Buschini lascia la Saf, tocca a Fantini il dossier più caldo della Ciociaria

Roma prende il tecnico, Frosinone si tiene il mediatore. Questa mattina Mauro Buschini ha fatto pervenire alla Segreteria della Saf le proprie dimissioni da vicepresidente della società per lo smaltimento dei rifiuti urbani, composta da tutti i 91 Comuni della provincia di Frosinone in parti uguali. Chiude formalmente una stagione che il Partito Democratico gli aveva aperto tre anni fa dirottando sul ponte di comando Saf il suo uomo più esperto nella materia sul piano politico.

Una parentesi che si è rivelata, alla prova dei fatti, il lasciapassare per un fronte assai più delicato: va a svolgere il ruolo di vice capo di Gabinetto della Città Metropolitana guidata da Roberto Gualtieri. (Leggi qui: Il Pd richiama Buschini a Roma: Gualtieri lo vuole per la sfida decisiva sui rifiuti).

Mauro Buschini

Lascia nel momento in cui la governance guidata dal presidente Fabio De Angelis e della quale Mauro Buschini fino a questa mattina faceva parte ha messo a punto un bilancio in ordine, con tagli e razionalizzazioni che hanno prodotto un milione di euro di spese in meno sul personale e soprattutto zero tonnellate di rifiuti conferite in discarica, con l’intero flusso della provincia ormai avviato al recupero energetico. Ma è una fase che si chiude. Saf ora è chiamata a sfide differenti ed approcci diversi.

Un profilo diverso per una fase diversa

È significativo che il Partito Democratico, nello scegliere il sostituto, non abbia cercato un clone ma abbia virato decisamente su un profilo politico di segno opposto: quello del mediatore. Luca Fantini arriva alla Saf con un curriculum che parla da solo nel contesto regionale degli ultimi anni: è stato Segretario Provinciale del Pd ed è ad oggi l’unico ad aver portato a termine l’intero mandato senza cadute anticipate né fratture irrecuperabili.

Antonio Pompeo, Luca Fantini, Sara Battisti

Soprattutto, la sua caratteristica riconosciuta è la capacità di mediazione e di interlocuzione trasversale, a prescindere dalle aree interne del Partito: esattamente ciò che serve oggi alla Saf, chiamata a dialogare con 91 sindaci diversi, ciascuno con le proprie priorità e i propri malumori, le proprie esigenze e le proprie prospettive.

Soprattutto è un pragmatico. E sotto questo aspetto, la linea sul piano politico non sarà in continuità con quella registrata fino ad oggi.

Non a caso, nell’accettare l’incarico, Fantini ha scelto un registro quasi programmatico. Ha parlato di una Saf che deve restare al servizio dei cittadini e di un ciclo dei rifiuti che deve continuare a essere pubblico. Ma su basi e visioni differenti: ritagliate sulle nuove sfide che la società pubblica è chiamata ad affrontare. Il cambio alla guida in questo caso implica anche un cambio di visione e di modello.

La Remat dopo l’incendio

Sul fronte più delicato, quello della Remat, l’azienda partecipata da Saf che è stata distrutta il mese scorso da un violento incendio, non si è nascosto. Fantini ha parlato della necessità di tutelare i lavoratori e l’ambiente, riservandosi il tempo per studiare le carte prima di sbilanciarsi. Cosa significa quella volontà di approfondire e di andare fino alla radice del problema?

Battisti: gli auguri ed i segnali

Un indizio arriva dal commento alla nomina fatto dalla Consigliera regionale del Pd Sara Battisti, che ha rivolto a Fantini i migliori auguri, dicendosi certa che saprà svolgere l’incarico «con senso di responsabilità e con la consapevolezza del ruolo strategico che la Saf riveste per il futuro della Provincia di Frosinone». Battisti ha insistito su un concetto che nel Pd provinciale sembra ormai un mantra condiviso, al di là delle correnti interne: la provincia di Frosinone ha la peculiarità di chiudere autonomamente il proprio ciclo dei rifiuti, e il servizio di raccolta e smaltimento deve restare pubblico, «quale garanzia di trasparenza, legalità ed efficienza».

Sara Battisti

L’obiettivo indicato per la nuova gestione è la classica declinazione da libro bianco della sostenibilità: migliorare la qualità dei servizi, investire in innovazione e nuove tecnologie, rafforzare la sostenibilità ambientale.

Ma la parte più affilata sta nel passaggio sull’incendio che nei giorni scorsi ha colpito l’impianto Remat, definito da Battisti «un fatto grave che impone una riflessione profonda». La Consigliera regionale ha indicato tre priorità che suonano più come un atto di indirizzo politico che come un semplice commento di circostanza: non lasciare soli i lavoratori, collaborare pienamente con le autorità competenti per fare piena luce sui fatti, procedere rapidamente alla bonifica dell’area.

Rivalutare la strategia complessiva

L’impianto in fiamme

Ma è l’ultimo passaggio quello che merita una lettura più attenta: Battisti chiede di «valutare con attenzione l’utilità dell’impianto Remat all’interno della strategia complessiva di gestione dei rifiuti della provincia», invocando «una discontinuità chiara, fondata su trasparenza, responsabilità e tutela dell’interesse pubblico».

Non è un dettaglio da poco: mettere in discussione l’utilità stessa di un impianto partecipato come Remat dentro la filiera pubblica dei rifiuti è una posizione politica, non solo una nota di cordoglio per un incendio.

E siccome la sintonia tra Sara Battisti e Luca Fantini è totale, si comprende ancora meglio quanto sarà differente la visione sulla Saf e la sua prospettiva.

Il vero significato

C’è, in questa vicenda, una simmetria politica. Mentre Roma costruisce la sua sfida prendendosi l’ex presidente del Consiglio Regionale ed ex Capogruppo che ha portato a zero i conferimenti in discarica, al tempo stesso Frosinone risponde scegliendo per la Saf non un sostituto qualunque ma l’uomo che nel Pd locale ha già dimostrato di saper tenere insieme un Partito diviso.

È un segnale che la partita dei rifiuti, in Ciociaria, non si gioca più solo sul piano tecnico degli impianti e delle tonnellate ma su quello, più delicato, degli equilibri. Sulla capacità di esprimere profili diversi ed adatti alle differenti esigenze del momento e dei territori. Sulla capacità di cambiare modello e strategia operativa, adeguandola ai nuovi scenari. Chiudendo sempre il cerchio.

Come dimostra un piccolo dettaglio. Luca Fantini ha una immensa capacità di dialogo con Roma Capitale in virtù del suo antico ruolo di Segretario Regionale dei Giovani Democratici. Più ancora, sarà importante il suo ruolo all’interno di Rete Democratica, la componente nazionale guidata dall’onorevole Claudio Mancini e che ha come riferimento nel Lazio proprio la consigliera Sara Battisti ed esprime il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. E buona parte del futuro sulla gestione dei rifiuti del Lazio si giocherà proprio su quell’asse.


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