GRUPPO CONSILIARE GUARDARE AL FUTURO
COMUNICATO STAMPA
Parghelia, il «Teatrino del Martedì»: in maggioranza ci si scanna, mentre i veri problemi del paese restano irrisolti
PARGHELIA – La deliberazione del 28 luglio, dedicata all’assestamento generale di bilancio per l’esercizio 2026, Rottamazione e PEF si è rivelata un evento emblematico. Non tanto per i provvedimenti in sé – che, in ogni caso, dichiara il fallimento della politica della maggioranza – quanto per quanto emerso dal confronto interno tra gli stessi consiglieri di governo.
Doveva essere l’ennesima formalità contabile, un “alzamano” concordato nella tranquillità di un martedì feriale alle 10:40: un orario strategicamente scelto per rendere quasi impossibile la presenza di chi lavora o ha impegni professionali indifferibili. Eppure, malgrado l’assenza dei consiglieri di minoranza, la maggioranza è riuscita nell’impresa di allestire uno spettacolo grottesco, spaccandosi pubblicamente e offrendo ai cittadini un resoconto di rara ipocrisia.
Il paradosso si è consumato al momento del voto: dopo un dibattito caratterizzato da accuse e recriminazioni reciproche, i sette consiglieri di maggioranza presenti si sono riallineati come soldatini, approvando l’assestamento all’unanimità. Una miracolosa ricomposizione raggiunta nell’unico momento davvero condiviso: quello dell’alzata di mano.
Come gruppo “Guardare al Futuro”, lo avevamo ampiamente preannunciato nei nostri precedenti interventi: questa amministrazione non ha alcun interesse ad affrontare i nodi cruciali di Parghelia. Preferiscono gestire l’ordinario come un “piccolo feudo”, tra strisce blu, rincorse ai premi e un sindaco che sogna di fare il vigile urbano, dimenticando che fuori dalle stanze del municipio il territorio è devastato, l’ipocrisia del “consumo suolo zero” è smentita dai fatti e l’emergenza idrica compromette il quotidiano delle famiglie, tra acqua a singhiozzo e ordinanze di non potabilità.
Lorenzo Vallone e la «folgorazione»: tre anni di battaglie confermate
Il dibattito consiliare è stato il palcoscenico di una resa dei conti interna. Il consigliere di maggioranza Lorenzo Vallone, dopo tre anni di governo, ha finalmente ammesso ciò che noi denunciamo dal primo giorno: il Comune versa in una situazione di grave carenza in ambito di «programmazione, gestione e controllo». Vallone ha confermato l’esistenza di finanziamenti non utilizzati e perduti, somme vincolate rimaste nel cassetto (come l’imposta di soggiorno) e il mancato impiego dell’avanzo. Chiediamo pubblicamente al Sindaco: cifre alla mano, quali sono i finanziamenti bruciati? A quali opere erano destinati?
Il “mistero” del Ragioniere e le carte che spariscono
Nel dibattito è emerso anche il riferimento ai «problemi con il ragioniere». Una frase che spalanca una voragine politica, riportando alla memoria la nota indirizzata al Sindaco e alla Segretaria Comunale il 3 aprile 2025 (Prot. n. 0001558) riguardante la segnalazione di un «comportamento inadeguato del Sindaco» verso il Responsabile Finanziario, Rag. Francesco Crigna. Non solo non ci è mai stato permesso di visionare tale documento, ma la Segretaria Comunale ha addirittura asserito di non esserne in possesso. Un fatto inquietante in un ente pubblico che, alla luce delle criticità ammesse in aula, merita di essere chiarito una volta per tutte.
Gabriele Vallone e lo “stile” dell’opposizione (tra censure e Facebook)
Mentre Lorenzo Vallone sollevava i nodi gestionali dell’Ente, il consigliere Gabriele Vallone ha espresso posizioni articolate, dichiarandosi parzialmente d’accordo con il collega, ma prendendo le distanze dalle sue affermazioni laddove questi sosteneva che “la minoranza ci prende in giro”. Cari consiglieri, se dopo tre anni di amministrazione un esponente della maggioranza ammette carenze di programmazione e finanziamenti perduti, la preoccupazione principale non può essere il modo in cui l’opposizione racconta i fatti. Lo stesso Gabriele Vallone ha poi ritenuto opportuno rivendicare la cancellazione di un commento dalla propria pagina Facebook riguardante il marito dell’assessore Cutuli. Una parentesi che ben illustra il livello del dibattito interno. Poi siamo noi di “Guardare al Futuro” a prenderli in giro?
Politiche Sociali e lo stile “politico”
Ancora più drammatico l’intervento dell’assessore Rosa Maria Cutuli, la quale, dichiarandosi d’accordo con Lorenzo Vallone e ribadendo che i numeri non sono opinabili, ha lamentato l’assegnazione di soli 4.000 euro al settore sociale, cifra con la quale sostiene di non poter fare nulla. L’Assessore ha affermato che il sociale non è preso in considerazione, così come la sua figura, dichiarandosi vittima di una «discriminazione sociale sessista». Di contro, il consigliere Andrea Vallone ha liquidato la questione asserendo che le affermazioni della consigliera Cutuli in merito alla serata di Miss Italia fossero fuori luogo. A fronte di questo disinteresse, i numeri parlano chiaro: le schede di monitoraggio del 2024 indicano un fabbisogno sociale di oltre 85 mila euro, a fronte di una spesa storica di 56 mila euro.
Desideriamo rivolgere un pensiero sincero all’Assessore Rosa Maria Cutuli: esprimiamo nei suoi confronti la massima vicinanza umana e istituzionale, assicurandole il nostro pieno sostegno al di là delle distanze politiche che separano le nostre posizioni.
Il “Pacco” della Rottamazione e il cortocircuito fiscale: chi paga e chi viene premiato
La gestione delle entrate di questa amministrazione si è trasformata in un vero e proprio cortocircuito logico e politico. Sulla riscossione hanno voluto fare di testa loro, ignorando le nostre proposte di equità. Il parere n. 9 del 10/07/2026 fotografa una situazione che, dopo otto anni di amministrazione, racconta il fallimento delle politiche di riscossione: carichi affidati per oltre 4,4 milioni di euro, ma con una stima di incasso che si ferma ad appena il 50%.
Questa è la cruda realtà: soldi sottratti alla collettività a causa dell’incapacità di riscuotere dai “furbetti”, preferendo invece tartassare i cittadini onesti applicando l’addizionale IRPEF allo 0,80% (ovvero la soglia massima consentita per legge). Alla faccia delle promesse elettorali, stanno facendo esattamente il contrario di ciò che avevano annunciato, premiando l’inadempienza e punendo la virtù.
A questo quadro desolante si aggiungono alcuni dati che fotografano con chiarezza la gestione finanziaria dell’Ente:
- Avanzo: 5,6 milioni di euro complessivi, ma la quota libera effettivamente disponibile è di appena 156.311,63 euro.
- Opere pubbliche: l’assestamento riduce di 1,25 milioni di euro gli investimenti, con 1,1 milioni sottratti all’adeguamento sismico del municipio e 150 mila euro alla manutenzione delle strade. Il Revisore segnala inoltre la totale assenza di cronoprogrammi, indicata come causa della perdita di fondi ministeriali.
- PNRR: il Revisore segnala l’«inadempienza dell’Ente» nella trasmissione dei dati e prospetta una segnalazione alla Corte dei Conti in caso di perdurante inerzia.
- Cerbero: oltre 64.000 euro tra noleggio delle apparecchiature e costi di gestione. Nel solo 2024 sono state elevate 2.008 sanzioni e il Comune ha dovuto procedere ad annullamenti in autotutela per errori materiali, con ricorsi pendenti e ulteriori costi legali.
L’amministrazione predica sostenibilità e rigore, ma nei fatti pratica un prelievo massimo e una gestione delle entrate che premia l’inadempienza, il tutto mentre i servizi essenziali restano in una crisi profonda.
E mentre loro litigavano, il disastro idrico
E mentre loro litigavano, non una parola sulla grave emergenza idrica: l’acqua non arriva, è ancora in vigore l’Ordinanza n. 19 che ne vieta l’uso potabile, e intanto noi cittadini continuiamo a pagare il servizio idrico come se nulla fosse, mentre le nostre proposte di scavare nuovi pozzi, avanzate da tre anni, giacciono dimenticate nei cassetti, o meglio arrogantemente ignorate da tutti quelli che il 28 luglio litigavano tra loro per un post su Facebook, un articolo di giornale o una comparsata a questo o quell’evento.
La conclusione è politica: rassegnate le dimissioni
Il quadro che emerge dal Consiglio del 28 luglio non è un’invenzione dell’opposizione: è la drammatica fotografia scattata dalle ammissioni della stessa maggioranza e dalle impietose carte dei bilanci. Il paese è esausto e attende risposte concrete sui servizi, sui cantieri bloccati, sul turismo e sull’acqua potabile. Questa maggioranza non è più in grado di garantire la gestione dell’Ente; altro che programmazione, trasparenza e servizi essenziali: questi soggetti pensano solo a ritagliarsi visibilità sottraendola ai colleghi di banco. L’unico atto di responsabilità e dignità politica che vi rimane è rassegnare immediatamente le dimissioni. Il resto è soltanto la patetica rappresentazione del martedì mattina.
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