldi non ci sono più

Nel febbraio 2024 la deputata regionale trapanese del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi rende pubblica la risposta ricevuta alla propria interrogazione.

Davanti alla IV Commissione dell’Ars, l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò conferma che il progetto è stato definanziato.

Non c’erano più risorse neppure per il primo stralcio.

Era la conferma ufficiale di ciò che fino a qualche mese prima veniva raccontato come un rischio: quei 134 milioni erano stati dirottati altrove.

La parte più singolare è che il progetto, intanto, non veniva abbandonato. Anas continuava a lavorare sulle procedure.

Così la provincia di Trapani si è ritrovata con un’opera commissariata, progettata e sottoposta alla VIA, ma senza la copertura che anni prima era stata presentata come acquisita.

 

E oggi il portale del Ministero mostra ancora i 134 milioni

C’è persino un piccolo mistero burocratico.

Ancora oggi il portale ufficiale “Osserva Cantieri” del Ministero delle Infrastrutture riporta per l’opera un valore d’investimento di 192 milioni di euro e continua a indicare 134 milioni come “risorse stanziate”. Il commissario riportato dal portale è oggi Raffaele Celia.

Ma quella scheda non può essere interpretata come prova che i 134 milioni siano realmente disponibili: nel 2024 la Regione ne ha confermato il definanziamento e nel luglio 2026 Quinci ha ribadito che la copertura deve essere trovata nuovamente.

Anche sui costi, inevitabilmente, il tempo ha presentato il conto: dai 134 milioni del vecchio quadro economico si è passati ai circa 199 milioni indicati oggi dal Libero Consorzio.

Più passa il tempo, insomma, più la Bretella costa. Senza che sia stato ancora posato un metro del nuovo tracciato.

 

2026: una nuova consultazione ambientale e la speranza di Quinci

Ed eccoci al presente.

Il 15 aprile scorso il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato una nuova consultazione nell’ambito della VIA. Le integrazioni sono state presentate e l’iter continua.

Secondo quanto riferito da Quinci dopo il confronto con Anas, conclusa la valutazione ambientale si dovrebbe arrivare alla Conferenza dei Servizi.

Da questo punto di vista, dunque, l’opera non è morta.

Anzi: il progetto è probabilmente arrivato a uno dei livelli di definizione più avanzati della sua lunghissima storia.

Il problema è che bisogna finanziarlo di nuovo.

 

Venticinque anni dopo siamo tornati alla casella “finanziamento”

Ed è questa la vera storia della Bretella Birgi-Mazara.

Non è soltanto la storia di un’opera mai costruita. È la storia di un’infrastruttura che, nel corso di un quarto di secolo, è stata più volte dichiarata strategica, urgente, finanziata, cantierabile e prossima all’appalto.

Nel 2009 i lavori sembravano imminenti.

Nel 2011 arrivarono nuovi stanziamenti.

Nel 2017 c’erano 134 milioni.

Nel 2018 si parlava di cantieri nel 2019.

Nel 2021 arrivò il commissario.

Nel 2023 c’era persino una data, il 30 novembre, per la gara.

Nel 2024 abbiamo scoperto definitivamente che i soldi non c’erano più.

Nel 2026 siamo ancora alla VIA e dobbiamo trovare circa 199 milioni.

Il punto, allora, non è stabilire se la Bretella sia utile. Su questo, da venticinque anni, amministratori di ogni colore politico riescono miracolosamente ad andare d’accordo. Tutti la definiscono strategica per l’aeroporto di Birgi, per Marsala, Petrosino e Mazara, per le imprese, per il turismo e per la sicurezza della viabilità.

Il punto è un altro: come può un’opera considerata strategica da tutti impiegare un quarto di secolo senza arrivare nemmeno alla gara?

E soprattutto: come si riesce a perdere un finanziamento da 134 milioni dopo aver trascorso anni a raccontare che quei soldi rappresentavano finalmente la garanzia della sua realizzazione?

Quinci adesso invoca un fronte comune tra territorio, Regione e Governo nazionale.

È probabilmente l’unica strada possibile.

Perché quella vera, da Birgi a Mazara, dopo venticinque anni esiste ancora soltanto nei progetti.

 




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