L’anno scolastico 2026/27 segna l’avvio di alcune innovazioni normative che influenzeranno l’organizzazione amministrativa e la progettazione didattica delle scuole. Le principali novità riguardano l’introduzione delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo, lo svolgimento degli organi collegiali a distanza anche a carattere deliberativo, la riforma degli istituti tecnici e l’applicazione, al nuovo inizio di anno scolastico, dei passaggi tra indirizzi di studio. Si tratta di disposizioni che richiedono un aggiornamento del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF), coinvolgendo Dirigenti scolastici, DSGA, docenti e personale ATA.
Sommario
Le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo
Tra le innovazioni di maggiore rilievo, vi è l’avvio dell’applicazione delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, adottate con il Decreto ministeriale n. 221 del 2025, che sostituiscono le precedenti Indicazioni del 2012.
A decorrere dall’anno scolastico 2026/27, le scuole dell’infanzia e quelle del primo ciclo adotteranno le nuove Indicazioni, procedendo a partire dall’infanzia e dalle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado.
Non si tratta soltanto di un aggiornamento di contenuti disciplinari ma di una revisione complessiva del quadro pedagogico e metodologico che orienterà la progettazione educativa e didattica.
Le nuove Indicazioni ridefiniscono il profilo dello studente, le competenze attese, gli obiettivi specifici di apprendimento e gli orientamenti metodologici, valorizzando la personalizzazione degli apprendimenti, l’interdisciplinarità, le competenze STEM, la cittadinanza digitale e l’utilizzo critico e consapevole delle tecnologie digitali, compresi gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Contestualmente viene rafforzato l’insegnamento della lingua italiana, della storia e della grammatica, mentre nella scuola secondaria di primo grado è prevista la possibilità di introdurre il latino come insegnamento opzionale.
Per le istituzioni scolastiche ciò comporta un’azione di revisione dell’offerta formativa, coinvolgendo il Collegio dei docenti e i Dipartimenti nell’aggiornamento del curricolo d’Istituto. I docenti saranno chiamati ad adeguare la propria progettazione didattica nelle classi interessate e il personale amministrativo dovrà supportare gli adempimenti connessi all’aggiornamento della documentazione.
Gli organi collegiali a distanza con carattere deliberativo
Tra le novità del nuovo anno scolastico rientra anche la disciplina relativa allo svolgimento a distanza delle attività collegiali con carattere deliberativo. L’articolo 44 comma 6 del Contratto collettivo nazionale del Lavoro Comparto Istruzione e Ricerca triennio 2019-2021 aveva già previsto la possibilità di svolgere in modalità telematica le due ore di programmazione didattica collegiale dei docenti di scuola primaria e aveva demandato ad uno specifico confronto tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali la definizione di criteri per consentire lo svolgimento a distanza anche delle attività collegiali con carattere deliberativo.
A conclusione di tale confronto, il Ministero ha emanato la nota prot. n. 3803 del 2026, corredata dall’Allegato tecnico sui “Requisiti tecnico-organizzativi per la gestione digitale degli organi collegiali e delle operazioni di voto nelle istituzioni scolastiche“, che fornisce le indicazioni operative per l’organizzazione delle sedute telematiche.
Le scuole dovranno pertanto adeguare il regolamento d’Istituto, disciplinando modalità di convocazione, partecipazione, verbalizzazione e voto, assicurando l’identificazione certa dei partecipanti, la sicurezza delle piattaforme utilizzate, la tutela dei dati personali, l’integrità delle deliberazioni e la corretta conservazione della documentazione digitale. Per il personale docente ciò comporta il rispetto delle procedure stabilite e l’utilizzo degli strumenti tecnologici individuati.
La riforma degli istituti tecnici
L’anno scolastico 2026/27 coincide anche con l’avvio della riforma degli istituti tecnici, prevista dall’articolo 26 del Decreto-Legge n. 144 del 2022. Le modalità di attuazione sono disciplinate dal successivo articolo 26-bis, introdotto dall’articolo 1 del Decreto-Legge n. 45 del 2025, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 79 del 2025.
L’obiettivo della riforma è rafforzare il collegamento tra istruzione tecnica, Università, ITS Academy e sistema produttivo, attraverso una revisione degli indirizzi di studio, dei profili educativi, culturali e professionali, dei quadri orari e dei risultati di apprendimento. Maggiore spazio viene attribuito alla didattica laboratoriale, ai percorsi interdisciplinari e all’utilizzo della quota di autonomia e degli spazi di flessibilità già previsti dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 1999.
Per la scuola ciò significa adeguare il curricolo del primo anno, riorganizzare la progettazione didattica, rafforzare le attività di orientamento rivolte a studenti e famiglie e i rapporti con il territorio, nella prospettiva di un migliore allineamento tra formazione e mondo del lavoro. I docenti saranno coinvolti nella progettazione dei nuovi percorsi formativi, mentre Dirigente scolastico, DSGA e personale ATA dovranno curare gli adempimenti organizzativi necessari all’attuazione del nuovo ordinamento.
Passaggi tra indirizzi di studio
Ad inizio anno scolastico 2026-27 trova piena applicazione la disciplina dei passaggi tra i diversi indirizzi del secondo ciclo di istruzione, introdotta già dal Decreto-Legge n. 127 del 2025, convertito dalla Legge n. 164 del 2025. La riforma distingue nettamente le modalità di trasferimento degli studenti nel primo biennio rispetto a quelle previste per gli anni successivi.
Durante il primo biennio lo studente può richiedere il passaggio ad altro indirizzo di studio entro il 31 gennaio senza dover sostenere un esame integrativo. In tale caso, la scuola di destinazione è chiamata a valutare il percorso scolastico già svolto e a progettare, nell’ambito della propria autonomia didattica e organizzativa, le attività di riallineamento ritenute più idonee, anche attraverso interventi didattici integrativi.
Diversamente, a decorrere dal terzo anno, il passaggio resta subordinato al superamento di un esame integrativo, da svolgersi in un’unica sessione prima dell’inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo.
I docenti sono chiamati pertanto a progettare gli interventi didattici integrativi necessari mentre il personale ATA curerà le nuove procedure amministrative idonee a gestire le richieste di passaggio e l’organizzazione degli esami integrativi.
Le ricadute sul PTOF e sull’organizzazione delle scuole
Le innovazioni normative presentano un elemento comune ovvero richiedono alle scuole di esercitare pienamente l’autonomia riconosciuta dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 1999. Non si tratta infatti di applicare nuove disposizioni in modo meramente formale ma di ripensare la progettazione didattica per i docenti e l’organizzazione amministrativa per il personale ATA.
Nel corso dei primi mesi dell’anno scolastico, ci sarà spazio per programmare specifiche iniziative di formazione del personale e informare studenti e famiglie sulle novità introdotte.
Solo un’attenta pianificazione consentirà di trasformare le innovazioni normative in un’effettiva opportunità di miglioramento della qualità dell’offerta formativa e di successo scolastico per gli studenti.
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Daniele Sommatino
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