Gaeta, caso Matarazzo: fuoco di fila del PD: «Resta in maggioranza»

Capita che due rette sullo stesso piano si incontrino. Tardi ma lo fanno. È sufficiente che non siano esattamente parallele: quelle poteva farle convergere solo un colosso della politica come Aldo Moro. A Gaeta è bastato molto meno: che le rette politiche non fossero proprio parallele e così alla lunga sono diventate convergenti. L’adesione del consigliere comunale Raffaele Matarazzo al Gruppo Misto ha provocato silenzio nella maggioranza e polemiche accese nel Partito Democratico. Con un effetto collaterale inedito: il consigliere di opposizione dem Franco De Angelis (presidente della commissione Controllo e Garanzia) si è trovato costretto a complimentarsi con il sindaco Cristian Leccese, con cui i rapporti dialettici hanno in diverse circostanze sfiorato le scintille.

Il silenzio di Leccese: la scelta giusta

Cristian Leccese

De Angelis conferma che sul piano politico il suo avversario Leccese ha fatto bene a restare in silenzio dopo la dichiarazione letta in Aula da Matarazzo, annunciando la sua adesione al Misto ed ufficializzando così la sua posizione critica nei confronti della maggioranza. Non chiarendo se fosse un passaggio all’opposizione o all’appoggio condizionato. (Leggi qui: Gaeta: Matarazzo lascia la maggioranza, il PD sale sull’Aventino).

Non solo. Il consigliere Pd promuove a pieni voti la contromossa di Pina Rosato, ex presidente del Consiglio Comunale ed ora consigliera provinciale di Forza Italia: aveva chiesto direttamente al professore se avesse aderito al gruppo misto di maggioranza o di opposizione«Pina Rosato ha dimostrato di avere un background politico superiore ai suoi quando ha posto quella domanda — osserva De Angelis — perché Matarazzo non l’aveva furbescamente specificato. La norma è chiara e va attuata».

Lo Statuto: il Misto impone una scelta

Raffaele Matarazzo

De Angelis aveva qualche dubbio iniziale, sciolto dopo una lettura attenta dello Statuto comunale. Il testo è preciso: il gruppo misto accoglie i consiglieri che non aderiscono ad alcun altro gruppo strutturato. Ma la loro collocazione (di maggioranza o di opposizione) deve rispecchiare «la chiara e formale collocazione politica dei singoli membri rispetto all’amministrazione in carica». Tradotto: non basta dichiarare di aderire al gruppo misto. Si è obbligati a scegliere su quale lato della barricata si sceglie di stare, per evitare qualsiasi forma di qualunquismo politico e garantire un equilibrio nelle commissioni consiliari permanenti.

De Angelis ha già annunciato che «nel primo Consiglio comunale utile» chiederà a Matarazzo di dichiarare formalmente la propria collocazione. «Ha fatto bene il sindaco Leccese a far finta di non aver ascoltato — aggiunge il consigliere dem — perché quel tipo di dichiarazione si potrebbe rivelare un boomerang. Che, lanciato a caso, potrebbe tornare indietro e fare anche male».

«L’astensione è un’altra furbizia»

Franco De Angelis

Per il PD la mossa di Matarazzo è politicamente debole. «Con quella dichiarazione il professore ha soltanto preso le distanze dalla lista “Avanti tutta” nella quale era stato candidato ed eletto. Nulla di più. Per noi resta in maggioranza — spiega Franco De Angelis. — E lo sa perché? Ce lo ha fatto capire la sua astensione, che è un’altra furbizia. Se avesse voluto compiere un gesto politicamente forte, avrebbe potuto votare contro la salvaguardia degli equilibri di bilancio, o uscire dall’Aula mettendo ancora di più in evidenza i limiti numerici mostrati dalla maggioranza. Infatti, erano appena dieci i consiglieri presenti».

La Rosato, dal canto suo, è sbrigativa: la dichiarazione di Matarazzo «lasciava e lascia il tempo che trova».

Franco De Angelis si dichiara dispiaciuto per due ragioni. La prima: lui e Matarazzo si erano dichiarati favorevoli a chiedere alla professoressa Sabina Mitrano la propria disponibilità a ricandidarsi a sindaco alle amministrative del 2027. Una volontà «che non ha avuto un coerente seguito in Consiglio, dove il professore ha avuto l’occasione di smarcarsi dalla maggioranza di cui, secondo noi, continua stabilmente a far parte».

«Avrebbe potuto votare contro»

Gennaro Dies

La seconda: la sortita si è rivelata «una manifestazione folkloristica dal punto di vista verbale. Non è servita a nulla e non ha lasciato alcuna traccia nella storia di una seduta durata solo mezz’ora, per il comportamento camaleontico del presidente Dies che prima aveva detto una cosa ai consiglieri di opposizione e poi ne ha fatto un’altra. Dies ha difeso il suo operato? Le telefonate e i messaggi WhatsApp da noi ricevuti potrebbero dire molt’altro».

In sintesi, Matarazzo avrebbe avuto «gli attributi per operare convintamente un’altra scelta, quella di approdare in minoranza». Invece ha scelto il mezzo passo. «Tanto sappiamo cosa succederà: continuerà a votare legittimamente con la maggioranza Leccese. E se fossi in lui — ha concluso De Angelis — sarei molto preoccupato del pensiero dei suoi elettori, che sono sempre stati tanti».

L’irritazione di Guglietta, la delusione di Speringo

da sinistra: Morini, Leccese, Guglietta e Matarazzo

In attesa che Matarazzo chiarisca la propria appartenenza consiliare negli ultimi nove mesi di mandato (se non dovesse specificarlo, il problema coinvolgerebbe il presidente d’aula Dies e la segretaria comunale Patrizia Cinquanta) le sue dichiarazioni hanno generato forte irritazione nell’assessora alle Attività Produttive Paola Guglietta.

Guglietta era stata nominata dal sindaco Leccese come espressione della lista civica rappresentata in Consiglio da Davide Speringo e da MatarazzoSperingo, elegantemente, si era dimesso dalla presidenza del Consiglio nell’ambito di un avvicendamento concordato ed è rimasto in maggioranza. Ora si dichiara «deluso»: sostiene che il professore abbia avuto le sue occasioni (incarichi in Giunta nel secondo mandato di Cosimino Mitrano, surroga in Consiglio dopo non essere stato eletto direttamente) e non le abbia sfruttate. 

Speringo teme soprattutto le ricadute sulla permanenza in Giunta dell’assessora Guglietta qualora Matarazzo decidesse di passare tra i banchi dell’opposizione. In pochi credono che ciò accada. Ed è altrettanto improbabile che il sindaco licenzi un’assessora che non ha alcuna responsabilità sull’iniziativa di Matarazzo. Di cui, stando a quanto trapelato, sarebbe stata tenuta persino all’oscuro.


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