Non è una nuova legge sulle discariche. Non cambia il sistema di raccolta dei rifiuti. Soprattutto, non introduce nuove tasse. Ma potrebbe incidere su uno dei temi più delicati della politica ambientale del Lazio: il rapporto tra i territori che producono i rifiuti e quelli che sono chiamati a ospitare impianti di trattamento e smaltimento.
La Provincia di Frosinone ha presentato al Consiglio Regionale del Lazio una proposta di legge che punta a mettere ordine una volta per tutte nel complesso sistema dei benefit ambientali. Cosa sono e perchè sono importanti?
Si tratta di quei contributi economici che i territori ricevono come compensazione per ospitare impianti di trattamento, trasferenza, preselezione, discariche o termovalorizzatori.
La proposta, depositata con protocollo PL n. 297 nasce direttamente dal Consiglio Provinciale e dal presidente Luca Di Stefano. Palazzo Iacobucci, negli ultimi anni, ha dovuto fronteggiare un contenzioso crescente con Comuni, società private e gestori degli impianti. Il nodo? La legittimità del benefit aggiuntivo del 2% previsto per i rifiuti provenienti da fuori provincia.
Cos’è il benefit ambientale
Quando un Comune ospita una discarica o un impianto per il trattamento dei rifiuti, sostiene inevitabilmente un peso maggiore rispetto agli altri territori: traffico di mezzi pesanti, impatto ambientale, limitazioni urbanistiche e una percezione negativa da parte dei cittadini.
Per questo motivo la LR 27/1998 prevede già un benefit ambientale: una quota della tariffa pagata per conferire i rifiuti che viene riconosciuta ai Comuni sede degli impianti come forma di compensazione. Tu hai lo scomodo dei rifiuti in casa e noi ti riconosciamo un benefit come compensazione. La normativa stabilisce che tale quota debba essere compresa tra il 10% e il 20% della tariffa.
Negli anni successivi, durante la fase dell’emergenza rifiuti nel Lazio, un decreto commissariale ha previsto anche un ulteriore riconoscimento economico del 2% destinato alle Province quando i rifiuti provenienti da un altro Ambito Territoriale Ottimale (cioè da una provincia o comunque un’area diversa) vengono conferiti in impianti situati nel loro territorio.
Il 2% contestato e i quattro scaglioni
Ed è proprio qui che nasce il problema. Secondo la Provincia di Frosinone, negli anni alcuni soggetti destinatari delle richieste di pagamento hanno contestato la legittimità di questo benefit, sostenendo che un decreto commissariale non sarebbe sufficiente a introdurre un obbligo economico. Ma dovrebbe trovare fondamento direttamente in una legge regionale. Da qui è nato un lungo contenzioso giudiziario.
Nel tempo il meccanismo è stato ampliato e articolato in questo modo:
- 2% per le stazioni di trasferenza,
- 4% per gli impianti di preselezione,
- 5% per le discariche,
- 4% per i termovalorizzatori.
Alcuni Comuni conferenti hanno sostenuto che un decreto commissariale non può creare un obbligo economico a favore della Provincia, perché la materia sarebbe coperta da «riserva di legge». In altre parole: serve una norma regionale chiara, non un atto emergenziale.
I tre asset della proposta Di Stefano
La proposta di legge di soli 3 articoli interviene esattamente su questo vulnus giuridico attraverso tre passaggi precisi.
Primo: inserisce nella legge regionale l’obbligo del benefit del 2% per i rifiuti provenienti da fuori provincia.
Secondo: specifica che il benefit deve essere riconosciuto non solo ai Comuni, ma anche alle Province competenti.
Terzo: chiarisce che gli impianti devono riscuotere il benefit e riversarlo agli enti interessati.
Il documento lo dice esplicitamente: «La presente proposta mira a integrare l’art. 29 della LR 27/1998 al fine di dare precisa attuazione ai contenuti del decreto del Commissario delegato per l’emergenza ambientale del 2005».
La motivazione è politica, amministrativa e soprattutto pratica. Negli ultimi anni la Provincia di Frosinone ha richiesto il pagamento del benefit per i rifiuti provenienti da fuori ATO e conferiti nelle discariche e negli impianti del territorio. Ma diversi soggetti hanno contestato la legittimità della richiesta, aprendo un contenzioso lungo e costoso.
La relazione allegata alla proposta lo dice chiaramente: «La questione della debenza del benefit ha dato vita a un lungo e complesso contenzioso giudiziale, che potrebbe essere evitato con un intervento regionale».
La Provincia vuole certezza giuridica: una norma chiara che chiuda la porta alle interpretazioni e ai ricorsi.
Cosa cambia e cosa non cambia
La proposta non introduce nuove tasse, non comporta nuovi costi per la Regione, non modifica la tariffa dei rifiuti per i cittadini. Quello che cambia è il meccanismo di compensazione: chi porta rifiuti fuori provincia dovrà pagare un benefit aggiuntivo del 2%, e le Province che ospitano impianti riceveranno una quota economica finora contestata.
È una norma che tutela i territori che sopportano l’impatto ambientale degli impianti, soprattutto in un momento in cui il sistema rifiuti del Lazio è sotto pressione. Basti pensare alle tensioni sulla discarica di Roccasecca o alle emergenze legate al caso Remat di San Giorgio a Liri.
La lettura politica: un atto di pragmatismo
Questa proposta di legge è molto più di un intervento tecnico. È un atto politico. Negli ultimi anni il sistema è stato spesso governato da atti commissariali, emergenze e decisioni regionali. Con questa legge, la Provincia chiede di essere riconosciuta come soggetto titolare di diritti economici e amministrativi. Palazzo Iacobucci chiede chiarezza normativa e lo fa con una proposta di legge formale, non con una semplice richiesta politica. È come dire: «Il territorio non può essere lasciato solo a gestire l’emergenza rifiuti».
Il messaggio è rivolto anche ai Comuni — che eleggeranno il prossimo Presidente della Provincia. La Provincia vuole mostrarsi come ente che difende il territorio, che non accetta di essere «terra di conferimento» senza adeguate compensazioni.
La proposta PL n. 297 è un atto di pragmatismo politico. Non risolve di colpo i problemi dell’impiantistica o della raccolta differenziata ma fissa un paletto sacrosanto di equità: se la Ciociaria deve farsi carico dei rifiuti altrui, che almeno le venga riconosciuto, fino all’ultimo centesimo e per legge, il giusto risarcimento.
La campagna elettorale del prossimo anno del Presidente Luca Di Stefano è iniziata ufficialmente. E non è iniziata con l’adesione a un Partito: né di destra né di sinistra. Ma con un atto normativo di grande contenuto politico.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse. Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link Roberta Di Domenico
Source link




