Assicurava un vecchio adagio della politica romana che il potere si vede meglio da un palco che da un ministero. Ieri sera, allo stadio Benito Stirpe, la massima si è aggiornata: il potere della Ciociaria si vede meglio dalla Tribuna d’Onore che da un consiglio comunale. Perché se il campo ha raccontato una rimonta della Lazio firmata Zaccagni, gli spalti hanno raccontato tutt’altro: un pezzo di anno politico e imprenditoriale del territorio, condensato in novanta minuti più recupero.

Rocca in polo bianca, Mastrangeli in alta sartoria

Ad aprire le danze istituzionali è il presidente della Regione Francesco Rocca, per la prima volta senza abito scuro e camicia rossa a puntini bianchi che è il suo outfit ufficiale da quando è entrato alla Pisana. Arriva in tenuta rigorosamente informale — camicia di lino bianca, per la cronaca — accolto in Tribuna d’Onore dal padrone di casa Maurizio Stirpe. Poco dopo si materializza, con la consueta cura sartoriale che lo contraddistingue anche fuori dal Consiglio comunale, il sindaco Riccardo Mastrangeli. Tra i due si accende un dialogo che profuma di futuro: sviluppo, crescita, prossimi passi tra Regione e Comune. Parole importanti, pronunciate però nella cornice più leggera possibile: quella di un’amichevole d’agosto.

Non si è visto il presidente biancazzurro Claudio Lotito: non è molto amato dai suoi tifosi, meno ancora in questo periodo. Sarebbe stato un incontro da osservare: nelle settimane scorse il presidente Rocca ha partecipato alla manifestazione dei tifosi laziali contro Lotito. Non un gesto da tifoso: una scelta istituzionale precisa. Per la prima volta un presidente di Regione riconosce una comunità sportiva come fenomeno sociale degno di ascolto. Ma Lotito allo Stirpe non si vede: viene evocato dai cori della curva e nulla di più. (Leggi qui: Rocca rompe i vecchi schemi: in piazza con il suo popolo):

Il crocicchio di Forza Italia e la stretta di mano artica

Pasquale Cirillo e Giuseppe Cangemi

Dalla Regione arriva anche il vicepresidente d’Aula Giuseppe Cangemi. Attorno a lui si forma in pochi minuti un crocicchio degno di un Consiglio o di un Transatlantico in miniatura. Si aggiunge il coordinatore comunale e consigliere comunale e provinciale Pasquale Cirillo in compagnia dello storico dirigente giallazzurro Dario Bartoloni. E si parla — manco a dirlo — di Comune e di prossime mosse d’Aula in vista delle Comunali.

Quando Mastrangeli si stacca per andare a salutare Cangemi, la scena regala il momento più eloquente della serata: la stretta di mano con Cirillo è così gelida che, se fosse avvenuta al Circolo Polare Artico, sarebbe risultata calorosa per confronto. Altro che sviluppo e crescita: qui la temperatura politica interna a Forza Italia si misura in gradi sotto zero.

Pizzuti, un diavolo per capello tra Nexus e Unindustria

A metà primo tempo si materializza in Tribuna d’Onore anche Massimo Pizzuti, editore e direttore generale di Ciociaria Oggi e Latina Oggi, che si imbuca sul palco accanto a Rocca e Mastrangeli con un’aria tutt’altro che rilassata. Il motivo, neanche troppo velato: gli industriali di Unindustria, a suo giudizio, non starebbero sostenendo a sufficienza il suo progetto di comunicazione Nexus.

Nel mirino, in particolare, il direttore generale Massimiliano Ricci, reo — sempre secondo Pizzuti — di aver valutato il progetto assai meno generosamente di quanto l’editore si aspettasse. Un diavolo per capello che il campo, va detto, non è servito a placare.

Nel frattempo il presidente Stirpe si accomoda al proprio posto: sempre lo stesso, sempre sotto i palchi, in un rituale scaramantico che resiste a ogni cambio di stagione, di avversario e di risultato in corso.

Il salotto più animato: Polsinelli e la marchesa

Daniele e Sandra Polsinelli

Se in Tribuna d’Onore la temperatura politica oscilla tra il gelo artico e la tensione trattenuta, il settore più vivace della serata è tutt’altro: quello occupato dall’imprenditore Daniele Polsinelli e dalla moglie Sandra, reduci dal successo dell’inaugurazione del nuovo store di Broccostella. (Leggi qui: Polsinelli scommette sul territorio: il nuovo store da 1300 metri a Broccostella).

Con loro la marchesa Augusta Pallavicini Zilli, titolare della celebre tenuta Pallavicini Mori e del resort annesso. Al suo fianco Vincenzino Rota, un’istituzione nel mondo agricolo romano e laziale: già presidente di Confagricoltura Roma, con un curriculum che pesa quanto i suoi seimila ettari coltivati tra cereali, ortaggi, olive e zootecnia da carne nella provincia di Roma. I due vengono scortati a vista — è proprio il caso di dirlo — dal direttore generale dell’Anbi Lazio Andrea Renna, che nel corso della serata passa da un crocicchio all’altro come un insetto impollinatore che inciucia un po’ di qua ed un po’ di là.

Massimo Pizzuti si in fila pure nel palchetto dei Polsinelli. Intrattiene un fitto conciliabolo con il direttore Alessio Porcu: nessuno dei due rivela il contenuto ma pare che Renna stia organizzando un pranzo per definire — anche qui — i contorni della cosa. I due sono come Paolo e Francesca, Giulietta e Romeo: eternamente attratti e costantemente respinti appena si avvicinano troppo. E poi quando la Ciociaria organizza un pranzo, di solito, ha già deciso tutto tranne il menù.

Un ringiovanimento (quasi) faraonico

Chissà se verrà invitato anche Francesco Scalia, in jeans blu e camicia allo stadio: non segue più la politica attiva, ormai si appassiona soltanto alle cause di Diritto Amministrativo ma è attentissimo ad ogni retroscena che si sviluppa dietro le quinte dello Stirpe.

Chiude la carrellata un passaggio veloce ma non passato inosservato: quello del presidente di Ales SpA (il braccio operativo del Ministero della Cultura) Fabio Tagliaferri, che da quando ha lasciato Frosinone per frequentare gli antichi egizi sembra essersi guadagnato, complici clima e faraoni, un ringiovanimento che il Nilo, evidentemente, sa regalare meglio di qualunque terma della Ciociaria.

La partita scorre, gli inciuci si moltiplicano, Renna disfa e riannoda. Rocca si avvia verso l’uscita, passa a salutare un po’ tutti, il Dg Anbi lo ringrazia “per lo splendido lavoro che stiamo facendo per gli agricoltori ed i Consorzi di Bonifica con l’assessore Giancarlo Righini”. Sarà per una questione di scaramanzia ma mentre sale sull’auto nel parcheggio il Frosinone incassa la rete su rigore che ribalta il risultato: se lo sa Stirpe (scaramantico com’è) la prossima volta lo bullona al seggiolino.

L’arbitro arriva al triplice fischio finale: la Lazio vince ma il Frosinone c’è. Il resto, alla prossima partita.


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