Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha dato il via libera alla tornata di assunzioni per il personale ATA. Con il decreto ministeriale 166 del 7 agosto, sono stati autorizzati 12.284 nuovi ingressi a tempo indeterminato nelle scuole per l’anno scolastico 2026/2027.
I numeri dell’assunzione: quanti e chi
Il contingente complessivo di 12.284 unità si suddivide in due grandi gruppi:
- 388 posti per i DSGA, ovvero i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi
- 11.896 posti per tutti gli altri profili del personale ATA: collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, assistenti tecnici, cuochi, infermieri e guardarobieri
Le assunzioni saranno distribuite sul territorio nazionale attraverso un riparto regionale contenuto in apposite tabelle allegate al decreto. Ogni Regione avrà un suo contingente, che poi verrà suddiviso a livello provinciale.
Quando si entra in ruolo?
La decorrenza giuridica (ovvero la data da cui si viene considerati ufficialmente assunti) è fissata al 1° settembre 2026. La decorrenza economica (cioè da quando si inizia a percepire lo stipendio) partirà invece dalla data di effettiva presa di servizio.
Per chi viene assunto a settembre 2026, la sede definitiva (la scuola in cui si resterà stabilmente) verrà assegnata solo nell’anno scolastico 2027/2028, secondo le regole vigenti.
Chi può essere assunto?
Per i profili “tradizionali” del personale ATA, le assunzioni attingeranno dalle graduatorie provinciali permanenti (quelle che restano in vigore per 24 mesi), aggiornate dopo i concorsi per soli titoli dell’Ordinanza Ministeriale 21 del 23 febbraio 2009.
Per i funzionari, invece, si utilizzeranno due canali distinti:
- Le graduatorie della procedura valutativa di progressione (decreto dipartimentale 1897/2024)
- Le graduatorie del concorso ordinario (decreto dipartimentale 3122/2024)
La regola è semplice: prima vengono chiamati quelli della procedura valutativa e, solo dopo, i vincitori del concorso. Se non ci sono abbastanza candidati dalla prima procedura, i posti residui passano al concorso ordinario.
Le riserve: chi ha la precedenza
La legge prevede che alcuni posti siano riservati a specifiche categorie di persone. Il decreto richiama espressamente:
- Le persone con disabilità (Legge 68/1999)
- Il personale militare (D.Lgs. 66/2010)
- I beneficiari delle norme sul rafforzamento della capacità amministrativa (decreto-legge 44/2023)
Ciò significa che una parte dei posti sarà destinata prioritariamente a chi appartiene a queste categorie, come prevede la normativa.
Altri profili: cuochi, infermieri e guardarobieri
Una novità interessante riguarda i cosiddetti “profili minori” (cuochi, infermieri e guardarobieri). Il ministero ha stabilito che, in ogni Regione che ne avrà la disponibilità, dovrà essere garantita almeno un’assunzione per ciascuno di questi profili.
La distribuzione provinciale di questi posti, però, non è fissata rigidamente dal ministero: saranno gli Uffici Scolastici Regionali a decidere come ripartirli in base alle effettive esigenze del territorio.
Si possono scambiare i posti tra diversi profili?
Questa è una domanda che molti si pongono. La risposta è sì, ma con alcune condizioni.
Le compensazioni (cioè lo spostamento di posti da un profilo all’altro) sono consentite, ma solo tra profili della stessa area professionale. Ad esempio, si può spostare un posto da assistente amministrativo ad assistente tecnico, ma non da assistente a collaboratore scolastico.
L’unico profilo escluso da questa possibilità è quello del funzionario: i suoi posti non possono essere “spostati” ad altri profili.
Inoltre, le compensazioni sono permesse solo se:
- Non comportano un aggravio per i conti pubblici
- Non ci sono abbastanza candidati nel profilo di partenza
- Ci sono posti effettivamente liberi nel profilo di arrivo
L’obiettivo dichiarato è quello di utilizzare tutti i posti autorizzati, senza sprecare nemmeno una delle 12.284 assunzioni previste.
Come funzionano le procedure telematiche
Tutte le operazioni di assunzione per il personale non funzionario saranno gestite attraverso il sistema SIDI, il portale informatico del ministero. Gli aspiranti dovranno presentare la loro domanda di scelta della sede tramite l’applicazione “Istanze On Line (POLIS)”.
Attenzione: le domande potranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica. Non sono previste alternative cartacee.
Il sistema invierà automaticamente una comunicazione di apertura del turno di convocazione a tutti gli interessati. Chi non presenterà la domanda nei termini assegnati verrà considerato “assente” e gli verrà assegnata d’ufficio una sede, senza possibilità di scelta.
Per i funzionari, invece, le operazioni non sono gestite dal sistema SIDI: gli uffici dovranno inserire manualmente i dati, con maggiore complessità operativa.
Un attenzione particolare alla trasparenza
Il ministero ha raccomandato agli Uffici Scolastici Regionali di dare massima pubblicità ai contingenti da assegnare e di informare adeguatamente le organizzazioni sindacali territoriali sulle operazioni in corso.
L’obiettivo è garantire la massima trasparenza e permettere a tutti gli aspiranti di essere informati tempestivamente sulle opportunità di assunzione.
Il ruolo degli Uffici Scolastici Regionali
Un aspetto importante da sottolineare: il prospetto di riparto provinciale trasmesso dal ministero è puramente indicativo. Sono gli Uffici Scolastici Regionali che, tenendo conto delle reali esigenze del territorio, potranno procedere a un riparto più adatto alle necessità locali.
Questo significa che i numeri definitivi potrebbero variare da provincia a provincia rispetto alla distribuzione iniziale, in base alle effettive disponibilità di posti e alle necessità delle singole scuole.
Cosa cambia per chi è già in graduatoria?
Per chi è inserito nelle graduatorie permanenti, il decreto rappresenta un’opportunità concreta. Tuttavia, è fondamentale:
- Controllare periodicamente le comunicazioni del proprio Ufficio Scolastico
- Presentare tempestivamente la domanda di scelta della sede quando si viene convocati
- Essere pronti a prendere servizio alla data indicata
La mancata risposta o il ritardo nella presentazione della domanda potrebbero comportare l’assegnazione d’ufficio a una sede non desiderata.
Per rimanere aggiornati, si consiglia di consultare regolarmente il sito del proprio Ufficio Scolastico Regionale e di tenere sotto controllo la posta elettronica e le comunicazioni ufficiali relative alle procedure di assunzione.
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Andrea Carlino
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