Da un torchio costruito a mano nel 1958 a uno store da 1300 metri quadri nell’area industriale di Broccostella: la distanza percorsa da Polsinelli Enologia in quasi settant’anni si misura anche in metri quadrati, oltre che in mercati conquistati. L’azienda fondata da Celestino Polsinelli, oggi guidata dal figlio Daniele con l’ingresso operativo della terza generazione rappresentata da Edoardo, ha aperto i battenti del nuovo stabilimento con annessi show room, punto vendita e polo logistico per le spedizioni internazionali.
Lo ha fatto alla presenza di circa 700 persone e di una rappresentanza istituzionale che va dagli assessori regionali Giancarlo Righini e Pasquale Ciacciarelli ai sindaci di Broccostella Domenico Urbano e di Isola del Liri Massimiliano Quadrini, passando per la Provincia con il consigliere Gianluca Quadrini fino al mondo delle imprese con Gianluigi Raponi presidente della Piccola e Media Industria di Unindustria.
Da Carnello a Broccostella
Il trasferimento, per quanto limitato a poche centinaia di metri sulla cartina, non è un dettaglio logistico. Polsinelli era nata e cresciuta a Carnello, frazione di Isola del Liri, dove il fondatore Celestino aveva impiantato il primo laboratorio di carpenteria e dove, negli anni Sessanta, aveva iniziato a produrre torchi e diraspatrici per i viticoltori della zona.
Il passaggio all’area industriale di Broccostella, con un impianto da 1300 metri quadri dedicato a store e funzioni commerciali, segnala che il modello di business dell’azienda (fornire attrezzature per l’intera filiera del vino, dell’olio e della birra, dalla barbatella all’imbottigliamento) ha ormai raggiunto una scala che il vecchio insediamento non era più in grado di sostenere.
A rendere il caso Polsinelli un riferimento per l’imprenditoria del territorio non è soltanto la dimensione internazionale, con l’azienda che oggi vende in 95 Paesi: ma la sequenza delle scelte industriali che l’hanno costruita.
Dopo l’apertura di un sito internet nei primi anni Duemila e l’ingresso nella produzione di attrezzature per birrifici, l’azienda ha aperto nel 2012 una piattaforma di e-commerce che ha moltiplicato il volume degli ordini: da uno ogni tre giorni alle circa 400 evasioni settimanali attuali.
Il segreto del successo
Cosa c’è dietro quei numeri? A raccontarlo sono venuti alcuni dei clienti vecchi e nuovi di Polsinelli: c’è chi si occupa di saponi e detergenti, chi produce ed imbottiglia vino, chi è specializzato nella birra ed anche chi fa liquori e distillati. Sono saliti sul palco del talk show serale organizzato dopo il concerto per piano – soprano e baritono. Ed hanno svelato una serie di dettagli che potrebbero costituire il decalogo del buon commercio.
Innanzitutto il prezzo: non è quello a portare così tanti ordini. Al punto che uno degli ospiti ha rivelato “il prezzo è la scorciatoia per chi non ha idee”. Così si scopre che un’azienda cosmetica campana incontra Polsinelli per caso: comprando di seconda mano uno spillatore per la birra che però poteva essere convertito per gli usi dell’industria cosmetica. “Abbiamo avuto bisogno di un prodotto più grande, ci siamo detti che quello usato funzionava bene e faceva perfettamente il suo dovere: proviamo a contattare il produttore”: Polsinelli appunto, al quale hanno chiesto prima un impianto nuovo da 100 litri, poi uno da 200 litri, un altro da 500 litri e poi si è arrivati ai 1000 litri.
“Ogni volta con caratteristiche nuove, il team di Polsinelli ci proponeva soluzioni, si adattava alle nostre esigenze: non è il produttore che fabbrica una serie di prodotti standard e si limita a quelli ma anzi li fa quasi su misura per ogni cliente”. Una specie di sartoria per la produzione di olio, vino, saponi, birra, liquori e molto altro…
Il segreto sta lì, rivelano quelli che comprano da Polsinelli: il produttore che ti ascolta, capisce cosa ti serve, ci lavora sopra e poi ti propone delle soluzioni su misura. Tanto che sulla linea di produzione, nelle schede per tornitori, fabbri e saldatori, Daniele Polsinelli ha inventato un timbro a caratteri grossi, inchiostro rosso e stampatello: Attenzione Prodotto Personalizzato. È così che si scopre il prossimo progetto, insieme al liquorificio Sarandrea: un metodo per processare le erbe ancora fresche, estrattori di essenze che potrebbero avere impieghi anche in profumeria.
La Accademy
Parallelamente è nata la Polsinelli Academy, struttura di formazione rivolta a nuovi produttori di vino, olio e birra che ha permesso all’azienda di affiancare alla vendita di macchinari un ruolo di trasferimento di competenze tecniche.
Il nuovo store è pensato anche come sede di masterclass e aperto a workshop e conferenze esterne. Si inserisce in questa stessa logica: non un semplice ampliamento della superficie di vendita ma un tentativo di tenere insieme, in un unico spazio fisico, commercio, formazione e relazione con la filiera.
Un caso nel tessuto produttivo
Con 45 dipendenti, tutti reclutati sul territorio, Polsinelli rientra in quella fascia di piccola e media industria manifatturiera che, tra la Valle di Comino e il resto della provincia di Frosinone, ha costruito quote di mercato internazionale restando radicata in un perimetro geografico ristretto.
È un contesto in cui la crescita organica di un’azienda familiare, capace di passare alla terza generazione senza cessioni né fusioni, rappresenta un percorso. Non a caso, tra i clienti del talk show, c’è stato chi ha annunciato tra gli applausi che anche nelle loro aziende le nuove generazioni hanno deciso di tornare e lasciare quello che oggi stanno facendo per proseguire invece la tradizione di territorio e di famiglia.
Cosa resta da vedere
L’annuncio di una futura Fondazione Polsinelli, pensata come spazio per eventi, congressi e corsi, suggerisce che l’azienda intenda proseguire lungo la stessa traiettoria che ha già portato dal torchio all’e-commerce: allargare il perimetro di attività oltre la pura vendita di macchinari.
Resta da capire, nei prossimi mesi, quale sarà il ritorno concreto dell’investimento nello store di Broccostella. In termini di fatturato e di ulteriore occupazione. E se il modello — manifattura locale, formazione, commercio digitale e ora anche spazio fisico polifunzionale — si dimostrerà replicabile anche da altre imprese della filiera agroalimentare del territorio. Sarebbe un nuovo orizzonte tracciato a marchio Polsinelli.
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