(Adnkronos) – Sale ancora il bilancio dei migranti morti nel tentativo di raggiungere Ceuta, exclave spagnola in Africa. La Guardia Civil ha recuperato nelle ultime ore altri dieci corpi senza vita e, secondo quanto confermato dalle autorità, sono in totale 67 i morti.
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha inviato una lettera alle istituzioni europee per stigmatizzare le posizioni di alcuni paesi in relazione alla crisi migratoria di Ceuta. Il quotidiano El Pais riferisce che il premier ha chiesto un vertice dei ministri dell’Interno dei 27 paesi Ue. L’azione di Sanchez arriva dopo le misure annunciate ieri dall’Italia, con la sospensione dell’accordo di Schengen con la Spagna. Nella missiva indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, Sanchez manifesta “seria preoccupazione” per la “reazione” di alcuni Paesi europei e ha sollecitato una riunione in videoconferenza, da convocare con urgenza.
Parallelamente, Italia e Danimarca hanno promosso una lettera ai vertice dell’Ue ”in relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell’Unione europea a Ceuta e alla necessità di prevenire attraversamenti irregolari incontrollati, contrastare le reti di traffico di migranti, eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali e garantire una risposta europea unitaria ed efficace”. La missiva, indirizzata al presidente del Consiglio europeo, António Costa, alla presidente von der Leyen e al presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheál Martin, è stata firmata da 22 capi di Stato e di governo europei e chiede alla presidenza irlandese – proprio come fa Sanchez – la convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una risposta europea coordinata. Fra i firmatari non figurano Spagna e Francia. La lettera è stata sottoscritta anche da Austria, Bulgaria, Croazia, Estonia, Germania, Ungheria, Lituania, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia, Slovenia e Svezia.
Nella lettera, Sanchez afferma che la Spagna è riuscita a ristabilire il controllo delle frontiere, fornire assistenza umanitaria, rimpatriare “praticamente tutti” i migranti entrati illegalmente e impedire spostamenti non autorizzati verso altri paesi europei nell’arco di 48 ore. Il primo ministro evidenzia che tali azioni sono state compiute in coordinamento con il Marocco e con “pochissimo supporto” da parte degli altri Stati membri dell’Ue. Sanchez, inoltre, difende inoltre la politica migratoria adottata dalla Spagna negli ultimi anni: la linea scelta da Madrid ha consentito di ridurre gli gli arrivi irregolari e reso la Spagna “il secondo confine esterno più sicuro dell’Ue”, nonostante sia l’unico Stato membro con un confine terrestre con l’Africa.
Il primo ministro ricorda quindi che la Spagna ha sostenuto altri paesi europei in precedenti crisi migratorie e fa riferimento all’accoglienza dei migranti giunti nell’Europa orientale attraverso la Bielorussia nel 2021 e sull’isola italiana di Lampedusa nel 2023. Iil primo ministro punta il dito contro chi ha proposto l’esclusione temporanea della Spagna dall’area Schengen. A suo avviso, tale posizione deriva da “pregiudizi, notizie false, ignoranza o interessi politici” ed è ritenuta da Madrid contraria al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà dell’Ue.
Sostiene inoltre che Ceuta non fa parte dell’area Schengen, che praticamente tutti i migranti irregolari sono già stati rimpatriati e che la Spagna ha uno dei confini esterni meno permeabili dell’UE, secondo i dati di Frontex. Data questa situazione, Sánchez chiede che la Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea convochi con urgenza una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno per coordinare una risposta comune e ribadire che la protezione delle frontiere esterne è una responsabilità condivisa da tutti gli Stati membri.
Prima che Roma annunciasse il provvedimento – preso in considerazione anche da Finlandia e Danimarca, nonché sollecitato dal premier della Repubblica Ceca a livello Ue – Sanchez ieri ha pubblicato un post che chiama in causa l’Italia e altri paesi. “La solidarietà e l’empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no”, ha premesso il premier prima di ricordare “il numero di ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 secondo Frontex: attraverso l’Italia 478.600, attraverso i Balcani occidentali 340.600, attraverso la Grecia: 259.800, attraverso la Spagna 234.760, attraverso il confine orientale 48.000. Non è tempo di dividere. È tempo di continuare a costruire un’Ue forte e unita”. In serata, il ‘bis’ del ministro degli Esteri, José Manuel Albares: “La quasi totalità di coloro che sono entrati a Ceuta è già tornata in Marocco. Non è possibile spostarsi da Ceuta e Melilla alla Penisola senza identificarsi in un controllo di polizia. L’integrità dello spazio Schengen è assolutamente garantita. Basta con la confusione interessata.
Intanto l’arrivo di persone dal Marocco “si è completamente fermato”secondo quanto comunicato dalle autorità di Ceuta, precisando che le prime ore di oggi sono trascorse “nella normalità” e che non si sono verificati “incidenti significativi”. Contemporaneamente continua il flusso di ritorno verso il Marocco e su 50.000 migranti, secondo i dati ufficiali, circa 48.000 sono già rientrati nel Regno. Dall’inizio dell’anno sono 97 i migranti trovati morti a Ceuta: il bilancio del 2025 parlava di 46 morti.
L’Italia ha sospeso l’accordo di Schengen con la Spagna e da oggi, 1 agosto, sono stati ripristinati i controlli nei porti e negli aeroporti. Lo stop dovrebbe durare un mese ma con la possibilità di proroga in caso la situazione lo richiedesse. La novità, in realtà, non comporterà alcuna modifica per i cittadini italiani, spagnoli ed europei che viaggiano verso l’Italia. Continueranno, come di consueto, a sbarcare in Italia senza alcun passaggio supplementare a livello burocratico. I controlli saranno mirati e riguarderanno infatti solo i cittadini di Paesi terzi – extra Ue – provenienti dalla Spagna: l’obiettivo dei controlli è verificare la loro regolarità in ingresso in Italia. Non cambia nulla per chi dall’Italia si recherà in Spagna.
Il ministro dell’Interno Piantedosi ha assicurato che “non c’è nessuna frizione con il governo spagnolo. Abbiamo dato la disponibilità a collaborare insieme a tutta l’Unione europea. La presidente della Commissione europea sta adottando iniziative specifiche insieme agli altri premier per offrire alla Spagna un aiuto nella gestione della situazione che si è creata”.
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