aumenta la tassa sui rifiuti


Il primo atto del nuovo Consiglio comunale e della maggioranza che sostiene l’amministrazione Patti? Aumentare la Tari, la tassa sui rifiuti. A Marsala passa il Piano rifiuti con un rincaro del 10%, tra scontri in Aula e opposizione fuori.

 

Nella seduta del Consiglio comunale di Marsala, tenutasi ieri, era in discussione il punto all’ordine del giorno relativo al “Piano economico finanziario” del servizio di gestione dei rifiuti urbani per il periodo 2026-2029.

Il PEF è approdato in Aula solo poche ore dopo la trasmissione da parte dell’Amministrazione. Poche ore per studiarlo, conoscerlo e approfondirlo.

Ma il punto più controverso è che quel Piano prevede un aumento della Tari di almeno il 10%. Il Piano, infatti, predisposto sulla base dei costi del servizio registrati nelle annualità 2024 e 2025 secondo il metodo tariffario vigente, recepisce l’incremento della spesa sostenuta nel biennio di riferimento. Tale aggiornamento determina una revisione delle tariffe TARI, con un aumento medio stimato tra il 10 e il 12 per cento.
 

 

È stato approvato, nonostante un dibattito piuttosto acceso, con 13 voti favorevoli e 2 astenuti (Grillo e Ferrantelli). La restante parte dell’opposizione è uscita dall’Aula, mentre Lele Pugliese era assente. Il PEF viene approvato anche senza il consigliere di maggioranza Rino Passalacqua, che ha lasciato l’Assise poco prima.

 

La seduta

È stato il vicepresidente della commissione Bilancio, Marco Bonfratello, a ricordare quanto sia importante la votazione dell’atto, nonostante i malcontenti.

I componenti della commissione Bilancio appartenenti all’opposizione hanno deciso di astenersi. Francesco Carini (FdI), esortato da Bonfratello a “giustificare” l’astensione, ha replicato: «Non è mancanza di rispetto per il lavoro degli uffici, ma i tempi sono stretti e io mi astengo per i dubbi».

Dello stesso avviso il consigliere Duilio Piccione: «L’astensione è una libertà di espressione. In campagna elettorale la sindaca aveva detto di abbassare la Tari, oggi è il contrario».

Si tratta comunque di un aumento consistente: si mettono le mani nelle tasche dei cittadini. Lo ha annunciato anche l’assessore Daniele Nuccio, che ha spiegato cosa contiene il PEF e cosa avrebbe significato non approvarlo.

 

“Desidero ringraziare i consiglieri comunali che, con senso di responsabilità istituzionale, hanno consentito l’approvazione del Piano Economico Finanziario e delle tariffe TARI, dichiara l’Assessore al Bilancio, Daniele Nuccio. Si tratta di atti fondamentali per garantire gli equilibri finanziari dell’Ente e assicurare la continuità dell’azione amministrativa. Il Piano recepisce costi maturati nelle annualità precedenti al nostro insediamento e fotografa una situazione economica che questa Amministrazione ha ereditato. Era nostro dovere affrontarla con serietà, senza rinviare decisioni che avrebbero compromesso la stabilità finanziaria del Comune. La mancata approvazione del PEF avrebbe determinato gravi conseguenze per l’Ente, incidendo sulla capacità di garantire gli equilibri di bilancio e di programmare investimenti, assunzioni e servizi a favore della collettività. Prendiamo atto che chi ha amministrato la città negli anni in cui questi costi si sono consolidati ha scelto una posizione diversa durante il voto consiliare. Noi, invece, abbiamo ritenuto prevalente l’interesse del Comune e dei cittadini, assumendoci la responsabilità di adottare un provvedimento necessario, pur nella consapevolezza dei sacrifici richiesti. Da oggi si apre una nuova fase. L’obiettivo dell’Amministrazione Patti sarà quello di migliorare l’efficienza del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti, razionalizzare la spesa, valorizzare il lavoro degli operatori e incrementare la qualità della raccolta differenziata, affinché, negli anni a venire, sia possibile contenere il peso della tariffa e offrire ai cittadini un servizio sempre più efficiente e rispettoso dell’ambiente”.

Nuccio: “PEF di circa 18 milioni”

Per l’assessore al ramo Daniele Nuccio «non c’è da essere allegri: dobbiamo adottare un piano che ha riflessi sulle tasche dei cittadini. Abbiamo una buona percentuale di differenziata, ma oggi è una giornata campale».

Nuccio chiarisce che i maggiori controlli non servono a fare cassa ma a rendere la città più pulita, a partire dallo spazzamento delle strade. Annuncia poi controlli sulle compostiere: «Bisogna capire chi effettivamente utilizza la compostiera, che ha anche avuto il 30% di sgravio, e chi invece quell’organico lo smaltisce per strada o nei centri di conferimento».

La mancata approvazione del PEF, ha sottolineato Nuccio, avrebbe significato dover recuperare 1 milione e 300 mila euro dal bilancio, con immediata comunicazione alla Corte dei Conti, perché verrebbe meno l’equilibrio: «Il PEF non nasce in 30 giorni ma da una serie di scelte precedenti che non ci consentono di fare altro».

Anche il funzionario Filippo Angileri ha relazionato sulla parte contabile, avvertendo che senza PEF approvato «ci potrebbe essere il blocco della spesa corrente e l’illegittimità del bilancio».

L’Amministrazione comunale ricorda che le famiglie economicamente più fragili potranno beneficiare del bonus sociale rifiuti, che prevede una riduzione del  25% della TARI  per i nuclei familiari con  ISEE non superiore a 9.530 euro , nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla normativa nazionale.

Sturiano: “Non c’è stato il tempo per studiarlo”

La commissione di merito, dice Enzo Sturiano (FI), non ha avuto la possibilità di approfondire l’atto perché arrivato a meno di 24 ore dalla seduta.

Incalzando poi l’Amministrazione: «Non parlate di atto dovuto, perché ve lo potete approvare. Avete una maggioranza schiacciante. Votatelo. Chi ci ha lavorato è nelle condizioni di dimostrare se si amministra da soli o se ci sono strumenti per mitigare».

 

Le accuse a Grillo

I consiglieri di maggioranza, da Michele Gandolfo a Leo Orlando, insieme all’assessore Nuccio, scaricano la responsabilità sull’ex sindaco Massimo Grillo.

Per Gandolfo il PEF doveva essere approvato dalla precedente amministrazione.

È Lillo Gesone a rimarcare invece che nessuno, tra maggioranza e opposizione, è esente da responsabilità: «Capisco la difficoltà nel dover votare un aumento della tassa dei rifiuti. Nessuno è gaudente. Nessuno oggi è nelle condizioni di fare Ponzio Pilato. L’aumento dell’IVA dal 10 al 22% non può essere addebitato a nessuna amministrazione: semmai è responsabilità del governo Meloni».

 

Sentenza del Consiglio di Stato: non presa in considerazione

Settimane fa la consigliera Linda Licari (PD) aveva avanzato una proposta, suffragata dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 9676 del 2025, sulla possibilità di un risparmio per le casse comunali e, di conseguenza, per i cittadini.

L’Amministrazione non ha approfondito questa possibilità. Anche ieri in Aula la consigliera ha posto la questione: «La differenziata è aumentata ma anche la Tari. Da dove provengono questi costi aggiuntivi? Ho il dovere di votare l’atto, ma è necessario avviare uno studio tecnico sulla sentenza che ho prodotto per capire se si può applicare e quindi far risparmiare i cittadini».

Dello stesso avviso anche Francesco Carini: «Il Comune, in fase di contraddittorio, aveva la possibilità di fare qualcosa. Perché non si è avvalso della sentenza del Consiglio di Stato? Così da gravare meno sui cittadini?».

 

Liberi: “Non nostra la responsabilità”

Per Flavia Sammartano «non mettiamo in discussione la normativa: la vera questione politica è un’altra. Il cittadino si trova davanti a un aumento della Tari. Quali strumenti ha messo in campo l’Amministrazione per evitarlo?».

Ma ad essere incalzante è stato Massimo Grillo: «Quali costi hanno determinato l’aumento della tariffa? Questo andava spiegato. La mia amministrazione ha tante responsabilità, ma come si fa a dire che la colpa è nostra? È possibile sapere quanto incide complessivamente l’abbattimento? Vi abbiamo consegnato un Comune con una significativa liquidità di cassa. Non si può parlare di pregresso per una tariffa 2026-2029».

Rivolgendosi poi all’assessore Nuccio: «Se ci fosse stato un vero senso di responsabilità, ci avrebbe convocato prima per capire meglio la delibera. Non ci sono i dati per esprimere un giudizio responsabile».

 

La nota dell’opposizione

I consiglieri Gaspare Di Girolamo, Pino Ferrantelli, Gianpaolo Abrignani, Francesco Carini, Duilio Piccione, Lele Pugliese, Flavia Sammartano, Enzo Sturiano e Massimo Grillo hanno diffuso una nota parlando di promesse disattese:

«Aumenti da 50 a 80 euro per le famiglie, disattesa la promessa elettorale di riduzione. L’approvazione del PEF TARI 2026 conferma un aumento della tassa rifiuti. È legittimo richiamare criticità del passato, ma non può diventare l’unica spiegazione o un alibi per aumentare l’imposta.

Non si può continuare a trasferire sulle tasche dei marsalesi costi e inefficienze senza indicare soluzioni, tempi e risultati verificabili. L’Amministrazione ha il dovere di spiegare quanto incidano le singole voci di costo e quale piano abbia predisposto per contenerle.

Ora che abbiamo impianti di prossimità a Marsala e Trapani, quali risparmi produrranno e quando si tradurranno in una riduzione delle tariffe?».

Chiosano: «Le promesse devono diventare atti concreti. Continueremo a chiedere trasparenza, efficienza e tariffe più eque».

 




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